Il Pitone Messinese: Un Viaggio nel Gusto Autentico dello Street Food Siciliano

Il pitone messinese, noto anche come "pidone", rappresenta un'icona dello street food siciliano, in particolare della città di Messina. Ben lontano dall'essere un semplice panzerotto, il pitone è un'esperienza culinaria unica, un tesoro gastronomico che affonda le radici nella tradizione e nella storia della regione.

L'Essenza del Pitone: Un Impasto Senza Lievito

A differenza di molte varianti moderne, il pitone messinese originale si distingue per il suo impasto senza lievito. Questo guscio sottile e croccante è realizzato con ingredienti semplici ma essenziali: farina, strutto, acqua e un tocco di vino. La sua preparazione richiede maestria e dedizione, un'arte che si tramanda di generazione in generazione.

Gli Ingredienti Chiave dell'Impasto

  • Farina: La base dell'impasto, preferibilmente di tipo 00 per una consistenza leggera.
  • Strutto: Conferisce fragranza e croccantezza uniche.
  • Acqua: Idrata la farina e permette la formazione dell'impasto.
  • Vino Bianco: Un segreto per un impasto più elastico e saporito.

La Lavorazione: Un Rito di Sfogliatura

La preparazione dell'impasto è un vero e proprio rituale. Dopo aver amalgamato gli ingredienti, l'impasto viene lavorato con vigore per almeno 15 minuti, fino a ottenere un panetto liscio, omogeneo ed elastico. La fase cruciale è la sfogliatura, un processo ripetuto di stesura e piegatura che conferisce all'impasto una consistenza leggera e friabile.

Il Cuore del Pitone: Un Tripudio di Sapori Siciliani

Il ripieno del pitone messinese è un'esplosione di sapori autentici, un omaggio ai prodotti della terra siciliana. Gli ingredienti tradizionali sono:

  • Tuma: Un formaggio fresco tipico siciliano, dal sapore delicato e leggermente acidulo. In alternativa, si può utilizzare il primo sale.
  • Scarola Riccia (Indivia): Un'insalata dal gusto amarognolo che contrasta la sapidità degli altri ingredienti.
  • Acciughe: Donano un tocco di sapidità e umami al ripieno.
  • Pepe Nero: Macinato fresco in abbondanza, esalta i sapori e aggiunge una nota piccante.

La Preparazione del Ripieno

La scarola viene pulita, lavata, asciugata e tagliata finemente. La tuma viene tagliata a cubetti. Gli ingredienti vengono poi combinati e utilizzati per farcire l'impasto.

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La Frittura: L'Arte di Trasformare la Pasta in Oro

La frittura è l'ultimo passaggio, ma non meno importante, nella preparazione del pitone messinese. I pitoni vengono fritti in olio di semi di arachide bollente, fino a raggiungere una doratura perfetta. La temperatura dell'olio è fondamentale per ottenere una cottura uniforme e una crosta croccante.

Consigli per una Frittura Perfetta

  • Utilizzare un wok per una cottura uniforme.
  • Mantenere la temperatura dell'olio a 165 gradi.
  • Versare continuamente olio bollente sulla superficie dei pitoni durante la frittura.
  • Girare spesso i pitoni per una doratura uniforme.

Pitoni al Forno: Una Variante più Leggera?

Sebbene la tradizione prediliga la frittura, è possibile cuocere i pitoni messinesi anche al forno. Tuttavia, è importante sottolineare che questa versione perde parte del suo fascino e della sua autenticità. La frittura conferisce al pitone una croccantezza e un sapore inconfondibili.

Un Patrimonio da Salvaguardare

Negli ultimi anni, la tradizione del pitone messinese originale si è affievolita, a vantaggio di versioni lievitate e farcite con ingredienti meno tipici. Questo fenomeno di massificazione del gusto rischia di far perdere un pezzo importante della cultura gastronomica siciliana. Fortunatamente, alcuni panifici e rosticcerie continuano a custodire la ricetta tradizionale, offrendo ai messinesi e ai visitatori un'esperienza autentica e indimenticabile.

Abbinamenti Consigliati

Per esaltare il sapore del pitone messinese, si consiglia di abbinarlo a una birra artigianale siciliana, come la "Doc 15" del Birrificio Messina, o a un bicchiere di vino bianco locale.

Curiosità e Leggende

Le origini del pitone messinese sono avvolte nel mistero. Alcune leggende lo fanno risalire all'antica Grecia, collegandolo alle sacerdotesse di Apollo e alle loro focacce sacre. Altre storie narrano di contadini messinesi che, durante l'assedio francese del 1676, prepararono panini a base di verdure per spaventare i nemici. L'etimologia del nome è incerta, ma potrebbe derivare dal siciliano "pitta" (focaccia) o dal termine "pidone" (calza di lana), che richiama la forma del rustico.

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Pitoni Messinesi: Ricetta Lievitata

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00
  • 470 ml di acqua
  • 50 gr di strutto
  • 10 gr di sale
  • 2 gr di lievito di birra
  • q.b. di tuma siciliana (o primo sale)
  • q.b. di scarola riccia
  • q.b. di pomodoro
  • q.b. di acciughe
  • q.b. di olio di semi per friggere

Preparazione

  1. Sciogliere il lievito nell'acqua e aggiungerlo alla farina poco a poco, mentre si comincia a mescolare.
  2. Aggiungere poi lo strutto e il sale e continuare a lavorare l'impasto.
  3. Quando l'impasto sarà liscio, metterlo in una ciotola e farlo riposare per circa 20 minuti.
  4. Formare delle palline da circa 80 g, posizionarle in una teglia, coprirle e metterle in frigo per almeno 12 ore.
  5. Dopo la lievitazione, schiacciare ogni pallina fino a ottenere uno spessore di qualche millimetro.
  6. Posizionare al centro la scarola riccia tagliata finemente, la tuma o il primo sale a pezzetti, qualche pezzetto di pomodoro e dei pezzetti di acciughe dissalate o sott’olio.
  7. Bagnare i lembi del pitone affinché rimangano sigillati dopo la chiusura.
  8. Prendere un lembo della sfoglia e appoggiarlo sull’altro, formando una mezzaluna.
  9. Sigillare i lembi con una forchetta, così non si apriranno durante la cottura.
  10. Friggere in olio ben caldo a circa 160°C.

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