Contrariamente a quanto si è sempre pensato, non solo i tanto bistrattati cioccolato e salumi non sono responsabili dell’acne, ma, in realtà, nessun cibo ne è la causa. Questo articolo mira a fare chiarezza sul legame tra alimentazione e acne, sfatando miti e fornendo informazioni basate su evidenze scientifiche.
Acne: Una Patologia Infiammatoria Multifattoriale
L’acne è una malattia infiammatoria che colpisce il follicolo pilo-sebaceo, manifestandosi soprattutto sul volto e nella parte alta del tronco. In queste zone si formano comedoni (punti neri) che possono evolvere in infiammazioni con la formazione di pustole (foruncoli). Si tratta di un disturbo che solitamente colpisce i ragazzi e le ragazze nell’età dello sviluppo, ma che in realtà può protrarsi anche nell’età adulta.
Cause dell'Acne: Oltre l'Alimentazione
Le cause dell’acne sono state misteriose fino a pochi anni fa. Si pensava ad uno squilibrio ormonale dell’adolescenza o causato da stress nel giovane adulto, ma con questa teoria contrastava il fatto che gli ormoni risultavano, poi, nella norma. Prima ancora era in voga la teoria alimentare, secondo cui mangiando cibi calorici o ricchi di grasso si andavano ad irritare le ghiandole sebacee della pelle: da qui, l’acne. Oggi tutto è chiarito: non c’entrano i cibi e non c’entrano gli ormoni. O meglio, gli ormoni hanno importanza, ma non quelli prodotti dalle ghiandole (ovaie per la donna e testicoli per gli uomini). Certamente non i cibi e non gli ormoni sessuali. Oggi si pensa che a scatenare l’acne vi sia un’influenza psichica, che si riversa sulla cute soprattutto in età adolescenziale o nei giovani adulti (l’Acne Tarda).
È oramai ampiamente dimostrato che l’acne è una patologia infiammatoria della ghiandola sebacea che funziona troppo (SEBORREA). È errato e fuorviante dire che l’acne è una malattia ormonale e conseguentemente, si deve curare con gli ormoni. È fisiologico che il testosterone e gli ormoni androgeni abbiano un picco durante l’adolescenza. Non a caso l’80% degli adolescenti ha manifestazioni acneiche ed i capelli grassi. Oltre gli androgeni, nella causa dell’acne, è anche implicata l’insulina (ormone che regola la glicemia), che stimola la ghiandola sebacea.
Non esiste dunque una sola causa dell’acne, ma tante piccole "con-cause" che favoriscono l’insorgere o il peggioramento della malattia. Tra i fattori che possono influire, troviamo:
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- Predisposizione genetica
- Fattori ormonali (insulina, androgeni)
- Inquinamento
- Uso di medicinali
- Stress
- Stile di vita
- Dieta
Il Ruolo dello Stress
Lo stress provoca una variazione della produzione dell’insulina, per cui uno stile di vita sano, fa certamente bene a chi soffre d’acne. Il meccanismo dello stress agisce come causa, ma spesso diventa anche un effetto dell’acne. Si viene a creare un antipatico circolo vizioso.
Alimentazione e Acne: Cosa Dice la Scienza
Gli studi che hanno preso in esame acne e dieta evidenziano un possibile effetto negativo di prodotti lattiero-caseari, carboidrati ad alto indice glicemico, grassi saturi e trans, seppure non si tratti di studi conclusivi e condotti spesso su campioni ridotti.
Un recente studio pubblicato su Nutrients ha riscontrato come una dieta ad elevato contenuto di carne, prodotti lattiero-caseari, bibite e alcol e basso consumo di legumi fosse associata a maggiore produzione di sebo. Una dieta ricca in cereali, patate, amido, zuccheri e pesce era invece associata ad uno scarso stato di idratazione della pelle, probabilmente per via della glicazione delle proteine della pelle, che riduce la vitalità cellulare e induce infiammazione.
Nonostante esistano pattern alimentari più protettivi di altri per il benessere della pelle, gli studi sul ruolo di singoli alimenti sono ad oggi molto limitati per questo nessun cibo da solo può essere considerato responsabile della comparsa dei “brufoli”.
Salame e Acne: Un'Assoluzione
Con grande sollievo per gli amanti di mortadella e salame, possiamo affermare che i salumi, parlando di acne e impurità della pelle, sono innocenti, contrariamente a quanto hanno sostenuto per decenni le dicerie popolari.
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Cioccolato e Acne: Un Amore (Quasi) Innocente
Per quanto riguarda il cioccolato, uno studio del 2016 su 25 soggetti riporta un aumento delle lesioni sia di natura infiammatoria che non infiammatoria in soggetti maschi con pelle a tendenza acneica, per un consumo di barrette a base di cioccolato fondente di 4 settimane. Considerato comunque che la maggior parte del cioccolato contiene latte, la possibile associazione tra consumo di cioccolato e acne potrebbe essere dovuta al latte, oppure ancora dal profilo in acidi grassi del cioccolato.
I Benefici del Cioccolato Fondente
IL CIOCCOLATO NON SOLO NON PROVOCA L’ACNE, MA E’ UN TOCCASANA PER LA PELLE E PER L’ORGANISMO. MA SOPRATTUTTO NON FA INGRASSARE. Il cioccolato non provoca l’acne, non fa ingrassare e rappresenta solo un alimento ricco di principi nutritivi, ma è anche dotato di proprietà salutistiche. Tra gli oligonutrienti più studiati, a questo proposito, si trovano i sali minerali, le vitamine antiossidanti, i polifenoli e i flavonoidi, i fitosteroli. Queste sostanze possiedono attività antiossidanti proprietà antitrombotiche, antinfiammatorie ed antibatteriche, la capacità di limitare il danno al DNA e ad altre molecole nobili dell’organismo.
Le analisi chimiche del cacao hanno rilevato che i suoi semi sono molto ricchi di antiossidanti di natura fenolica. Queste molecole, tuttavia, non svolgono solo un’azione antiossidante, ma il loro raggio di attività si espande a raggiungere l’inibizione delle piastrine (coinvolte nella formazione di trombi) e dei leucociti (coinvolti nei processi infiammatori) fino al mantenimento di un tono vascolare ottimale. La percentuale di cacao deve essere del 70 per cento. L’ideale è il cioccolato fondente.
Tra i più recenti studi effettuati, quello condotto dall’Università di Nottingham ha dimostrato come il consumo di cioccolato ricco di antiossidanti inibisca l’attivazione di cellule (leucociti) coinvolte nei processi dell’infiammazione. Un altro gruppo di studio dell’Università di Davis ha condotto varie sperimentazioni nel corso degli ultimi anni dimostrando che il cacao è in grado di inibire l’attivazione delle piastrine, cellule utili al rimarginamento delle ferite, ma la cui attivazione all’interno dei vasi provoca la formazione dei trombi. Un altro lavoro scientifico che ha suscitato clamore alla sua pubblicazione è stato quello dell’Università di Dusseldorf, nel quale i ricercatori hanno dimostrato come l’ingestione di una tazza di cioccolato amaro migliori la risposta vascolare (l’elasticità delle arterie) in soggetti fumatori o in pazienti con disfunzione endoteliale (la fase iniziale di irrigidimento dei vasi che spesso anticipa i fenomeni dell’aterosclerosi).
Il contenuto in acidi grassi saturi del cioccolato fa sì che il suo consumo venga spesso associato ad un aumento del rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli studi più recenti su questo alimento condotti nell’uomo hanno dimostrato come il cioccolato abbia invece effetti positivi su alcuni meccanismi patogenetici correlati al rischio cardiovascolare, quali quelli associati alla funzione vascolare e alla pressione arteriosa. Studi condotti all’Università di Scranton hanno messo in evidenza come il cioccolato contribuisca in misura significativa all’apporto alimentare di antiossidanti nella popolazione occidentale. Uno studio ex vivo ha dimostrato che l’epicatechina (uno dei componenti principali della frazione polifenolica del cioccolato e dei suoi estratti) inibisce in modo molto efficace l’ossidazione del plasma, grazie alla sua capacità di legarsi alle lipoproteine a bassa densità (LDL). Dopo il consumo di cioccolato fondente o cacao in polvere, le LDL isolate dal plasma di volontari sani si sono mostrate infatti più resistenti all’ossidazione di quelle di volontari a cui è stato fatto consumare solo burro di cacao. Infine per uscire dall’ambito cardiovascolare, lo stesso gruppo dell’ Università di Dusseldorf ha dimostrato come il consumo di cacao protegga la pelle dal danno indotto dai raggi UV, migliorandone lo stato di idratazione e prevenendo la comparsa di eritemi.
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"All’interno di una dieta equilibrata, quindi, il cacao e i suoi derivati trovano una naturale ed opportuna collocazione: consumati in quantità adeguate contribuiscono all’apporto quotidiano di oligonutrienti dotati di comprovate attività biologica e fisiologica", commenta Andrea Poli, direttore scientifico di NFI, Nutrition Foundation of Italy. "Il cioccolato, specificamente, può rappresentare un veicolo gradevolissimo per consumare i polifenoli antiossidanti, che di per sé sono molto amari, e non a tutti graditi. Nel corso dei secoli, inoltre, la tecnologia del cioccolato ha fatto passi da gigante nella valorizzazione delle proprietà salutistiche del prodotto. L’industria del cacao si sta in particolare attrezzando per proporre al mercato un cioccolato ad alto tenore di polifenoli: un alimento che, sul piano scientifico, merita di essere studiato con cura."
La Nutrition University di Granada ha dimostrato che il cioccaolato migliora l’umore, abbassa la pressione e ha effetti anti-cancerogeni. Contiene flavonoidi, migliora l’insulinoresistenza e aumenta il cortisolo per dimagrire. I flavonoidi hanno effetto antiossidante - antinvecchiamento contro i radicali liberi anticancro. Ottimo energetico per gli sportivi e per il cervello, favorisce il sangue al cervello. Fondente cacao 70 per cento 10 gr contengono 50 calorie, dà senso sazietà aumenta la serotonina con effetti antidepressivi. Aumenta le endorfine con effetto anti dolorifico e anti stanchezza.
Consigli Utili per la Cura dell'Acne
Cercare di non farsi prendere dal panico dell’acne, perché questo genera stress e, quindi, acne. Anche il disagio del presentarsi al pubblico va controllato, altrimenti si peggiora. Oggi curare l’acne è diventato più facile e anche più salutare. Non si usano più, infatti, antibiotici che danneggiano il fegato od ormoni che mettono a rischio di aumento di peso, cellulite e quant’altro. Per la maggior parte delle forme di acne è sufficiente il trattamento cosidetto ‘micropeeling’, che consiste nell’uso quotidiano di una lozione desquamante che mantiene pulita la pelle. Nei casi più impegnativi si ricorre alla ‘terapia fotodinamica’, che genera una sterilizzazione dei follicoli dall’interno e spegne l’infiammazione.
L’ESPERTO CONSIGLIA:
- Curarsi dallo specialista dermatologo;
- Evitare il fai-da-te, ricercando su internet la cura miracolosa;
- Evitare di fumare troppo. Se proprio non se ne può fare a meno, non superare le cinque sigarette al dì;
- Mangiare quello che si desidera, ma senza esagerare;
- Non praticare terapie ormonali.
Alimentazione Anti-Brufoli: Cosa Mangiare?
Una cattiva alimentazione e la comparsa dei brufoli sono due fattori correlati tra loro. Un recente studio dimostra che anche l’alimentazione quotidiana svolge spesso un ruolo importante, perché un apporto glicemico esagerato determina un aumento di produzione del sebo, che causa a sua volta la comparsa dei brufoli.
Per contrastare la comparsa dei brufoli si devono evitare gli alimenti ricchi di grassi saturi quali burro, panna, gelati, formaggi, carne di maiale, salame, prosciutto, salsiccia, carne rossa, biscotti, patatine, pane bianco, bevande zuccherate e gassate, cereali trattati e tutti i cibi ad alto indice glicemico.
In primis, contro i brufoli sono consigliati tutti gli alimenti ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che hanno potere antinfiammatorio, sono utili a trattare diverse problematiche che interessano la pelle, non solo acne dunque ma anche dermatiti, orticaria, ecc. Gli Omega 3 sono contenuti soprattutto in alcuni tipi di pesce, come salmone, sgombro, pesce spada, acciuga e trota. Limitare i fattori che favoriscono l'infiammazione.