La regione Piemonte, e in particolare la città di Torino, è rinomata per la sua ricca tradizione cioccolatiera. Considerata la "venere nera" della gastronomia dolce italiana, il cioccolato piemontese vanta una storia secolare, un'eccellenza artigianale e una varietà di prodotti unici. Questo articolo esplora alcune delle più famose marche di cioccolato piemontese, offrendo un viaggio attraverso la storia, i sapori e le curiosità di questo delizioso mondo.
La Storia del Cioccolato a Torino: Un Legame Indissolubile
Il legame tra Torino e il cioccolato affonda le sue radici nel XVI secolo, quando Emanuele Filiberto portò per la prima volta la cioccolata calda alla corte sabauda nel 1563. Da allora, la città è diventata un centro di eccellenza per la produzione di cioccolato, dando vita a specialità uniche come il gianduiotto e il cremino. Nel Seicento, a corte, si consumava il rito della cioccolata calda. Nel Settecento nascono i primi artigiani fornitori della Real Casa Savoia.
L'industria delle tavolette e delle praline nacque prima a Torino che in Svizzera, visto che François-Louis Cailler imparò il mestiere nella fabbrica di Paolo Caffarelli, e poi fondò l’azienda che sarebbe diventata la Nestlé. E ai primi dell’Ottocento furono molti i ticinesi che dalla povera valle di Blenio calarono nel capoluogo piemontese per imparare la lavorazione del cacao, diventando prima garzoni delle botteghe locali e poi artigiani in proprio. Un ruolo importante fu svolto dai valdesi. Dopo le Lettere patenti del 1848, un gruppo di intraprendenti artigiani si dedicò ad aprire attività nel campo dolciario: Gay & Revel, Prochet, Talmon (poi Talmone), ma soprattutto Paolo Caffarelli, che partendo da un opificio in Borgo San Donato fondò uno dei marchi più famosi nella storia del cioccolato. Il torrente Ceronda era un vero e proprio “canale della cioccolata”, lungo il quale si svilupparono i primi laboratori, come la «Fabbrica di cioccolata Landò» del ticinese Gio Martino Bianchini, arrivato a Torino nel 1819 per imparare il mestiere.
Oggi, circa il 40% del cioccolato italiano nasce in Piemonte. Nella regione vi sono 93 aziende di «Produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie»: 52 in provincia di Torino (tra le quali Caffarel, Streglio, Domori, Leone), 23 in quella di Cuneo (con Ferrero, Venchi, Baratti & Milano), 10 in quella di Alessandria (Novi), 2 in ciascuna delle altre province: Asti, Biella, Verbania e Novara.
Le Specialità Torinesi: Un Trionfo di Gusto
Tra le specialità torinesi più apprezzate, spicca il cioccolato Gianduia. Alla metà dell’Ottocento viene realizzato per la prima volta il gianduiotto, questo gustoso lingotto di cioccolato alla nocciola che diventa l’ingrediente magico e inconfondibile ad esclusivo appannaggio dei laboratori piemontesi. Ma sono tante e tante altre le specialità sfornate dai maestri artigiani nei secoli, in una continua ricerca del perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione.
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Oltre al gianduiotto, Torino è famosa per il Bicerin, una bevanda molto particolare a base di caffè, crema di latte e cacao. Al Bicerin è lo storico caffè nel centro di Torino che, a duecento anni di distanza dall'apertura, è riuscito a mantenere ancora lo stesso aspetto. Una volta entrato nel profumato locale, potrai sedere al tavolo e ordinare un bicerin, la bevanda simbolo di Torino dal gusto dolceamaro, fatta di cioccolata, caffè e crema di latte. La bevanda, nata fra le calde mura di questo piccolo Caffè, si diffuse piano piano anche negli altri locali della città. Sapevi che si dice sia passato da questo locale il Conte Camillo Benso di Cavour? Secondo la leggenda, infatti, sembra che il Conte, anziché accompagnare la famiglia reale al santuario, ne attendesse l’uscita comodamente seduto al tavolino sotto l’orologio, controllando da dietro le tendine l’ingresso della Consolata.
Marche Storiche e Artigiani Innovativi: Un Panorama di Eccellenza
Torino vanta una ricca tradizione di cioccolaterie storiche e artigiani innovativi, ognuno con la propria storia, filosofia e specialità. Di seguito, esploreremo alcune delle marche più famose e apprezzate.
Baratti & Milano: Un Simbolo di Torino dal 1858
Lo storico locale in Piazza Castello è stato fondato nel 1858 e da allora è simbolo di orgoglio per la città Magica. Riconosciuto come Locale storico d'Italia, nella caffetteria avrai l’occasione di assaggiare cioccolata e panna montata preparate esclusivamente a mano. Storico fornitore della Casa Reale, ha sempre prodotto confetti, gianduiotti, caramelle e piccola pasticceria, utilizzando lo stemma Sabaudo nelle sue confezioni. Sarà un piacere assaggiare la densa e cremosa cioccolata calda ammirando la Galleria Subalpina, come anni fa facevano anche Pietro Mascagni e Guido Gozzano. Nella caffetteria potrai anche acquistare tantissime varietà di cioccolato e cioccolatini.
Caffè Fratelli Florio: Un Caffè Storico Intriso di Tradizione
Il Fiorio è uno dei più importanti caffè torinesi, uno di quelli che meglio ha conservato l'atmosfera e la tradizione della città. Chi non ha letto che al Fiorio si formava l'opinione pubblica cittadina, negli anni in cui Torino contribuiva attivamente all'Unità d'Italia? "Cosa si dice al Fiorio?". Lo chiedeva infatti ogni mattina Carlo Alberto negli anni in cui si leggeva, in anteprima, tra quelle mura, lo statuto Albertino. Ancora oggi da allora, il suntuoso caffè - punto di incontro di artisti, aristocratici e uomini politici come Massimo D'Azeglio, Giovanni Prati e Cavour - accoglie i visitatori proponendo deliziose cioccolate calde e gustoso gelato artigianale.
Guido Gobino: L'Arte del Cioccolato Artigianale
Guido Gobino è indubbiamente uno dei maitre chocolatier più famosi in Italia. Il suo cioccolato, morbido e avvolgente, è una vera squisitezza da assaporare lentamente in tutte le sue sfumature. Nella bottega artigianale Guido Gobino si produce da anni l'eccellenza del cioccolato artigianale della città. Insieme a Peyrano, è definito il tempio del gianduiotto. Ad attenderti nella cioccolateria artigianale troverai una sala degustazione con installazioni video e sonore, olfattori, una sala di lettura per approfondire le conoscenze sul mondo del cioccolato e un’immensa tipologia di cioccolata… tutta da assaggiare. Tra le prelibatezze da non perdere i gianduiotti classici, i gianduiottini Tourinot, cremini all’olio extra vergine di oliva e tante bontà al cioccolato sfuse o confezionate. Nella sede storica di Via Cagliari, oltre al Laboratorio di produzione, il piano terra ospita il primo negozio di Guido Gobino; altrimenti l'appuntamento è in via Lagrange, dove potrete vivere l'esperienza multisensiorale dedicata al cibo degli dei. Tra le specialità del suo punto vendita, vi segnaliamo: tourinot maximo, cremino al sale, cioccolata calda e bicerin in versione estiva. Il suo Giandujotto, dal nome Tourinot, è più piccolo degli altri da 10g. Il primo impatto della Nocciola Piemonte IGP è seguito dalla dolcezza e dal tocco di amaro del burro di cacao, che termina con una nota di acidità. Una consistenza interessante, diversa da tutte quelle mai provate.
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Guido Castagna: Innovazione e Passione per il Cioccolato
Guido Castagna possiede la cioccolateria più "giovane" del nostro elenco (l'apertura risale al 2002), ma in breve tempo è diventato un punto di riferimento per il cioccolato non solo a Torino e in Piemonte, ma anche in tutta Italia. Nell'ottobre 2016, Castagna ha vinto ben quattro ori e tre argenti ai Mondiali del Cioccolato di Londra. Se volete gustare i tipici gianduiotti torinesi, allora è d’obbligo una tappa da Castagna perché il suo “Giuinot” (gianduiotto) è sicuramente tra i migliori in assoluto. E poi ci sono i tartufi, le praline, la crema… Dobbiamo aggiungere altro?
Peyrano: Una Cioccolateria Storica dal 1915
La cioccolateria Peyrano ha aperto i battenti nel 1915. Ad oggi è una delle più famose ed antiche di Torino. Peyrano nasce a Torino nel 1915. Nata come laboratorio di caramelle, si è poi trasformata in azienda produttrice di cioccolato dopo la prima guerra mondiale con Antonio Peyrano. A partire dal 1920 cominciano le forniture regolari alla famiglia reale italiana e ad oggi vanta oltre ottanta varietà di cioccolatini. Lo storico Peyrano è conosciuto in tutto il mondo per le fantasie latte e fondente, i grappoli, la crema arancio, i diablottini e diablottoni, le lingue di gatto, i gianduiotti e i cremini. Quello che troverai è un accogliente locale pieno zeppo di cioccolatini e leccornie preparate dai migliori cioccolatieri della scena internazionale. In questo regno del cioccolato potrete tuffarvi in un mare di cioccolatini e altre delizie che sapranno soddisfare i vostri palati: cremini, gianduiotti, lingue di gatto, diablottini e tanto altro.
La Perla: Fabbrica di Idee al Cioccolato dal 1992
La Perla è una cioccolateria relativamente giovane. Viene aperta nel quartiere Borgo Rossini nel 1992 e da allora si propone come fabbrica di idee al cioccolato.
Pfatisch: Un'Istituzione Torinese dal 1915
Gustavo Pfatisch, bavarese di origine, ha fondato la sua cioccolateria a Torino nel 1915. Tra le fabbriche dolciarie più antiche d'Italia, Pfatisch propone ai suoi ospiti non solo delizie al cioccolato, ma anche degli ottimi pasticcini, vero e proprio vanto riconosciuto da nord a sud. Proclamato locale storico d’Italia, il negozio offre oltre ad una vastissima quantità di cioccolatini e altri dolci (i pasticcini sono tra i più buoni di Torino), anche un ambiente d’epoca con gli antichi arredi e lampadari. Un tuffo goloso nel tempo! Potrete anche fare una degustazione di cioccolatini e pasticcini oppure un aperitivo con salatini artigianali sotto i portici.
Venchi: Un'Eccellenza Piemontese dal 1878
Fra le aziende che hanno contribuito e continuano ancora oggi a tenere alta la fama del cioccolato piemontese c’è la Venchi. Era il 1878, quando Silviano Venchi si innamorò di questo nettare così dolce fino a farne un mestiere e dare vita a una delle aziende più rappresentative al mondo di cioccolato italiano. Le prime praline create dalle sue mani ad avere successo furono le Nougatine, cioccolatini a base di nocciole tritate, caramellate e ricoperte di cioccolato fondente. Tra i fiori all’occhiello dell’azienda attuale, invece, spiccano proprio i già citati cuneesi, deliziosi cioccolatini fondenti con dentro un impasto a base di rhum.
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Domori: Alla Ricerca dell'Anima del Cioccolato
Domori è stata scelta da Eataly per una linea brandizzata di giandujotti, e non a casa. L’azienda fu fondata con un sogno: scoprire l’anima del cioccolato, esplorando tra le materie prime, quei posti dove nessun’altro cioccolataio era andato prima. Furono i primi al mondo a lavorare solo con cacao di altissima qualità, molto aromatico. Con base a Torino, utilizzando fave proveniente da diverse zone, incluse le piantagioni di proprietà in Venezuela. L'azienda può vantare la scelta di pagare prezzi onesti i fornitori e di usare cacao Criollo, la più antica varietà di cacao, che corrisponde solo al 10% della raccolta mondiale. Già dal primo morso, i giandujotti Domori rendono perfettamente l’idea di cosa debba essere il Gianduja. La dolcezza è la prima sensazione a emergere, composta da zucchero, il 15% di massa di cacao, con aggiunta di burro di cacao. Le nocciole sono di forte impatto, data l’elevata percentuale che arriva circa al 30% di Nocciola Piemonte IGP. La qualità nella produzione è presente in ogni morso, attraverso il bilanciamento continuo fra zucchero, nocciole e cacao. Il salotto di Piazza San Carlo a Torino si è arricchito di recente di una nuova proposta con l’apertura del primo negozio di Domori. Il marchio del cioccolato Made in Piemonte ha scelto proprio la città di Torino per aprire il suo primissimo store in Italia.
Giraudi: Tradizione e Qualità da Alessandria
Giraudi è un nome legato al Piemonte e alla città di Alessandria. È anche una delle realtà più giovani nel mondo del Gianduja presenti dentro Eataly, con 20 anni di vita e una grande reputazione nella produzione di alta qualità. Famosi per i giandujotti classici e fondenti senza zucchero, contengono come dolcificante il maltitolo. Per via della mancanza di una base dolce, questi cioccolatini hanno una consistenza insolita, che al palato assomiglia al burro. Giraudi si può identificare tra i vincitori dei gianduiotti densi e compatti, con il 37-40% di nocciola. Questa percentuale così alta dona note amare, sottolineate ancora di più dalla piccola nota di dolcezza, che almeno ti far ricordare che stai mangiando cioccolato. Nel momento in cui tocca la tua lingua, la densità del cioccolato si riduce trasportandoti in un altro mondo.
D. Barbero: Maestri Cioccolatieri da Asti
Un’altra azienda di cioccolato di fuori Torino, questa volta di Asti. Diversi documenti possono provare che la famiglia Barbero è specializzata nella vendita di dolci, dalle torte ali torroni, fino ai noasetti, sin dal 1838. Tuttavia la data ufficiale della sua fondazione è il 1883. Continuò a cresce negli anni, nonostante il fallimento di altre aziende, superando anche l’alluvione del 1994 ad Asti, ed oggi dopo sette generazioni può vantare grandi mastri cioccolatieri. In questo gianduja prevale la sensazione di frutta secca, grazie al sapore della tostatura delle fave di cacao e delle nocciole, presenti al 25%. Un mix interessante fra la tostatura del 25% di nocciole tostate e le fave di cacao. Il gusto che emerge è unico e parte dal sapore dolce del cioccolato, con un pizzico di acidità e un finale salato e amaro.
Leone: Cioccolato Finissimo e Aroma Intenso
Il segreto dei Giandujotti Leone sta nella loro produzione. Rispetto a una produzione standard in cui viene usato cacao già lavorato, preferiscono iniziare dalle fave grezze, così da ottenere un cioccolato finissimo con un aroma e un sapore intenso. La tostatura delle fave di cacao è fatta con aria calda e non con fuoco diretto, riducendo così le possibilità di bruciarle. Le fave sono poi pelate e ridotte in granella, con macina a pietra naturale. L’azienda ha infatti deciso di non usare le classiche macine di metallo, preferendo le pietre di porfido e granito, per ridurre la quantità di stress sul prodotto. Solo dopo 60 ore di impastamento si otterrà la base da cui trasformare il gianduja. Leone, partendo dalla ricetta classica di cacao, zucchero e nocciole, aggiunge un ingrediente di qualità: estratto di vaniglia Bourbon, che a ogni morso ricorda i dolci della nonna.
Bodrato: Qualità e Sostenibilità
Fu fondata come pasticceria a Genova da Luciano Bodrato nel 1943, per poi tornare alle radici piemontesi a Capriata d’Orba nel 1970. L’azienda è passata dal 2001 sotto la guida dei fratelli Bergaglio, che hanno portato tanti cambiamenti. I fratelli, grandi innovatori, hanno trasformato la piccola realtà in una grande azienda. Il nome Bodrato è diventato una garanzia di alta qualità. La produzione rispetta gli ideali di Slow Food, l’ambiente e il lavoro dei loro artigiani, per produrre il miglior cioccolato possibile. Non c’è traccia elementi idrogenati, e il laboratorio si basa solo su energia 100% rinnovabile senza emissioni di CO2. L’etica dell’azienda è un impegno a produrre cioccolato di qualità. Il loro giandujotto ha un bella presenza di nocciole tostate dentro un bagno di cacao dolce. Ha una consistenza solida che si scioglie appena tocca il palato. C’è una forte presenza di amaro per via della tostatura forte, che viene compensata dalla presenza dolce del burro di cacao.
Davide Appendino: Un Nuovo Talento nel Panorama Torinese
Si è aggiunto da poco alla proposta torinese del cioccolato, ma Davide Appendino si è già conquistato un posto di rilievo. Le fave di cacao provenienti da Repubblica Dominicana, Ecuador, Bolivia, India, Madagascar, Perù, Cuba diventano tra le sue mani praline, gianduiotti, tavolette di cioccolato (le famose monorigine al 75%, marchio di fabbrica della cioccolateria torinese), lastre di cioccolato e molto altro.
Boella & Sorrisi: Una Tradizione di Famiglia che Continua
Una lunga tradizione di famiglia che continua a vivere nella fabbrica del cioccolato di Boella&Sorrisi nata dall’unione di Elena Boella e Stefano Silvola, maestro cioccolatiere lui, esperta di lievitati lei, che hanno ereditato dai nonni le aziende. Dal loro matrimonio (d’amore e non solo societario!) è nata Boella&Sorrisi, cioccolateria con un grande negozio e un altrettanto grande laboratorio.
Il Gianduiotto: Un Simbolo del Cioccolato Piemontese
La nascita del Gianduja Sebbene l’inventore del Gianduja sia spesso argomento di discussione, si pensa che gli autori siano stati Pierre Paul Caffarel assieme a Michele Prochet, nella Torino del 1865. Di fronte al blocco di Napoleone e alle esagerate spese per l’importazione del cacao dal Sud America, decisero di sostituire parte dell’impasto con le nocciole. Furono loro i primi ad aggiungere alla base di cacao e zucchero una pasta di nocciole piemontesi. Questa delizia a forma di nave rovesciata fu il primo cioccolatino al mondo ad essere incartato.
La piccola confezione prende il nome da Gianduja, famosa maschera del carnevale piemontese, rinomato bevitore di vino, con un caratteristico cappello a tre punte, che andava in giro a regalare i cioccolatini durante il Carnevale del 1865. Presto divenne una specialità della città e ancora oggi non c’è negozio di dolci che non li abbia. La ricerca al miglior produttore di Gianduja sembra impossibile, ma ne abbiamo assaggiati alcuni per te: ecco i 7 migliori giandujotti da non perdere durante la tua prossima visita da Eataly!
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