Mojito: La ricetta IBA, gli ingredienti e la preparazione per un cocktail perfetto

Il Mojito, un long drink alcolico a base di rum, lime, menta e soda (acqua frizzante), è il cocktail cubano più famoso e uno dei drink più conosciuti al mondo. Riconosciuto come cocktail ufficiale IBA, il Mojito è un classico intramontabile, apprezzato per la sua freschezza e il suo equilibrio di sapori.

Questo articolo ti guiderà nella preparazione di un Mojito perfetto, svelando i segreti per valorizzare al massimo gli ingredienti e creare un drink rinfrescante, non troppo alcolico, leggermente effervescente e con sentori di rum e menta che si sposano alla perfezione.

Mojito Cubano vs. Mojito Europeo: smascheriamo i falsi miti

Alcuni sostengono l'esistenza di due versioni del Mojito: quella cubana, preparata con succo di lime e menta non pestata, e quella europea, che prevede lime e menta pestati e l'uso di ghiaccio tritato.

Pestare lime e menta è un errore tecnico che altera il sapore del cocktail. Immagina se un domani nascesse la carbonara con le uova sode e la chiamassimo Carbonara Norvegese perché la mangiano molto in Norvegia.

La diffusione di questa pratica in Europa è stata probabilmente incentivata da una pubblicità di Bacardi di circa vent'anni fa. Fortunatamente, grazie alla divulgazione di bartender professionisti e agli investimenti delle aziende produttrici di rum, la situazione è migliorata e oggi quasi tutti i clienti sanno come dovrebbe essere fatto un Mojito.

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Gli ingredienti del Mojito: un'analisi approfondita

Per preparare un Mojito a regola d'arte, è fondamentale conoscere a fondo gli ingredienti e le loro caratteristiche, scegliendoli con cura e utilizzandoli nel modo corretto.

La menta: quale varietà scegliere e come trattarla

La menta gioca un ruolo fondamentale nel Mojito, quindi è importante selezionare la varietà giusta e lavorarla correttamente. A Cuba si utilizza tradizionalmente la Yerba Buena (Mentha x Villosa var. nemerosa), ma durante un viaggio a Cuba ho tuttavia notato che non tutti i bar utilizzano la stessa menta, con risultati gustativi anche parecchio diversi.

Piuttosto che concentrarsi sulla varietà specifica, è preferibile scegliere una menta con un sapore che si avvicini il più possibile alla menta viridis, nota anche come menta dolce, una varietà con più carvone e meno mentolo.

Importante: la menta non va assolutamente pestata! Pestare la menta estrae un sentore erbaceo/amaro che non deve essere presente nel Mojito. L'aroma della menta si trova nella parte inferiore della foglia, all'interno dei tricomi ghiandolari, che rilasciano facilmente gli oli essenziali quando miscelati delicatamente con il bar spoon nel rum. Inoltre, il Mojito non è un drink che viene filtrato quindi i pezzetti di menta resterebbero a galla nel drink e potrebbero finire in mezzo ai denti.

Il lime: spremuto, non pestato

Nel Mojito bisogna rigorosamente usare succo di lime spremuto al momento oppure spremuto in anticipo ma stoccato correttamente. Pestare il lime, pratica accettabile in altri cocktail come la Caipirinha, non è adatta al Mojito. Il leggero retrogusto amarognolo e i potenti oli essenziali della buccia che verrebbero fuori, potrebbero sovrastare i delicati sentori del rum cubano e della menta. Inoltre, i pezzi di lime che galleggiano nel drink, sono proprio brutti da vedere e tolgono spazio al ghiaccio (il drink potrebbe risultare troppo caldo).

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Per spremere i lime al momento, si consiglia di utilizzare lo spremilime C-press della Uber Bar Tools, mentre per grandi quantità è preferibile uno spremiagrumi elettrico.

Lo zucchero: bianco, per un sapore neutro

Lo zucchero da usare nel Mojito è lo zucchero bianco. Devi usare quello bianco perché lo zucchero, in questo drink, deve solo dolcificare e non deve apportare alcun aroma. Il discorso è molto simile agli olii essenziali del lime: lo zucchero grezzo e quello integrale contengono melassa e aggiungono una nota leggermente amara e di caramello o miele che andrebbe a ridurre la freschezza del drink.

Non importa che lo zucchero sia di canna bianco perché lo zucchero bianco è sempre saccarosio puro. L’unica differenza tra lo zucchero di canna bianco e lo zucchero di barbabietola bianco è il costo.

In alternativa, si può utilizzare lo sciroppo di zucchero nella quantità di 10 ml. Lo sciroppo di zucchero è zucchero sciolto in acqua quindi la preparazione del Mojito diventa più veloce e non rimangono fastidiosi granelli non sciolti in fondo al drink.

Il rum: cubano, per rispettare la tradizione

A livello gustativo, gli ingredienti del Mojito si sposano bene con praticamente qualunque rum. Qualunque rum sta bene sia con il lime che con la menta. Tuttavia, il Mojito è un drink che appartiene alla tradizione cubana e sarebbe meglio utilizzare un rum cubano chiaro. Se proprio non puoi usare un ron cubano scegli un rum di melassa dal sapore leggero, come lo sono i cubani Havana 3, Legendario o Santiago de Cuba. Non usare dei rum dal sapore erbaceo come i giamaicani o gli agricole: anche se il drink sarebbe comunque buono, questo non avrebbe il sapore che deve avere (una carbonara con la salsiccia è buona, ma non ha il sapore che ci si aspetta dalla carbonara).

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Il Mojito non è un drink al 100% cubano perché la sua evoluzione è stata fortemente influenzata dagli americani. Effettivamente hai ragione, tuttavia è da sempre il simbolo della miscelazione cubana e per me è importante portare avanti questa tradizione.

Il ghiaccio: a cubetti, per una diluizione controllata

Su questo ingrediente c’è molta confusione perché molti sostengono che nel Mojito ci vada il ghiaccio tritato. Partendo dal presupposto che ogni ingrediente (e il ghiaccio è un ingrediente) ha una sua funzione, è semplice capire che nel Mojito bisogna usare ghiaccio a cubi.

Il Mojito è un drink che non ha necessità di essere diluito più di tanto perché contiene già tanta soda (acqua frizzante). Il ghiaccio tritato raffredda più velocemente, quindi diluisce di più a parità di tempo. Inoltre, il ghiaccio tritato (o spaccato) causa una maggiore fuoriuscita di CO2 dalla soda, con il risultato di ritrovarsi con un Mojito per nulla effervescente e annacquato.

La ricetta del Mojito perfetto: dosi e preparazione

Ecco la ricetta per preparare un Mojito impeccabile, seguendo le indicazioni degli esperti:

Ingredienti:

  • 20 ml di succo fresco di lime
  • 3 bar spoon rasi di zucchero bianco (o 10 ml di sciroppo di zucchero)
  • 1 o 2 rametti di menta (solo la parte con più foglie, scarta il resto)
  • 50 ml di ron cubano chiaro
  • Ghiaccio a cubi
  • Acqua frizzante (soda neutra)

Strumentazione:

  • Tumbler alto da 330 - 350 ml
  • Spremi lime
  • Bar Spoon
  • Tagliere
  • Coltello
  • Jigger
  • Paletta ghiaccio

Preparazione:

  1. Raffredda il bicchiere di servizio con ghiaccio se non lo hai freddo da congelatore;
  2. Butta via il ghiaccio utilizzato per raffreddare il bicchiere e spremi direttamente nel bicchiere il succo di lime;
  3. Aggiungi lo zucchero in grani, un goccio di soda e sciogli lo zucchero. Se usi lo sciroppo di zucchero è tutto più veloce e puoi evitare di aggiungere la soda;
  4. Sciolto lo zucchero, aggiungi la menta ed il rum. Con il dorso del bar spoon lavora delicatamente la menta nel rum per far fuoriuscire gli olii essenziali dalle foglie. Questa operazione richiede al massimo 30 secondi;
  5. Aromatizzato il rum, riempi il bicchiere di ghiaccio a cubi;
  6. Colma con acqua frizzante (soda neutra) molto fredda;
  7. Miscela delicatamente dal basso verso l’alto per amalgamare gli ingredienti e decora con un ciuffo di menta.

Mojito: gradazione alcolica e apporto calorico

Il Mojito, preparato con le proporzioni indicate in questa ricetta, ha un tenore alcolico di circa 12 %vol. C’è ovviamente un piccolo margine di tolleranza perché il tenore alcolico dipende anche dalla diluizione secondaria del ghiaccio che ho stimato essere di 20 ml, ma che in realtà potrebbe essere anche diversa. Un dato più preciso è la quantità di alcol presente in peso. In un Mojito, preparato con 50 ml di rum a 40 %vol, ci sono 15.7 g di alcol, indipendentemente dalla diluizione.

L’apporto energetico varia dalle 130 Kcal alle 170 Kcal per 100 ml di mojito.

Varianti del Mojito: un mondo di sapori da scoprire

Le principali varianti del Mojito sono il Mojito Caballito, preparato con rum e vermouth dry, il Black Mojito, preparato con rum e liquirizia, il Mojito Fidel, preparato con rum e birra, e tutte quelle a base frutta, come la buonissima versione al frutto della passione.

Esistono anche versioni più originali, come il Moetto, con lo champagne, riproposto con altre marche sotto forma di Royal Mojito. Da menzionare anche un twist italiano proposto da Marcialis, noto come Mojito versione 2. Il rum della ricetta era scuro, si aggiungevano 2 cl di succo di limone e di Cointreau ed uno splash di liquore alla menta.

Come riconoscere un Mojito fatto bene: i segnali da non sottovalutare

Un buon Mojito si riconosce perché:

  • Non deve essere di colore marroncino;
  • Non ci devono essere pezzi di lime pestati;
  • La menta deve essere intera e le foglie non devono essere annerite;
  • Lo zucchero deve essere completamente sciolto e non stratificato sul fondo;
  • Il ghiaccio deve essere a cubi.

Ovviamente la certezza la avrai solo assaggiando il drink, ma le cose elencate sopra sono dei validi indicatori.

La storia del Mojito: un viaggio nel tempo

Il Mojito è probabilmente l’evoluzione in chiave americana del Draquecito, un punch cubano (forse) a base rum, lime, zucchero e menta. Lo so che è meno affascinante delle altre storie che si raccontano, ma non esiste uno straccio di prova concreta che sia stato inventato alla Bodeguita del Medio o sulle navi di Francis Drake. Addirittura alcuni storici della miscelazione mettono in discussione la celebre frase attribuita ad Ernest Hemingway “My Mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”.

La prima traccia scritta della ricetta del Mojito appare sul manuale Club de Cantineros de la Republica de Cuba scritto da Gerardo Corrales nel 1930.

Secondo la tradizione più accreditata, il barman della Bodeguita riprese l’antica ricetta di una bevanda del Seicento preparata da Sir Francis Drake, il corsaro di Sua Maestà Britannica, pozione che ebbe successo e fama in tutti i Caraibi, e assunse il nome di Draque, in onore del suo creatore. Secondo un’altra versione dei fatti, il corsaro di Sua Maestà non fu il diretto inventore della ricetta ma la causa. Drake, nonostante l’ordine di prendere la capitale dell’isola, compreso che sarebbe stato un inutile bagno di sangue, decise di togliere il disturbo dopo poche iniziali schermaglie. Qualunque sia la storia, il nome venne cambiato in Mojito, dall’etimologia piuttosto contrastata. Mojo è una salsa per marinate e intingoli a base d’aglio della cucina cubana, che sembra avere poca attinenza con le doti aromatiche del cocktail; mentre mojadito in spagnolo significa umido, parola poco poetica per un drink di siffatta bontà.

Il cocktail nacque, nella sua versione attuale, a Cuba negli anni Trenta, ma fu portato al successo da Hemingway nei primi anni Cinquanta, durante il suo soggiorno nell’isola per la stesura del suo capolavoro “Il vecchio e il mare”. Hemingway, sempre secondo la tradizione, lo beveva alla Bodeguita del Medio, preparato da Angelo Martinez, una vera icona della mixologist cubana. Nel bar capeggia ancora una lettera autografa di Hemingway con il famoso motto che tutti conosciamo, dove si citano Mojito e Daiquiri.

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