Pizza Fritta Romagnola Tradizionale: Un Viaggio nel Gusto della Romagna

La pizza fritta romagnola è un'autentica espressione della tradizione culinaria dell'Emilia-Romagna, un piatto che evoca ricordi d'infanzia e sapori genuini. Simile ad altre specialità regionali come lo gnocco fritto, la torta fritta e le crescentine, la pizza fritta romagnola si distingue per la sua semplicità e il suo gusto irresistibile.

Origini e Nomi: Un Mosaico di Tradizioni

Lo gnocco fritto, un antipasto tipico dell’Emilia Romagna, è conosciuto con diversi nomi a seconda della zona. A Modena e Reggio Emilia viene chiamato "gnocco fritto", a Parma "torta fritta", a Ferrara "pinzino", mentre a Bologna è denominato "crescentina". Queste variazioni regionali riflettono la ricchezza e la diversità della cucina emiliano-romagnola, dove ogni città e ogni famiglia custodisce la propria versione di questa delizia fritta. In Romagna, troviamo la piadina fritta, o "piê fritta" in dialetto. A Fontanelice, nella parte romagnola della provincia di Bologna, si tiene ogni anno, il giorno di Pasquetta, una sagra dedicata alle crescentine fin dagli anni Cinquanta.

La Ricetta Tradizionale: Semplicità e Gusto Autentico

La pizza fritta romagnola è caratterizzata da una base di pasta fritta croccante e un ripieno di prosciutto e formaggio, che la rendono un'opzione deliziosa per una cena informale o una serata con gli amici.

Ingredienti:

  • 500 g di farina
  • 10 g di lievito di birra
  • 300 ml di acqua
  • 10 g di sale
  • 100 g di prosciutto crudo
  • 200 g di formaggio (ad es. Stracchino)
  • Olio di semi di girasole per friggere

Preparazione:

  1. Prepara l’impasto: In una ciotola grande, mescola la farina, il lievito di birra e il sale. Aggiungi gradualmente l’acqua e impasta fino a ottenere un impasto omogeneo.
  2. Lascia lievitare: Copri la ciotola con un canovaccio e lascia lievitare per almeno 2 ore.
  3. Forma le pizze: Dopo la lievitazione, prendi l’impasto e dividilo in piccole porzioni. Stendi ogni porzione su un tagliere infarinato fino a ottenere una forma rotonda sottile.
  4. Farcisci: Aggiungi una fetta di prosciutto e un po’ di formaggio al centro di ogni cerchio di pasta.
  5. Sigilla: Ripiega la pasta su se stessa e sigilla bene i bordi.
  6. Friggi: Versa l’olio di semi di girasole in una friggitrice e riscalda a 180°C. Fai scivolare delicatamente le pizze fritte nell’olio caldo e friggile fino a quando diventano dorate e croccanti.
  7. Scola e servi: Scolale su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio. Tagliala a metà e servila calda.

Varianti e Consigli: Personalizza la Tua Pizza Fritta

Come per ogni ricetta tradizionale, esistono numerose varianti della pizza fritta romagnola, che riflettono i gusti e le preferenze di ogni famiglia. Alcune varianti prevedono l'aggiunta di latte all'impasto, mentre altre utilizzano lo strutto al posto dell'olio per friggere, per un sapore più ricco e intenso.

  • L'impasto: L'impasto delle crescentine può essere a base di farina, acqua, latte, lievito, sale e strutto. Una volta fritto, si gonfia per diventare un morbido e gustosissimo scrigno pronto ad ospitare affettati, formaggi freschi o semi-stagionati, sottoli e sottaceti, verdure trifolate. Per un prodotto più profumato e digeribile, finita la seconda lievitazione, si può rovesciare l’impasto, formare una palla e lasciare maturare in frigo per 12 - 48 ore.
  • Il ripieno: Oltre al prosciutto e al formaggio, è possibile farcire la pizza fritta con altri ingredienti a piacere, come verdure grigliate, salumi misti o formaggi più saporiti. La pizza fritta è una sorta di crescentina impastata però con lo stracchino, assolutamente favolosa con tutto ciò che si desidera: affettati, insalata ma anche verdura grigliata.
  • La frittura: Tradizionalmente, soprattutto nel bolognese, le crescentine si friggono nello strutto. Sempre più spesso però si usa anche friggerle nell'olio di oliva. Se si vuole realizzare lo gnocco fritto senza strutto: l’olio extravergine regalerà una nota aromatica alla preparazione, il burro, (da utilizzare rigorosamente morbido) donerà un sapore burroso e una consistenza un po’ più morbida.

Consigli aggiuntivi:

  • Anche se la versione con olio è più leggera, l’uso dello strutto regala un sapore indimenticabile.
  • Tirare la pasta a mano sottile.
  • Il riposo è fondamentale per ottenere l’effetto “cuscinetto”.

Come Gustare al Meglio la Pizza Fritta Romagnola

La pizza fritta romagnola è un piatto versatile che può essere gustato in diversi modi. È perfetta come antipasto, accompagnata da salumi e formaggi tipici della regione, come il prosciutto di Parma, la mortadella di Bologna e lo squacquerone di Romagna. Può essere servita anche come piatto principale, magari accompagnata da un contorno di verdure fresche o grigliate.

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In Romagna, tra i formaggi da crescentine e piadina, non manca mai lo squacquerone. Ma questo pane fritto va bene per accompagnare anche altri fritti. Indimenticabili i pranzi a base di crescentine, cotolette di vitello o maiale, cotolette di mortadella e melanzane e patatine.

La pizza fritta romagnola è ottima calda, tiepida o fredda, magari con una spolverata di fiocchi di sale. Una piadina fritta - o meglio la piè, come si dice nel dialetto locale - accompagnata da un buon bicchiere di Sangiovese: ovvero la Romagna più autentica in tavola.

Conservazione: Un Piatto da Gustare Subito

Lo gnocco fritto (come del resto tutte le fritture) dà il meglio di sé nel breve tempo, quindi entro 5 - 6 ore massimo entro 24 ore. Se si prevede di non consumarli subito, è consigliabile dividere l'impasto a metà e congelarlo, in modo da poterlo conservare per 6 mesi.

Gnocco Fritto: Tra Storia e Aneddoti

La prima volta che ho assaggiato il vero gnocco fritto ero a casa di un’amica emiliana. Ricordo ancora la meraviglia quando li vidi serviti in un grande vassoio con prosciutto crudo, squacquerone e lambrusco. Lei ci raccontò che si tratta di una specialità antica, di origine longobarda, conosciuta con nomi diversi a seconda della zona: crescentine fritte a Bologna, torta fritta a Parma, chisulèn a Piacenza, gnocco fritto a Modena e Reggio Emilia.

Stefano Corghi non ha dubbi: a Modena si chiede rigorosamente “il” gnocco fritto! Questo tipico street food della cucina emiliana assume diversi nomi a seconda della zona in cui viene preparata: torta fritta, crescentina, pinzino, chisulèn… sono tutti modi per riferirsi alla stessa ricetta, i famosi straccetti di pasta fritta che vengono serviti come antipasto per accompagnare formaggi e salumi.

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Crescentine: Ricordi d'Infanzia e Tradizioni Familiari

Le crescentine e l’estate per me sono legate a doppio filo. Forse perché a casa mia si friggeva soprattutto in estate e per carnevale. Con qualche eccezione per le patate fritte e poco altro durante l’anno. Ricordo certe tavolate lunghissime con i parenti o gli amici dei genitori. E poi quelle con i miei amici, da ragazza. Quanta allegra confusione regnava a quelle tavole e quanti cestini di crescentine e piadine dovevano fare le azdore impegnate a friggere.

Le crescentine mi fanno pensare anche alle merende d’inverno della domenica pomeriggio. Ricordo che con i genitori andavamo a Faenza, un paese vicino a Imola. C’era allora, proprio dietro il piccolo ospedale, uno zoo con tanto di animali selvaggi (incredibile ma vero: erano gli anni Settanta e c’era non solo uno zoo. Ma uno zoo vicino a un ospedale). A ogni modo, lì accanto c’era un chiosco. Uno di quelli che in Romagna, per fortuna, si trovano ancora. Nei chioschi, o nelle baracchine, posizionati lungo la strada o in posti strategici, si acquistavano, ieri come oggi, crescioni, piadina, e crescentine vuote o farcite. Durante quelle gite domenicali, al chiosco faentino, compravamo le noccioline per le scimmie e il sacchettino di pane secco per le anatre. Noi invece ci scaldavamo con una piadina fritta tonda: grande, calda e fragrante. Finiva troppo presto. E lo stesso vale ancora oggi. Finiscono troppo presto e non sono mai abbastanza.

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