La Prova del Cuoco: Storia, Format ed Evoluzione del Cooking Show che ha Rivoluzionato la Cucina in TV

Facendo zapping in TV, è impossibile non notare come i programmi di cucina siano diventati onnipresenti, quasi una moda. Tra talent, tutorial e makeover, spesso i format si assomigliano, mancando di originalità. Tuttavia, c'è una trasmissione che ha fatto da apripista, il primo cooking show della televisione italiana nell'era moderna: La Prova del Cuoco, andato in onda per ben venti anni. Non dimentichiamoci, ovviamente, del progenitore di tutti questi programmi, ossia A tavola alle 7, in cui Ave Ninchi parlava già negli anni '70 di ricette, gare culinarie e ospiti illustri.

Le Origini e il Format

La Prova del Cuoco, basato sul format della BBC Ready Steady Cook, ha avuto per anni come padrona di casa e simbolo del programma Antonella Clerici che, anche se con piccole sostituzioni, dal 2000 fino all'ultima puntata è sempre stata presente.

In origine, il format consisteva in una gara tra due squadre composte da cuochi e concorrenti - persone comuni oppure personaggi del mondo dello spettacolo - intenti a preparare uno, due o tre piatti in un tempo totale di venti minuti. Inizialmente, i team venivano giudicati dalla carta stampata, poi dal pubblico in studio e infine dai componenti del cast. Tra i cuochi più famosi che hanno fatto la storia del programma, si ricordano Andrea Mainardi (presente per ben sei anni), Marco Bianchi, Renato Salvatori (Renatone) e Mauro Improta.

Personaggi Chiave e Rubriche

Nel corso degli anni, La Prova del Cuoco si è arricchita di personaggi e rubriche che hanno contribuito a definirne l'identità. Oltre ai cuochi già citati, il programma ha visto la partecipazione di esperti di vario genere, volti a esplorare il mondo della gastronomia a 360 gradi.

Giuseppe Calabrese, alias Peppone, si è dedicato allo street food, esplorando le tradizioni culinarie più autentiche d'Italia. Anna Moroni ha portato gli spettatori alla scoperta delle cucine delle comunità straniere radicate nel territorio italiano, mentre Fabrizio Nonis ha valorizzato la cucina povera e i prodotti della tradizione. Federico Quaranta ha guidato il pubblico alla scoperta dei sapori e dei prodotti locali, portando in studio le eccellenze del territorio.

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Antonella Clerici: La Regina della Cucina in TV

"Prima di Antonella Clerici la cucina era quella di casa, o di un enclave per pochi eletti. Dopo di lei è cambiato tutto", così Federico Quaranta ha presentato la Clerici sul palco di Identità Golose 2019. La conduttrice ha saputo portare la cucina nelle case di tutti gli italiani, rendendola accessibile e divertente.

"Nessuno ci credeva", ha raccontato la Clerici. "Io vedevo mia madre che a mezzogiorno si chiedeva che cosa fare per pranzo, e da lì l'idea. Ero già stata in America e mi chiedevo perché noi, la patria della buona cucina, non avessimo trasmissioni come le loro. La cucina non funzionerà mai in tv, questa frase me la sono sentita ripetere un milione di volte".

La trasmissione, inizialmente definita "pornografia gastronomica", ha saputo conquistare il pubblico grazie alla sua semplicità e alla sua capacità di trattare temi importanti come la provenienza, la stagionalità e la qualità del cibo in un'epoca in cui questi concetti erano praticamente sconosciuti.

L'Evoluzione del Format

Negli anni, il format de La Prova del Cuoco si è evoluto, cercando di andare incontro a un pubblico cresciuto con il programma. Se nelle primissime puntate si insegnava come fare un soffritto per il ragù, negli ultimi tempi si è arrivati a procedimenti più complessi e professionali.

In apertura di puntata, ma anche sparsi per la scaletta, c'erano già momenti in esterna, con sezioni dedicate al cibo di strada e alla storia culinaria. Gli inviati raccontavano la cucina con uno spirito divertente e di gioco.

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Il Passaggio a Elisa Isoardi e la Chiusura

Nel 2018, dopo 4275 puntate, Antonella Clerici ha lasciato il posto a Elisa Isoardi. La Clerici, all'epoca, affermò che la trasmissione aveva perso la propria specialità. La trasmissione continuò ad andare in onda ma la situazione non migliorò. Nè con l’arrivo della Isoardi nè con le modifiche apportate al format: dopo due anni, nel 2020, il calo di ascolti portò così alla chiusura definitiva.

Il vero cambiamento della nuova La Prova del Cuoco è stato nei contenuti. Il numero di rubriche dentro e fuori lo studio si è quasi duplicato, aumentando gli argomenti e rendendo il ritmo più serrato.

A dare fiato a Elisa Isoardi c'era l'ex rugbista Andrea Lo Cicero che, nelle vesti di supporto, apriva la strada ai cambi di cucina. Il suo ruolo racchiudeva anche la chiave "comica" che prima era sparsa su tutto il cast. In generale, ci si allontanava dai procedimenti di cottura: le rubriche avevano un'impronta non necessariamente legata alle ricette e la missione primaria era informativa, prima ancora di ingolosire lo spettatore. Con le puntate tematiche, il programma culinario appariva in parte più vicino al talk show, specie nel momento dedicato all'ingrediente principe del giorno.

Durante la gara tra i cuochi, aumentava il senso di competizione, rafforzato dalla presenza di cuochi più giovani e meno celebri. Il format non risultava però stravolto del tutto: semplicemente il fuoco non era più solo sui fornelli, ma sulle persone e sugli esperti che abitavano lo studio.

L'Eredità di un Successo

Nonostante la chiusura, l'eredità de La Prova del Cuoco continua a vivere. Le ricette del programma sono ancora molto ricercate sul web, e il sito www.laprovadelcuoco.it è diventato un punto di riferimento per gli appassionati.

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Dall'anno successivo alla chiusura, nella stessa fascia oraria è tornata Antonella Clerici con È sempre mezzogiorno, continuando la tradizione di programmi culinari di qualità su Rai 1.

La Prova del Cuoco resterà per sempre nei cuori degli italiani come un programma che ha saputo unire la passione per la cucina con l'intrattenimento di qualità, lasciando un segno indelebile nella storia della televisione italiana.

Che fine facevano i cibi della Prova del cuoco?

I piatti non venivano buttati ma c’era una sorta di riciclo. Come ha spiegato tempo fa la stessa “Antonellina”, “La merce che veniva portata in esibizione, come per esempio il prosciutto di montagna, il produttore se lo riportava a casa. Poi il cibo cucinato e quello che veniva regalato allo studio si mangiava dietro le quinte. In diretta fino alle 13:30, ora di pranzo, era perfetto.

La Competizione tra Talent Show Culinari

Il successo de La Prova del Cuoco ha aperto la strada ad altri talent show culinari, come MasterChef e Bake Off. Se MasterChef nasceva nel 1990 in Inghilterra, in Italia alla fine degli anni ’90 regnava ancora il dubbio su tali programmi.

Rispetto a MasterChef, in cui al centro ci sono i concorrenti, la pressione, le storie umane e il fallimento, a La Prova del Cuoco al centro c'è sempre stato il piatto. "E' un programma che vive di quotidianità, mentre Masterchef è un programma più elitario, per spettatori di diversi ceti sociali. Noi abbiamo sempre parlato alle mamme, ai ragazzi, agli studenti universitari, ai lavoratori che tornano a casa in pausa pranzo, sempre con ricette riproducibili e velocissime da preparare. Utili", spiegava la Clerici.

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