Il Buccellato Siciliano Tradizionale: Un Viaggio di Sapori e Storia

Il buccellato siciliano è un dolce iconico, radicato nella tradizione pasticcera isolana da oltre 2000 anni. Questo articolo esplora la storia, le varianti e la ricetta di questo squisito simbolo della sicilianità, un vero e proprio patrimonio gastronomico da proteggere e tramandare.

Origini e Storia del Buccellato

L'origine del buccellato si perde tra storia e leggenda. Alcune fonti la fanno risalire all'arrivo dei Romani in Sicilia, mentre altre attribuiscono la ricetta all'influenza araba sull'isola. Il termine "buccellato" deriva dal latino "buccellatum", che indicava un pane o biscotto suddiviso in bocconi. Nel dialetto siciliano, il buccellato assume diversi nomi come "vucciddatu", "cucciddatu" o "cuddureddu", a testimonianza della sua diffusione e delle sue varianti regionali.

Inizialmente, si congettura che i buccellati non contenessero spezie, le quali furono introdotte durante il Medioevo grazie agli scambi con il Medio Oriente. Allo stesso modo, si pensa che i fichi siano entrati a far parte della ricetta solo durante la dominazione araba dell'isola.

Dai tempi antichi, il buccellato è diventato un dolce simbolo del Natale in Sicilia, un'offerta invernale per celebrare le festività, preparato con cura dalle nonne isolane che trasformavano ingredienti semplici in squisite leccornie.

Caratteristiche e Varianti Regionali

Il buccellato siciliano si distingue per il suo ripieno morbido, ricco e aromatico, avvolto in una fragrante pasta frolla, friabile e leggera. La pasta frolla è preparata con farina, strutto, zucchero e uova, risultando morbida ma al contempo friabile. Il ripieno, la parte più caratteristica, comprende generalmente fichi secchi, miele, mandorle, noci, uva passa, scorza d'arancia candita, cannella e noce moscata.

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Ogni provincia siciliana ha sviluppato una propria variante del buccellato, aggiungendo tocchi unici e personalizzati. A Palermo, ad esempio, il buccellato (o "cucciddatu") è un dolce barocco ed elegante, decorato con canditi e pistacchi, caratterizzato da un ripieno ad alto tasso di calorie a base di fichi secchi, mandorle, noci, pinoli, uva passa, scorza di arancia candita, cannella, zuccata, cioccolato fondente, scorza di limone grattugiata e Marsala.

Ingredienti e Preparazione

La preparazione del buccellato palermitano è un po' lunga ma non difficile. Ecco gli ingredienti e i passaggi principali:

Ingredienti:

  • Per l'involucro: farina, strutto (o burro), zucchero, Marsala, sale.
  • Per il ripieno: fichi secchi, mandorle, noci, pinoli, uva passa, scorza di arancia candita, cannella, zuccata, cioccolato fondente, scorza di limone grattugiata, Marsala, miele.

Preparazione:

  1. Preparazione del ripieno: mettere l'uva passa a bagno in acqua calda per un'ora. Tostare le mandorle, i pinoli e i gherigli di noce, poi tritare la frutta secca in modo grossolano. Fare a pezzetti non troppo piccoli i fichi secchi (eliminando il picciolo). Tritare finemente la zuccata e l'arancia candita. Mettere in un tegame i fichi secchi, il cioccolato, l'uva passa, la frutta secca tritata, i canditi, la scorza di limone grattugiata, un cucchiaino di cannella, un pizzico di sale e il Marsala. Cuocere a fuoco basso per 30 minuti mescolando spesso.
  2. Preparazione dell'involucro: mettere sul piano di lavoro la farina setacciata, il sale, lo zucchero e lo strutto. Impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto a grosse briciole, poi aggiungere un po' di Marsala, sempre impastando. Unire tanto Marsala quanto necessario ad ottenere un impasto sodo, liscio e non umido, come una pasta frolla.
  3. Composizione del buccellato: infarinare leggermente il piano di lavoro. Stendere l'impasto per l'involucro esterno in un rettangolo (circa 20x30). Lavorare la farcia ormai fredda compattandola tra le mani in forma tubolare, della stessa lunghezza del rettangolo di impasto. Infine, con delicatezza, arrotolare il buccellato su se stesso chiudendolo in forma di ciambella. Se dovessero formarsi delle piccole crepe, richiudetele manipolando la pasta. Dovete ottenere un anello liscio. Se avete la pinzetta per decorare i dolci, pizzicate l'impasto nel modo che più vi piace. Se non l'avete, bucherellate l'impasto in modo regolare e decorativo con i rebbi di una forchetta. Se l'impasto si buca lasciando intravedere il ripieno non preoccupatevi, è normale.
  4. Cottura e decorazione: mettere il buccellato in frigorifero per una notte. L'indomani, preriscaldare il forno a 180 gradi e cuocere il buccellato per 30 minuti. Mentre il buccellato cuoce, sciogliere un po' di gelatina neutra di albicocche, di confettura di albicocche o di miele con un cucchiaio di acqua e portare a ebollizione. Una volta sfornato il buccellato, lasciarlo raffreddare. Infine, spennellare il dolce con la gelatina, la confettura o il miele caldi. Decorare con canditi e granella di pistacchio.

Consigli e Varianti Moderne

Per rendere il buccellato più lucido, si può spennellare con miele caldo, gelatina neutra di albicocche o confettura sciolta con poca acqua. A seconda della zona della Sicilia, il buccellato può essere guarnito anche con glassa di zucchero e codette di zucchero colorate.

Esistono anche varianti moderne del buccellato, come quelle con cioccolato e nocciole, adatte anche ai più piccoli, o quelle senza zucchero, per chi desidera un dolce più leggero.

Per chi ha poco tempo, è possibile utilizzare pasta frolla già pronta e concentrarsi sulla preparazione del ripieno.

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Il Buccellato nella Cultura Siciliana

Il buccellato non è solo un dolce, ma un simbolo della cultura e della tradizione siciliana. A Palermo, non è Natale senza il buccellato, esposto a centro tavola come un meraviglioso centrotavola, simbolo di lussuria gastronomica.

La sua preparazione è spesso legata ai riti religiosi e alle feste familiari, un momento di condivisione e convivialità.

Conservazione e Degustazione

Il buccellato palermitano è un dolce che si conserva molto a lungo. Basta tenerlo in luogo fresco e asciutto, avvolto da pellicola per alimenti.

Si può gustare come merenda pomeridiana oppure offrirlo come fine pasto per lasciare un delizioso ricordo ai propri ospiti.

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