Spezzare gli spaghetti è un gesto che scatena passioni e suscita dibattiti accesi nel mondo della gastronomia italiana. Considerato da molti un vero e proprio sacrilegio, un affronto alla tradizione culinaria del Bel Paese, questa pratica apparentemente innocua nasconde in realtà un universo di significati culturali, storici e persino scientifici. Questo articolo esplora le ragioni profonde per cui spezzare gli spaghetti è visto con tanto disappunto, analizzando le usanze, le superstizioni e le motivazioni pratiche che alimentano questo tabù gastronomico.
Il Galateo della Pasta: Regole Non Scritte
Mangiare come un italiano non significa solo gustare i sapori unici della nostra cucina, ma anche rispettare un insieme di regole non scritte che rendono l'esperienza gastronomica autentica e immersiva. Il galateo del cibo italiano è un vero e proprio codice culturale, un linguaggio fatto di gesti e consuetudini che distinguono chi mangia con consapevolezza da chi ignora le tradizioni locali.
Tra queste regole, una delle più ferree riguarda proprio la pasta: la pasta non si spezza! Spezzare gli spaghetti prima di cuocerli è considerato un affronto alla tradizione, un gesto che altera l'armonia del piatto e compromette l'esperienza gustativa.
L'Oltraggio allo Spaghetto: Un Simbolo di Identità Nazionale
Per comprendere appieno il perché di questa avversione, è necessario considerare il ruolo che la pasta, e in particolare gli spaghetti, rivestono nell'immaginario collettivo italiano. Gli spaghetti sono un simbolo di italianità, un elemento identitario che evoca immagini di convivialità, famiglia e tradizione.
Fin dalla fine dell'Ottocento, l'italiano mangiatore di spaghetti ha dato origine all'appellativo di "mangiaspaghetti", un soprannome affettuoso ma anche un po' ironico che sottolinea il legame indissolubile tra il popolo italiano e la sua pasta.
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Il cinema italiano ha contribuito a rafforzare questo legame, immortalando scene iconiche in cui gli spaghetti sono protagonisti assoluti. Da Totò che divora spaghetti con le mani in "Miseria e Nobiltà" ad Alberto Sordi che addenta un piatto fumante in "Un Americano a Roma", gli spaghetti sono diventati un simbolo di italianità riconosciuto in tutto il mondo.
La Scienza Dello Spaghetto Spezzato
Al di là delle considerazioni culturali e simboliche, esistono anche ragioni scientifiche che spiegano perché spezzare gli spaghetti non è una buona idea. Uno studio condotto da esperti ha dimostrato che, quando si spezzano gli spaghetti manualmente, è praticamente impossibile ottenere pezzi di dimensioni uniformi.
La forza utilizzata per rompere la pasta genera delle onde che si ripercuotono lungo lo spaghetto, creando delle crepe che lo dividono in parti ancora più piccole rispetto a quelle desiderate. Questo può causare problemi in cottura, con alcuni pezzi che si cuociono troppo e altri che rimangono crudi.
Inoltre, spezzare gli spaghetti manualmente tende a sfibrare la pasta, alterandone la consistenza e il sapore.
Quando Spezzare Gli Spaghetti È Permesso?
Nonostante il divieto generalizzato, esistono alcune eccezioni in cui spezzare gli spaghetti è ammesso, se non addirittura consigliato. In particolare, gli spaghetti spezzati sono tradizionalmente utilizzati in alcune ricette povere della cucina campana, come la pasta con patate e provola, preparata con gli avanzi di pasta frantumata.
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Inoltre, spezzare gli spaghetti può essere una soluzione pratica quando si preparano minestre, zuppe o brodi, soprattutto per i bambini piccoli che potrebbero avere difficoltà a gestire gli spaghetti interi. In questi casi, spezzare gli spaghetti può rendere il piatto più facile da mangiare e più adatto ai gusti dei più piccoli.
Superstizioni a Tavola: Usanze e Credenze Popolari
Il mondo della cucina è costellato di superstizioni e credenze popolari, spesso tramandate di generazione in generazione. Anche il modo in cui mangiamo e ci comportiamo a tavola è influenzato da queste usanze, che possono variare da regione a regione e da paese a paese.
Ad esempio, in Cina si dice che tagliare gli spaghetti (di riso o di grano) porti sfortuna, in quanto la loro lunghezza è considerata un auspicio di longevità. Vanno quindi mangiati interi, a costo di emettere i caratteristici "risucchi" che si sentono spesso nei ristoranti orientali.
In Giappone, invece, è assolutamente vietato infilzare le bacchette nella ciotola di riso o passarsi il cibo con le bacchette, in quanto questi gesti sono associati ai riti funebri e sono considerati di cattivo auspicio.
Anche in Italia esistono numerose superstizioni legate al cibo e alla tavola. Ad esempio, si dice che non si debba mescolare liquidi con il coltello, in quanto porta malaugurio. I coltelli non andrebbero passati da mano a mano, ma poggiandoli su un piano. E ancora, i coltelli non si regalano, a meno che non vengano accompagnati da una monetina, che simboleggia l'acquisto dell'oggetto e salva l'amicizia dall'essere "affettata".
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Altre Regole Non Scritte della Cucina Italiana
Oltre al divieto di spezzare gli spaghetti, esistono molte altre regole non scritte che governano la cucina italiana. Eccone alcune:
- Il cappuccino si beve solo a colazione: ordinare un cappuccino dopo pranzo o cena è considerato un errore imperdonabile.
- Niente formaggio sui piatti di pesce: il formaggio copre il sapore delicato del pesce.
- L'ordine delle portate è sacro: antipasto, primo, secondo con contorno, dolce, caffè e ammazzacaffè.
- Fare la scarpetta non è elegante (ma la fanno tutti!): ripulire il piatto con il pane è un gesto di apprezzamento, ma va fatto con discrezione.
- L'olio d'oliva è oro liquido: non un semplice condimento, ma un ingrediente prezioso che esalta i sapori.
- L'ananas sulla pizza? No, grazie!: un affronto alla tradizione culinaria italiana.