Pasta fatta in casa nel Salento: un viaggio tra tradizione e sapori autentici

La pasta fatta in casa nel Salento è molto più di un semplice piatto: è un simbolo di tradizione, di famiglia, di amore per la propria terra. Le ricette tradizionali si tramandano di generazione in generazione, custodendo i sapori autentici di una cucina semplice ma ricca di storia.

L'anima della cucina salentina: ingredienti semplici e genuini

La cucina tipica del Capo di Leuca, come quella di tutto il Salento, riflette la tradizione contadina e marinara della regione. Un denominatore comune a tutte le ricette è l'utilizzo di prodotti della terra, carni meno pregiate e pesce di piccola taglia, ingredienti umili che, grazie alla sapienza delle donne salentine, si trasformano in piatti gustosi e nutrienti.

Un tempo, i tagli di carne migliore, il pesce più pregiato, i formaggi e le primizie erano un lusso riservato a pochi. La gente comune, quindi, doveva fare di necessità virtù, ingegnandosi per creare piatti saporiti con ciò che la terra e il mare offrivano. Sono nati così piatti a base di cicorie di campagna (foie reste), lumachine in umido (cozze piccinne), cipollotti selvatici (lampascioni) e lumache (municeddi cu la panna).

Della carne si utilizzavano le parti meno nobili, dando vita a prelibatezze come gli gnummareddi salentini, involtini di frattaglie cotti alla brace. Del pesce, invece, si preparava la famosa scapece gallipolina, un metodo di conservazione che permetteva di gustare il pesce azzurro anche fuori stagione.

La dispensa salentina: un tesoro di conserve e sapori

In passato, l'assenza di supermercati imponeva la necessità di conservare i prodotti dell'estate per poterli consumare durante l'inverno. La conserva per eccellenza era, ed è ancora, la passata di pomodoro, chiamata "salsa" nel Salento. La preparazione della salsa è una consuetudine ancora molto viva, così come la raccolta di una particolare varietà di pomodori che si conservano per tutto l'inverno (pomodori a pennula).

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Tra le conserve salentine troviamo anche i sottoli (peperoni, melanzane, carciofi), i sottaceti, fichi, succhine, peperoni secchi e disidratati, e i peperoni al vasetto utilizzati per le pittule. Un vero e proprio lavoro di preparazione che impegnava le donne salentine per gran parte dell'estate.

Un posto speciale nella dispensa era occupato dai fichi secchi, le "caramelle salentine", che riempivano le giare in terracotta. Si preparavano con cura d'estate: la raccolta meticolosa, l'essiccazione sui cannizzi, il processo di conservazione con buccia di limone, semi di finocchio e alloro. Un lusso era la farcitura dei fichi secchi con la mandorla tostata.

La pasta fatta in casa: regina della tavola salentina

La regina dei primi piatti nel Salento è la pasta, ovviamente fatta in casa e preparata con semola di grano duro e acqua. Nel Capo di Leuca, la pasta è quasi sempre condita con passata di pomodoro: ragù di carne, sugo di pesce o sugo insaporito con ricotta forte, il rosso vivo dei pomodori è un elemento imprescindibile della cucina locale.

Nella tradizione salentina, i secondi piatti non includevano molta carne, un alimento che la maggior parte della gente non poteva permettersi. Per questo motivo, si utilizzavano le frattaglie e i tagli meno pregiati. Un'eccezione è rappresentata dai pezzetti di cavallo alla salentina, una prelibatezza locale che richiede una lunga cottura in umido con sugo di pomodoro e spezie.

Formati di pasta tradizionali: un viaggio nella diversità

Quando si parla di pasta tipica pugliese, si apre un mondo di sapori e tradizioni. Le tipologie e gli impasti sono i più svariati e risentono della cultura regionale, delle tradizioni locali e della storia dei luoghi d'origine.

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  • Orecchiette: Simbolo gastronomico della Puglia, le orecchiette sono diffuse in tutta la regione, con varianti locali che differiscono per forma e condimento. La loro forma concava le rende perfette per accogliere sughi ricchi e saporiti.
  • Strascinate: Simili alle orecchiette ma più grandi e aperte, le strascinate sono tipiche della tradizione culinaria lucana e pugliese. La loro superficie irregolare è ideale per raccogliere il sugo.
  • Cavatelli: Un altro formato di pasta fresca diffuso in Puglia, i cavatelli hanno una forma allungata e incavata che permette ai condimenti di aderire bene.
  • Capunti: Simili ai cavatelli ma leggermente più allungati, i capunti sono un'altra specialità della cucina pugliese.
  • Minchiareddhi (Maccheroni): Tipici del Salento, i minchiareddhi sono preparati con un ferro da calza che crea un solco nella pasta, ideale per accogliere il sugo. Spesso vengono serviti insieme alle orecchiette, formando i "maritati".
  • Fusilli pugliesi: Un formato di pasta molto diffuso in Puglia.
  • Foglie di ulivo: Una pasta pugliese che ricorda la forma di una foglia d'ulivo, spesso preparata anche con spinaci per un tocco di colore e sapore in più.
  • Troccoli: Tipici della provincia di Foggia, i troccoli sono simili agli spaghetti ma più spessi e ruvidi, realizzati con un particolare strumento chiamato "troccolaturo".
  • Sagne 'ncannulate: La pasta per eccellenza della cucina tradizionale salentina, le sagne 'ncannulate sono tagliatelle arricciate, condite con sugo di pomodoro e, a volte, ricotta forte.
  • Lagane: Simili alle tagliatelle ma più larghe e corte, le lagane sono preparate con farina di grano duro e acqua. In Salento, vengono spesso utilizzate nella preparazione dei ciceri e tria.

Ricette tradizionali: un tesoro da scoprire

Tra le ricette tradizionali con la pasta fatta in casa nel Salento, spiccano:

  • Minchiareddhi con sugo di pomodoro: Un classico della cucina salentina, i minchiareddhi sono conditi con un semplice sugo di pomodoro fresco e basilico, arricchito con ricotta schianta (ricotta forte).
  • Ciceri e tria: Un piatto antico e sostanzioso, a base di pasta fresca in parte fritta e in parte bollita, condita con ceci cotti a fuoco lento con olio, aglio, cipolla e aromi.
  • Maritati: Un simbolo di unione e convivialità, i maritati sono un piatto composto da due formati di pasta diversi, solitamente orecchiette e minchiareddhi, conditi con sugo di pomodoro e ricotta forte.
  • Maritati salentini con capuliato e burrata: Un connubio tra Puglia e Sicilia, questo piatto vede i maritati conditi con capuliato di pomodoro secco e burrata, per un'esplosione di sapori mediterranei.
  • Orecchiette con le cime di rapa: Un classico della cucina pugliese, le orecchiette sono condite con cime di rapa saltate in padella con aglio, olio e peperoncino.

L'importanza dell'olio d'oliva: l'oro del Salento

L'olio d'oliva nel Salento non è solo un alimento, ma un elemento fondamentale della cultura e della storia della regione. Ogni goccia d'olio racchiude in sé un mondo secolare fatto di esperienza e rispetto per le generazioni passate.

Le tecniche di lavorazione, dalla raccolta alla spremitura, sono tramandate di padre in figlio, con una cura particolare per ogni singola pianta. Oggi, nel Salento, c'è una maggiore attenzione finalizzata ad ottenere un olio EVO di ottima qualità, dal gusto inconfondibile, intenso, morbido ed avvolgente, con tutti i profumi della macchia mediterranea.

Stuzzicherie salentine: un assaggio di Puglia

Le stuzzicherie salentine sono assaggini e piccoli antipasti che spesso diventano un vero pranzo, tanto sono vari e abbondanti. Tra le più famose troviamo:

  • Pittole salentine: Frittelle morbide e croccanti, preparate con una pastella di farina, acqua, sale e lievito, arricchite con capperi, cipolla, pomodori o peperoncino.
  • Involtini di melanzane: Melanzane arrostite o fritte, farcite con pan grattato, capperi, olive, origano, pomodorini e menta, cotti al forno.
  • Frisa col pomodoro: Pane biscottato bagnato e condito con olio, pomodorini e origano.

Dolci tradizionali: un finale dolce e goloso

La preparazione dei dolci nel Salento era legata principalmente alle ricorrenze religiose. Tra i dolci più famosi troviamo il pasticciotto, una meraviglia di pasta frolla, crema e amarena, e le cartellate, sfoglie di pasta fritte e immerse nel miele.

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