Ricette della Cucina Futurista: Un'Esplosione di Creatività Gastronomica

La cucina futurista, un movimento dinamico, sintetico e iconoclasta, rappresenta un progetto provocatorio da contestualizzare in un'epoca segnata dall'ideologia del contrasto all'esterofilia e dell'autarchia. Promossa da figure come Marinetti e Fillìa, questa corrente culinaria mirava a rivoluzionare non solo il modo di mangiare, ma anche la cultura e la società italiana.

L'Anima Rivoluzionaria della Cucina Futurista

In linea con il manifesto fondativo del 20 febbraio 1909, pubblicato su «Le Figaro», che esaltava «l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità», la cucina futurista si proponeva come un nuovo fronte d'azione. L'abolizione della pasta, definita un'«assurda religione gastronomica italiana», era una strategia comunicativa volta a smantellare i luoghi comuni e a promuovere una narrazione antimito.

La genesi di questa corrente non era dettata solo da ragioni estetiche, ma anche pratiche. Come affermava Marinetti, era necessario «impedire che l’Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca». Il Manifesto della cucina futurista, redatto da Marinetti in chiave autarchica e propagandistica, si ispirava al Manifesto della cucina futurista dello chef Jules Maincave.

Strategie di Comunicazione e Banchetti Futuristi

La strategia propagandistica della cucina futurista si concretizzò in una serie di conferenze e banchetti in Italia e in Francia. Tappe fondamentali furono l'inaugurazione della taverna Santopalato e la pubblicazione del volume La cucina futurista, firmato da Marinetti e Fillìa. Si tentò, con scarso successo, di italianizzare termini stranieri: il cocktail divenne una polibibita, il sandwich un "traidue" (termine già utilizzato da D’Annunzio), il dessert un "per alzarsi" e il picnic un "pranzoalsole".

L'autarchia non compromise la carica rivoluzionaria del progetto gastronomico futurista, descritto nel volume con una dirompente forza comunicativa. Il libro uscì pochi mesi dopo la prima cena futurista presso la taverna Santopalato, inaugurata l’8 marzo 1931. Fillìa, come Sant’Elia nell’architettura e altri esponenti nelle rispettive arti, partecipò a un piano di rinnovamento che vedeva nel manifesto e nel volantino strumenti comunicativi agili e dinamici.

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Creazioni Linguistiche e Piatti Iconici

Formule come "Brodo solare", "Carneplastico", "Pollofiat" e "Equatore + Polo Nord" sono creazioni linguistiche dinamiche, frutto di ibridazione metaforica e analogica. Gli elementi organici e animali si fondevano (almeno a livello lessicale) con la componente meccanica, dando vita a una terminologia d'effetto.

Rispetto al banchetto milanese del Penna d’oca (15 novembre 1930), il pranzo torinese del Santopalato si distinse per una maggiore sofisticazione, anche nell’onomastica. Il "Salmone dell’Alaska ai raggi del sole con salsa marte" e la "Beccaccia al Monterosa salsa Venere" erano invenzioni espressive in cui l’elemento cosmico conferiva alla vivanda un'aura quasi sacrale.

Quando l’onomastica futurista sposava la sintesi, la resa espressiva era garantita, come nel caso di "Pollofiat" e "Carneplastico", invenzioni lessicali che rispondevano al principio della «gradazione di analogie sempre più vaste» enunciata nel Manifesto tecnico della letteratura futurista. L’analogia, secondo Marinetti, era «l’amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili».

Dopo la policromia nella pittura, il plasticismo nella scultura e gli intonarumori nella musica e nei radiodrammi, la cucina futurista introduceva il polimorfismo dei piatti, in cui la sinestesia si univa al tattilismo e al poli-materico.

Esempi di Piatti Futuristi

  • Carneplastico: Creato dal pittore futurista Fillìa, era un'interpretazione sintetica dei paesaggi italiani, composta da una grande polpetta cilindrica di carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte.
  • Equatore + Polo Nord: Ideato dal pittore futurista Enrico Prampolini, consisteva in un mare equatoriale di tuorli rossi d’uova all’ostrica con pepe sale limone, con al centro un cono di chiaro d’uovo montato e solidificato pieno di spicchi d’arancio.

La Ricetta Futurista come Format Divulgativo

La ricetta futurista rappresentava un nuovo format divulgativo che faceva dell’analogismo un tratto distintivo. Marinetti trasferì alla quotidianità la missione rinnovatrice del Futurismo, investendo la sfera alimentare, dotata di valore vitale, sociale, culturale, economico, estetico e creativo. Fillìa riteneva che la dimensione gastronomica non fosse meno estetica di quella pittorica, musicale o artistica: il piatto doveva acquisire una cifra tattile e simultanea, e il gusto doveva essere stimolato non solo dalla materia, ma anche dall’immaginazione.

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Ricette e Creazioni Futuriste: Un Assaggio di Innovazione

Il volume La cucina futurista conteneva 172 ricette fantasiose, estrose e a tratti utopiche, frutto della collaborazione tra Marinetti, Fillìa e altri futuristi italiani. In linea con il manifesto programmatico, i termini esterofili venivano banditi: il maître d’hôtel diventava il "Guidapalato", il menu la "Listavivande", il barman il "Mescitore", il pic-nic il "Pranzoalsole", il bar il "Quisibeve".

Esempi di Ricette Futuriste

  • Porcoeccitato: Un salame crudo, privato della pelle, servito in un piatto contenente caffè espresso caldissimo mescolato con acqua di Colonia.
  • Carneplastico: Una grande polpetta cilindrica di carne di vitello ripiena di undici verdure diverse, disposta verticalmente al centro del piatto e incoronata con miele, sostenuta da un anello di salsiccia su tre sfere di carne di pollo.
  • Comeunanuvola: Una grande massa di panna montata con succo d'arancia, menta, marmellata di fragole e Asti spumante.
  • Traidue: Due fette di pane rettangolari, una con pasta d’acciughe e l’altra con pasta di bucce di mele tritate, con salame cotto tra le due fette.

La Polemica Contro la Pastasciutta

Il volume conteneva una polemica contro la pastasciutta, definita un «alimento amidaceo» capace di generare fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo. Secondo i futuristi, la pastasciutta era «una palla e un rudere che gli italiani portano nello stomaco come ergastolani o archeologi».

Marinetti sosteneva che «si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia» e che era necessario «impedire che l’Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca». L’abolizione della pastasciutta era quindi fondamentale per favorire «l’italiana, snella trasparenza spiralica di passione, tenerezza, luce, volontà, slancio, tenacia eroica».

In relazione alla politica autarchica fascista, la posizione di Marinetti si inseriva nel contesto della "Battaglia del grano", lanciata nel giugno 1925, che mirava a rendere l'Italia autosufficiente nella produzione di frumento. La pasta, prodotta in gran parte con grano estero, doveva essere sostituita dal riso, prodotto internamente.

Polibibite Futuriste

Le polibibite futuriste erano cocktail innovativi, come la "Giostra d’alcol", composta da vino rosso, cedrata e Campari, servita con formaggio e cioccolato infilzati in uno stecchino.

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Altre Ricette Innovative

  • Cotolette di vitello cotte al burro e tagliate a forma di telaio di racchetta, con uno strato di mascarpone e salsa di pomodoro e rum.
  • Risotto all'alcheghengio, un risotto acidulo ideato dall'aeropoeta Paolo Buzzi.

L'Eredità della Cucina Futurista

La cucina futurista ha lasciato un'eredità significativa, influenzando la cucina moderna e contemporanea. Ha introdotto concetti come l'abbinamento di cocktail con il cibo, l'uso della scienza e della chimica in cucina, la cucina molecolare e l'attenzione alla presentazione dei piatti.

Guido Andrea Pautasso, storico e critico delle avanguardie artistiche del Novecento, sottolinea che «alla base della cucina e della miscelazione futurista vi sono la gioia, la vita, il divertimento». Marinetti ha introdotto «l’elemento della gioia e della velocità», ribaltando termini stranieri e creando una cucina sperimentale moderna.

Esempi di Piatti Futuristi Moderni

  • L’orto cubo: Un piatto che assembla quadratini a base di verdure di stagione, impiattato come un quadro.
  • Il dolce elastico: Una sfera di cioccolato con lamponi e prugne.
  • La fragola mammella.

La Taverna Santopalato: Il Tempio della Cucina Futurista

La Taverna Santopalato, inaugurata a Torino l’8 marzo 1931, rappresentava il tempio della cucina futurista. Decorata da Fillia e Djulgheroff con alluminio e arredamento minimalista, la taverna offriva un'esperienza culinaria unica. Il menù, illustrato da vari artisti, comprendeva quattordici portate dai nomi suggestivi, come "Antipasto intuitivo", "Brodo solare", "Mare d’Italia", "Pollo d’acciaio" e "Carneplastico".

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