Pasta al Ferretto: Un Viaggio nella Tradizione Culinaria Italiana

Nelle domeniche del Sud Italia, si rinnova un rituale che unisce la famiglia attorno alla tavola, creando un momento di condivisione capace di lasciare un’impronta indelebile nei ricordi e nei momenti di gioia trascorsi insieme. Tra le prelibatezze della tradizione culinaria spiccano le ricette della pasta fresca, e oltre alle celebri orecchiette, è consuetudine preparare i maccheroni al ferretto durante le domeniche. Questo articolo esplora le origini, le varianti regionali e la preparazione di questa pasta artigianale, celebrando il suo ruolo nella cultura gastronomica italiana.

Origini e Diffusione dei Maccheroni al Ferretto

I maccheroni al ferretto sono diffusi in tutto il territorio italiano, sebbene vi siano variazioni nello strumento utilizzato e nella tecnica per realizzare questa pasta corta e tubolare. L’unione tra orecchiette e maccheroni dà vita al piatto dei “maritati”, una prelibatezza tipica della Puglia e del Salento. La peculiarità del formato dei maccheroni al ferretto è particolarmente radicata nella regione della Calabria. Molte fonti citano la città di Catanzaro come il luogo di origine di questa tradizione culinaria, dove la preparazione artigianale è stata tramandata attraverso le generazioni. Questo formato di pasta è inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Il Ferretto: Uno Strumento, Molte Storie

Il ferretto, strumento di inestimabile valore per la preparazione della pasta fresca, ha attraversato un’evoluzione significativa nel corso del tempo. Originariamente, i contadini utilizzavano rametti di ginestra essiccati o piccoli pezzi di legno. Spesso si utilizzavano gli ombrelli dismessi, per creare questo utensile essenziale. L’immagine della “ceppa” abruzzese, un semplice bastoncino di legno, o la “busa” sarda, strumento delle donne per lavorare la maglia, riflette l’adattabilità di questi oggetti di uso quotidiano nella tradizione contadina.

Con il passare del tempo, il ferretto ha subito miglioramenti sostanziali in termini di dimensioni, spessore e forma. A tal fine, è stato perfezionato e adattato per rispondere alle esigenze della cucina. In commercio, si trovano oggi diverse dimensioni di ferretti, ciascuna ottimizzata per il formato di pasta desiderato. Ad esempio, le “busiate trapanesi” sono realizzate con una tecnica differente pur utilizzando lo stesso strumento. Lo stesso vale per le numerose varianti come i fusilli, gli scialatielli e gli strangolapreti. L’attuale ferretto è un cilindro di acciaio inossidabile, una pietra miliare della cucina tradizionale. Questo strumento, che unisce la storia e la modernità, incarna l’essenza dell’arte culinaria tramandata di generazione in generazione.

Nomi e Varianti Regionali

Le diverse denominazioni dei maccheroni al ferretto in Italia testimoniano la ricchezza e la diversità delle tradizioni culinarie regionali. Nel Salento, sono conosciuti come “pizzariedri,” “maccaruni,” “maccaruni cavati,” “fusilli carrati,” e “minchiareddi.” Spesso vengono accostati alle orecchiette per creare i “maritati,” che vengono serviti con sugo e ricotta forte. Nella zona del Brindisino e a Castellante, vengono chiamati “stacchioddi” e “a i fricid.” Nelle province di Teramo e Civitella del Tronto, sono noti come “makkarù nghe li cèpp” o “ceppa,” in riferimento ai bastoncini di legno utilizzati. In Sardegna, si trovano i “maccarones de busa,” chiamati così poiché venivano fatti con lo strumento per la maglia chiamato “busa.” Nelle Langhe in Piemonte, vengono chiamati “macaron del frèt,” “macaron’d la gùgia,” o “macaron con l’agugia” (ago). In Basilicata, detti “frizzuli,” erano preparati utilizzando ferri di vecchi ombrelli. A Bobbio e nella Val Trebbia in Emilia Romagna, esiste un piatto tipico noto come “maccheroni alla bobbinese,” una ricetta medievale. I “Maccheron a ra bubbieiza fatt con agucchia” sono realizzati con il ferretto e conditi con stracotto in inverno e funghi in estate. Queste diverse denominazioni riflettono l’approccio creativo e l’adattabilità della cucina italiana, con ciascuna regione che mette in risalto la sua tradizione unica nel preparare e denominare questo amato formato di pasta.

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La Ricetta Tradizionale dei Maccheroni al Ferretto

La preparazione dei maccheroni al ferretto è un’arte che richiede abilità e pazienza. L’allungamento dell’impasto attorno al ferretto per ottenere la forma distintiva richiede pazienza e attenzione, portando alla creazione di pezzi unici e dal fascino tradizionale.

Ingredienti (per 2 persone):

  • Farina di semola di grano duro
  • Acqua
  • Sale (a piacere)

Strumenti:

  • 1 ferretto in acciaio inox o in legno
  • Tagliapasta
  • Telaio per asciugatura (o semola per evitare che si attacchino)

Preparazione:

  1. PREPARAZIONE DELL'IMPASTO: La creazione dei maccheroni al ferretto parte dalla realizzazione di un impasto omogeneo utilizzando tutta la farina e l'acqua, con l'opzione di aggiungere del sale a piacere. L'acqua va aggiunta gradualmente al centro della farina. L'obiettivo è ottenere una massa liscia, libera da imperfezioni o grumi. È necessario lavorare l'impasto per alcuni minuti, fino a ottenere una consistenza simile a una semisfera.
  2. PERIODO DI RIPRESA: Lascia riposare l'impasto per almeno trenta minuti. Coprilo con un piatto, una ciotola o un sacchetto di plastica, in modo da prevenire la sua essiccazione durante questo periodo di riposo.
  3. LAVORAZIONE DEL CILINDRO: Prendi un pezzo di impasto e utilizza i palmi delle mani per creare una striscia lunga e sottile. Dopo aver ottenuto la striscia, modellala in una forma tubolare.
  4. LA TECNICA DEI MACCHERONI AL FERRETTO: Utilizzando un tagliapasta, taglia il cilindro in piccoli pezzi della lunghezza di circa 2/3 cm ciascuno. Sforzati di ottenere pezzi di dimensioni uniformi per garantire una cottura omogenea. Prendi un tocchetto di impasto e posiziona il ferretto al centro di esso. Fai pressione sul ferretto e inizia ad allungare l'impasto fino a ottenere una sorta di piccolo tubo. Successivamente, rimuovi delicatamente l'impasto dal ferretto.
  5. ASCIUGATURA: Disponi i maccheroni su un telaio per permettere loro di asciugarsi. Puoi anche cospargerli con un po' di semola per evitare che si attacchino tra di loro. Ora i maccheroni al ferretto sono pronti per essere cucinati secondo le tue preferenze e la ricetta che hai scelto.

Suggerimenti per un Condimento Perfetto

Una volta realizzati, i maccheroni al ferretto possono essere presentati in modo versatile: con sughi robusti o delicati, a base di carne o vegetali. Questa flessibilità li rende adatti a una vasta gamma di palati e preferenze culinarie.

Un Suggerimento di Ricetta:

Per un condimento semplice ma gustoso, si può preparare un sugo di verdure fresche.

Ingredienti:

  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 peperone
  • 1 zucchina
  • Olio extravergine d'oliva
  • Sale e pepe
  • Prezzemolo fresco
  • Parsley

Preparazione:

  1. Peel the onion and cut it finely. Wash the celery stalk and cut it into thin slices.
  2. In a large pan, put plenty of oil, onion and celery. Brown them gently for at least 20 minutes.
  3. Meanwhile, wash and peel the pepper and courgettes, and cut them into thin slices.
  4. After 20 minutes, add them to the sauce and add a glass of hot water.
  5. Let the vegetables simmer until they are soft and, with the help of scissors, cut them into very small pieces.
  6. Raise the heat, season with salt and pepper and cook for a few more minutes.
  7. Set aside a couple of tablespoons of vegetables. Meanwhile, add a drizzle of oil to the remaining vegetables and blend them to obtain a thick cream.
  8. Cook the Maccheroni al Ferretto in plenty of salted water, then drain and add them to the cream obtained.
  9. Add a sprinkling of parsley and stir well. Serve with the reserved vegetables on top.

Conservazione dei Maccheroni al Ferretto

I maccheroni al ferretto possono essere conservati in due modi: essiccati o congelati.

  • Conservazione Secca: Conserva i maccheroni al ferretto in un luogo fresco e asciutto a temperatura ambiente, come un armadio o una dispensa, per circa un mese. Sigilla ermeticamente in un contenitore o sacchetto richiudibile per mantenere la freschezza.
  • Congelamento: Per una conservazione più lunga, congela i maccheroni. Stendili su un vassoio infarinato prima del congelamento per evitare l’adesione. Trasferisci in sacchetti per alimenti o contenitori sigillati. Possono rimanere congelati per diversi mesi senza perdita di qualità.
  • Scongelamento: Cuocili direttamente dall’acqua congelata, ma potrebbe essere necessario un po’ più di tempo di cottura rispetto a quelli freschi.

Maccheroni al Ferretto: Un Legame con il Passato

La tradizione dei maccheroni al ferretto rappresenta un legame profondo con le radici contadine della cucina italiana. Questo piatto modesto ha origini umili, ma è intriso di storia e cultura. Nelle cucine italiane, rappresenta una dimostrazione di come ingredienti semplici possano essere trasformati in creazioni deliziose e soddisfacenti. La scelta di accompagnare i maccheroni con sughi o verdure riflette la mentalità dell’utilizzo di ingredienti locali e di stagione, tipica della cucina italiana. Questi elementi non solo arricchiscono il sapore, ma raccontano anche una storia di adattamento e creatività culinaria.

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Fusilli: Un'Evoluzione Industriale

Il termine “maccheroni” abbraccia una vasta gamma di formati di pasta, ciascuno con le sue caratteristiche uniche. La varietà di forme è uno dei motivi per cui la pasta è così amata e apprezzata in tutto il mondo, consentendo alle ricette di essere personalizzate e adattate a diverse preparazioni. La nascita dei fusilli, in versione industriale, risale al 1924. Fino a quel momento la fattura manuale di questo formato, molto simile al bucatino o perciatello, aveva dato risultati non soddisfacenti per gli standard di qualità richiesti alla nascente industria, soprattutto dal mercato internazionale. Furono due emigranti italiani a New York, Guido e Aurelio Tanzi, a mettere a punto proprio nel 1924, la macchina giusta per produrli a regola d’arte: la fusilla.

I fusilli erano originariamente chiamati busiata, in Sicilia, e busa, in Sardegna. Prendendo nome dalla canna (bus) con la quale gli arabi realizzavano questa pasta. Utilizzando sempre la tecnica del ferretto (o della canna) nel Quattrocento vengono definiti strangolapreti in molte aree del sud Italia, dove finisce per radicarsi maggiormente.

Abbinamenti e Curiosità sui Fusilli

In Sicilia sposano il pesto alla trapanese, nel Lazio si condiscono tradizionalmente con un sugo di carne d’agnello, mentre in Basilicata si mangiano, conditi con ragù, cacioricotta e un pizzico di rafano, soprattutto a Carnevale. In questa regione un lungo fusillo veniva anche adottato per stabilire il sesso del bambino: se, gettato nell’acqua bollente, rimaneva a galla dritto, voleva dire che sarebbe stato un maschio. Se si rovesciava di lato, allora si sarebbe trattato di una femmina. Il termine fusillo è invece di origine napoletana: in Campania, infatti, si preparava con un ferro a sezione quadra - realizzato dal fabbro - simile al fuso delle filatrici.

Gli Scilateddhi: Un Tesoro Calabrese

Gli scilateddhi sono un tradizionale formato di pasta semplice e gustoso tipico della provincia di Catanzaro dove si preparavano, e tuttora si preparano, arrotolando pazientemente l'impasto attorno ad un ferretto sottile. Sono deliziosi conditi con un saporito sugo di carne. Preparati soprattutto in epoca di guerra, quando gli unici ingredienti facilmente reperibili erano l'acqua e la farina, gli scilateddhi sono una pasta tradizionale calabrese tipica dei pasti domenicali. Se in origine erano associati specialmente al periodo del Carnevale, con il tempo sono diventati un piatto della tradizione rurale che si consuma durante i lavori nell'aia come la mietitura o la trebbiatura. Chiamati anche scilatelle o pasta al ferretto, gli scilateddhi prendono il nome dal verbo “scilare” che indica il movimento con il quale si modella la pasta con il tipico ferretto. Un tempo per modellare gli scilateddhi si utilizzava uno stelo di salice piangente che, in seguito, venne sostituito con un classico ferro da calza sottile. Ogni donna calabrese ne riceveva persino uno in dote. Per tradizione si ritiene che una classica salsa di pomodoro tenderebbe a scivolare via dalla superficie di una pasta liscia come gli scilateddhi Per questo la ricetta tipica prevede di condirli con un saporito ragù di maiale o di capra.

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