In un laboratorio di pasticceria, gli imprevisti sono all'ordine del giorno: guasti ai macchinari, spazi occupati, variazioni di umidità, richieste urgenti dei clienti, cambiamenti nei fornitori di cioccolato e molto altro. Mantenere una qualità costante del cioccolato in ogni situazione può sembrare impossibile. Il rischio è di produrre tavolette disomogenee o con striature bianche o rosse dovute a un temperaggio non corretto. Un vero cioccolatiere deve padroneggiare le tecniche di temperaggio per gestire al meglio il cioccolato in ogni circostanza.
Cos'è il cioccolato?
Il cioccolato è composto da:
- Massa di cacao (anche indicata come fave di cacao, liquor di cacao o pasta di cacao)
- Burro di cacao
- Zucchero
- Lecitina: un emulsionante che lega grassi e acqua, derivata principalmente da leguminose come la soia (è preferibile che sia biologica e senza OGM)
- Aromi
Il burro di cacao è una miscela di trigliceridi, formati da tre molecole di acidi grassi e una di glicerina. La forma delle molecole di burro di cacao (cristallo) e la loro disposizione influenzano consistenza, tessitura e gusto del cioccolato. La composizione esatta di questa miscela di grassi dipende dall'origine del cacao e dal metodo di coltivazione.
Perché temperare il cioccolato?
Il burro di cacao può assumere 6 diversi tipi di cristalli (o fasi), con caratteristiche e punti di fusione differenti (polimorfismo). Temperare significa fare in modo che il burro di cacao assuma la composizione cristallina ottimale, ovvero la 5° forma, che garantisce:
- Un prodotto lucido e uniforme, senza puntini o striature
- Un prodotto che si stacca facilmente dallo stampo (la 5° forma si restringe raffreddando)
- Un prodotto che si scioglie in bocca (la 5° forma ha un punto di fusione vicino alla temperatura corporea)
Il temperaggio si ottiene tramite shock termico.
Leggi anche: Come scegliere la macchina per temperare il cioccolato
Tecniche di temperaggio
Esistono diverse tecniche di temperaggio, ognuna con i suoi pro e contro. Le temperature indicate sono indicative per un generico cioccolato fondente, ma possono variare a seconda del tipo di cioccolato, della temperatura e dell'umidità ambientale. Un maestro cioccolatiere dovrebbe conoscere le proprietà della materia prima e fare delle prove per individuare le temperature di lavorazione ideali.
Temperaggio manuale
- Requisiti: forno a microonde, termometro, piano di marmo o acciaio.
- Procedura: fondere il cioccolato a 45°-50°, versarne i 2/3 sul piano di lavoro e stenderlo con una spatola per favorire il raffreddamento. Raccogliere il cioccolato verso il centro e ripetere finché non si raggiunge la temperatura di circa 27°. Unire il cioccolato raffreddato al restante 1/3 nella ciotola e mescolare per omogeneizzare.
- Errore comune: avere fretta e ridurre il numero di raffreddamenti, causando una cristallizzazione non corretta e affioramento di grasso in superficie.
Temperaggio per inseminazione
- Requisiti: forno a microonde, termometro.
- Descrizione: sciogliere il cioccolato a 45°-50° e raffreddarlo aggiungendo cioccolato solido della stessa tipologia, tritato e già temperato (circa 350g per kg di cioccolato da raffreddare, ma la proporzione varia).
- Errore comune: aggiungere troppo cioccolato tritato in una volta sola, rendendo difficile lo scioglimento e causando grumi. Aggiungerlo gradualmente.
Temperaggio al microonde
- Requisiti: forno a microonde, termometro.
- Descrizione: non è un vero temperaggio perché il cioccolato non subisce shock termici.
- Difetti: richiede esperienza per conoscere l'esatta temperatura di utilizzo.
- Errore comune: superare la temperatura di utilizzo, formando cristalli instabili. In tal caso, riportare il composto a 45°-50° e procedere con un'altra tecnica.
Temperaggio con temperatrice
- Requisiti: macchina temperatrice.
- Descrizione: caricare la macchina con il cioccolato e avviare il programma di scioglimento-raffreddamento.
- Errore comune: dimenticare di tarare la temperatrice ogni giorno, in base a temperatura, umidità e tipo di cioccolato.
Temperaggio con burro di cacao già cristallizzato
- Requisiti: burro di cacao temperato in polvere.
- Descrizione: sciogliere il cioccolato a 45°, attendere che arrivi a 35° e inserire l'1% di polvere di burro di cacao.
- Difetti: la polvere di burro di cacao deve essere conservata con cura, altrimenti si scioglie e perde il temperaggio.
Temperaggio a bagnomaria
Il temperaggio del cioccolato a bagnomaria è una tecnica tradizionale e molto apprezzata dai cioccolatieri. Questo metodo consiste nel fondere delicatamente il cioccolato tritato in un contenitore posto sopra una pentola con acqua calda (o addirittura cubetti di ghiaccio). Riscaldando il cioccolato lentamente e in modo uniforme, si assicura che i cristalli di burro di cacao si sciolgano completamente. Una volta raggiunta la temperatura ottimale (circa 50°C per il cioccolato fondente, leggermente inferiore per il latte e il bianco), si procede al raffreddamento.
Accessori indispensabili:
- Set di pentole di buona qualità, ideali per sciogliere il cioccolato in modo uniforme e senza bruciarlo.
- Termometro da cucina per controllare la temperatura.
- Spatole di silicone o cucchiai di legno per una miscelazione delicata e precisa.
Consigli utili:
- Utilizzare una ciotola resistente al calore e un pentolino con acqua a temperatura controllata.
- Mescolare costantemente il cioccolato ed evitare che entri in contatto diretto con l’acqua.
Quale tecnica usare?
Per un utilizzo amatoriale, il temperaggio al microonde può essere sufficiente. Per un professionista, è importante conoscere tutte le tecniche per poter variare in caso di imprevisti.
Le fasi del temperaggio
Il temperaggio del cioccolato richiede precisione e metodo, seguendo tre fasi fondamentali: fusione, raffreddamento e riscaldamento finale.
- Fusione: sciogliere completamente il cioccolato per eliminare i cristalli di burro di cacao preesistenti e creare una base omogenea. Utilizzare il bagnomaria o il microonde a bassa potenza, mescolando spesso.
- Raffreddamento: raffreddare il cioccolato per formare cristalli di burro di cacao stabili. Metodi:
- Spatolatura su marmo: versare parte del cioccolato fuso su un piano di marmo e lavorarlo con spatole in acciaio, stendendolo e raccogliendolo più volte.
- Inseminazione: aggiungere cioccolato solido tritato a quello fuso, mescolando con cura finché non si scioglie del tutto.
- Riscaldamento finale: riscaldare leggermente il cioccolato per eliminare i cristalli instabili e mantenere solo quelli desiderati.
Strumenti indispensabili per un temperaggio ottimale
- Termometro: professionale, preciso al decimo di grado, con scala tra 20°C e 60°C.
- Bagnomaria, ciotola e piano di marmo: il bagnomaria professionale garantisce una fusione controllata, la ciotola in acciaio inox mantiene la temperatura, il piano di marmo raffredda e mescola la massa di cioccolato.
- Temperatrice: mantiene il cioccolato alla temperatura ideale per diverse ore.
- Spatola raschietto professionale: ideale per la lavorazione del cioccolato, perfetta per livellare e raschiare il prodotto in eccesso negli stampi in policarbonato.
- Fogli di acetato alimentare: indispensabili in pasticceria per lavorazioni precise e pulite. Utilizzati come foglio antiaderente per sagome inox e stampi a cerniera, sono ideali per la preparazione di semifreddi, mousse, frolle e paste di zucchero.
Tecniche professionali per temperare
- Tablage su piano di marmo: tecnica tradizionale per controllare la cristallizzazione lavorando il cioccolato su un piano di marmo.
- Inseminazione veloce: sciogliere tre quarti del cioccolato a bagnomaria fino a 50-55°C, il quarto restante in piccoli pezzi. Incorporare progressivamente i pezzi nella massa fusa, mescolando costantemente.
- Temperare il cioccolato a bagnomaria: riempire una pentola con poca acqua, posizionare sopra una ciotola con il cioccolato tritato. Riscaldare a fuoco basso, mescolando regolarmente. Una volta sciolto, raffreddare fino alla temperatura di cristallizzazione aggiungendo cioccolato freddo.
Perché temperare? Applicazioni professionali
- Tavolette e stampi: per realizzare tavolette e uova di Pasqua impeccabili, il cioccolato deve essere perfettamente temperato.
- Tecniche di rivestimento manuale: il rivestimento professionale richiede un cioccolato alla temperatura ideale di lavoro.
- Decorazioni in cioccolato temperato per dessert: le decorazioni richiedono una perfetta padronanza della temperatura.
Come risolvere i problemi di temperaggio
- Diagnosi di un temperaggio fallito: tracce bianche (fat bloom), superficie opaca o consistenza molle.
- Soluzioni ai difetti di cristallizzazione: se il cioccolato caldo risulta troppo denso, riscaldarlo leggermente fino a raggiungere la temperatura di lavoro ideale.
- Mantenimento della temperatura corretta: utilizzare un bagnomaria controllato o una temperatrice professionale.
Quale cioccolato scegliere per il temperaggio?
Le coperture Valrhona rappresentano un cioccolato di qualità superiore, ideale per un temperaggio perfetto.
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Domande frequenti sul temperaggio del cioccolato
- Come sciogliere il cioccolato? A bagnomaria o al microonde a bassa potenza, mescolando ogni 30 secondi e mantenendo la temperatura tra 45-55°C per il fondente, evitando il contatto con l'acqua.
- Come temperare il cioccolato senza termometro? Adottare la "prova della spatola": mettere un po' di cioccolato fuso sulla punta di una spatola e se raffreddando diventa rapidamente lucido e brillante, il cioccolato è correttamente temperato.
- Perché temperare il cioccolato? Il temperaggio controlla la cristallizzazione del burro di cacao, garantendo un cioccolato lucido, brillante, dalla consistenza perfetta, che si scioglie in bocca e non presenta la patina bianca in superficie.
Alternative al temperaggio tradizionale: il cioccolato a bagnomaria
Il cioccolato a bagnomaria è una tecnica culinaria che permette di sciogliere il cioccolato in modo delicato e uniforme, senza rischiare di bruciarlo. Questo metodo prevede l’uso di una pentola con acqua calda sulla quale si posiziona un contenitore contenente il cioccolato da sciogliere. Il cioccolato a bagnomaria è fondamentale per preparare deliziose coperture, ganache, decorazioni e dolci al cioccolato.
Macchine per il cioccolato: un investimento per i professionisti
Per i professionisti del settore alimentare, disporre dei macchinari giusti è fondamentale. Le macchine per il cioccolato, come le temperatrici, sono un investimento importante per chi vuole produrre cioccolatini in grandi quantità, garantendo precisione ed efficienza.
Vantaggi delle macchine per il cioccolato
- Coerenza e controllo di qualità: producono lotti di cioccolato con gusto, consistenza e aspetto uniformi.
- Efficienza e velocità: accelerano il processo di produzione.
- Precisione: offrono precisione nel temperaggio e nello stampaggio.
- Scalabilità: permettono di ampliare le attività.
- Innovazione e versatilità: offrono funzionalità per la sperimentazione.
- Sicurezza e igiene: riducono al minimo il contatto umano con il prodotto.
- Risparmio energetico: molti modelli sono progettati per essere efficienti dal punto di vista energetico.
- Riduzione degli sprechi: permettono di utilizzare gli ingredienti in modo ottimale.
Parametri chiave delle macchine per il cioccolato
- Capacità: quantità di cioccolato che la macchina può elaborare.
- Potenza nominale: fabbisogno di potenza elettrica della macchina.
- Intervallo di temperatura: importante per le macchine temperatrici.
- Intervallo di pressione: rilevante per le macchine che utilizzano la pressione.
Aree di utilizzo delle macchine per il cioccolato
- Produzione bean-to-bar: dall'inizio alla fine della produzione del cioccolato.
- Produzione di massa: per la produzione di cioccolatini per il consumo di massa.
- Cioccolatieri artigianali o boutique: per cioccolatini gourmet artigianali.
- Produzione di praline e cioccolato ripieno: macchine specifiche per la creazione di cioccolatini ripieni.
- Rivestimento e copertura di cioccolato: per prodotti come nocciole ricoperte di cioccolato.
- Produzione di cioccolato composto: macchinari adattati alla sua composizione unica.
- Cioccolatini decorativi e speciali: macchine per lo stampaggio specializzate.
- Lavorazione del cacao: prima che inizi la produzione del cioccolato.
Produttori chiave di macchine per il cioccolato
- NETZSCH: specializzato in tecnologie di macinazione e dispersione a umido.
- Savage Bros.
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