L'etichettatura degli alimenti, in particolare l'origine degli ingredienti, è un tema caldo in Italia. Il caso degli spaghetti italiani Lidl, con i loro ingredienti e la loro etichettatura, ha sollevato questioni importanti sul rapporto tra consumatori, produttori e normative. Questo articolo esplora a fondo la questione, analizzando gli ingredienti degli spaghetti Lidl, le controversie legali sull'etichettatura, il ruolo dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e le alternative disponibili sul mercato, come gli spaghetti di riso e gli spaghetti di konjac.
La Controversia sull'Etichettatura degli Spaghetti Lidl
Nel panorama alimentare italiano, l'origine degli ingredienti è un fattore cruciale per i consumatori. L'AGCM ha sanzionato Lidl Italia per una pratica commerciale scorretta relativa alle confezioni di pasta secca a marchio "Italiamo", "Fusilli Pasta di Gragnano IGP" e "Combino". La pasta era prodotta in Italia con semola di grano duro, ma il grano non era interamente italiano.
L'AGCM ha contestato l'enfasi sull'italianità del prodotto (nome del marchio "Italiamo", bandiera italiana, dicitura "Passione Italiana", indicazione "IGP" per la Pasta di Gragnano) a fronte di un'indicazione poco visibile sull'origine del grano (UE e non UE), riportata sul lato o sul retro della confezione, in caratteri piccoli e in una posizione non immediatamente visibile. Anche le confezioni di pasta a marchio "Combino" presentavano forti richiami all'italianità (immagini di paesaggi italiani, coccarda con i colori della bandiera italiana, scritta "Prodotto in Italia", indicazione "Specialità italiana") con un'indicazione marginale sull'origine del grano.
Il TAR del Lazio ha confermato la sanzione di 1 milione di euro a Lidl, sottolineando che, pur rispettando le norme sull'etichettatura, Lidl aveva scelto di enfatizzare l'italianità del prodotto e, quindi, doveva controbilanciare tale enfasi con un'indicazione più evidente e contestuale dell'origine del grano duro in etichetta.
La Legislazione sull'Etichettatura e il Ruolo del Consumatore
La vicenda degli spaghetti Lidl mette in luce la complessità della legislazione sull'etichettatura degli alimenti in Italia. La legge prevede che, quando un prodotto viene preparato in più Paesi, la nazione dove è stata fatta l'ultima trasformazione sostanziale ed economicamente rilevante va indicata in etichetta. Questo criterio, valido per tutti i prodotti (compresi gli alimenti), è pensato per regolamentare le norme doganali e tariffarie.
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Tuttavia, l'AGCM ha ritenuto che, nel caso degli spaghetti Lidl, l'enfasi sull'italianità del prodotto, unita alla scarsa visibilità dell'origine del grano, inducesse in errore il consumatore. L'Autorità ha sottolineato che la conoscenza dell'origine della materia prima è un elemento particolarmente rilevante per i consumatori italiani, spesso più importante del prezzo.
Il Regolamento (UE) 1169/2011 stabilisce che l'indicazione del Paese di origine deve essere fornita in modo da non indurre in errore il consumatore. La sentenza del TAR ha ribadito che il rispetto della normativa settoriale non esaurisce gli obblighi di diligenza del professionista, il quale deve comunque porre in essere quei comportamenti che derivano dall'applicazione del dovere di completezza informativa previsto dal Codice del Consumo.
Il Decreto Interministeriale del 26 luglio 2017, relativo all'indicazione di origine del grano duro per la pasta di semola di grano duro, stabilisce che le indicazioni sull'origine del grano e del Paese di molitura devono essere apposte sull'etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo.
Gli Impegni dei Produttori e la Reazione di Lidl
A seguito dell'indagine dell'AGCM, altri produttori di pasta (Divella, De Cecco, Auchan/Margherita, Cocco) hanno accettato di modificare le etichette dei loro prodotti per garantire una informazione più completa sull'origine del grano utilizzato. Lidl, invece, ha respinto le accuse dell'Antitrust, prendendosi una multa di un milione di euro.
Lidl ha sostenuto che il prodotto è italiano in quanto l'ultima trasformazione sostanziale è avvenuta in Italia e la semola utilizzata è completamente italiana in quanto trasformata in Italia. L'Autorità, tuttavia, ha rigettato questa interpretazione, richiamandosi al regolamento europeo 775/2018 e sostenendo che le modalità di presentazione delle paste Lidl enfatizzavano l'italianità, mentre le informazioni sull'origine del grano erano collocate fuori dal campo visivo principale.
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Nonostante la controversia, Lidl Italia continua la collaborazione con Filiera Agricola Italiana per lo sviluppo di una gamma di referenze con materie prime 100% italiane, tracciabili e con elevati standard etici.
Alternative agli Spaghetti Tradizionali: Spaghetti di Riso e di Konjac
Nel contesto di una crescente attenzione verso alternative alimentari più leggere e adatte a diverse esigenze dietetiche, gli spaghetti di riso e gli spaghetti di konjac si sono affermati come opzioni versatili e apprezzate.
Spaghetti di Riso
Gli spaghetti di riso sono realizzati con farina di riso e acqua. Sono naturalmente privi di glutine e hanno un sapore delicato che si abbina bene a molti condimenti. Sono un ingrediente fondamentale della cucina asiatica, ma possono essere utilizzati anche in ricette mediterranee e innovative.
Gli spaghetti di riso Lidl sono disponibili in diverse varianti, tra cui gli spaghetti di riso integrale. Sono apprezzati per il loro buon rapporto qualità-prezzo, la loro versatilità in cucina e la loro leggerezza.
Per cuocere correttamente gli spaghetti di riso, è importante utilizzare abbondante acqua bollente salata, rispettare i tempi di cottura indicati sulla confezione e scolarli al dente.
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Spaghetti di Konjac
Gli spaghetti di konjac sono realizzati con farina di konjac, una pianta di origine giapponese. Sono caratterizzati da un bassissimo contenuto calorico e di carboidrati, e sono ricchi di fibre. Hanno un sapore neutro e una consistenza leggermente gommosa.
Gli spaghetti di konjac sono adatti a persone che seguono diete a basso contenuto di carboidrati o chetogeniche, o che cercano un'alternativa a basso contenuto calorico alla pasta tradizionale. Essendo di origine vegetale, sono adatti anche alla dieta chetogenica vegetariana e vegana.
Prima di cuocere gli spaghetti di konjac, è importante sciacquarli accuratamente e cuocerli secondo le istruzioni riportate sulla confezione.