L'installazione e la gestione di piscine all'interno di strutture ricettive in Italia sono soggette a una serie di normative complesse, volte a garantire la sicurezza, l'igiene e la salute dei bagnanti. Queste normative variano a seconda della regione, del tipo di struttura e delle caratteristiche della piscina stessa. Questo articolo mira a fornire una panoramica completa dei requisiti normativi per le piscine in strutture ricettive, con un focus particolare sulla Regione Toscana e sulle responsabilità del gestore.
Classificazione delle Piscine e Riferimenti Normativi
La normativa italiana classifica le piscine in base a diversi criteri, tra cui la destinazione d'uso, le caratteristiche ambientali e strutturali e il tipo di utilizzazione.
- Piscine di Tipo A: Piscine di proprietà pubblica o privata, aperte al pubblico, con o senza pagamento di biglietto d'ingresso. Rientrano in questa categoria le piscine comunali, le piscine a uso collettivo (alberghi, camping, complessi ricettivi, agriturismi, scuole, palestre, ecc.).
- Piscine di Tipo C: Piscine ad usi speciali collocate all'interno di strutture di cura, di riabilitazione, termale, la cui disciplina è definita da normativa specifica.
La normativa di riferimento principale è la UNI EN 15288, divisa in due parti:
- UNI EN 15288-1:2011: "Piscine - Parte 1: Requisiti di sicurezza per la progettazione". Specifica i requisiti di sicurezza per la progettazione, la pianificazione, la costruzione e la gestione delle piscine.
- UNI EN 15288-2:2009: "Piscine - Parte 2: Requisiti di sicurezza per la gestione". Specifica i requisiti di sicurezza per il funzionamento e la gestione delle piscine.
Altre normative importanti includono:
- UNI 10637: Fornisce indicazioni relative alle prove e ai controlli atti a garantire una qualità dell'acqua adeguata alla balneazione, definendo i valori fisici, chimici e microbiologici da rispettare.
- Decreto Legislativo n. Definisce le caratteristiche dell'acqua di approvvigionamento della piscina.
- Decreto Legislativo n. Definisce i requisiti per le acque di scarico delle piscine.
In Toscana, la normativa specifica è la L.R.T. n. 8 del 09 Marzo 2006 recante le Norme in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio, resa obbligatoria con l’entrata in vigore del D.P.GG.R n. 23/R del 26 Febbraio 2010.
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Requisiti Igienico-Sanitari e di Sicurezza
Le normative prevedono una serie di requisiti volti a tutelare la salute e l'incolumità degli ospiti, tra cui:
- Qualità dell'acqua: L'acqua della piscina deve essere conforme ai parametri chimici, fisici e microbiologici stabiliti dalla normativa. Sono necessari controlli periodici e analisi delle acque, con frequenza variabile a seconda del parametro considerato (es. acidità, cloro, carica batterica). Le piscine non approvvigionate da Pubblico Acquedotto hanno l’obbligo di effettuare l’analisi chimica dell’acqua di approvvigionamento.
- Impianti: Gli impianti di trattamento dell'acqua (circolazione, filtrazione, disinfezione) devono essere progettati, costruiti e gestiti in modo da garantire la qualità dell'acqua e la sicurezza dei bagnanti.
- Igiene: È necessario garantire la pulizia e la disinfezione degli ambienti della piscina, compresi bordi vasca, spogliatoi e servizi igienici.
- Sicurezza: La piscina deve essere dotata di attrezzature di sicurezza (es. salvagenti, scale a pioli, corrimano) e devono essere adottate misure per prevenire incidenti (es. segnaletica, sorveglianza).
- Responsabile della Sicurezza: La struttura ricettiva deve predisporre un Responsabile della Sicurezza, come previsto dal Regolamento approvato dalla Regione nel 2015.
Il Responsabile della Piscina: Compiti e Responsabilità
Il responsabile della piscina svolge un ruolo fondamentale nel garantire il rispetto delle normative e la sicurezza dei bagnanti. I suoi compiti e responsabilità includono:
- Gestione dell'impianto: Assicurare il corretto funzionamento dell'intera struttura, compresi gli impianti di trattamento dell'acqua.
- Autocontrollo: Assicurare la corretta esecuzione delle procedure di autocontrollo previste dalla normativa (es. LRT 8/2006).
- Igiene e pulizia: Organizzare ed eseguire pulizie quotidiane e disinfezioni periodiche in tutti gli ambienti della piscina.
- Valutazione del rischio: Redigere un documento di valutazione del rischio per la salute e l'incolumità dei bagnanti, individuando i punti critici e definendo le misure da adottare.
- Documentazione: Redigere e aggiornare la documentazione necessaria, tra cui:
- Documento dei requisiti tecnico-funzionali (dimensione vasche, numero e tipologia filtri, portata pompe).
- Registro degli interventi di manutenzione.
- Registro dei controlli operati in vasca.
- Regolamento interno della piscina.
- Registro delle analisi delle acque.
Piani di Controllo e Documentazione Obbligatoria
Le piscine sono soggette a controlli sia interni che esterni. I controlli esterni sono di competenza dell'USL, mentre i controlli interni spettano al responsabile della piscina.
Il responsabile deve eseguire i controlli interni sull'impianto secondo i protocolli di gestione e di autocontrollo, oltre a redigere un documento di valutazione del rischio. Questo documento deve valutare ogni fase che può rivelarsi critica nella gestione dell’attività e della balneabilità delle acque.
Come indicato anche dalla Confcommercio di Firenze, le piscine con accesso al pubblico o le strutture che hanno in esercizio piscine con accesso agli ospiti hanno l’obbligo di dotarsi di un documento contenente:
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- Valutazione del rischio per la salute e l’incolumità dei bagnanti.
- Requisiti tecnico-funzionali dell’impianto.
- Registro degli interventi di manutenzione.
- Registro dei controlli operati in vasca.
- Regolamento interno della piscina.
- Registro delle analisi delle acque.
Aspetti Edilizi e Permessi di Costruire
La realizzazione di una piscina richiede generalmente un permesso di costruire (ex concessione edilizia), e può essere soggetta ad oneri di urbanizzazione. In alcuni comuni, potrebbe essere sufficiente una DIA (ex art.
È fondamentale verificare le normative comunali e regionali in materia di edilizia e urbanistica prima di procedere con la costruzione o la ristrutturazione di una piscina.
Piscine in Strutture Ricettive in Toscana: Un Caso di Studio
Nel caso in cui si volesse installare una piscina all’interno di una struttura ricettiva in Toscana e destinarla poi ai propri ospiti, bisogna rifarsi alla L.R.T. n. 8 del 09 Marzo 2006 recante le Norme in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio, resa obbligatoria con l’entrata in vigore del D.P.GG.R n. 23/R del 26 Febbraio 2010.
La normativa risulta sempre obbligatoria in presenza di una vasca il cui accesso è consentito al pubblico o alla clientela esterna. La L.R.T. n. 8 è applicabile su impianti come piscine pubbliche o private aperte al pubblico, piscine private ad uso collettivo o impianti finalizzati ai giochi acquatici. Restano escluse soltanto le piscine destinate ad usi curativi, riabilitativi e termali, poiché regolate da specifica legge.
L’operatività delle Norme in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio ha inizialmente reso obbligatorio l’adeguamento degli impianti entro il primo trimestre del 2015. Successivamente l’integrazione degli adempimenti in oggetto ne ha posticipato l’obbligo al 31 Marzo 2016.
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Tale proroga non riguardava le piscine aperte dopo l’entrata in vigore della delibera regionale (20 Marzo 2010), risultando pertanto sanzionabili in caso di mancati requisiti. La proroga, invece, era usufruibile soltanto dalle piscine già in esercizio al 20 Marzo del 2010.
Importanza della Consulenza di Esperti
Data la complessità delle normative, è consigliabile avvalersi della consulenza di tecnici esperti per la progettazione, la costruzione e la gestione di piscine in strutture ricettive. Questi esperti possono fornire supporto sia per la parte documentale (es. stesura del DVR e del manuale di autocontrollo) che per la parte formativa (corsi per responsabile piscina e degli impianti).