Produzione di lievito industriale: un processo fondamentale per l'industria alimentare e biotecnologica

Il lievito, un microrganismo unicellulare, è un ingrediente essenziale in molti processi industriali, in particolare nella produzione di alimenti e bevande fermentate come pane, birra e vino. La produzione industriale di lievito è un processo biotecnologico complesso che richiede un controllo preciso di numerosi parametri ambientali per garantire la crescita ottimale del microrganismo. Questo articolo esplora in dettaglio il processo di produzione del lievito industriale, le sue diverse applicazioni e le prospettive future.

Dalle origini agricole alla coltura industriale: il punto di partenza

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la produzione di lievito su scala industriale non inizia direttamente con la birra. Il punto di partenza è spesso un sottoprodotto dell'industria agroalimentare: il melasso. Questo sciroppo denso e scuro, derivato dalla lavorazione della barbabietola da zucchero o della canna da zucchero, è ricco di zuccheri fermentabili, il nutrimento essenziale per la crescita del lievito.

L'utilizzo del melasso rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare, trasformando uno scarto in una risorsa preziosa. Tuttavia, è importante sottolineare che il melasso non è l'unica fonte di nutrimento possibile. Possono essere impiegati anche altri substrati zuccherini, come sciroppi di cereali o soluzioni zuccherine pure, a seconda delle specifiche esigenze di produzione e del tipo di lievito che si desidera coltivare.

Il processo di coltivazione: un ambiente ottimale per la crescita

La produzione di lievito di birra è un processo biotecnologico sofisticato che richiede un controllo preciso di numerosi parametri ambientali per garantire la crescita ottimale del microrganismo Saccharomyces cerevisiae, la specie predominante nel lievito di birra. Questo processo si articola in diverse fasi distinte:

1. Selezione e coltura pura di laboratorio

Tutto inizia con la selezione di un ceppo specifico di lievito Saccharomyces cerevisiae. Esistono innumerevoli varietà, ognuna con caratteristiche uniche in termini di profilo aromatico, velocità di fermentazione e tolleranza all'alcol. I laboratori specializzati mantengono colture pure di questi ceppi, garantendo l'assenza di contaminazioni da altri microrganismi indesiderati.

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Queste colture pure vengono propagate in laboratorio in condizioni sterili, partendo da piccole quantità e incrementando gradualmente il volume in bioreattori sempre più grandi. Questo processo di "scaling up" è fondamentale per ottenere la quantità di lievito necessaria per la produzione industriale.

2. Fermentazione aerobica: la fase di crescita esponenziale

La fase cruciale della produzione è la fermentazione. Inizialmente, il lievito viene coltivato in condizioni aerobiche, ovvero in presenza di ossigeno. In questa fase, l'obiettivo principale non è la produzione di alcol, bensì la biomassa, cioè la moltiplicazione delle cellule di lievito. Il lievito, nutrendosi degli zuccheri presenti nel substrato (come il melasso), utilizza l'ossigeno per respirare e riprodursi rapidamente, aumentando esponenzialmente la propria popolazione.

Questa fase avviene in grandi fermentatori industriali, vasche in acciaio inox dotate di sistemi di aerazione, agitazione e controllo della temperatura. La temperatura è un parametro critico, poiché ogni ceppo di lievito ha una temperatura ottimale di crescita. Un controllo preciso della temperatura garantisce una crescita rapida e sana del lievito. I sistemi di aerazione diventano un fattore predominante, talvolta si opera addirittura in schiuma (dove gli scambi liquido-gas sono esaltati) e si ricorre spesso a sistemi continui di produzione.

3. Fermentazione anaerobica (opzionale): verso la produzione di alcol

In alcune produzioni, dopo la fase aerobica, può seguire una breve fase anaerobica, ovvero in assenza di ossigeno. In questa fase, il lievito, privato dell'ossigeno, inizia a fermentare gli zuccheri producendo alcol etilico e anidride carbonica, i tipici sottoprodotti della fermentazione alcolica. Sebbene l'obiettivo principale non sia la produzione di alcol in questa fase (poiché si vuole produrre lievito, non birra), una leggera produzione di alcol può contribuire al profilo aromatico del lievito stesso.

Tuttavia, è importante sottolineare che la fase anaerobica è spesso limitata o addirittura omessa nella produzione di lievito di birra "fresco" o "secco attivo", poiché l'obiettivo primario è ottenere una biomassa di lievito vitale e attiva per la successiva fermentazione della birra.

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4. Separazione e lavaggio: purificazione del lievito

Una volta raggiunta la densità cellulare desiderata, il brodo di fermentazione, ricco di lievito, viene sottoposto a processi di separazione. Le cellule di lievito vengono separate dal liquido di coltura attraverso centrifugazione o filtrazione. Questi processi permettono di concentrare il lievito e di rimuovere i residui del substrato di coltura.

Successivamente, il lievito concentrato viene sottoposto a lavaggi con acqua sterile. Questi lavaggi hanno lo scopo di purificare ulteriormente il lievito, rimuovendo eventuali residui di melasso o altri componenti del brodo di fermentazione, garantendo un prodotto finale di elevata purezza. Flottweg è l'unico fornitore di centrifughe industriali il cui portafoglio di prodotti include decanter, Sedicanter® e separatori a disco con scarico continuo e discontinuo. A seconda del processo, la biomassa viene separata dai brodi di fermentazione mediante il Sedicanter®, i separatori o i separatori a ugelli, direttamente o tramite un processo multifase con lavaggio integrato. Il Sedicanter® disidrata direttamente le celle del lievito oppure può essere usato per disidratare ulteriormente le celle preconcentrate del lievito.

5. Essiccazione (per lievito secco): conservazione a lungo termine

Per produrre lievito secco attivo, il lievito lavato e concentrato viene sottoposto a un processo di essiccazione delicato. Questo processo, solitamente effettuato con aria calda o sotto vuoto, riduce il contenuto di umidità del lievito a livelli molto bassi, arrestando il metabolismo e permettendo la conservazione a temperatura ambiente per lunghi periodi.

L'essiccazione deve essere condotta con cura per non danneggiare le cellule di lievito e preservarne la vitalità. Il lievito secco attivo viene solitamente venduto in granuli o polvere e necessita di reidratazione in acqua tiepida prima dell'utilizzo per attivare nuovamente le cellule.

6. Confezionamento e controllo qualità: garantire la freschezza e la purezza

Il lievito di birra, sia fresco che secco, viene confezionato in imballaggi che ne preservino la freschezza e la vitalità. Il lievito fresco viene solitamente confezionato in sacchetti o panetti e conservato refrigerato, mentre il lievito secco viene confezionato sottovuoto o in atmosfera protettiva per garantirne la conservazione a lungo termine.

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Ogni lotto di lievito prodotto viene sottoposto a rigorosi controlli di qualità. Questi controlli verificano la purezza microbiologica (assenza di contaminazioni), la vitalità cellulare (percentuale di cellule vive e attive), la capacità fermentativa e il profilo aromatico. Solo i lotti che superano questi controlli vengono rilasciati per la vendita, garantendo ai birrai un prodotto di alta qualità e affidabilità.

Tipologie di lievito di birra: un mondo di varietà

Il mondo del lievito di birra è incredibilmente vario. Sebbene Saccharomyces cerevisiae sia la specie predominante, esistono innumerevoli ceppi e varietà, ognuno con caratteristiche uniche che influenzano profondamente il profilo aromatico e le caratteristiche finali della birra. Le principali categorie di lievito di birra sono:

1. Lieviti Ale (alta fermentazione)

I lieviti ale sono tradizionalmente utilizzati per la produzione di birre ale, come le IPA, le Stout, le Pale Ale e le Belgian Ale. Questi lieviti fermentano a temperature relativamente alte (tra i 18°C e i 25°C) e tendono a risalire in superficie durante la fermentazione, da cui il termine "alta fermentazione".

I lieviti ale sono noti per produrre una vasta gamma di aromi e sapori complessi, tra cui note fruttate (esteri), speziate (fenoli) e maltate. La varietà di ceppi ale disponibili è enorme, permettendo ai birrai di creare birre con profili aromatici estremamente diversi.

2. Lieviti Lager (bassa fermentazione)

I lieviti lager sono utilizzati per la produzione di birre lager, come le Pilsner, le Bock e le Märzen. Questi lieviti fermentano a temperature più basse (tra i 8°C e i 15°C) e tendono a depositarsi sul fondo del fermentatore durante la fermentazione, da cui il termine "bassa fermentazione".

I lieviti lager producono birre generalmente più pulite e neutre dal punto di vista aromatico rispetto alle ale, mettendo in risalto il sapore del malto e del luppolo. La fermentazione lager è più lenta e richiede tempi di maturazione più lunghi a basse temperature (lagerizzazione), contribuendo alla limpidezza e alla stabilità della birra.

3. Lieviti selvaggi (Brettanomyces e altri)

I lieviti selvaggi, come i Brettanomyces, sono un gruppo eterogeneo di lieviti non-Saccharomyces che tradizionalmente erano considerati contaminanti indesiderati nella produzione di birra. Tuttavia, negli ultimi anni, i Brettanomyces e altri lieviti selvaggi hanno guadagnato popolarità per la produzione di birre complesse e particolari, come le Lambic, le Gueuze e le Saison "brettate".

I Brettanomyces producono aromi e sapori unici, spesso descritti come "funky", "cuoio", "cavallo", "frutta tropicale" e "acidità". La fermentazione con lieviti selvaggi è spesso più lunga e imprevedibile rispetto alla fermentazione con Saccharomyces, ma può portare a birre di grande complessità e carattere.

4. Lieviti ibridi e speciali

Oltre alle categorie principali, esistono anche lieviti ibridi, ottenuti dall'incrocio di diversi ceppi o specie, e lieviti speciali, selezionati per caratteristiche particolari come la resistenza all'alcol, la capacità di fermentare particolari tipi di zuccheri o la produzione di enzimi specifici. Questi lieviti offrono ai birrai ulteriori possibilità di innovazione e personalizzazione nella creazione di birre uniche.

Oltre la birra: gli innumerevoli utilizzi del lievito di birra

Sebbene il suo utilizzo più noto sia nella produzione di birra, il lievito di birra ha in realtà una vasta gamma di applicazioni che vanno ben oltre il mondo brassicolo:

1. Panificazione: il lievito madre della lievitazione

Il lievito di birra, in particolare il ceppo Saccharomyces cerevisiae, è lo stesso lievito utilizzato nella panificazione. Anche se spesso si parla di "lievito di birra" e "lievito di panificazione" come entità distinte, si tratta in realtà dello stesso microrganismo. Il lievito di birra, nutrendosi degli zuccheri presenti nella farina, produce anidride carbonica, che fa lievitare l'impasto del pane, rendendolo soffice e leggero.

Esistono diverse forme di lievito di birra utilizzate in panificazione, tra cui il lievito fresco (o lievito compresso), il lievito secco attivo e il lievito madre (o pasta madre). Il lievito madre è una coltura di lievito e batteri lattici che conferisce al pane un sapore più complesso e una maggiore digeribilità. A differenza del pane artigianale, che spesso richiede tempi di lavorazione più lunghi e ingredienti selezionati con cura, il pane del food service punta su efficienza e standardizzazione per garantire grandi quantità di prodotto, mantenendo una qualità costante. Per questo motivo, vengono impiegati lieviti specifici, capaci di agire in modo rapido e prevedibile.

2. Produzione di bevande alcoliche diverse dalla birra

Oltre alla birra, il lievito di birra può essere utilizzato per fermentare altre bevande alcoliche, come il vino di miele (idromele), il sidro di mele e altre bevande fermentate a base di frutta o cereali. La scelta del ceppo di lievito influenza il profilo aromatico della bevanda finale.

3. Integratori alimentari: una fonte naturale di nutrienti

Il lievito di birra è una ricca fonte naturale di vitamine del gruppo B, proteine, minerali e fibre. Viene spesso utilizzato come integratore alimentare per migliorare la salute generale, sostenere il sistema nervoso e rafforzare il sistema immunitario. Il lievito di birra utilizzato come integratore è solitamente "inattivato", ovvero sottoposto a un trattamento termico che ne impedisce la fermentazione, preservando però le proprietà nutrizionali.

4. Mangimi per animali: un supplemento nutritivo per il bestiame

Il lievito di birra, in particolare il lievito di birra esausto (un sottoprodotto della produzione di birra), viene utilizzato come mangime per animali. È una fonte di proteine, vitamine del gruppo B e prebiotici che possono migliorare la salute e la produttività del bestiame.

5. Biotecnologie e applicazioni industriali

Il lievito di birra, grazie alla sua capacità di fermentare zuccheri e produrre una varietà di composti, è ampiamente utilizzato in biotecnologie e in diverse applicazioni industriali. Viene impiegato per la produzione di etanolo (biocarburante), enzimi industriali, prodotti farmaceutici e composti chimici di interesse industriale.

Prospettive future: innovazione e sostenibilità nella produzione di lievito di birra

La produzione di lievito di birra è un settore in continua evoluzione, spinto dalla ricerca di maggiore efficienza, sostenibilità e innovazione. Le prospettive future si concentrano su:

1. Sviluppo di nuovi ceppi di lievito

La ricerca è costantemente impegnata nello sviluppo di nuovi ceppi di lievito con caratteristiche migliorate, come una maggiore resistenza all'alcol, una migliore capacità di fermentare zuccheri complessi, profili aromatici innovativi e una maggiore tolleranza a condizioni ambientali stressanti. Le tecniche di ingegneria genetica e di evoluzione adattativa giocano un ruolo sempre più importante in questo ambito.

2. Ottimizzazione dei processi di produzione

L'ottimizzazione dei processi di produzione mira a ridurre i costi, aumentare l'efficienza e minimizzare l'impatto ambientale. Si studiano nuove tecniche di fermentazione, di separazione e di essiccazione, nonché l'utilizzo di fonti di nutrimento alternative al melasso, come residui agroindustriali e biomasse.

3. Sostenibilità ed economia circolare

La sostenibilità è un tema centrale per il futuro della produzione di lievito di birra. Si punta a ridurre il consumo di risorse, minimizzare la produzione di rifiuti e valorizzare i sottoprodotti. L'utilizzo di biomasse di scarto come substrato di coltura e il recupero del lievito esausto per applicazioni a valore aggiunto sono esempi di approcci orientati all'economia circolare.

4. Applicazioni innovative

La ricerca esplora continuamente nuove applicazioni per il lievito di birra, in ambiti come la produzione di bioplastiche, biocombustibili avanzati, proteine alternative per l'alimentazione umana e animale, e composti bioattivi per applicazioni farmaceutiche e cosmetiche.

Il lievito e la storia dell'umanità

Il lievito è stato il primo microrganismo "addomesticato" dall'uomo. Infatti, ci sono molte indicazioni che il suo utilizzo risalga già al periodo neolitico, ma le prime testimonianze archeologiche di pane lievitato sono state trovate nel secondo millennio avanti Cristo (a.C.) in Egitto e nel primo millennio a.C. nella Cina nord-occidentale.

Nel corso della storia nuove specie del genere “Saccharomyces sensu stricto” si sono evolute, in associazione alle attività umane, attraverso l'ibridazione interspecifica o la poliploidizzazione. Inoltre, in S. cerevisiae, è possibile che i processi di fermentazione abbiano esercitato un ruolo determinante nel favorire la differenziazione dei gruppi genetici.

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