Introduzione
La Sicilia, terra di storia, cultura e tradizioni secolari, custodisce un patrimonio gastronomico inestimabile, nato spesso tra le mura silenziose dei conventi. Questo articolo esplora il mondo affascinante delle ricette conventuali, concentrandosi sui biscotti tradizionali, simboli di sapori autentici e gesti tramandati di generazione in generazione. Un viaggio che parte dal piccolo schermo con il programma "Le Ricette del Convento" e si snoda tra monasteri, borghi e antichi ricettari, alla scoperta di dolcezze uniche.
"Le Ricette del Convento": Un Programma Televisivo che Celebra la Tradizione
"Le Ricette del Convento" è un programma televisivo culinario in onda su Food Network che ha riscosso un notevole successo. I protagonisti, don Salvatore Pellegrino, don Anselmo Lipari e don Riccardo Tumminello, preparano diverse ricette all'interno della suggestiva Basilica abbaziale di San Martino delle Scale, una frazione di Monreale, sui monti di Palermo, in Sicilia.
L'Abbazia di San Martino delle Scale: Un Luogo Intriso di Storia e Spiritualità
L'abbazia, situata nella vallata tra Monte Cuccio e Monte Caputo, ha una storia complessa e affascinante. La tradizione ne attribuisce la fondazione a papa Gregorio Magno († 604), ma la distruzione da parte dei Saraceni nel IX secolo ha reso incerte le origini. Documenti più attendibili fanno risalire l'abbazia alla prima metà del XIV secolo, a partire dal 1347. Dal 7 maggio 2022, il monumento ospita il programma televisivo "Le Ricette del Convento", aprendo le sue porte ai telespettatori e agli amanti della gastronomia.
Visitare l'Abbazia: Un'Esperienza tra Arte, Fede e Sapori
L'Abbazia di San Martino delle Scale offre la possibilità di essere visitata ogni seconda domenica del mese, consentendo ai visitatori di immergersi nella spiritualità benedettina e di ammirare i tesori artistici e gastronomici custoditi al suo interno. Le visite guidate, spesso condotte da Don Riccardo insieme agli altri protagonisti del programma, includono anche il laboratorio di birra dove è nata la birra d'Abbazia e il refettorio, location che fa da sfondo alle riprese televisive. Come afferma Don Riccardo, l'abbazia apre le sue porte per far conoscere la storia di San Benedetto, i frutti del suo operato e le tradizioni monastiche legate al territorio, come quelle gastronomiche e la produzione di birre d'abbazia.
I Peccati di Gola dell'Abbazia: Ricette Tradizionali dagli Antichi Ricettari
"L'unico peccato concesso in questa abbazia è quello della gola", ed è proprio traendo ispirazione dagli antichi ricettari che i tre protagonisti del programma danno vita a ricette tradizionali. Tra i piatti presentati nelle ultime stagioni, spiccano le spaccarelle con il sugo di agnello, tipiche della Pasqua, la pasta alla garibaldina e i biscotti di Vicari, un comune in provincia di Palermo.
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Biscotti Tradizionali Siciliani: Un Viaggio tra Sapori e Territori
La Sicilia è un vero e proprio scrigno di tesori dolciari, con biscotti che raccontano storie di conventi, borghi e tradizioni familiari. Ogni biscotto è un'esperienza unica, un viaggio sensoriale che evoca profumi, sapori e ricordi d'infanzia. Esploriamo alcune delle ricette più emblematiche.
I Biscotti di Vicari: Un Omaggio ai Matrimoni Regali
I biscotti di Vicari, originari dell'omonimo comune in provincia di Palermo, sono un dolce ricco di frutta secca, nato nel Settecento per celebrare le nozze della figlia di un regnante. La leggenda narra che i monaci incaricati di preparare i dolci ne produssero una quantità tale che gli invitati riuscirono solo a vederli "al volo", da cui il nome "passavolanti".
Ricetta semplificata dei Biscotti di Vicari:
- Sbattere uova e zucchero insieme.
- Aggiungere gradualmente la farina.
- Aromatizzare con cannella e vaniglia.
- Disporre l'impasto in una teglia con un buono spessore.
- Cuocere in forno.
- Tagliare a quadratini una volta raffreddato.
I Biscotti Ricci del Gattopardo: Un'Eccellenza Monastica
I biscotti ricci del Gattopardo, resi celebri dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sono ancora oggi prodotti dalle monache Benedettine del monastero di clausura del SS. Rosario a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. La ricetta, tramandata da secoli, è un tesoro custodito gelosamente dalle monache, che vendono i biscotti ai visitatori.
Nel romanzo, il Principe di Salina apprezzava particolarmente i mandorlati preparati dalle monache seguendo ricette centenarie. Oggi, il monastero continua a vendere i biscotti, ma la loro fama ha varcato i confini del convento, e molte pasticcerie locali li producono, soprattutto durante il periodo pasquale.
Ricetta originale dei Ricci del Gattopardo:
- 400 g di farina di mandorle agrigentine
- 400 g di zucchero semolato bianco
- 4 uova fresche intere
- La buccia di un limone grattugiata
Procedimento:
- Mescolare in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero, le uova e la scorza di limone.
- Formare dei tronchetti di impasto lunghi circa 8 centimetri.
- Disporli su una teglia distanziati tra loro.
- Cuocere in forno fino a doratura.
I Biscotti di Monreale: Un'Antica Ricetta senza Uova
I biscotti di Monreale, conosciuti in dialetto come "viscuotta ri Murriali", sono un'altra specialità siciliana, preparati nella cittadina alle porte di Palermo. La particolarità di questi biscotti è l'assenza di uova nell'impasto, che non ne altera la bontà. La ricetta, custodita da un noto biscottificio locale, prevede l'utilizzo di farina, latte, strutto, zucchero, ammoniaca per dolci e aromi naturali.
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La leggenda narra che re Guglielmo II d'Altavilla, durante una battuta di caccia a Monreale, scoprì un tesoro nascosto. I biscotti pare siano stati inventati dalle Monache Benedettine del Monastero di S. Maria Nuova, che li offrivano ai pellegrini.
Ricetta semplificata dei Biscotti di Monreale:
- Versare la farina in una ciotola capiente e aggiungere lo strutto freddo a pezzetti, ottenendo un effetto sabbia.
- Aggiungere lo zucchero e l'ammoniaca per dolci e mescolare.
- Aggiungere gradualmente il latte e impastare fino ad ottenere un composto liscio.
- Formare dei cordoncini lunghi circa 25 cm e dar loro una forma ad esse.
- Disporli su una teglia ricoperta di carta forno e schiacciarli leggermente.
- Cuocere in forno statico preriscaldato a 200° fino a doratura.
- Preparare la glassa sbattendo l'albume e mescolandolo con lo zucchero a velo e il succo di limone.
- Decorare i biscotti con la glassa.
I Biscotti della Monaca: Un'Antica Tradizione Catanese
I biscotti della monaca, noti anche come "biscotti a S" o "sacre esse", sono una specialità di Catania, aromatizzati all'anice, secchi e molto croccanti. La leggenda narra che furono inventati dalle suore di clausura del Convento di Santa Chiara, lo stesso che ispirò Giovanni Verga per il suo romanzo "Storia di una capinera". Le suore producevano questi biscotti per provvedere al sostentamento economico della comunità religiosa.
Dopo l'Unità d'Italia, con la chiusura dei conventi, una giovane aiutante delle monache, Mara Messina, tramandò la ricetta a una nipote sposata con un produttore di biscotti, contribuendo alla diffusione di questa specialità.
Ricetta semplificata dei Biscotti della Monaca:
- Tritare i semi di anice.
- Riscaldare una parte del latte e sciogliervi l'ammoniaca.
- Miscelare la farina e lo strutto fino ad ottenere un composto sabbioso.
- Aggiungere lo zucchero, i semi di anice e l'ammoniaca sciolta nel latte.
- Stendere l'impasto e tagliare delle strisce lunghe circa 7 cm.
- Dare alle strisce la forma di una S.
- Cuocere in forno preriscaldato a 250° per 10 minuti.
Gli Ingredienti e gli Strumenti della Tradizione Dolciaria
Le ricette conventuali siciliane si caratterizzano per l'utilizzo di ingredienti semplici e genuini, provenienti dal territorio. La mandorla, in particolare, è un elemento fondamentale, presente in molte preparazioni, come la frutta Martorana e i passavolanti di Vicari. Altri ingredienti tipici sono lo zucchero (in diverse forme e gradi di raffinazione), gli aromi come il limone, la cannella e i chiodi di garofano, e coloranti naturali come la cocciniglia.
Gli strumenti utilizzati nelle cucine dei conventi erano quelli tradizionali: la tiella o teglia, la casseruola, il polsonetto (un recipiente di rame per la cottura dello zucchero) e pentole stagnate. La manualità e la pazienza erano elementi essenziali per la preparazione di questi dolci, che richiedevano lunghi tempi di lavorazione e una notevole energia.
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Il Naspro: Una Glassa Tradizionale
Il naspro, una glassa a base di zucchero, è un elemento decorativo ricorrente nelle ricette conventuali. Vincenzo Corrado, nel suo ricettario tardo-settecentesco "Il credenziere di buon gusto", fornisce ben dodici ricette per preparare il naspro, diversificandole con spezie come cannella o vaniglia, o con altri ingredienti come cioccolato, caffè, pistacchio, viola e limone. L'ottocentesco ricettario conversanese distingue il naspro semplice dal naspro forte o doppio, a seconda della densità dello sciroppo ottenuto.