Insalata Triestina da Taglio: Guida Completa alla Coltivazione

La cicoria da taglio, in particolare l'insalata triestina, rappresenta una scelta eccellente per l'orto domestico grazie alla sua facilità di coltivazione e alla produzione continua di foglie fresche. Questo articolo esplora in dettaglio le tecniche di coltivazione dell'insalata triestina da taglio, dalla semina alla raccolta, fornendo consigli utili per ottenere un raccolto abbondante e di qualità.

Introduzione alla Cicoria da Taglio Triestina

La cicoria da taglio (Cichorium intybus var. longifolia) appartiene alla famiglia delle Composite ed è strettamente imparentata con altre verdure a foglia come la lattuga romana, l'indivia liscia, il radicchio, le puntarelle e la scarola riccia. Tra le varie tipologie di cicoria da taglio, la triestina si distingue per il suo sapore dolce e la consistenza tenera delle foglie, rendendola particolarmente apprezzata per il consumo crudo in insalata. A differenza delle cicorie da cespo, le varietà da taglio producono foglie lunghe e dritte che vengono raccolte tagliando la pianta sopra il colletto, consentendo alla pianta di ricacciare e produrre nuove foglie.

Matteo Cereda, fondatore di Orto Da Coltivare, noto sito web e blog italiano sulla coltivazione biologica, sottolinea l'importanza della scelta di sementi non ibride, riproducibili e possibilmente biologiche per garantire la qualità e la sostenibilità della coltivazione.

Consigli di Coltivazione

Esposizione e Clima

Le cicorie gradiscono un'esposizione in pieno sole, ma tollerano la mezz'ombra nelle ore più calde delle giornate estive. La specie originaria del bacino del Mediterraneo, presenta numerose varietà con caratteristiche differenti ed è possibile avere cicoria fresca e saporita tutto l’anno utilizzando le caratteristiche proprie della varietà. Non presenta particolari problemi di crescita ed è molto rustica. E’ possibile avere ricacci in continuazione basta tagliare il cespo un pò più in alto.

Le cicorie hanno condizioni di crescita ottimali tra 15-20°C. Al di sotto dei 6°C la crescita si arresta. Le varietà tardive tollerano le temperature prossime a 0°C e le gelate fino a -3/-6°C, che rendono più dolci e croccanti le foglie. Temperature di 3-5°C o superiori ai 30°C, per più giorni, così come i forti sbalzi termici, possono indurre la prefioritura. La cicoria Zuccherina di Trieste preferisce climi miti e resiste bene al freddo, ma teme periodi di gelo e disgelo.

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Terreno

Le cicorie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono un pH tra 6-7. Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni. Attendere 3 anni prima di trapiantare le cicorie negli appezzamenti dove sono state coltivate in precedenza altre Composite.

Semina e Trapianto

Le sementi di Cicoria Zuccherina di Trieste di Bestprato sono state selezionate per darti delle piante rigogliose ricche di ortaggi sani e gustosi. La Cicoria Zuccherina di Trieste è una verdura da taglio che viene solitamente mangiata cruda in insalata dove può essere abbinata anche ad altri ortaggi.

I semi di cicoria da taglio si possono seminare quasi tutto l’anno, la coltivazione è indicata in vari mesi, esclusi i periodi a clima estremo (troppo freddi o troppo caldi). Si possono anche seminare in contenitori e trapiantare poi nell’orto le piantine.

Semina Diretta:

  • Epoca: La specie presenta numerose varietà con caratteristiche differenti ed è possibile avere cicoria fresca e saporita tutto l'anno utilizzando le caratteristiche proprie della varietà. Si consiglia di effettuare più semine a scalare e di varietà differenti.
  • Tecnica: Seminare direttamente nel terreno, in solchetti distanziati di 20-25 centimetri tra le file. La semina può essere fatta a buche (mantenere la distanza di 15 cm sulla fila) o a spaglio, spargendo dai 3 ai 5 grammi di seme per metro quadrato. Terminata la semina ricoprire i semi con un leggero strato di terriccio e annaffiare con un getto nebulizzato.
  • Profondità: Depositare a 1 cm di profondità.
  • Distanza: A distanza di circa 40 cm da fila a fila e 25 cm sulla fila, su terriccio umificato, un gruppo di semi.
  • Quantità di seme: La quantità di seme da impiegare per metro quadrato è di 6-8 grammi. SEMINA DIRETTA - QUANTITA' DI SEME PER 1.000 MQ gr. SEMINA DIRETTA - QUANTITA' DI SEME PER 1.000 MQ KG.
  • Luna: Luna crescente.
  • Impianto: 30×30 - 10/20 piante mq.

Trapianto:

  • Distanze: Il sesto consigliato è di 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file. Per le varietà più vigorose si disporranno i sesti più radi.
  • Tecnica: Le piantine in cubetto Orto Mio non si trapiantano in profondità, ma in superficie. Almeno 1/3 della zolletta di terriccio della piantina deve sporgere all’esterno dal suolo. Questa modalità contribuisce a prevenire le patologie alla base della pianta.
  • Scalarità e quantità: Per raccogliere radicchi freschi tutto l’anno, è preferibile metterli a dimora piccole quantità, ogni 10-15 giorni, piuttosto che in numeri maggiori ogni 30-40 giorni. Nei trapianti di fine stagione invece si abbonderà, perché grazie alle varietà autunnali e invernali, nei mesi freddi i radicchi matureranno in maniera scalare nel tempo.
  • Epoca: Le varietà più tolleranti a pre fioritura, si possono mettere a dimora già a fine inverno (protette), per la raccolta primaverile. Il trapianto estivo è quello più importante per la raccolta autunno invernale. L’epoca di trapianto, per la raccolta autunno-invernale è da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord (le varietà tardive tra fine agosto e i primi di settembre) e agosto-settembre al sud (le varietà tardive da metà a fine settembre). Nelle aree di alta collina e montagna i trapianti si effettuano tra aprile (protetti) e la fine di luglio. In pianura i trapianti precocissimi e quelli da maggio a luglio sono i più critici per la salita a fiore; in questo periodo sono trapiantabili solo le varietà più tolleranti. Il periodo migliore per il trapianto delle puntarelle va da metà agosto ai primi di settembre.
  • Varietà: Per un raccolto prolungato e scalare nel tempo è consigliabile mettere a dimora prima le varietà precoci, con più trapianti, distanziati di 15 giorni e alla fine del periodo suggerito, quelle tardive, utilizzando contemporaneamente più varietà, con differente ciclo di maturazione, per raccogliere dall’autunno a fine inverno.
  • Protezione: Dopo il trapianto, riparare le piantine con TNT bianco, per 30-40 giorni in marzo e 10-20 giorni in aprile. In estate utilizzare un qualsiasi materiale ombreggiante o TNT, per 5-7 giorni. Il TNT è molto utile nelle zone ventose, per ridurre lo stress da trapianto, dove si appoggia su archetti, per 7-10 giorni.

Concimazione

Le cicorie richiedono concimazioni moderate, povere di azoto. Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico (in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda), oppure un concime NPK ricco in potassio (es. 2-1-3). Nel corso della coltivazione, in caso di partenza stentata, si potrà intervenire nuovamente, dopo 2 settimane, con modeste quantità di borlanda, agrogel o stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane. Per le varietà tardive, sono consigliati fertilizzanti poveri in azoto e ricchi in potassio (K), sospendendo gli apporti un mese prima del raccolto. Gli eccessi di azoto, fanno vegetare troppo le piante, rendendole più sensibili ai patogeni ed agli stress stagionali. Alla semina a terra, in vaso o in semenzaio e nelle operazioni di rinvaso, mescolare al terriccio un concime granulare organico pellettato specifico per orto o aromatiche. A pianta adulta concimare una o due volte all'anno sempre con lo stesso concime specifico per orto e aromatiche.

Irrigazione

Le cicorie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga. Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno dovrà essere asciutto in superficie, prima di un nuovo intervento. In autunno di norma non richiedono annaffiature, salvo apporti moderati in caso di stagione siccitosa. Gli eccessi idrici favoriscono i marciumi basali e le patologie fogliari. Bagnare in maniera regolare mantenendo sempre umido il terreno. Aumentare le irrigazioni nei periodi di siccità. A parte in fase di germinazione, irrigate sempre per scorrimento-infiltrazione laterale per scongiurare l’insorgere di possibili marciumi.

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Cure Colturali

  • Cimatura al trapianto: Nel periodo estivo, le piantine, si avvantaggiano della cimatura delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza. Ridurrà lo stress di attecchimento, limitando la disidratazione delle piante ed evitando che, con le prime irrigazioni, le foglie restino appiccicate al terreno.
  • Sarchiatura: La sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità. L’operazione si effettua ogni 15-20 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate. È opportuno ripeterla dopo le precipitazioni, quando il suolo si è asciugato e nelle zone dove si evidenziassero ristagni. Le cicorie da taglio temono la concorrenza delle erbacce infestanti più di quelle da cespo, perché crescono meno sui lati. Per questo motivo è opportuno tenere pulita la parcella dove le si coltiva e sarchiare periodicamente anche per arieggiare la terra. Dopo la semina, prima della emergenza delle piantine, mantenere pulito il terreno dalle erbe infestanti che rischiano di sottrarre luce e nutrimento alle insalate; utilizzare un sarchiello, uno strumento manuale con tre denti incurvati. La pulizia dalle infestanti va continuata anche per tutto il periodo di crescita delle insalate.
  • Protezione dal freddo e dal sole: Nei trapianti primaverili di marzo e aprile, le cicorie si giovano della protezione con nylon fino a metà marzo e con TNT, fino a metà aprile. Nei trapianti estivi, il TNT è utile per una settimana circa. In previsione delle prime gelate in prossimità della raccolta, la protezione con TNT è consigliata per le varietà precoci e autunnali, per prolungarne l’utilizzo, mentre quelle invernali ne hanno benefici in caso di gelo prolungato. Le foglie più esterne verranno danneggiate ma il cuore verrà salvaguardato.

Difesa Biologica dai Parassiti

Le piante da orto vanno trattate con attenzione usando solo prodotti naturali. Le cicorie da taglio temono la concorrenza delle erbacce infestanti più di quelle da cespo, perché crescono meno sui lati.

  • Afidi: Le lumache e gli afidi sono i problemi più frequenti per le insalate, le prime si possono limitare con raccolta manuale e trappole di birra, abbiamo anche scritto un articolo su come difendersi dalle limacce con metodi naturali. Per gli afidi che colpiscono soprattutto in autunno invece conviene eliminare tutte le foglie, in modo che la pianta ricresca in primavera. Le infestazioni di afidi si possono prevenire applicando i macerati naturali, come quello d’ortica e d’aglio. In caso di una forte presenza di afidi, conviene tagliare tutto a zero ed effettuare un abbondante lavaggio della base delle piante con sapone molle potassico specifico per l’agricoltura.
  • Limacce: Le lumache e gli afidi sono i problemi più frequenti per le insalate, le prime si possono limitare con raccolta manuale e trappole di birra, abbiamo anche scritto un articolo su come difendersi dalle limacce con metodi naturali. Le limacce sono ghiotte di cicorino, perciò è facile una loro presenza sulle piante, soprattutto in primavera e autunno. Per evitare di vedere completamente mangiate le nostre cicorie da taglio è opportuno dunque, spargere lungo l’area di coltivazione della cenere di legna, che funge da repellente. Un’alternativa è la preparazione delle trappole con la birra, dove le limacce andranno a finire in modo inesorabile.

Raccolta

I tempi di maturazione: per sapere approssimativamente quando saranno pronti i radicchi, basterà aggiungere alla data di trapianto i giorni necessari per la raccolta, indicati nelle confezioni delle piantine. Temperature anomale o situazioni di stress potrebbero far ritardare o anticipare, anche significativamente, i tempi di maturazione rispetto al normale ciclo della varietà coltivata (indicato nel packaging).

Segnali di maturazione: i radicchi “auto chiudenti” come i Chioggia, Lusia, Verona, Pan di zucchero, Treviso precoce, Castelfranco precoce, ecc., non necessitano di forzature, sono pronti quando il cuore è pieno e sodo. Potrà essere più o meno compatto a seconda della varietà (ad esempio il Rosa e la Capotta non hanno palle piene) e del clima. Solo se qualche cespo di una varietà non è ancora chiuso e le piante della stessa partita sono state raccolte da giorni, si potrà procedere con la legatura dei cespi aperti (succede normalmente con il trevigiano precoce). Il Trevigiano tardivo, Rosa Isontina e Castelfranco tardivo, si utilizzano dopo il processo di forzatura, che ne valorizza al massimo la qualità, rendendoli più dolci e teneri. Le piante ben sviluppate, tra novembre e febbraio, sono riparate con TNT e legate in campo oppure raccolte, per completare la maturazione in ambiente protetto e buio

Come raccogliere: i radicchi pronti si raccolgono tagliandoli alla base con un coltello. Le radici rimaste nel suolo, possono emettere piccoli ricacci, che non possono formare nuovi cespi, ma solo qualche foglia; volendo, si possono utilizzare cotte. Per le varietà che richiedono la forzatura, se è predisposta in ambiente riparato, le piante sono raccolte con la vanga, conservando 15 cm di radice, per poi procedere con il processo d’imbiancamento.

La tenuta in campo: bisogna affrettarsi se insorgono marciumi e qualora i cespi iniziassero ad aprirsi. Con temperature ambientali elevate, la durata in campo dei radicchi maturi è più limitata, mentre con le basse temperature molte varietà resistono per settimane in campo.

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Forzatura e imbianchimento: alcuni radicchi, come il Trevigiano tardivo, il Castelfranco, la Rosa Isontina, prima del consumo, si giovano di pratiche che ne migliorano la qualità:

Forzatura in campo: si lega con una corda la parte terminale delle foglie, tra novembre e febbraio. La raccolta si effettua dopo 2-3 settimane dalla legatura.

Forzatura dopo la raccolta: le piante mature si raccolgono con le radici (tagliate a 15 cm) e si dispongono in cassette in verticale, a file, piantate in uno strato di terriccio e sabbia umida, che ricopra le radici fino a 1 cm dal colletto. Poi si mettono al buio, coprendo le foglie con paglia o cartone. Il substrato dovrà rimanere umido, irrigando ogni 3-5 giorni, senza bagnare le foglie.

Coltivazione in Vaso

La cicoria da taglio è perfetta per essere coltivata in vaso, nel nostro orto sul balcone. Sono da preferire i vasi lunghi e profondi, ovvero le fioriere tipo queste. La semina avviene con le stesse modalità viste per la coltivazione in pieno campo. Attenzione però all’irrigazione, che deve essere costante, ma moderata. Bisogna evitare che nel sottovaso resti dell’acqua stagnante. Per il terreno del vaso si può scegliere del buon terriccio specifico per piante da orto.

Il vantaggio di coltivare la cicoria da taglio in vaso è la minore presenza di erbe infestanti e quindi minore necessità di sarchiatura.

Varietà di Cicoria da Taglio

Esistono diverse varietà di cicorie da taglio, ognuna con caratteristiche specifiche:

  • Spadona (o cicorino): Caratterizzata da foglie strette e lanceolate, dal sapore amarognolo. Si consuma cruda, tagliata sottilissima.
  • Bianca di Milano: Con ampie foglie tenere e sottili, di colore verde tenue.
  • Triestina (o insalata dolce di Trieste): La più dolce tra le cicorie da taglio, con foglie tondeggianti e molto tenere, adatta al consumo crudo.

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