Spaghetti nello Spazio: Storia, Innovazione e Ricette Stellari

Introduzione

La pasta, simbolo indiscusso della dieta mediterranea e pilastro della cucina italiana, si appresta a varcare i confini terrestri. Questo articolo esplora il ruolo della pasta nell'alimentazione spaziale, dalle sfide logistiche e sensoriali alle innovazioni culinarie che permettono agli astronauti di gustare un piatto di spaghetti anche in assenza di gravità. Un viaggio tra storia, tecnologia e gusto, che celebra l'eccellenza italiana e la sua capacità di adattarsi alle esigenze del futuro.

La Pasta: Un Alimento Universale

La pasta è un alimento universale, globale, in grado di adattarsi alle diverse tradizioni nello spazio e nel tempo. Che troveremo a tavola tra 30 anni? Cambiano gli stili alimentari e le abitudini di vita, i popoli si mescolano. Normale porsi la domanda. Di certo sarà sempre più presente la pasta, prodotto simbolo della dieta mediterranea, da secoli alimento base della penisola, che viene servita e apprezzata in modi sempre più innovativi - con chef che si sbizzarriscono in condimenti inediti - ma resta nel cuore degli italiani nella sua versione più semplice. Per i Millennials la pasta di casa, quella che “più buona di come la fa mamma/nonna non ce n’è” è la ricetta del futuro. Perché? Perché lo spaghetto al pomodoro è il cibo della convivialità e del cosiddetto eater-tainment e rappresenta la voglia di divertirsi mangiando. Insomma, è molto più di un piatto, è l’immagine riassuntiva di uno stile di vita. La pasta è così: universale, globale, in grado di adattarsi alle diverse tradizioni nello spazio e nel tempo. In ricette semplici o elaboratissime, si gusta “alla vecchia maniera” e in inediti matrimoni di sapori.

Un po' di storia

In effetti la pasta è per natura votata alla contaminazione, ce l’ha nel dna: gli spaghetti al pomodoro in fondo non sono poi così tradizionali, non agli occhi dei nostri antenati. Il ‘tomate’ arrivato in Europa dal Sud America nel 1600 come pianta ornamentale (e ritenuta velenosa) dovette aspettare la fine del Settecento per finire insieme ai maccheroni.

I numeri della pasta

Si festeggia per esempio il fatto che “Sazia” ed è “un simbolo della buona e sana Dieta Mediterranea”: sono due delle motivazioni più gettonate da chi sceglie di mangiare un piatto di pasta. Secondo i dati di una ricerca sul futuro della pasta realizzato da Eumetra per Unione Italiana Food, su un campione rappresentativo di 3mila persone, la pasta resta la costante a tavola di un’Italia che pure ha cambiato sensibilmente modo di mangiare. Siamo più salutisti, mangiamo più integrale, abbiamo diminuito i grassi, molti fanno a meno - o comunque limitano il consumo - della carne. Ma la pasta resta. Il Pianeta ha sempre più voglia di pasta: negli ultimi 10 anni il consumo è quasi raddoppiato, da 9 a circa 15 milioni di tonnellate annue. Ma c’è un ulteriore motivo di orgoglio: è italiano 1 piatto di pasta su 4 mangiati nel mondo. Con 3,4 milioni di tonnellate di pasta prodotte, l’Italia si conferma leader mondiale della pasta, davanti a USA, Turchia, Brasile e Russia. Un primato che i pastai italiani difendono puntando su innovazione e qualità: in questi ultimi anni i pastifici (un settore che conta 120 imprese, dà lavoro a 7.500 addetti e genera 4,8 miliardi di euro) stanno investendo in media il 10% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo per rendere gli impianti sempre più moderni, sicuri e sostenibili.

Sostenibilità è anche il concetto che sta a cuore al presidente Ipo, Paolo Barilla: “Il consumo di pasta nel mondo è raddoppiato in 10 anni perché piace a tutti, ma c’è molto altro. Parliamo di un cibo accessibile e con un basso impatto ambientale. Un prodotto semplice e quotidiano che unisce le persone, versatile per come sa unirsi agli ingredienti tradizionali di ogni cucina del mondo e di aggiungere a qualunque piatto il sapore e i benefici della Dieta Mediterranea.

Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta

La Cucina Italiana Conquista lo Spazio

La cucina italiana, con i suoi sapori inconfondibili e la sua ricca tradizione, è pronta a conquistare anche lo spazio. L'iniziativa "Italian Food in Space", promossa dal ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste in collaborazione con l'Aeronautica Militare e aziende come Barilla e Rana, mira a portare l'eccellenza gastronomica italiana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo progetto non solo offre agli astronauti un'esperienza culinaria confortante, ma supporta anche la candidatura della cucina italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO.

Obiettivi e significato dell'iniziativa

Il Governo e la cucina italiana tra l’Unesco e lo spazio: «Per la prima volta le nostre eccellenze alimentari e un prodotto iconico come la pasta arriveranno nello spazio. Nello spazio, i nostri prodotti verranno utilizzati per ricerche legate ai bisogni nutrizionali degli astronauti in condizioni estreme. Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa, un esempio concreto di come sia possibile coniugare la nostra tradizione con l’innovazione, l’amore per le nostre radici con la voglia di andare oltre gli orizzonti conosciuti, e di portare quell’identità nel futuro»: così la premier Giorgia Meloni in un messaggio letto dall’ambasciatrice d’Italia Mariangela Zappia.

«Porteremo il cibo italiano nello spazio, perché è il cibo del passato, della tradizione e della qualità, ma è anche il cibo del presente, del benessere e del futuro - ha detto il ministro Francesco Lollobrigida - . Per questo raccogliamo la sfida dello spazio, garantendo agli astronauti, che percorreranno migliaia di chilometri, un prodotto di qualità che garantisca loro benessere».

L’equipaggio, nella fase preparatoria prima della partenza, mangerà italiano, «perché partire sani significa mangiare qualità, che corrisponde al cibo italiano - ha continuato il ministro -. Il Masaf ha lavorato insieme a partner eccezionali perché si potesse realizzare una preparazione adeguata per il nostro astronauta Walter Villadei e per gli altri componenti dell’equipaggio».

Barilla e Rana: Eccellenze italiane nello spazio

Due marchi simbolo del made in Italy, Barilla e Rana, sono protagonisti di questa avventura spaziale. Barilla fornirà circa 3 kg di fusilli che verranno portati in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ISS. Nel corso della missione, Barilla coinvolgerà alcuni membri dell’equipaggio nello svolgimento di esperimenti sensoriali, per comprendere meglio i bisogni legati all’alimentazione degli astronauti in condizioni estreme. In assenza di gravità, infatti, l’esperienza del cibo e la percezione dei sapori sono molto diversi. Barilla intende “sfidare” questo ambiente unico con la sua pasta.

Leggi anche: Frittata Napoletana di Spaghetti

Quanto alla pasta che Barilla invierà nello spazio, è già cotta e pronta per essere riscaldata e gustata. In questo contesto, il gruppo è stato scelto per preparare i pasti per la crew della missione spaziale Ax-3, proveniente da Italia, Spagna, Svezia e Turchia, durante il suo periodo di ritiro, fase strategica di preparazione prevista prima del lancio. Attraverso la stretta collaborazione con Rana, infatti, gli astronauti della missione potranno gustare le eccellenze della cucina italiana, nelle cui ricette si fondono tradizione e innovazione.

Giovanni Rana jr. “Siamo entusiasti di aver preso parte al progetto ‘Italian Food in Space’, che ci permette di continuare la nostra missione di diffondere con grande orgoglio l’eccellenza e l’esperienza gastronomica italiana nel mondo e non solo - commenta Giovanni Rana jr., Innovation manager del gruppo.

Sfide e soluzioni per l'alimentazione spaziale

L'alimentazione degli astronauti nello spazio presenta sfide uniche, legate alla conservazione del cibo, alla sua preparazione in assenza di gravità e alla percezione del gusto alterata.

La preparazione della pasta in microgravità

Bollire la pasta in microgravità non è possibile. Per questo, la pasta che Barilla invierà nello spazio è già cotta e pronta per essere riscaldata e gustata. Spesso la preparazione del cibo comporta, non tanto la cottura, quanto piuttosto la reidratazione o il riscaldamento di prodotti già pronti all’uso nei dispositivi presenti presso la stazione spaziale. Anche la pasta si deve adattare a queste necessità.

Il problema della percezione del gusto

L’assenza di gravità altera il senso del gusto, manca il retrolfatto; con il passare dei giorni, pare che il cibo appaia quindi sempre più insipido.

Leggi anche: Ingredienti Spaghetti San Giuannid

Innovazioni culinarie per lo spazio

Il genio allora al Combal.Zero di Rivoli era stato contattato per l’occasione («Mi ha chiamato un paio di anni fa il responsabile della Argotec, per conto dell'European Space Agency, chiedendomi se volevo preparare qualche piatto per la cambusa di una navicella spaziale. Ho pensato di gratificare gli astronauti lontani dalla Terra con alcuni piatti che li facessero sentire a casa») e aveva iniziato a ideare il menu per la astrociurma fin dall'autunno 2011; ed era così riuscito a mettere a punto preparazioni in grado di conservare l’aroma anche dopo la disidratazione e la successiva reidratazione a bordo della navicella. Scabin aveva seguito un’altra strada, quella dell’umami, che fa tanto Giappone ma in realtà è italianissima se si considera quanto ne siano ricchi alimenti tipici della nostra dieta, come il parmigiano reggiano o il pomodoro. Viatico, l'umami, anche per dare sapidità eliminando però il sale, per evitare la ritenzione dei liquidi; così come aveva cancellato il rischio di carica batterica attraverso processi di termostabilizzazione e disidratazione dei piatti, cui aveva collaborato anche Moreno Cedroni. Ciò consentiva oltretutto la conservazione degli alimenti fino a 36 mesi. Esito: preparazioni golose, sigillate in pacchetti sottovuoto e mono-porzione facili da aprire e pronti all’uso, bastava reidratarli (a caldo, altra novità) introducendovi un poco d’acqua attraverso una valvola.

Ricette stellari: la pasta si adatta allo spazio

Nonostante le difficoltà, gli chef e le aziende alimentari hanno sviluppato ricette innovative per portare il gusto della pasta nello spazio.

La pasta Barilla: fusilli pronti da gustare

Grazie alla tradizione ed esperienza nell’arte pastaria e alla grande passione per la qualità e l’innovazione, siamo riusciti a realizzare un fusillo che possa essere precotto e stabilizzato senza perdere il buono che da sempre portiamo nelle tavole di tutto il mondo. Il processo è stato messo a punto con cura per garantire che la pasta rimanga consistente e opponga quella piacevole resistenza al morso, che in tutto il mondo rappresenta l’apice dell’esperienza di un buon piatto di pasta. Il prodotto è stato trattato unicamente con il calore, in modo che possa essere sicuro anche conservandolo a lungo a temperatura ambiente, senza l’aggiunta di conservanti o additivi. La nostra pasta condita con olio extravergine di oliva e sale marino è il prodotto più vicino alla tradizione che oggi possiamo portare nello spazio.

Il menu spaziale di Davide Scabin

Il menu dello chef torinese prevedeva intanto la Combal Space Lasagna, forse il cibo spaziale divenuto più celebre, tanto da essere richiesto anche sulla Terra; lo chef era riuscito a mantenere la sfoglia all'uovo elastica e croccante dopo la reidratazione. Poi, c'erano la parmigiana di melanzane, il risotto al pesto («Un risotto mantecato, non il solito riso bollito. Non è chiaramente un perfetto risotto al dente, ma non è peggio di quello servito in molti ristoranti»), la caponata, il tiramisù. Tutto da materia prima di ottima qualità, perlopiù piemontese, organica, appunto salt free.

Il futuro dell'alimentazione spaziale

La ricerca e l'innovazione nel settore alimentare spaziale sono in continua evoluzione. L'obiettivo è quello di fornire agli astronauti cibo nutriente, gustoso e facile da preparare, contribuendo al loro benessere fisico e mentale durante le missioni spaziali.

Ricerca scientifica e nutrizione

Il coinvolgimento di due pilastri dell'industria gastronomica italiana come Pastificio Rana e Barilla nella missione servirà a dare un contributo molto importante alla ricerca scientifica. In particolare per gli studi relativi al futuro del cibo sulla Luna e magari anche su Marte.

Verso un menu mediterraneo nello spazio

Dichiarazione di Scabin, anno 2013: «Per la prima volta, la cucina tradizionale italiana è protagonista di una missione di importanza mondiale. Stanno addirittura pensando di adottare un menu mediterraneo per gli astronauti, finora si è mangiato solo russo, americano e giapponese. Mi piace molto l’idea di aver portato la nostra tavola, amata e apprezzata in tutto il mondo, anche nello spazio. Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Anzi, di astro-food-navigatori».

tags: #spaghetti #nello #spazio