Spugne Fritte: Un Pericolo Silenzioso per i Cani

Introduzione

I bocconi avvelenati rappresentano una seria minaccia per gli animali domestici e selvatici. Tra le varie forme che queste esche possono assumere, le spugne fritte emergono come un pericolo particolarmente insidioso. Questo articolo si propone di esplorare il fenomeno delle spugne fritte tossiche per i cani, analizzando i rischi, le modalità di intervento e le misure di prevenzione.

Il Pericolo Nascosto delle Spugne Fritte

Le spugne fritte sono realizzate impregnando spugne da cucina con olio e friggendole leggermente. Questi bocconi, apparentemente innocui, diventano letali una volta ingeriti. A differenza di altre esche avvelenate che contengono sostanze tossiche riconoscibili, le spugne fritte agiscono meccanicamente: una volta nello stomaco dell'animale, si espandono assorbendo i succhi gastrici, causando un blocco intestinale fatale.

Un Caso Recente a Barberino Val d'Elsa

Un episodio avvenuto a Barberino Val d'Elsa (Firenze) nel 2017 ha portato alla luce questa pericolosa pratica. In una vigna, sono state ritrovate ventisei spugne fritte, annerite e unte, posizionate per tenere lontana la fauna selvatica. La segnalazione ai Carabinieri Forestali di Tavarnelle Val di Pesa ha portato alla denuncia di un uomo per getto pericoloso di cose. Le spugne sono state consegnate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana con sede a Scandicci per le analisi.

Indagini e Bonifica del Territorio

Vista l’estensione dei terreni interessati, i militari si sono avvalsi della collaborazione del Nucleo Cinofilo Antiveleno del reparto Carabinieri Parco Nazionale Foreste Casentinesi, per compiere un’ulteriore bonifica e rinvenire la presenza di eventuali carcasse di animali. Il sopralluogo non ha portato alla scoperta di altre spugne né di carcasse animali.

Come Riconoscere e Dove si Trovano le Spugne Fritte

Le spugne fritte si presentano come pezzettini di spugna da cucina, spesso di colore giallo, imbevute di olio e leggermente fritte. L'odore di olio fritto può attirare gli animali, rendendo queste esche particolarmente pericolose.

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Questi bocconi sono solitamente lasciati in luoghi accessibili agli animali domestici, come parchi, giardini condominiali, aree cani e marciapiedi accanto alle aiuole. Alcuni malintenzionati conoscono le abitudini degli animali domestici del vicinato e sistemano le spugne fritte in modo da colpire i loro bersagli.

Cosa Fare in Caso di Sospetta Ingestione

Se si sospetta che il proprio cane abbia ingerito una spugna fritta, è fondamentale agire rapidamente.

  1. Contattare immediatamente il veterinario: Il veterinario è la figura più indicata per valutare la situazione e intraprendere le azioni necessarie.
  2. Non indurre il vomito: A differenza di altri tipi di avvelenamento, indurre il vomito in caso di ingestione di spugna fritta potrebbe peggiorare la situazione, in quanto la spugna potrebbe espandersi ulteriormente nell'esofago.
  3. Seguire le indicazioni del veterinario: Il veterinario potrebbe consigliare una radiografia per confermare la presenza della spugna nello stomaco e valutare la necessità di un intervento chirurgico per rimuoverla.

Carlo Ciceroni, veterinario comportamentalista, raccomanda di non dare mai del latte al cane in caso di sospetto avvelenamento, in quanto potrebbe accelerare il processo di assorbimento di eventuali sostanze tossiche.

Cosa Fare se si Trovano Spugne Fritte in Giro

Se ci si imbatte in una sospetta esca avvelenata, è importante seguire alcune precauzioni:

  1. Non maneggiare a mani nude: Utilizzare guanti per evitare il contatto diretto con la spugna.
  2. Avvertire le autorità: Contattare immediatamente le forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia Municipale) e segnalare il ritrovamento.
  3. Fotografare la zona: Scattare foto del luogo e della spugna, in modo da fornire prove utili alle indagini.
  4. Segnalare il ritrovamento: Informare la comunità locale attraverso gruppi online e social media, indicando l'orario, il luogo esatto e allegando le foto.
  5. Bonificare l'area: Effettuare un controllo nelle vicinanze per escludere la presenza di altre esche.

Il Quadro Normativo e le Responsabilità

L'uso di bocconi avvelenati è un reato punibile dalla legge. La Legge n. 189 del 20 luglio 2004, "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate", ha apportato modifiche al Codice Penale, inasprendo le pene per chi maltratta o uccide animali.

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Ordinanze Comunali e Monitoraggio del Territorio

In risposta al crescente fenomeno dei bocconi avvelenati, molti comuni hanno emanato ordinanze che vietano l'utilizzo e la detenzione di esche avvelenate. Queste ordinanze prevedono anche misure di bonifica del territorio, affissione di cartelli di avviso e monitoraggio del fenomeno.

Il Comune di Parma, ad esempio, ha emanato un'ordinanza in seguito al ritrovamento di una sospetta esca avvelenata in via Gandhi, ordinando la bonifica della zona e invitando i cittadini a segnalare eventuali presenze sospette.

Il Ruolo degli Enti e delle Associazioni

Diversi enti e associazioni si impegnano nella lotta contro i bocconi avvelenati. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana è incaricato di analizzare le sospette esche avvelenate e confermare la presenza di sostanze tossiche.

Associazioni come "Mi fido di te" si adoperano per sensibilizzare la popolazione e collaborare con le forze dell'ordine per prevenire e contrastare il fenomeno.

Prevenzione: La Chiave per Proteggere i Nostri Amici a Quattro Zampe

La prevenzione è l'arma più efficace per proteggere i cani dalle spugne fritte e da altri bocconi avvelenati. Ecco alcuni consigli utili:

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  • Tenere il cane al guinzaglio: Durante le passeggiate, tenere il cane al guinzaglio e prestare attenzione a ciò che annusa o raccoglie da terra.
  • Educare il cane a non raccogliere cibo da terra: Insegnare al cane a non accettare cibo da sconosciuti e a non raccogliere nulla da terra senza il permesso del proprietario.
  • Evitare le zone a rischio: Prestare particolare attenzione nelle aree cani, nei parchi e nei giardini pubblici, soprattutto se si sono verificati casi di avvelenamento in passato.
  • Utilizzare la museruola: In caso di rischio elevato, valutare l'utilizzo della museruola per impedire al cane di ingerire qualsiasi cosa da terra.
  • Segnalare situazioni sospette: Segnalare alle autorità qualsiasi comportamento sospetto o ritrovamento di esche avvelenate.

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