Sindrome del Pancake: Cause, Sintomi e Approcci Nutrizionali

L'alimentazione e uno stile di vita attivo sono fondamentali per la prevenzione e la protezione da numerose patologie, inclusa la sindrome fibromialgica. Gli alimenti, con i loro nutrienti e molecole bioattive, influenzano i processi dell'organismo. Occorre distinguere tra alimentazione (ciò che mettiamo a tavola) e nutrizione (i sistemi biologici che influenzano le funzioni di cellule, tessuti e organi). Per migliorare la salute, è essenziale ripartire da ciò che accade nel corpo. L'alimentazione è efficace sia nella riduzione dei fattori di rischio sia in chiave terapeutica, dando origine alla Nutri-terapia, il cui spettro d'azione è in continua espansione. Le terapie nutrizionali, da sole o in combinazione con altre, possono risolvere un disturbo, tenere a bada i sintomi o aumentare l'efficacia di altri trattamenti.

Sindrome Fibromialgica: Approccio Integrato

La sindrome fibromialgica è una patologia cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, disturbi del sonno, fatica cronica, alterazioni neurocognitive e altri sintomi come cefalea o sindrome del colon irritabile. Una gestione corretta prevede un approccio integrato multispecialistico basato su educazione del paziente, attività fisica, aspetti nutrizionali, farmacoterapia e psicoterapia. L'uso appropriato dei farmaci si affianca a un percorso non farmacologico personalizzato.

Appiattimento della Curva Cervicale

L'appiattimento della curva cervicale, o perdita della lordosi cervicale, è la scomparsa della curva lordotica cervicale. È comune dopo traumi come il colpo di frusta, ma può presentarsi anche senza traumi pregressi. La colonna vertebrale presenta curve, e a livello cervicale la curva è "in avanti", chiamata lordosi. Posture scorrette possono contribuire. L'appiattimento può essere sintomatico o asintomatico. La pedana baropodometrica esegue un esame posturale oggettivo, studiando l'appoggio dei piedi e il movimento del baricentro corporeo. I trattamenti, come il biofeedback, possono ossigenare i tessuti, alleviare il dolore e ridurre l'infiammazione.

Alimentazione in Gravidanza e Quarantena

La gravidanza è una fase che cambia una donna, da vivere con serenità e consapevolezza. La dieta materna influenza la salute del bambino in età infantile e adulta. Durante la quarantena, è importante gestire l'alimentazione per evitare di aprire continuamente il frigo e aumentare la fame nervosa.

Sindrome del Colon Irritabile: Sintomi e Gestione

Gonfiore addominale, crampi, stitichezza, diarrea, urgenza di defecare, nausea, meteorismo, stanchezza e mal di testa sono sintomi della sindrome del colon irritabile.

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Acrilammide: Rischi e Come Ridurli

L'acrilammide è una sostanza utilizzata in processi industriali, presente nel fumo di tabacco e si forma nella cottura di alimenti amidacei (patate, biscotti, pane) e nella tostatura di cereali e caffè ad alte temperature. Studi di laboratorio hanno mostrato un legame tra esposizione ad alte dosi e rischio di tumori, ma non ci sono conferme negli esseri umani. L'IARC la classifica come "probabile cancerogeno per gli umani". L'EFSA invita a limitarne il consumo.

Come si forma l'acrilammide?

L'acrilammide si forma dalla reazione tra zuccheri e l'aminoacido asparagina durante cotture ad alte temperature. La frittura, il forno e la griglia prolungata favoriscono la sua formazione. Anche la tostatura di cereali e caffè ne produce quantità modeste.

Fonti di esposizione all'acrilammide

Negli adulti, le principali fonti sono i prodotti fritti a base di patate, il caffè e il pane morbido. Per bambini e adolescenti, i prodotti a base di patate fritte sono la fonte principale, seguiti da dolci, pasticceria, pane morbido, biscotti e cereali da colazione. È presente anche nelle sigarette, con livelli nel sangue dei fumatori da tre a cinque volte superiori rispetto ai non fumatori.

Rischi per la salute

Ricerche su animali hanno dimostrato che l'esposizione all'acrilammide aumenta il rischio di tumore, causando mutazioni del DNA. Tuttavia, gli studi utilizzano dosi molto elevate, difficili da estendere agli esseri umani. Studi epidemiologici non hanno confermato con certezza che l'esposizione alimentare aumenti il rischio di cancro.

Cosa fare nel quotidiano?

È consigliabile evitare l'esposizione inutile all'acrilammide. Nel 2017, l'UE ha adottato un regolamento che impone alle imprese alimentari di ridurre i livelli di questa sostanza.

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Consigli pratici

  1. Evitare cibi bruciati o marroncino intenso, preferendo quelli dorati.
  2. Variare le modalità di cottura, preferendo bollitura, vapore e temperature più basse.
  3. Prediligere alimenti a basso contenuto di amido.
  4. Evitare l'abuso di merendine, dolci e prodotti da forno.
  5. Mettere in ammollo le patate prima della cottura può ridurre la formazione di acrilammide.
  6. Evitare di prolungare eccessivamente la tostatura del pane.

Caffè e acrilammide

Non ci sono prove che il consumo di caffè aumenti il rischio di cancro. L'EFSA ha proposto una dose giornaliera di riferimento di 170 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Un espresso contiene circa 30 microgrammi di acrilammide.

Conclusione

L'acrilammide, che si forma nella cottura di alimenti amidacei, è classificata come probabile cancerogeno per le persone. È importante adottare accorgimenti per ridurne l'assunzione.

Allergia alle Banane: Sintomi, Diagnosi e Gestione

L'allergia alle banane è rara, ma può causare reazioni da lievi a gravi.

Diffusione e Fattori di Rischio

Colpisce meno dell'1% della popolazione. Le persone allergiche al lattice hanno una maggiore probabilità di sviluppare questa sensibilità. Avere in famiglia persone con allergie alimentari, asma o eczema aumenta il rischio. La sindrome lattice-frutta è un fattore di rischio ben documentato.

Sintomi

Le manifestazioni possono comparire rapidamente, entro pochi secondi o minuti dall'assunzione. I sintomi includono:

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  • Orticaria
  • Prurito
  • Gonfiore delle labbra, della lingua o della gola
  • Difficoltà respiratorie
  • Dolore addominale
  • Vomito
  • Diarrea

I segnali di anafilassi possono includere:

  • Voce roca
  • Senso di costrizione al petto
  • Gola gonfia
  • Tosse insistente
  • Eruzioni cutanee diffuse e pruriginose
  • Pallore
  • Crampi addominali intensi
  • Vomito e diarrea

Diagnosi

La diagnosi spetta a uno specialista in allergologia o immunologia. Si possono effettuare:

  • Prick test: Piccole quantità di estratto di banana vengono applicate e introdotte sotto la pelle.
  • Esami del sangue: Misurano la quantità di anticorpi IgE specifici contro la banana.
  • Test di provocazione orale: Il paziente assume quantità crescenti di banana sotto supervisione medica.

Gestione

Non esiste una cura definitiva. L'approccio più efficace è la prevenzione, evitando il contatto con l'alimento. Per chi ha già avuto reazioni importanti, il medico può prescrivere un autoiniettore di epinefrina (EpiPen).

Consigli pratici

  • Eliminare la banana dalla dieta.
  • Evitare prodotti che la contengono: succhi misti, frullati, macedonie, dessert confezionati, farmaci, integratori o prodotti per la cura della persona.
  • Durante i test allergologici, lo specialista può individuare altre sostanze che provocano reazioni simili.
  • In presenza di sintomi di anafilassi, utilizzare subito l'autoiniettore di epinefrina e chiamare il 118.

Intolleranza all'Istamina: Cause, Sintomi e Gestione Dietetica

Cosa fa l'istamina?

L'istamina è una sostanza chimica che lavora nel sistema nervoso centrale, nel sistema immunitario e nel sistema intestinale. A livello immunitario, il corpo la produce in risposta alla presenza di un allergene. È un neurotrasmettitore che regola funzioni fisiologiche come l'appetito e il sonno, e produce acido gastrico nello stomaco per la digestione.

Intolleranza o allergia all'istamina

Si verifica a causa della reazione del sistema immunitario all'istamina prodotta dal corpo, in particolare all'assunzione di alimenti che ne sono ricchi.

Sintomi dell'allergia all'istamina

I sintomi variano da lievi a gravi e includono:

  • Mal di testa
  • Prurito e rash cutanei
  • Gonfiore
  • Problemi gastrointestinali e respiratori
  • Vertigini
  • Palpitazioni cardiache

I sintomi si presentano da pochi minuti a ore dopo il consumo di cibi o sostanze contenenti istamina.

Reazione istaminica

È una risposta dell'organismo all'eccesso di istamina, derivante dal consumo di alimenti ricchi o da un'incapacità di metabolizzarla correttamente (deficit dell'enzima DAO).

Sintomi della reazione istaminica

  • Orticaria
  • Prurito cutaneo
  • Mal di testa
  • Congestione nasale
  • Gonfiore addominale
  • Nausea o crampi intestinali

La reazione può manifestarsi subito dopo l'ingestione o a distanza di ore.

Intolleranza all'istamina e deficit di DAO

Si soffre di intolleranza quando il corpo non riesce a metabolizzare l'istamina correttamente per un deficit dell'enzima diamino ossidasi (DAO). I sintomi sono simili all'allergia e si presentano dopo il consumo di alimenti ricchi di istamina.

Differenza tra allergia e intolleranza all'istamina

L'allergia è una risposta immunitaria con produzione di anticorpi (IgE), scatenando una reazione immediata e intensa. L'intolleranza è un disturbo metabolico dovuto alla carenza dell'enzima DAO.

Cosa mangiare per abbassare l'istamina?

Le raccomandazioni dietetiche generali sono:

  • Ridurre al minimo gli alimenti ricchi di istamina.
  • Ridurre al minimo gli alimenti istamino-liberatori.

Cibi senza istamina

  • Carne (pollo, agnello, tacchino)
  • Pesce fresco (salmone, merluzzo, trota)
  • Frutta
  • Verdura
  • Latticini freschi (latte e burro freschi)
  • Carboidrati (riso e patate)
  • Acqua, succhi di frutta freschi (evitando gli agrumi) e tè con erbe
  • Oli vegetali
  • Spezie ed erbe fresche

Cibi ricchi di istamina

  • Formaggi stagionati
  • Salumi e affettati
  • Pesce e frutti di mare
  • Alimenti fermentati (kefir e yogurt)
  • Cioccolato
  • Pomodori ed i suoi derivati
  • Agrumi
  • Alimenti in scatola e conservati
  • Noci e semi
  • Vino e birra

Alimenti istamino-liberatori

  • Cioccolato, cacao, caffè
  • Frutti (fragola, banana, ananas, papaya, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado, melone)
  • Molluschi e crostacei
  • Noci, nocciole, mandorle e anacardi
  • Albume d’uovo
  • Carne di maiale

Cibi antistaminici naturali

  • Mirtilli, more, ribes
  • Cipolla rossa
  • Tè verde e camomilla (non fermentati)
  • Curcuma e zenzero
  • Omega-3 da pesce fresco, semi di lino e noci

Colazione senza istamina

Esempi:

  1. Gallette di riso con crema di mandorle 100% e mela
  2. Uova sode con pane di riso e olio extravergine d’oliva
  3. Yogurt vegetale semplice con fiocchi di riso soffiato
  4. Pancake con farina di riso, acqua e olio di cocco

Evitare: cacao, agrumi, marmellate industriali, lievitati fermentati.

Fattori che aumentano l'assorbimento di istamina

  • Aspirina e farmaci similari
  • Dieta ricca di amidi (fagioli, piselli, castagne)
  • Dieta ricca di nitriti (cibi conservati, insaccati, dadi per brodo)
  • Alimenti irritanti (spezie, caffè, alcool, caffeina, Coca Cola)

Questi accorgimenti non sostituiscono le indicazioni mediche.

Istamina positiva nei test

Una "risposta positiva" nei test intradermici può essere fisiologica. L'istamina viene usata come controllo per verificare la reattività cutanea. Solo se il valore è fuori scala o se compaiono sintomi specifici, si considera una reale ipersensibilità.

Orticaria e dieta

Una dieta a basso contenuto di istamina può ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi. È utile eliminare alimenti fermentati, insaccati, cioccolato, pomodori, agrumi e frutti di mare per almeno 2-4 settimane e reintrodurli con cautela.

Allergia al cioccolato

Il cioccolato è frequentemente associato a sintomi da istamina. Contiene tiramina, feniletilamina e può agire come istamino-liberatore. I sintomi tipici sono:

  • Prurito
  • Orticaria
  • Gonfiore
  • Mal di testa
  • Tachicardia

Chi sospetta un’intolleranza o allergia al cioccolato dovrebbe eliminarlo per un periodo di prova sotto supervisione nutrizionale.

Dieta personalizzata per l'intolleranza all'istamina

Ogni persona reagisce diversamente all'istamina. Affidarsi a un nutrizionista esperto permette di individuare gli alimenti da evitare, quelli da reintrodurre e di strutturare un piano alimentare equilibrato.

Domande frequenti sull'alimentazione e l'intolleranza all'istamina

Si soffre di allergia all’istamina quando il corpo la considera dannosa e reagisce eccessivamente. Per capire se si è allergici, si consiglia di controllare e annotare i sintomi dopo il consumo di alimenti che contengono istamina. Consultare un medico o un allergologo per una diagnosi e un nutrizionista per una dieta personalizzata.

Come ridurre l'eccesso di istamina?

Seguire una dieta a basso contenuto di istamina, evitando cibi fermentati e alimenti istamino-liberatori. Consultare un medico per la gestione dei sintomi e considerare l’integrazione di diamino ossidasi.

Sintomi comuni

Prurito, eruzioni cutanee, gonfiore, problemi gastrointestinali e respiratori, mal di testa, palpitazioni cardiache e ipotensione.

Cause

Allergie, intolleranze alimentari, stress, alcuni farmaci e patologie mediche.

Come si cura l'allergia all'istamina?

Con una dieta a basso contenuto di istamina, farmaci antistaminici, integratori di diamino ossidasi e gestione dello stress e delle patologie che causano il rilascio di istamina.

Intolleranza al Lattosio e Variazioni di Peso

Sintomi dell'intolleranza al lattosio

Gonfiore addominale, mal di stomaco, crampi, eruttazioni, meteorismo, flatulenza, diarrea, gastrite, colite, stitichezza, nausea, reflusso gastroesofageo, vomito, mal di testa, eruzioni cutanee, stanchezza, irritabilità e sonnolenza.

Intolleranza al lattosio e peso corporeo

L'intolleranza al lattosio può causare sia aumento che perdita di peso.

Come l'intolleranza al lattosio può far ingrassare

Il consumo ripetuto di alimenti non tollerati, come il lattosio, può attivare il sistema immunitario, innescando una risposta infiammatoria che porta a insulino-resistenza. Gli zuccheri non vengono metabolizzati correttamente e vengono immagazzinati come grasso, causando un aumento di peso.

Cosa fare

Individuare i cibi critici con test ed esami clinici (come il Breath Test) e seguire i consigli del medico per un programma di rieducazione alimentare.

Come l'intolleranza al lattosio può far dimagrire

L'intolleranza al lattosio può causare malassorbimento intestinale, alterando la digestione e l'assorbimento dei nutrienti, con conseguente malnutrizione, diarrea e vomito.

Malassorbimento e diarrea

La diarrea, spesso abbondante e acquosa, riflette il carico osmotico. Il grasso non digerito viene trasformato in acidi grassi, peggiorando la diarrea.

Perdita di peso

La perdita di peso può essere molto pronunciata e associata a un aumento della possibilità di ammalarsi e del rischio di mortalità.

Altri sintomi del malassorbimento

Flatulenza, gonfiore addominale, edemi cutanei periferici, mal di testa, anemia, disturbi emorragici, patologie e dolori ossei, debolezza motoria generalizzata, confusione e irritabilità.

Cosa fare

Rivolgersi a un medico specialista per effettuare i test necessari per individuare l’intolleranza o eventuali malattie o deficit particolari.

Come aumentare di peso in modo salutare

Se, a causa dell'intolleranza al lattosio, si è subito un dimagrimento indesiderato, è necessario recarsi da un medico specialista in nutrizione che saprà individuare il disturbo e consigliare le migliori diete senza lattosio.

Consigli pratici

  • Assumere più calorie rispetto a quelle bruciate.
  • Consumare alimenti ad alto contenuto calorico e nutrizionale.
  • Preferire cibi ricchi di vitamine e proteine, carboidrati sani e ricchi di fibre.
  • Utilizzare prodotti delattosati, come quelli della linea Zymil di Parmalat.
  • Alternare il latte vaccino delattosato con un latte vegetale (cocco, soia, avena, mandorla).
  • Consumare formaggi naturalmente privi di lattosio, come il Gorgonzola DOP e quelli stagionati almeno 6 mesi (grana, parmigiano, pecorino).
  • Consultare il nutrizionista per individuare i formaggi migliori da mangiare in base alla gravità dell’intolleranza.

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