Pasta Secca: Un Viaggio tra Ingredienti, Storia e Metodi di Produzione

La pasta, simbolo indiscusso della gastronomia italiana, è amata e apprezzata in ogni angolo del mondo. Dagli spaghetti alle pennette, passando per i fusilli, la varietà di formati disponibili è vastissima, ognuno con la sua storia e specificità. Questo articolo esplora a fondo il mondo della pasta secca, analizzandone gli ingredienti, la storia, i metodi di produzione artigianale e industriale, e fornendo consigli utili per la sua preparazione e cottura.

Gli Ingredienti Fondamentali della Pasta Secca

La pasta secca, nella sua forma più semplice, nasce dall'unione di due ingredienti: la semola di grano duro e l'acqua. La legge italiana stabilisce che la pasta secca sia prodotta esclusivamente con semola di grano duro (Triticum durum), una farina ottenuta dalla macinazione di questo particolare tipo di grano. Questa scelta non è casuale, ma è dettata dalla volontà di garantire un prodotto di qualità superiore.

  • Semola di Grano Duro: Rispetto al grano tenero, il grano duro presenta un contenuto proteico più elevato, che conferisce alla pasta una maggiore tenuta in cottura e una consistenza al dente. La semola, inoltre, ha una struttura vitrea e un colore giallo ambrato caratteristico.
  • Acqua: L'acqua utilizzata nella produzione della pasta dovrebbe essere di buona qualità, preferibilmente non troppo calcarea, e con una temperatura compresa tra i 28 e i 38 °C.

In alcune varianti, come la pasta all'uovo, si aggiungono uova all'impasto base. Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 187 del 9 febbraio 2001 stabilisce le caratteristiche specifiche della pasta secca all'uovo.

Un Breve Cenno Storico: Dalle Origini al Successo Mondiale

La storia della pasta è un viaggio affascinante che affonda le radici nell'antichità. Già ai tempi della Magna Grecia (Sud Italia) si consumava un impasto di farina di cereali e acqua chiamato làganon. Tuttavia, è solo nell'alto medioevo che si afferma la produzione e il consumo della pasta come la conosciamo oggi.

Un momento cruciale è l'introduzione in Sicilia, da parte degli arabi ed ebrei, di un nuovo tipo di pasta chiamata Itria, un formato lungo e stretto simile agli spaghetti, ideale per l'essiccazione. Proprio l'essiccazione si rivela un metodo economico ed efficace per conservare la pasta a lungo, facilitandone il trasporto e lo stoccaggio.

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Il primo documento storico che cita la pasta secca in Italia risale al 1152, ad opera di un geografo arabo che descrive un villaggio vicino Palermo dove si produceva e si esportava pasta in Calabria e in altri paesi.

Un'altra innovazione importante è la cottura in acqua bollente, più rapida ed economica rispetto alle cotture in grassi o in forno. Nel Seicento, la pasta si afferma come piatto popolare, grazie all'aumento della produzione di frumento e all'introduzione del torchio, che permette la fabbricazione meccanica della pasta in quantità maggiori e a prezzi più accessibili.

A Napoli, in particolare, la pasta diventa un alimento base per la popolazione, facilmente conservabile e nutriente. Nel corso dei secoli, la pasta si diffonde in tutte le regioni italiane, dando vita a una miriade di formati e preparazioni diverse.

Le migrazioni italiane del Novecento, che hanno visto un gran numero di persone del Sud Italia emigrare in altri paesi, hanno contribuito a diffondere la cultura della pasta in tutto il mondo. L'ingegnere Cirillo, a Napoli nel 1919, ideò un metodo di essiccazione artificiale che riduceva i tempi di produzione, segnando il passaggio definitivo alla produzione industriale.

La Produzione Artigianale della Pasta Secca: Un Processo Ricco di Tradizione

La produzione artigianale della pasta secca è un processo che richiede cura, esperienza e una profonda conoscenza delle materie prime. Ogni fase, dalla selezione del grano all'essiccazione, è fondamentale per ottenere un prodotto di alta qualità.

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Selezione delle Materie Prime

Un pastificio artigianale pone grande attenzione alla selezione delle materie prime, a partire dalla scelta del grano duro. Si prediligono varietà che hanno dimostrato nel tempo una maggiore propensione alla trasformazione e pastificazione. Alcuni pastifici utilizzano varietà moderne, altri varietà locali, e negli ultimi anni si assiste anche all'impiego di grani duri di popolazioni eterogenee. Queste farine vengono utilizzate sia in purezza che in miscela, per adattare la materia prima ai diversi usi e formati di pasta.

Dopo la raccolta, il grano viene stoccato in magazzini puliti e sanificati. È importante valutare lo stato sanitario e l'umidità del grano, che deve essere inferiore al 13% per garantire una corretta conservazione. Prima dello stoccaggio, il grano viene ripulito da impurità e quindi conservato all'interno di silos.

La legge italiana prevede un contenuto minimo di proteine del 10,50% per la pasta prodotta in Italia, ma molti pastifici producono pasta con un livello proteico medio del 12-13%. Studi hanno dimostrato che le farine provenienti da grani di varietà locali presentano un contenuto più elevato di composti antiossidanti, probiotici e sali minerali rispetto alle varietà moderne.

Macinazione

La macinazione del grano duro produce la semola, che può essere classificata in base alla sua granulometria e al contenuto di ceneri e proteine in: semola, semolato, semola integrale di grano duro e farina di grano duro. La macinazione a pietra permette di preservare il germe contenuto nel grano, migliorando le qualità organolettiche della semola.

Dopo la macinazione, la semola viene separata dalla crusca attraverso un processo di burattatura. La quantità di semola ottenuta varia in base alla qualità del grano: maggiore è la resa e il tenore proteico, maggiore sarà la capacità di idratazione della farina.

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Gestione e Confezionamento delle Farine

Le farine vengono stoccate in sacchetti di carta da 25 kg, per garantire la permeabilità all'aria. I sacchi vengono conservati in locali freschi, per ridurre il rischio di proliferazione di insetti e lo sviluppo di funghi.

Trasformazione: Impasto, Trafilatura ed Essiccazione

La produzione della pasta secca comprende diverse fasi:

  1. Miscelazione e Idratazione: La semola viene miscelata con acqua in una vasca impastatrice a pale. Una corretta idratazione è fondamentale per ottenere un impasto omogeneo. La proporzione tipica è di 30 kg di acqua per 100 kg di semola, ma questo valore può variare in base alla qualità della farina.
  2. Gramolatura: L'impasto viene lavorato per circa 15-20 minuti, per favorire la formazione del glutine.
  3. Trafilatura: L'impasto viene fatto passare attraverso una trafila, una matrice con fori di diverse forme e dimensioni, per ottenere il formato di pasta desiderato. Le trafile possono essere in bronzo o in teflon. La trafilatura in bronzo conferisce alla pasta una superficie ruvida e porosa, ideale per trattenere il condimento.
  4. Pre-incarto: La pasta appena formata viene asciugata con delle ventole per fissare la forma ed eliminare la collosità superficiale.
  5. Essiccazione: La pasta viene disposta su telai forati e trasferita in celle statiche dedicate all'essiccazione. L'essiccazione avviene sottraendo umidità alla pasta, attraverso cicli alternati di ventilazione e riscaldamento. La temperatura e la durata della ventilazione variano in base al formato di pasta e alle condizioni ambientali. La fase di essiccazione dura da 20 a 36 ore. Durante questo processo, i pastai cercano di lavorare con temperature che non superano i 45 °C, per preservare le proprietà nutrizionali del prodotto.
  6. Assestamento: Dopo l'essiccazione, la pasta subisce un ulteriore processo di assestamento che dura fino a 36 ore, durante il quale il prodotto viene riportato a temperatura ambiente.

Confezionamento

A conclusione del ciclo produttivo, la pasta viene confezionata in astucci di cartone o sacchetti trasparenti. La confezione deve proteggere il prodotto da contaminazioni esterne e presentare al consumatore tutte le informazioni necessarie (ingredienti, valori nutrizionali, lotto di produzione, data di scadenza).

Metodi di Cottura della Pasta Secca

Esistono diversi metodi per cuocere la pasta secca, ognuno con le sue peculiarità. La scelta del metodo dipende dal tipo di pasta, dalla ricetta che si vuole realizzare e dal gusto personale.

  • In Acqua Bollente: È il metodo più tradizionale. Si porta ad ebollizione abbondante acqua salata e si versa la pasta. I tempi di cottura variano in base al formato.
  • Cottura Passiva: Si butta la pasta in acqua bollente e si cuoce per circa due minuti, dopodiché si spegne il fuoco e si lascia la pasta nell'acqua calda per il tempo restante.
  • In Forno: Si può cuocere la pasta cruda direttamente in forno insieme agli altri ingredienti, come sughi o besciamella.
  • A Vapore: È un metodo più salutare. La pasta viene posizionata in un cestello a vapore sopra l'acqua bollente.

Consigli per un Consumo Consapevole

La pasta è un alimento versatile e nutriente, ma è importante consumarla in modo consapevole. Ecco alcuni consigli:

  • Preferire la Pasta Integrale: La pasta integrale è più ricca di fibre, vitamine e minerali rispetto alla pasta tradizionale.
  • Cuocere la Pasta al Dente: La cottura al dente favorisce un innalzamento più lento dei livelli di glicemia.
  • Utilizzare Condimenti a Base di Verdure: I sughi a base di verdure contribuiscono a ridurre la risposta glicemica.
  • Leggere Attentamente l'Etichetta: Verificare la provenienza del grano e gli ingredienti utilizzati.

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