Ciao a tutti! Con l'aria frizzante che preannuncia le feste, abbandoniamo per un attimo panettoni e biscotti per immergerci nel mondo dei Gyoza vegetariani, ravioli giapponesi che conquistano per la loro versatilità e il sapore ricco e avvolgente.
Per chi non li conoscesse, i Gyoza sono dei ravioli giapponesi che vantano un involucro di pasta di grano molto sottile con un ripieno che può comprendere diversi ingredienti, comprese erbe aromatiche, radici e spezie. Simili nel concetto ai ravioli cinesi, la ricetta dei Gyoza giapponesi prevede una doppia cottura: una volta preparati, sono infatti messi inizialmente a cuocere in una padella con poca acqua, ben coperti con un coperchio in modo da realizzare una sorta di cottura a vapore: una volta che l’acqua si è asciugata, e poco prima della fine cottura, viene aggiunto dell’olio vegetale per completare la cottura e dare croccantezza.
Come accade per i nostri tortellini, i gyoza dovrebbero essere chiusi a mano sfruttando la pressione delle dita; io ovviamente mi avvalgo di questo “potere” e rinuncio all’utilizzo di stampi appositi; alla fine il divertimento sta proprio nel formare questi ravioli meravigliosi, risulteranno tutti diversi tra loro, ma che volete farci!?!?!? E’ proprio questo il loro bello, non trovate? Normalmente i gyoza vengono serviti in porzioni da 6 o 8 pezzi (io ne mangerei fino a scoppiare e forse così mi comporto) e vengono accompagnati da un intingolo realizzato con salsa di soia e aceto di riso.
Perché una Ricetta Vegana?
Unicamente perché sul blog avevo già pubblicato questi RAVIOLI CINESI e questi GYOZA VEGETARIANI.
Ingredienti e Preparazione: Un'Armonia di Sapori
È giunto il momento di entrare in cucina, allontanate lo stress da prestazione (tanto lo so che starete già in crisi per la forma dei Gyoza) e seguitemi in questa deliziosa ricetta.
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L'Impasto Perfetto: Elasticità e Gestibilità
Per la riuscita di una pasta sempre elastica e ben gestibile, sono arrivata a questa conclusione: idratare sempre la porzione di farina con il 50% di acqua a considerare sempre una percentuale di farina forte, in questo modo si verrà a compromessi con impasti troppo umidi, poco elastici e ravioli difficili da formare. La farina da scegliere, in generale, per questo tipo di ricette, è sicuramente una farina debole. Per una migliore gelatinizzazione* degli amidi è utile utilizzare dell’acqua calda. Io di solito la scaldo utilizzando il bollitore e impostando la temperatura sui 50° C.
Ingredienti per l'impasto:
- Farina 00
- Acqua bollente
- Sale
- Olio di semi
Preparazione dell'impasto:
- Riunite in una ciotola la farina, il sale e l’acqua calda, mescolate il tutto e impastate il composto ottenuto per 5 minuti su un piano di lavoro fino ad ottenere un panetto liscio e morbido (ma non appiccicoso). Per velocizzare il tutto io metto gli ingredienti nel mixer.
- Lavorate l’impasto per qualche minuto prima nella ciotola e poi sul piano di lavoro fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea.
- Avvolgetelo nella pellicola o in un sacchetto per alimenti e lasciate riposare un'oretta: trascorso questo tempo sarà molto più morbida e lavorabile.
Il Ripieno Vegano: Un Concentrato di Gusto e Colore
Il ripieno è possibile preparalo con anticipo (tipo il giorno prima); lo stesso per me non vale per la pasta perché preferisco averla fresca e preparata al momento.
Ingredienti per il ripieno:
- Verdure miste a piacere (cavolo cappuccio, carote, funghi, porro, verza)
- Seitan (o tofu per un'alternativa senza glutine)
- Zenzero fresco
- Salsa di soia
- Olio di sesamo
- Aglio
- Peperoncino (facoltativo)
Preparazione del ripieno:
- Pulire le verdure (carote, porro e cavolo) e tagliarle sottili. Lavare accuratamente i funghi rimuovendo il gambo più duro e legnoso (se morbido, non è necessario eliminarlo).
- Con l’aiuto di un coltello affilato, tagliate finemente tutte le verdure (porro, carota e cavolo verza), compreso il seitan.
- Collegate il tritacarne con la piastra a grana grossa alla planetaria; ruotate la leva di controllo della velocità su 4 e iniziare a macinare tutti gli ingredienti nella ciotola di un robot da cucina.
- Scaldare nel wok un filo d’olio evo e uno di sesamo. Aggiungere il peperoncino e lo zenzero grattugiato e soffriggere leggermente.
- Unire quindi la carota, il porro e il cavolo e saltarli per qualche minuto a fiamma vivace. Insaporire con un cucchiaio di salsa di soia.
- Per ultimo, aggiungere i funghi shiitake e continuare la cottura per circa due minuti.
- Sfumate le verdure con salsa di soia a piacere e il succo di zenzero, poi spegnete la fiamma.
Formare i Gyoza: Un'Arte Paziente
Inutile negare che la riuscita del piatto è determinata anche dalla bellezza dei ravioli stessi; inizialmente non sarà facile ma una volta presa la mano, tutti potranno essere in grado di formare dei piccoli capolavori. Inizialmente ero un po’ spaventata dalle classiche pieghe con cui vengono sigillati e volevo optare per una forma più semplice. Alla fine ho consultato un paio di tutorial online e mi sono cimentata nell’impresa. Grazie anche all’impasto molto semplice da lavorare il risultato è stato più che soddisfacente.
- Dividete l'impasto in porzioni e stendete ogni porzione in una sfoglia sottile (circa 1 mm).
- Con un coppapasta o un bicchiere, ricavate dei dischi di pasta.
- Disponete un cucchiaino di ripieno al centro di ogni disco.
- Inumidite i bordi con un po' d'acqua.
- Piegate il disco a metà, formando una mezzaluna, e sigillate i bordi pizzicandoli per creare le tipiche pieghe dei gyoza.
La Cottura: Croccantezza e Morbidezza in Perfetto Equilibrio
Simili nel concetti ai ravioli cinesi - che però vengono cotti esclusivamente a vapore, la ricetta dei Gyoza giapponesi prevede una doppia cottura: una volta preparati, sono infatti messi inizialmente a cuocere in una padella con poca acqua, ben coperti con un coperchio in modo da realizzare una sorta di cottura a vapore: una volta che l’acqua si è asciugata, e poco prima della fine cottura, viene aggiunto dell’olio vegetale per completare la cottura e dare croccantezza.
- In una padella scaldate l’olio di semi di sesamo; adagiate i Gyoza e fateli tostare.
- Una volta rosolati, aggiungete 1/2 bicchiere di acqua e coprite subito.
- Abbassate la fiamma e cuocete per 3/5 minuti, o fino a che l’acqua non sarà evaporata completamente.
- In una padella ampia scaldate un goccio di olio di semi di girasole e friggete i ravioli sulla base fino a che saranno ben dorati.
- Con cautela versate una tazzina da caffè di acqua calda, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e fate cuocere per 5 minuti.
La Salsa di Accompagnamento: Il Tocco Finale
Ingredienti per la salsa:
- Salsa di soia
- Aceto di riso
- Olio di sesamo tostato
- Zucchero
- Peperoncino (facoltativo)
- Aglio (facoltativo)
- Erba cipollina (facoltativa)
Preparazione della salsa:
- Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto.
- Servite la salsa insieme ai gyoza caldi.
Consigli e Varianti: Un Mondo di Possibilità
- Per un ripieno più ricco: Aggiungete funghi shiitake secchi, precedentemente reidratati, o germogli di soia.
- Per un tocco piccante: Aggiungete un po' di pasta di peperoncino coreano (gochujang) al ripieno.
- Per una versione senza glutine: Utilizzate farina di riso per l'impasto e salsa di soia senza glutine.
- Conservazione: Potete conservare i ravioli cotti in frigo per un paio di giorni, chiusi in contenitore ermetico spolverizzato di poca farina sul fondo.
Un Viaggio nella Cucina Giapponese
Negli ultimi anni sono diventata una grande amante della cucina etnica: amo soprattutto quella indiana e quella orientale, ma non disdegno quella creola e quella sudamericana! Prima che nascessero le bimbe, andavamo spesso al ristorante ma, ora che ci sono loro, uscire a cena è diventata un’impresa. Allora che si fa? Visto che al buon cibo non voglio rinunciare, ho imparato a preparare a casa i piatti che amavo mangiare al ristorante.
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Per quanto riguarda invece la cucina, quella giapponese è considerata tra le più sane, complete ed equilibrate, sia in Oriente che in Occidente. Non esiste il concetto di primo piatto, secondo o contorno e solitamente vengono portate in tavola tutte le pietanze da consumarsi senza un ordine prestabilito.
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