Gli spaghetti allo scoglio rappresentano un pilastro della cucina italiana, un piatto che evoca immediatamente immagini di coste assolate e sapori marini. Ma al di là del loro gusto inconfondibile, cosa sappiamo realmente del loro contenuto calorico e nutrizionale? Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio la composizione di questo piatto, analizzando i singoli ingredienti e il loro contributo al valore nutrizionale complessivo, fornendo un quadro completo e dettagliato per chi è attento alla propria alimentazione.
Attenzione: I valori nutrizionali e i dati di apporto calorico sono forniti da Edamam a scopo meramente informativo e rappresentano una stima basata sugli ingredienti e sul metodo di preparazione della ricetta. Il calcolo delle calorie è indicativo e non sostituisce in alcun modo il parere del proprio medico curante e/o di specialisti. I riferimenti relativi ai regimi alimentari specifici (es. senza glutine, vegetariano, vegano, senza lattosio) hanno valore indicativo: verifica sempre che gli ingredienti utilizzati siano effettivamente compatibili con le tue esigenze.
Origini e Tradizioni degli Spaghetti allo Scoglio
Prima di addentrarci nell'analisi nutrizionale, è fondamentale comprendere le origini e le tradizioni legate a questo piatto. Gli spaghetti allo scoglio affondano le loro radici nelle regioni costiere italiane, dove la freschezza del pescato si unisce alla semplicità della pasta per creare un'esplosione di sapori. La tradizione italiana della cucina marinara vanta numerose ricette importanti, regionali e non, ma nella maggior parte dei ristoranti non può mancare un primo piatto intramontabile: gli spaghetti allo scoglio. La ricetta varia da regione a regione, e persino da famiglia a famiglia, ma gli ingredienti base rimangono costanti: spaghetti, frutti di mare (vongole, cozze, gamberi, calamari), pomodorini, aglio, prezzemolo e olio extravergine d'oliva. La preparazione, apparentemente semplice, richiede una certa maestria per bilanciare i sapori e garantire la cottura ottimale di ogni ingrediente. In genere, per la conclusione di un buon "spago allo scoglio" (soprannome del piatto), sono necessari almeno 45' complessivi.
Analisi Dettagliata degli Ingredienti e dei Loro Valori Nutrizionali
Per comprendere appieno il valore nutrizionale degli spaghetti allo scoglio, è necessario analizzare singolarmente gli ingredienti principali:
Spaghetti
Gli spaghetti, base di questo piatto, sono costituiti principalmente da carboidrati complessi. La quantità di calorie e nutrienti varia a seconda del tipo di pasta utilizzata (integrale, di semola di grano duro, ecc.). In media, 100 grammi di spaghetti crudi apportano circa 350 calorie, 70 grammi di carboidrati, 12 grammi di proteine e 1,5 grammi di grassi. Gli spaghetti integrali, rispetto a quelli tradizionali, offrono un maggiore apporto di fibre, che contribuiscono a una maggiore sazietà e a un controllo più efficace della glicemia. Pasta Rummo, eccezionale tenuta alla cottura. Grazie alla qualità delle semole utilizzate, alla cura dei maestri pastai e al Metodo Lenta Lavorazione®, la pasta Rummo è la prima certificata per la tenuta alla cottura.
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Frutti di Mare: Vongole, Cozze, Gamberi e Calamari
I frutti di mare sono i protagonisti indiscussi di questo piatto, apportando proteine di alta qualità, vitamine, minerali e acidi grassi omega-3. Secondo il mio personalissimo parere, la scelta potrebbe essere svolta con maggior attenzione. Di seguito elencherò alcune specie indicate ed altre meno idonee alla preparazione degli spaghetti allo scoglio ma, ATTENZIONE! La pesca di sottocosta è estremamente soggetta a variazioni stagionali e geografiche.
Vongole
Sono una fonte eccellente di proteine magre, ferro, vitamina B12 e potassio. 100 grammi di vongole contengono circa 70 calorie, 13 grammi di proteine, 2 grammi di carboidrati e meno di 1 grammo di grassi. È doveroso specificare che, rispetto al mar Tirreno, l'Adriatico offre senz'altro una maggior disponibilità delle vongole (meglio se Veraci e Filippine, poiché più presenti sotto riva).
Cozze
Simili alle vongole, le cozze sono ricche di proteine, ferro, manganese, selenio e vitamina B12. 100 grammi di cozze apportano circa 86 calorie, 12 grammi di proteine, 3,6 grammi di carboidrati e 2,2 grammi di grassi. È doveroso specificare che, rispetto al mar Tirreno, l'Adriatico offre senz'altro una maggior disponibilità delle cozze (anche la varietà "mosciolo", specifica di Portonovo - Marche).
Gamberi
I gamberi sono una buona fonte di proteine, selenio, vitamina B12 e niacina. 100 grammi di gamberi contengono circa 99 calorie, 24 grammi di proteine, 0,2 grammi di carboidrati e 0,3 grammi di grassi. È importante notare che i gamberi contengono colesterolo, ma studi recenti dimostrano che il colesterolo alimentare ha un impatto minore sui livelli di colesterolo nel sangue rispetto a quanto si pensasse in precedenza. Crostacei per gli spaghetti allo scoglioI crostacei per questa ricetta escludono a priori tutti quelli catturati a batimetriche importanti. NON ne fanno parte: aragosta, astice, scampi di grossa taglia e il gambero tigrato gigante (o le specie estere).
Calamari
I calamari sono un'altra fonte di proteine magre, rame, vitamina B12 e riboflavina. 100 grammi di calamari apportano circa 92 calorie, 15,6 grammi di proteine, 3,1 grammi di carboidrati e 1,4 grammi di grassi.
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Pomodorini
I pomodorini aggiungono sapore, colore e nutrienti importanti al piatto. Sono una buona fonte di vitamina C, potassio e licopene, un potente antiossidante. Il loro apporto calorico è trascurabile. Oggi, grazie alla produzione agricola "in serra", è possibile reperire pomodori freschi in tutte le stagioni dell'anno e, poiché le varietà reputate più idonee sono i piccoli "pachino" e i lunghi "S. Marzano", le altre vengono escluse per automatismo.
Aglio, Prezzemolo e Olio Extravergine d'Oliva
Questi ingredienti, utilizzati in quantità moderate, contribuiscono al sapore del piatto e apportano benefici per la salute. L'aglio ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, il prezzemolo è ricco di vitamine e minerali, e l'olio extravergine d'oliva è una fonte di grassi monoinsaturi, benefici per il cuore.
Stima Approssimativa dei Valori Nutrizionali
Stimare con precisione il valore nutrizionale per 100 grammi di spaghetti allo scoglio è complesso, poiché dipende dalle proporzioni degli ingredienti utilizzati. Tuttavia, possiamo fornire una stima approssimativa basata su una ricetta media:
- Calorie: Circa 150-200 kcal
- Carboidrati: Circa 20-25 g
- Proteine: Circa 10-15 g
- Grassi: Circa 5-10 g (principalmente grassi monoinsaturi provenienti dall'olio extravergine d'oliva)
- Fibre: Varia a seconda del tipo di pasta utilizzata
È importante sottolineare che questi valori sono indicativi e possono variare in base alla quantità di olio utilizzata, alla proporzione dei frutti di mare e alla presenza di altri ingredienti (come panna o burro, che aumenterebbero significativamente il contenuto di grassi).
Variazioni Regionali e Impatto sul Profilo Nutrizionale
Come accennato in precedenza, la ricetta degli spaghetti allo scoglio varia da regione a regione. Alcune varianti includono l'aggiunta di peperoncino, che può aumentare leggermente il metabolismo, mentre altre utilizzano diverse tipologie di frutti di mare, influenzando il contenuto di minerali e vitamine. Ad esempio, l'aggiunta di aragosta o scampi aumenta il costo del piatto e il suo contenuto proteico, ma può anche aumentare il contenuto di colesterolo.
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Consigli per una Preparazione Nutrizionalmente Ottimale
Per preparare spaghetti allo scoglio nutrizionalmente equilibrati, si consiglia di:
- Utilizzare spaghetti integrali per aumentare l'apporto di fibre.
- Limitare l'uso di olio extravergine d'oliva a un cucchiaio per porzione.
- Utilizzare una generosa quantità di frutti di mare freschi e di stagione.
- Evitare l'aggiunta di panna, burro o altri ingredienti che aumentano il contenuto di grassi saturi.
- Aggiungere verdure fresche come zucchine o melanzane per aumentare l'apporto di vitamine e minerali.
- Moderare l'uso di sale e preferire erbe aromatiche fresche per insaporire il piatto.
Spaghetti allo Scoglio e Diete Specifiche
Gli spaghetti allo scoglio possono essere adattati a diverse esigenze dietetiche:
- Dieta ipocalorica: Utilizzare spaghetti integrali, limitare l'uso di olio e aumentare la quantità di verdure.
- Dieta a basso contenuto di carboidrati (low-carb): Sostituire gli spaghetti con alternative a basso contenuto di carboidrati come spaghetti di zucchine o di konjac.
- Dieta senza glutine: Utilizzare pasta senza glutine a base di riso, mais o quinoa.
- Dieta vegetariana/vegana: Escludere i frutti di mare e utilizzare funghi o tofu affumicato per aggiungere sapore e proteine al piatto.
Spaghetti allo Scoglio: Non Erano un Piatto Povero?
Gli ingredienti degli spaghetti allo scoglio dovrebbero essere "POVERI" e facili da reperire, quindi stagionali. In definitiva, pur nascendo come alimento "popolare", gli spaghetti allo scoglio sono divenuti sempre più ricercati e sopraffini, perdendo, a parer mio, la logica della ricetta. La mutazione compositiva degli spaghetti allo scoglio non riguarda solo il pesce, ma anche altri ingredienti, tra i quali gli spaghetti stessi ed il pomodoro. Infatti, il tipo di pasta, generalmente "secca di semola", oggi è spesso sostituito da un prodotto "fresco all'uovo", ovvero gli "spaghetti al torchio" e/o "alla chitarra". Allo stesso modo, il pomodoro impiegato per questo tipo di ricetta (SE PRESENTE) risultava soggetto a stagionalità e tipicità; in piena estate era tendenzialmente fresco, con o senza buccia, e della varietà che più si prestava alla coltivazione del terreno litorale. Al contrario, nella stagione fredda era più comune l'impiego di pelati, conserva o passata. Il nome "spaghetti allo scoglio" dovrebbe ricondurre ad una ricetta basata su ingredienti della piccola pesca, prevalentemente reperibili nel sotto-costa o addirittura da riva. In effetti, con una rete "da posta" e qualche nassa, posizionate all'imbrunire e recuperate all'alba seguente, è possibile ottenere tutti gli ingredienti tipici del piatto con un IMPATTO AMBIENTALE quasi nullo (eccezion fatta per i molluschi bivalvi che richiedono un'ulteriore manovalanza). Attenzione però! Tralasciando i romanticismi, la logica e l'etica professionale, le radici degli spaghetti allo scoglio sono ben differenti. Pare che nel trapanese, in un passato non troppo lontano, nei giorni meno fortunati (o forse per gusto personale…) si fosse soliti aromatizzare il sugo per la pasta con le pietre ricoperte di vegetazione marina raccolte lungo la costa. Altro che scampi e mazzancolle… sassi, alghe e poche storie! Iniziamo col rammentare che la preparazione degli spaghetti allo scoglio NON deve impoverire il portafogli! Se così non fosse, meglio revisionare il criterio di scelta degli alimenti coinvolti. Nelle varie preparazioni dei ristoranti, non mancano mai crostacei come astici, mazzancolle e scampi, molluschi cefalopodi come calamari, seppie e polpi, e molluschi bivalvi come i cannolicchi, i tartufi di mare, le vongole e le cozze.
Ulteriori Considerazioni sugli Ingredienti
Per la preparazione degli spaghetti allo scoglio, sono molto più adatti i moscardini (tipici del periodo invernale e, contrariamente al polpo, presenti anche nel medio-alto Adriatico italiano) e le seppie (tipiche del periodo primaverile, abbondantissime nel versante Adriatico). È doveroso specificare che, rispetto al mar Tirreno, l'Adriatico offre senz'altro una maggior disponibilità dei molluschi adatti per gli spaghetti allo scoglio; questi sono: le cozze (anche la varietà "mosciolo", specifica di Portonovo - Marche), le vongole (meglio se Veraci e Filippine, poiché più presenti sotto riva), i cannolicchi (anch'essi reperibili nel bagnasciuga Adriatico), le spisule (impropriamente chiamate telline), le ostriche (entrambe le specie, nostrana e oceanica, recentemente diffusa) e il cuore edule. Meno frequenti i pettini e i tartufi di mare, poiché: richiedono un metodo di prelievo diverso rispetto a quelli sopra descritti, non rimangono intrappolati nelle nasse o nelle reti, e non sono disponibili sul bagnasciuga; alla base degli scogli, a volte, si possono reperire dei pettini a pie gatto o, sulle rocce, altre specie di canestrelli. Al contrario, sono sconsigliabili le capesante di grosse dimensioni (che vivono troppo in profondità), i datteri di mare (questi per ragioni ambientali e legislative) e i fasolari (anch'essi che vivono troppo in profondità). E' molto raro l'utilizzo di bivalvi minori (ovvero pressoché sconosciuti ai meno esperti) come: spondilo, l'arca di noè, nacchera (o pinna nobilis - protetta) ecc. Spesso snobbati, rappresentano un ingrediente delizioso e che può fare la differenza tra un spaghetto allo scoglio "comune" ed uno eccellente. A parer mio, i prodotti che si prestano maggiormente alla formulazione del sugo in questione sono: murici, murici troncati, galeodea, rapari o rapani (Rapana venosa), orecchie di mare e patelle. Si tratta di un ingrediente generalmente evitato, non per impertinenza, ma perché vantano una destinazione alternativa, ovvero le zuppe (come ad esempio la zuppa fanese o il caciucco).
Spaghetti allo Scoglio e Salute
Gli spaghetti allo scoglio sono un primo piatto moderatamente energetico. Considerando la ricchezza e il gusto del sugo di accompagnamento, gli spaghetti allo scoglio possono essere definiti un alimento idoneo anche all'alimentazione del soggetto in sovrappeso e in terapia dimagrante; in tal caso, l'attenzione deve essere volta soprattutto alla grammatura della pasta (MAI superiore agli 80g) e a quella dell'olio (MAI superiore ai 10g). Va poi detto che, dal punto di vista delle malattie metaboliche, gli spaghetti allo scoglio dovrebbero essere oggetto di particolari attenzioni. Poi, va rammentato che - nonostante i prodotti della pesca menzionati siano decisamente magri e con una buona presenza di acidi grassi polinsaturi omega 3 - l'apporto di colesterolo degli spaghetti allo scoglio NON è trascurabile ed aumenta in caso di utilizzo di pasta all'uovo. Infine, per le persone affette da ipertensione arteriosa, ricordiamo che il liquido celato all'interno dei bivalvi è costituito da acqua di mare, pertanto contiene alte quantità di sodio. La quota di fibra degli spaghetti allo scoglio è modesta, pertanto sarebbe utile integrare il pasto con un contorno a base di ortaggi. Pur trattandosi di un primo piatto e non di una pietanza, le proteine sono presenti in discrete quantità e con un buon valore biologico. Sottolineiamo che, trattandosi di pasta di grano, gli spaghetti non sono adatti all'alimentazione del celiaco. Inoltre, contenendo crostacei e molluschi, questo primo piatto non è idoneo all'alimentazione dell'infante, poiché l'allergia a questi alimenti è una delle manifestazioni avverse più diffuse. Il profilo salino è ricco e si evidenziano ottime quantità di ferro e iodio; per quel che concerne le vitamine, di certo spiccano alcune del gruppo B e certi retinolo equivalenti (pro-vit. A).
Tempi e Metodi di Cottura
Tempi di preparazione degli spaghetti allo scoglio: gli spaghetti allo scoglio NON dovrebbero richiedere una preparazione lunga e laboriosa; tuttavia, ciò dipende molto dagli ingredienti utilizzati e dalla maestria dell'operatore. Ciò che molti non sanno è che per preparare un buon sugo "allo scoglio" non è sempre necessario cucinare gli ingredienti separatamente. Certo, ad una maggior accuratezza corrisponde un risultato più elevato ma (per quel che riguarda i cefalopodi) avendo cura di utilizzare pezzature di piccole dimensioni, si può ottenere uno spago allo scoglio velocissimo e, tutto sommato, di buon gusto. Altre variabili importantissime che modificano sensibilmente i tempi di preparazione sono: spessore degli spaghetti (misure differenti), tipologia di spaghetti (di pasta secca di semola o di pasta secca all'uovo o di pasta fresca all'uovo) e modalità di cottura. E' logico pensare che uno spaghetto (comprese tipologie analoghe come capellini e vermicelli) di pasta secca di semola possa avere una cottura oscillante dai 3' ai 13', a seconda della misura; inoltre, uno spaghetto all'uovo secco cuoce più lentamente di uno fresco (10' vs 4').
Tecniche di Cottura
Detto questo, facciamo una breve premessa sulle diverse tecniche di cottura degli spaghetti allo scoglio.
- Cottura totale in acqua: è la più veloce e la più semplice. Gli spaghetti vengono immersi nell'acqua bollente e salata (in base alla salinità del sugo) fino a cottura ultimata; poi, vengono scolati del tutto e saltati con l'accompagnamento che ha già raggiunto la giusta consistenza (evaporazione).
- Cottura parziale in acqua e finita nel sugo: è meno rapida; gli spaghetti vanno scolati circa a meta cottura e terminati nel sugo liquido. In tal caso, i tempi di cottura nel sugo aumentano almeno del 50%; ciò significa che per una cottura in acqua di 8', gli spaghetti vanno scolati a 4' e proseguiti nella padella per altri 6-7' circa. E' necessario prestare molta attenzione alla salinità del sugo e dell'acqua, inoltre, al momento dell'aggiunta della pasta, gli ingredienti dell'accompagnamento devono essere ancora in cottura. Alcuni preferiscono utilizzare il coperchio e terminare la cottura a fuoco bassissimo, senza aggiungere altro liquido, altri tengono da parte l'acqua in esubero del sugo stesso e la aggiungono poco per volta.
- Cottura totale nel sugo: è la più lenta e richiede un sauté (padella) molto grande. Se cotta con il coperchio e a fuoco medio, richiede una quantità di liquido che corrisponde almeno al 300% del peso della pasta secca. Va' girata molto spesso per evitare che si attacchi e, fino agli ultimi 4', deve essere immersa agiatamente. In questo caso è pressoché necessario avere una buona scorta di liquido di cottura del pesce o addirittura un fumetto supplementare per rincarare la dose. Utilizzando la pasta secca di semola (con cottura in acqua di 8'), i tempi complessivi equivalgono almeno a 16'. Quella fresca all'uovo si presta maggiormente sia per la rapidità, sia per la minor capacità di rilasciare amido (che tende ad incollare gli spaghetti a fine cottura). ATTENZIONE! In questo caso il pesce deve essere già cotto e tolto dal liquido di cottura ancor prima di iniziare la lavorazione della pasta; verrà integrato solo al termine. Se nel sugo sono presenti buone quantità di cozze e vongole, meglio evitare di aggiungere sale o, addirittura, allungare il sugo con acqua/fumetto neutri.
Per quel che concerne i tempi di cottura dei vari ingredienti del sugo, questi variano sensibilmente in base al tipo di prodotto della pesca. Di certo, i primi ad essere trattati sono senz'altro i molluschi cefalopodi (moscardini, seppie e calamari), parallelamente i gasteropodi (di solito in un tegame a parte e in acqua bollente), seguiranno i bivalvi ed infine i crostacei.
Una Ricetta Particolare (CON Pomodoro)
Questa è la ricetta di spaghetti allo scoglio CON pomodoro che preferisco. NOTA BENE: a chi non è un vero intenditore di pesce, questa ricetta può risultare insolita; inoltre, la reperibilità di alcuni prodotti della pesca può risultare difficoltosa, specie lontano dai litorali.
- Mettere a bollire i gasteropodi interi per almeno 5-10' dal momento del bollore (a seconda delle dimensioni) e sgusciare le orecchie di mare togliendo i visceri.
- Pulire tutti gli altri prodotti della pesca: eliminare la coda del granchio, il carapace delle mazzancolle e mondare le canocchie; eliminare bocca, occhi, visceri e il gladio (l'osso della seppia); eliminare il bisso delle cozze, battere le vongole per verificare la presenza di sabbia, aprire i cannolicchi col coltello per eliminare l'intestino e grattare l'ostrica se risulta sporca sul guscio.
- Ricordarsi di sciacquare gli ingredienti (azione scorretta, ma indispensabile per limitare la presenza di impurità).
- Tritare l'aglio, tritare il prezzemolo e metterli da parte; tagliare a metà il granchio; tagliare a piccoli pezzi (1,5cm circa) il moscardino e la seppia; tagliare a metà le orecchie di mare crude, i murici sgusciati ed eviscerati, o le galenodee sgusciate (rompendo il guscio) e eviscerate, o il raparo sgusciato e eviscerato (quest'ultimo, meglio a pezzetti piccoli).
- In un tegame fondo e poco capiente, mettere poco aglio e olio, e far imbiondire; aggiungere il moscardino, la seppia, le orecchie di mare, i murici o le galenodee o il raparo e il granchio tagliato a metà. Girare delicatamente e, dopo 2', aggiungere poco vino bianco. Una volta evaporato l'alcol, addizionare il pomodoro e lasciar cuocere da coperto senza salare per 10'.
- Nel frattempo, mettere poco aglio e olio in una padella capiente e lasciar imbiondire. Quindi, aggiungere i pettini e i cuori eduli; dopo 2' aggiungere le vongole, le cozze e l'ostrica. Appena si saranno aperti tutti, adagiare i cannolicchi e sfumare con poco vino bianco. Coprire e, senza girare, lasciar cuocere per altri 2' a fiamma viva; poi spegnere, filtrare il liquido e conservarlo mantenendolo bollente. Ai più pignoli è consigliato di sgusciare il 50% di tutti i bivalvi per ridurre il volume del NON EDIBILE. Si raccomanda di mantenere l'integrità dei cannolicchi per decorazione.
- A questo punto, aggiungere la canocchia e le mazzancolle nel sugo rosso ed alzare al massimo la fiamma. Se troppo denso, aggiungere uno o due mestoli acqua dei bivalvi, quindi tuffare gli spaghetti. Proseguire la cottura per circa 4', poi travasare il tutto nella padella con i bivalvi e concludere il trattamento termico della pasta sulla base della necessità (eventualmente aggiungendo altra acqua di cottura dei bivalvi). NB. Una variante interessante IN BIANCO prevede la cottura della seppia e del moscardino in acqua, mentre i crostacei e i gasteropodi vengono integrati nel sauté con i bivalvi. In tal caso, sarà di grande effetto utilizzare spaghetti freschi al nero di seppia e la rucola selvatica assieme al prezzemolo (50/50).
Preparazione degli Spaghetti allo Scoglio: un esempio pratico
Per preparare gli spaghetti allo scoglio cominciate dalla pulizia di cozze e vongole: queste ultime dovrete sciacquarle più volte sotto acqua corrente 1 e poi farle stare in ammollo in acqua fredda. Intanto pulite le cozze: raschiate via le impurità più resistenti con la lama di un coltellino, strappate via il bisso, cioè la parte barbetta che fuoriesce 2, poi aiutatevi con una paglietta d’acciaio nuova per pulire bene il guscio 3. Prima di cuocere, battete una ad una le vongole su un tagliere o nel lavandino con il taglio della conchiglia rivolto verso il basso: se uscirà della sabbia andrà scartata 4. Quando si saranno aperte togliete il coperchio 7 e trasferite cozze e vongole in un recipiente 8. Sgusciate sia le vongole che le cozze tenendo da parte alcuni molluschi con il guscio per guarnire il piatto 10. Infine tagliate i calamari a listarelle 13. Passate agli scampi: con le forbici tagliate sui lati della coda eliminando così la corazza che ricopre l’addome 14. Poi con uno stuzzicadenti estraete l'intestino, il filetto nero presente nello scampo; in questo modo non rilascerà un sapore amaro. Eliminate solo il carapace e tenete attaccati testa e chele. In ultimo lavate i pomodorini e tagliateli a spicchi 15. Intanto fate imbiondire uno spicchio d’aglio con un filo d'olio 16, poi versate i calamari insieme ad un pizzico di sale 17. Lasciate evaporare l’alcol, eliminate l’aglio 19 e aggiungete i pomodorini 20. Proseguite la cottura per altri 5 minuti. Intanto aggiungete anche gli scampi al sugo 22, salate e pepate. A fine cottura unite le cozze e le vongole 25 e insaporite con il prezzemolo tritato 26. Mescolate delicatamente per amalgamare bene il condimento 27. Esistono innumerevoli versioni degli spaghetti allo scoglio: noi vi proponiamo la nostra, con vongole, cozze e scampi prelibati, in cui gli spaghetti vengono risottati in padella per assorbire tutto il sapore del mare. Per preparare gli spaghetti allo scoglio cominciate dalla pulizia di cozze e vongole: queste ultime dovrete sciacquarle più volte sotto acqua corrente 1 e poi farle stare in ammollo in acqua fredda.