La pastasciutta antifascista è molto più di un semplice piatto di pasta: è un simbolo potente di resistenza, libertà e solidarietà. Nata in un momento storico cruciale per l'Italia, continua a essere celebrata ancora oggi, a 80 anni dalla fine della dittatura, come un gesto di memoria e un invito a non dimenticare i valori dell'antifascismo.
L'odio Fascista per la Pasta: Un Pregiudizio Ideologico
Durante il ventennio fascista, la pasta, in particolare spaghetti, tagliatelle e maccheroni, fu relegata ai margini della tavola italiana, quasi fosse un simbolo di opposizione al regime. Questa avversione ideologica affondava le sue radici in diversi fattori.
- Autarchia: Il regime fascista promuoveva l'autarchia, un sistema economico autosufficiente che mirava a ridurre la dipendenza dell'Italia da altri paesi. In quest'ottica, il consumo di grano, necessario per la produzione della pasta, doveva essere limitato per favorire l'autosufficienza cerealicola.
- Propaganda Futurista: Il movimento futurista, con il suo fervente nazionalismo e la sua esaltazione della modernità, attaccò la pasta, considerandola un alimento che rammolliva lo spirito, induceva sonnolenza e favoriva il neutralismo, ovvero l'opposizione alla guerra. Tommaso Marinetti, nel suo Manifesto della cucina futurista, arrivò a definire la pasta un' "assurda religione gastronomica italiana".
- Ruralismo Fascista: Il regime fascista idealizzava la vita rurale e promuoveva il consumo di prodotti locali. La pasta, considerata una moda importata dall'America, non rientrava in questa visione. Infatti, fino agli anni '30 del Novecento, la pasta era un alimento consumato quasi esclusivamente a Napoli e sconosciuto nel resto d'Italia. Furono i migranti tornati dagli Stati Uniti a darle nuova vita, dato che tra le comunità italiane d’oltreoceano era un alimento estremamente diffuso.
Per questi motivi, il regime fascista intraprese una vera e propria guerra contro la pasta, limitandone il consumo e promuovendo alternative considerate più "patriottiche".
La Famiglia Cervi: Un Esempio di Antifascismo Radicale
In questo contesto storico, la famiglia Cervi, originaria di Campegine, in provincia di Reggio Emilia, si distinse per il suo antifascismo attivo e coraggioso. Alcide Cervi, il padre, era un contadino che, insieme alla moglie Genoveffa, aveva costruito una vita basata sul lavoro della terra e sui valori della solidarietà e della giustizia sociale. I loro sette figli, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, crebbero in un ambiente permeato di ideali antifascisti, alimentati dalla passione per la letteratura e dall'impegno politico.
I Cervi trasformarono la loro casa in un rifugio per gli oppositori del regime, attirando attorno a sé altri antifascisti e partecipando attivamente alla lotta contro il fascismo.
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Il 25 Luglio 1943: La Nascita della Pastasciutta Antifascista
La sera del 25 luglio 1943, quando la notizia della destituzione e dell'arresto di Benito Mussolini si diffuse in tutta Italia, la famiglia Cervi fu pervasa da una gioia immensa. Dopo anni di oppressione e privazioni, finalmente si intravedeva la possibilità di un futuro libero e democratico.
Per celebrare questo momento storico, i Cervi decisero di organizzare una festa popolare e di offrire alla comunità di Campegine un piatto semplice ma significativo: la pastasciutta. Si procurarono farina, burro e parmigiano a credito dal caseificio locale e prepararono quintali di pasta, condita con burro e formaggio.
La pastasciutta fu cucinata a Gattatico e poi trasportata a Campegine. Durante il tragitto, la pasta divenne scotta e alcuni contadini affamati ne rubarono un po', ma alla fine la maggior parte del pasto raggiunse la piazza del paese, dove fu distribuita a tutti, compreso un giovane vestito da balilla.
Questo gesto semplice e generoso divenne un simbolo di speranza e di rinascita, un modo per celebrare la fine del fascismo e per riaffermare i valori della libertà, della solidarietà e della fratellanza.
Un Epilogo Tragico: Il Martirio dei Fratelli Cervi
La gioia per la caduta di Mussolini fu di breve durata. Il dittatore fu presto liberato dai nazisti e messo a capo della Repubblica di Salò, un regime fantoccio che continuò a perseguitare gli antifascisti e a seminare terrore in tutto il paese.
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I fratelli Cervi continuarono a partecipare attivamente alla Resistenza, combattendo contro i nazifascisti sugli Appennini e nelle valli. Tra novembre e dicembre del 1943, la loro casa fu assaltata dai fascisti, che li arrestarono insieme al padre.
Dopo essere stati torturati e imprigionati, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore furono fucilati il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro di Reggio Emilia. Alcide Cervi sopravvisse alla prigionia e dedicò il resto della sua vita a testimoniare il sacrificio dei suoi figli e a promuovere i valori dell'antifascismo.
La Pastasciutta Antifascista Oggi: Un Simbolo di Memoria e Impegno Civile
Nonostante la tragicità della storia dei Cervi, il loro gesto di offrire pastasciutta alla comunità è rimasto vivo nella memoria collettiva, diventando un simbolo di resistenza e di impegno civile.
Ancora oggi, ogni 25 luglio, in molte città italiane si celebra la "Pastasciutta Antifascista", un'occasione per ricordare la caduta del fascismo, per onorare la memoria dei fratelli Cervi e di tutti coloro che hanno lottato per la libertà, e per riaffermare i valori dell'antifascismo.
L'Istituto Alcide Cervi di Gattatico, fondato nel 1972, svolge un ruolo fondamentale nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori dell'antifascismo. L'Istituto organizza ogni anno la "Storica Pastasciutta Antifascista", un evento che richiama migliaia di persone da tutta Italia e che rappresenta un momento di riflessione, di convivialità e di impegno civile.
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La Ricetta della Pastasciutta Antifascista: Un Piatto Semplice e Significativo
La ricetta originale della pastasciutta antifascista è molto semplice: pasta condita con burro e parmigiano. Questo piatto, povero ma nutriente, era un simbolo di speranza e di rinascita in un periodo di privazioni e difficoltà.
Oggi, la pastasciutta antifascista viene preparata in diverse varianti, ma l'ingrediente fondamentale rimane sempre lo stesso: la memoria.
Ecco una ricetta semplice per preparare la pastasciutta antifascista:
Ingredienti:
- 100 g di spaghetti
- 40 g di burro
- 40 g di parmigiano grattugiato
- Sale
Preparazione:
- Portare a ebollizione abbondante acqua salata in una pentola.
- Cuocere gli spaghetti al dente.
- Nel frattempo, sciogliere il burro in una padella.
- Scolare gli spaghetti e versarli nella padella con il burro.
- Aggiungere il parmigiano grattugiato e mescolare bene.
- Servire caldo.
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