La Fabbrica di Cioccolato di Roald Dahl è una favola moderna che ha conquistato il cuore di generazioni, diventando parte integrante della cultura pop. La vicenda di Willy Wonka, del piccolo Charlie Bucket, di nonno Joe e degli odiosi bambini (e genitori) che vincono l'incredibile occasione di visitare il mirabolante mondo dei balocchi del misterioso cioccolatiere grazie ai biglietti d'oro è solidamente parte dell'immaginario collettivo. Pubblicato per la prima volta nel 1964, il libro continua a essere apprezzato da nuove generazioni di lettori, insegnando che la gentilezza, la bontà e l’onestà sono virtù importanti che vengono premiate alla fine.
Roald Dahl: Il Genio Dietro la Favola
Roald Dahl, gallese classe 1916, è stato uno scrittore, sceneggiatore e aviatore britannico, conosciuto in tutto il mondo soprattutto per La Fabbrica di Cioccolato e GGG-Il Grande Gigante Gentile, due libri per l’infanzia divenuti parte integrante della letteratura mondiale contemporanea e due classici senza tempo. Dalla sua penna sono però nati altri cult da cui il cinema ha preso ispirazione, come I Gremlins e Matilda.
La Trama: Un Sogno di Cioccolato
Charlie Bucket è un bambino molto povero, che vive con la mamma e il papà e i 4 nonni Joe, Josephine, George e Georgina in una piccola casetta di legno in pessime condizioni alla periferia della città. Nessuno entra o esce dalla fabbrica, ma un giorno i giornali annunciano che il celebre cioccolatiere ha indetto un concorso e farà visitare il suo stabilimento a 5 fortunati bambini che troveranno gli altrettanti biglietti d'oro che ha nascosto nei suoi prodotti in tutto il mondo.
Deciso a dare all'adorato nipote un'altra chanche di trovare il quinto biglietto, nonno Joe consegna a Charlie i suoi risparmi per comprare una nuova tavoletta di cioccolato. Il tempo passa senza novità sull'ultimo ticket e i Bucket iniziano a soffrire la fame perché il padre ha perso il lavoro alla fabbrica di dentifricio. Charlie è molto provato dalla scarsità di cibo, ma un giorno ha un colpo di fortuna e trova per strada mezza sterlina.
Come da indicazioni scritte sul prezioso ticket, Charlie si presenta davanti ai cancelli della fabbrica di cioccolato alle 10 del primo giorno di febbraio insieme a nonno Joe. Il bizzarro cioccolatiere guida i suoi ospiti all'interno della fabbrica, che fin da subito si rivela un edificio assolutamente straordinario.
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Un Viaggio Onirico e Grottesco
Durante il viaggio quasi onirico accadono fatti strani: Augustus, a causa della sua ghiottoneria, cade in un fiume di cioccolato mentre cerca di abbeverarsi e viene risucchiato da un tubo finendo con il rimanere incastrato; Violetta vuol essere la prima a sperimentare un nuovo chewing-gum che contiene un pasto completo e finisce con il diventare un vero e proprio mirtillo, viola e tonda. Veruca viene spinta assieme al padre nel tubo dell’immondizia dagli scoiattoli ammaestrati che lei voleva assolutamente portare via, mentre Mike non resiste al sistema di teletrasporto ideato da Wonka per permettere agli spettatori di prendere realmente un oggetto trasmesso in TV e si catapulta nello schermo, finendo per essere rimpicciolito. In ogni caso, Willy chiede agli Umpa Lumpa di andare a salvare i ragazzini.
Gli Umpa-Lumpa: L'Anima Operosa della Fabbrica
Una volta all’interno della fabbrica, Charlie e gli altri vincitori del concorso, accompagnati da Willy Wonka, scoprono un luogo meraviglioso e pieno di sorprese, dove vengono create le caramelle più strane e gustose che si possano immaginare e conoscono gli Umpa-Lumpa, i misteriosi operai che si occupano di produrre i dolciumi. Gli Umpa-Lumpa sono piccole creature alte circa un metro, con la pelle color caramello e i capelli verdi, originarie di una lontana e misteriosa isola, sono lavoratori molto esperti e sono anche molto fedeli a Willy Wonka.
Un Erede Inaspettato
Willy Wonka torna con Charlie e nonno Joe sull'ascensore di cristallo e quando si rende conto che il bambino è l'ultimo rimasto gli dice che lui è il vincitore. Charlie accetta con entusiasmo, ma ha paura che i suoi genitori non lo seguiranno, per non abbandonare i nonni. A quel punto, Willy Wonka dice che non c'è alcun problema, perché tutta la famiglia Bucket può e deve andare nella fabbrica. Alla fine, solo Charlie rimane e viene premiato da Willy Wonka con l’opportunità di ereditare la fabbrica di cioccolato.
Adattamenti Cinematografici: Due Visioni a Confronto
Se c'è una favola moderna che è entrata a fare parte della cultura pop, è senza dubbio La Fabbrica di Cioccolato. La storia è stata inventata nel 1964 dal celebre scrittore per ragazzi Roald Dahl, ma più del libro, a fare diventare il racconto un classico e un vero e proprio cult è stato il film girato nel 1971 da Mel Stuart, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. A distanza di 34 anni, ci ha provato Tim Burton a tornare allo spirito originale del romanzo con una nuova versione cinematografica, La fabbrica di cioccolato.
Pubblicato per la prima volta nel 1964, La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl è un libro che ha regalato al cinema due film molto diversi. Il primo si intitola Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, del 1971, è stato diretto da Mel Stuart, con una sceneggiatura firmata proprio da Roald Dahl e un grande Gene Wilder nei panni di Willy Wonka. Il secondo film risale al 2005 e dietro la macchina da presa c'è il visionario regista Tim Burton, affiancato nel film da Johnny Depp, chiamato per ricoprire il ruolo dell'eccentrico proprietario della fabbrica di cioccolato, e dalla ex-partner, ma compagna in molti suoi lavori, Helena Bonham Carter. La storia dei due film è la stessa e i personaggi principali sono sempre cinque: Charlie Bucket, Violetta Beauregarde, Veruca Salt, Mike Tivù e Augustus Gloop.
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A differenza del primo film, questo di Tim Burton ricorre meno alle canzoni e approfondisce il personaggio di Wonka, raccontando allo spettatore la storia del suo complicato legame con il padre dentista. Entrambi i film sono direttamente ispirati al libro di Roald Dahl, con la differenza che la versione diretta da Tim Burton è surreale, molto più colorata e anche un po' più cinica. Nell'universo ricreato da Burton c'è il tocco magico del regista, artista visionario e creativo che si diverte a dar vita a mondi indimenticabili. Entrare in un film di Burton equivale a vivere un'esperienza grottesca, dove ogni dettaglio è curato con attenzione e anche le scelte più folli hanno una ragione di esistere. L'attore aggiunge questo ruolo alla lunga lista di personaggi un po' raccapriccianti a cui ci ha da tempo abituato. Depp non fa rimpiangere Gene Wilder e regala un'interpretazione sicuramente diversa ma profonda e convincente.
Differenze Tra Libro e Film
Nel romanzo è inverno (la visita alla fabbrica è l'1 febbraio), Charlie (che inizialmente Roald Dahl aveva immaginato di colore) ha entrambi i genitori e il padre è l'unico ad avere un lavoro, che consiste nell'avvitare tappi in una fabbrica di dentifricio. I personaggi dell'arrotino e del professore di scienze e le loro rispettive scene non esistono nel libro. Nel romanzo, Slughworth è uno dei concorrenti di Willy Wonka e viene citato brevemente da nonno Joe, quando il vecchietto racconta la storia della fabbrica di cioccolato a Charlie. Nel film gli viene dato maggiore spazio, perché all'apparenza prova a corrompere tutti i bambini perché gli portino informazioni sui prodotti dell'avversario in cambio di un premio di 100 sterline. Nel romanzo, tutte le notizie sono diffuse dai giornali. A differenza della pellicola, nel libro Augustus, Violetta, Veruca e Mike TV sono accompagnati alla fabbrica da entrambi i genitori.
Il finale della pellicola si discosta in larga parte da quello del libro. Nel film, una volta rimasti da soli con Willy Wonka, Charlie e nonno Joe vengono liquidati dal cioccolatiere senza spiegazioni. Quando il vecchietto chiede a Willy Wonka la scorta a vita di dolciumi promessa, il proprietario della fabbrica dice che non ne hanno diritto, perché hanno violato il contratto bevendo le bibite frizzo-sollevanti. Allora, nonno Joe replica dichiarando che daranno il succhia succhia che mai si consuma a Slugworth. Ma Charlie, colpito dalla tristezza di Willy Wonka, gli restituisce il prezioso prototipo. A quel punto, il cioccolatiere dice al bambino che lui è il vincitore e gli regala la fabbrica.
Il film inizia mostrando Willy Wonka che mette personalmente i biglietti d'oro in 5 tavolette. Nel romanzo, il signor Bucket non porta a casa i tappi di dentifricio difettosi e Charlie non costruisce alcun plastico della fabbrica di cioccolato. Nel film, viene indicata la provenienza dei bambini vincitori, diversamente dal romanzo. Nel libro, Willy Wonka accoglie i suoi ospiti al cancello della fabbrica e si presenta personalmente a tutti. Nella pellicola, i vincitori e i loro accompagnatori entrano da soli e all'ingresso dello stabilimento trovano una inquietante giostra musicale che poi prende fuoco. L'evidente problema di Willy Wonka a pronunciare "mamma" e "papà", ma soprattutto "papà" non esiste nel libro.
Nella pellicola, il finale è ampliato rispetto al romanzo e presenta molti elementi differenti. Inizialmente, Charlie rifiuta la fabbrica di cioccolato, perché Willy Wonka vuole che ci vada a vivere senza la sua famiglia. Dopo che il bambino gli dice di no, il cioccolatiere si allontana da solo a bordo del suo ascensore di cristallo. Nonostante il rifiuto di Charlie, la vita dei Bucket migliora: il padre viene riassunto nella vecchia fabbrica per riparare il robot che l'ha sostituito, nonno Joe non torna più a letto e c'è da mangiare in abbondanza. Invece, Willy Wonka perde tutta la sua ispirazione. Dopo una seduta con un Umpa-Lumpa analista, il cioccolatiere torna da Charlie, che fa il lustracarpe, e gli chiede aiuto per ritrovare la creatività. Il bambino gli dice che la soluzione ai suoi problemi è la famiglia e lo accompagna dal padre che non vede da moltissimi anni. I due si riappacificano, Willy Wonka torna sé stesso e chiede di nuovo a Charlie di diventare il suo erede. Questa volta, il bambino accetta e va a vivere nella fabbrica di cioccolato con tutta la famiglia, dentro la vecchia casetta.
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Un Messaggio Universale
C'è in questa storia scritta da Roald Dahl un messaggio di fondo che è ancora oggi molto attuale. Quella di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è una storia universale e non è un caso che funzioni sia nella versione del 1971 che in quella più recente di Burton. In fondo, la vicenda di questo imprenditore del cioccolato, solo e in cerca di qualcuno che impari ad amarlo come nessuno ha mai fatto, serve anche a suscitare una riflessione sui comportamenti di certi ragazzini e degli adulti che li accompagnano. Tutti i bambini sono condannati e sconfitti dai loro stessi difetti: Augustus dall'ingordigia, Violetta dalla presunzione, Veruca dai continui capricci, e Mike Tivù dalla superbia. L'unico a venir fuori indenne da tutto e tutti è Charlie che, ben consapevole di cosa voglia dire fare una vita di stenti rinunciare a qualcosa, è anche il solo a capire il vero valore di ciò che conta. Non è esente da critiche e da difetti neanche Wonka, convinto di poter dettare le regole del gioco in qualunque situazione.
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