Produzione Mondiale di Cacao: Statistiche, Sfide e Prospettive Future

Introduzione

Il cacao, materia prima essenziale per la produzione del cioccolato, è un prodotto agricolo di rilevanza globale. La sua coltivazione e commercializzazione coinvolgono milioni di persone in diversi continenti, con dinamiche complesse che spaziano dagli aspetti economici a quelli sociali e ambientali. Questo articolo esplora le statistiche sulla produzione mondiale di cacao, analizzando i principali paesi produttori, le problematiche del settore e le possibili vie per un futuro più sostenibile.

Distribuzione Geografica della Produzione di Cacao

La produzione di cacao è concentrata principalmente in due aree geografiche: l'Africa occidentale e il Sud America.

Africa Occidentale: Il Cuore della Produzione Mondiale

Quasi il 65% del cacao mondiale proviene da quattro paesi dell'Africa occidentale:

  • Costa d'Avorio: Leader mondiale con il 38% della produzione.
  • Ghana: Secondo produttore con il 12%.
  • Nigeria e Camerun: Entrambi contribuiscono con il 7% ciascuno.

Questi paesi, situati nel Golfo di Guinea, beneficiano di condizioni climatiche ideali per la coltivazione del cacao, caratterizzate da temperature elevate, abbondanti piogge e elevata umidità.

Sud America: Un Contributo Significativo

Il Sud America si posiziona al secondo posto per volume di produzione, con:

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  • Ecuador: Il principale produttore sudamericano, responsabile del 10% della produzione mondiale.
  • Brasile: Contribuisce con il 4%.

Altri paesi sudamericani, come Perù, svolgono un ruolo crescente nella produzione di cacao di alta qualità.

Indonesia

La produzione di cacao in Indonesia è divenuta una florida realtà a partire dal 1980 in avanti. Attualmente è il terzo produttore mondiale di semi di cacao, in crescita di tonnellate 777,500 in 2013, secondo la FAO. Uno dei problemi della produzione di cacao indonesiana è rappresentata dalla presenta dell’insetto borneo, che ha recentemente danneggiato la crescita del settore. Infatti, sino agli inizi del 2000 l’industria del cacao indonesiana era in forte ascesa ma a causa di questo problema naturale è rallentata.

Domanda e Offerta: Un Mercato Globale

La stragrande maggioranza del cacao prodotto viene esportata in Europa e Nord America, dove viene trasformata in cioccolato e consumata. L'Unione Europea è il maggiore importatore di cacao al mondo, assorbendo il 60% delle importazioni globali. Paesi come Paesi Bassi, Germania e Belgio importano insieme circa il 25% delle fave di cacao prodotte a livello mondiale.

La domanda di cioccolato è stabile a livello globale, con un aumento della produzione di cacao del 20% nell'ultimo decennio. Questo incremento è stato possibile grazie all'espansione delle aree coltivate, soprattutto in Costa d'Avorio, dove la produzione dipende quasi interamente dall'ampliamento delle piantagioni.

Sfide Sociali ed Economiche

Nonostante la crescita della produzione, il settore del cacao è afflitto da gravi problemi sociali ed economici. Il 2022 Cocoa Barometer ha evidenziato che il lavoro minorile, la disuguaglianza di genere e la deforestazione rimangono questioni cruciali.

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Povertà e Condizioni di Vita

I coltivatori di cacao e le loro famiglie spesso non riescono a ricavare un reddito di sussistenza. La povertà è la causa principale di molti problemi del settore, tra cui la mancanza di infrastrutture, l'accesso limitato ad acqua potabile, elettricità e assistenza sanitaria, e un basso livello di istruzione.

Lavoro Minorile

La situazione economica e sociale precaria contribuisce al fenomeno del lavoro minorile, particolarmente diffuso in Costa d'Avorio, dove il periodo del raccolto coincide con l'inizio dell'anno scolastico. I bambini sono impiegati nelle piantagioni in condizioni pericolose e insalubri.

Disuguaglianza di Genere

Le donne svolgono un ruolo essenziale nelle piantagioni di cacao, ma il loro lavoro è spesso non retribuito. Sono escluse dall'accesso legale alla terra e hanno difficoltà a diventare proprietarie di aziende agricole o a entrare in cooperative.

Impatto Ambientale

La coltivazione del cacao ha un impatto significativo sull'ambiente, in particolare a causa della deforestazione.

Deforestazione

Storicamente, i coltivatori tendono ad abbandonare le vecchie terre per impiantare nuove piantagioni nelle foreste, causando la scomparsa di habitat naturali, la perdita di biodiversità e l'aggravamento del cambiamento climatico. Le piantagioni vengono spesso impiantate anche in aree protette, a causa della mancanza di alternative economiche per i coltivatori. In Costa d’Avorio - che fornisce il 44% del cacao mondiale - secondo una ricerca del 2022, circa il 30% della superficie coltivata si trova all’interno di foreste protette, nonostante le leggi contrarie.

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Cambiamenti Climatici

Le condizioni climatiche estreme, come il fenomeno di El Niño e le piogge eccessive, influenzano negativamente la produzione di cacao, favorendo l'insorgere di malattie delle piante. Temperatura e precipitazioni svolgono un ruolo considerevole nella produzione di cacao nell’Africa occidentale. Ed è un dato di fatto che temperature estreme abbiano già influito negativamente sulla produzione.

Pratiche Agricole Sostenibili

La bassa produttività delle micro imprese rappresenta una criticità da superare. Le pratiche equosolidali tramite l’educazione dei contadini permettono di ottenere non solo una resa maggiore dei terreni, ma anche di garantirne la qualità. Dopo il 1999 si è notato un progressivo degrado delle proprietà organolettiche del cacao prodotto, ma anche della quantità. Oggi da un terzo a un quarto del raccolto è perso a causa delle malattie, che potrebbero essere evitate usando pratiche agricole corrette.

Iniziative e Soluzioni

Nonostante le sfide, sono state intraprese diverse azioni per migliorare la sostenibilità del settore del cacao.

Interventi Governamentali e Finanziamenti

L'Ente per il Cacao del Ghana (Cocobod) ha ottenuto finanziamenti dalla Banca Mondiale per riabilitare le piantagioni invecchiate o colpite da malattie, e alcuni produttori sono stati pagati maggiormente.

Aumento dei Prezzi e Tracciabilità

Da decenni si chiede un aumento dei prezzi di produzione, ma le attività commerciali delle poche aziende che gestiscono il settore del cacao/cioccolato a livello mondiale non sono cambiate. Non tutte le aziende hanno ancora adottato e implementato procedure che applicano i diritti umani e la piena tracciabilità del cacao lungo tutta la loro catena globale di produzione.

Accordi Internazionali e Cambiamento di Sistema

Oggi gli accordi internazionali esistono ma vi è il bisogno di un cambiamento di sistema che deve andare nella direzione dell’aumento del reddito di coltivator3, dei diritti umani e della tutela dell’ambiente. Sebbene si parli di interessi africani, latinoamericani e asiatici, questi non sono rappresentati dalle loro organizzazioni e governi e tutto il potere decisionale si trova nelle aziende del Nord globale. Le ingiustizie storiche e gli squilibri di potere avvantaggiano ancora una volta coloro che sono gli eredi più o meno diretti della colonizzazione europea, da cui deriva l’attuale struttura del commercio e il fatto che le economie dell’Africa occidentale sono ancora oggi basate su colture da reddito.

Il Ruolo di Ferrero

Ferrero, insieme ai principali competitor del settore, ha aderito alla World Cocoa Foundation, un organismo che ha l’obiettivo di sviluppare la sostenibilità economica e sociale dell’intera filiera agricola attraverso lo sviluppo di una serie di buone pratiche tecniche e commerciali. L’azienda piemontese acquista ogni anni da questi Paesi qualcosa 120 mila tonnellate di semi di cacao, il 3% della produzione mondale, che poi vengono lavorati negli stabilimenti di Alba e di Stadtallendorf, cittadina di 20 mila abitanti un centinaio di chilometri a nord di Francoforte.

Ferrero ha mappato 6.086 coltivatori di cacao (di cui il 34% donne) per un totale di quasi 5 mila ettari di territorio. L’obiettivo per il 2016 è integrare nella GeoTraceability 13 mila coltivatori rendendo così possibile la tracciabilità dei singoli sacchi di cacao acquistati lungo l’intera catena di approvvigionamento.

Altromercato

Altromercato controlla l’eticità della filiera del cacao equosolidale per i suoi prodotti: lo fa direttamente nel caso di importo diretto dai produttori di cacao o attraverso i suoi partner (produttori, trasformatori, etc.) che acquistano fave di cacao sotto il controllo e la garanzia di WFTO, Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale. Nel caso del cacao importato direttamente da Altromercato in fase d’avvio c’è una valutazione preliminare fatta dalla nostra Unità Cooperazione e Acquisti: si tratta di una valutazione etica, commerciale e qualitativa che serve per capire se c’è spazio per iniziare una relazione commerciale. Dopo il secondo ordine confermato di materia prima o del prodotto, il produttore viene valutato dal Comitato di Valutazione Etica Altromercato - organo dotato di autonomia e con funzione di vigilanza etica su prodotti e produttori - che effettua direttamente la visita. Il controllo di filiera Altromercato è coerente con la scelta di far parte di un sistema di garanzia formalizzato. Le regole fondanti del sistema sono definite a livello internazionale da WFTO - Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale.

Il Paradosso del Consumo

L’Africa, il principale paese da dove viene il cacao, consuma solo il 3% del cioccolato e altri derivati che si producono nel resto del pianeta. Sebbene i piccoli produttori rappresentino la spina dorsale dell’intero settore della coltivazione del cacao, il loro guadagno non supera il 6% del valore finale di una tavoletta di cioccolato. Il resto della torta viene spartito, principalmente, fra le industrie multinazionali che dominano la trasformazione e la commercializzazione del prodotto. Questo provoca un progressivo allargamento della forbice tra i due estremi della filiera del cacao-cioccolato: le più importanti multinazionali fatturano ogni anno cifre record, laddove la fetta dei ricavi percepita a valle è diminuita del 37,5% rispetto agli anni ’80. Tra il 2022 e il 2025 il prezzo del cacao è aumentato del 220%, superando i 10.000 euro/tonnellata.

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