Il Panino Zingara: Una Storia Ischitana di Gusto e Tradizione

Un regalo culinario, condiviso nel ventunesimo secolo, che cela una storia affascinante e gustosa: la vera storia della Zingara, il famoso panino della movida ischitana. Un'icona gastronomica che ha superato i confini dell'isola e della Campania, conquistando palati in tutta Italia e all'estero.

La Zingara: Un'Esplosione di Sapori

La Zingara è un panino generoso, composto da due fette di pane cotto a legna o pellet, maionese all'interno e un ripieno stratificato di prosciutto crudo, fiordilatte, pomodoro insalatoso. La creazione viene poi schiacciata su una piastra rovente, girata più volte per far sciogliere il fiordilatte e per far impregnare la mollica di umori, grassi e profumi. Infine, le due fette vengono tagliate trasversalmente a metà, pronte per essere gustate con una birra fresca.

Nascita di un'Icona: L'Ispirazione Londinese di Nello Massa

Non tutti sanno che la Zingara è nata a Ischia Ponte, nella seconda metà degli anni '70, dalla mente creativa di Nello Massa, designer, scultore, artista e imprenditore ischitano. Nello Massa, un isolano talentuoso che possiede una qualità rara: l'understatement.

L'ispirazione per la Zingara nasce da un viaggio a Londra nel 1974: "Eravamo andati a Londra. Venice House si chiamava la casa dove avevamo fittato la stanza. Con un po’ di ritardo, mi accorsi che sotto casa c’era un pub e la cosa mi incuriosì. Un pomeriggio ci andai a bere una birra: rimasi sbalordito dall’enorme quantità di cose tipiche che c’erano lì dentro. Non avevo mai visto da vicino un vero pub inglese, e di tutti quegli oggetti e arredi tipici ero veramente un po’ invidioso! Venivo da Ischia, dove le tipicità e le tradizioni dai giovani non erano affatto apprezzate, specialmente in quel periodo. Parliamo del 1974, ci sentivamo inferiori a quelli del continente e perciò cercavamo di imitarli in tutto. Questo senso di assimilazione esogena ci faceva addirittura rifiutare tutte le tradizioni di questo stupendo microcosmo che è la nostra Ischia".

Dalla "Virgola" alla Zingara: Un'Evoluzione Culinaria

Nel 1977, Nello Massa decide di mettersi in proprio e apre un locale chiamato "La Virgola". Il ricordo del pub londinese lo aveva colpito nel profondo, così Nello decide di creare qualcosa di tipico ischitano. "Trasformai quei tre piccoli ambienti amorfi in uno spazio aggraziato: due ampi archi leggeri a sesto ribassato in sequenza crearono armonia e continuità. L’intonaco ad arriccio grosso a calce bianca era fantastico e le sedute in muratura a semicerchio con lunghi cuscini marcavano ancora di più l’idea dell’isola mediterranea. Le travi del soffitto furono tinte a noce e i tavoli e le panche in legno doppio, anche, e poi verniciate. Il retrobanco fu ricavato da un fianco di una enorme botte, e lo schienale a muro di una lunghissima panca fu realizzato da due basti di crine verde per muli (“stora ‘e ciuccio”). Il lavoro fu lungo e durò quattro mesi. “La virgola” lo chiamai, e piacque subito”.

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Per arricchire il menù, Nello e il suo staff iniziano a sperimentare nuovi sapori. "La sera tardi con il locale ancora aperto facevamo esperimenti per arricchire il menù, con prove in continuazione, e in una di quelle sere - tra il 10 e il 20 agosto del ’77 - fra un cozzetto e una piccola fetta di panello di Boccia, piastrammo, con l'aiuto di un coperchio ammaccato, del prosciutto crudo e del fiordilatte di Agerola. Il risultato? Niente male, e allora seduta stante aggiungemmo della maionese, una fetta di pomodoro da insalata e lo ripassammo sulla piastra. Fu un’esplosione di sapori, e così nacque lo “zingaro”, poi corretto in la “zingara”.

La Zingara Oggi: Un Viaggio tra i Sapori della Campania

La Zingara è diventata un simbolo della cucina campana, un panino gustoso e genuino che rappresenta l'amore per la tradizione e la creatività culinaria. Oggi, la Zingara si può trovare in molti locali della Campania, ognuno con la propria variante e interpretazione.

Oltre la Zingara: Un Itinerario di Sapori in Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana, con i suoi paesaggi mozzafiato e i suoi profumi inebrianti, offre un'esperienza gastronomica unica e indimenticabile. Oltre alla Zingara, è possibile scoprire una varietà di piatti e prodotti tipici che raccontano la storia e la cultura di questa terra.

  • Sensi Restaurant (Amalfi): Un ristorante elegante con una terrazza che offre una vista spettacolare sulla Costiera Amalfitana. Lo chef Alessandro Tormolino propone piatti che intrecciano i sapori autentici della costiera con le sue esperienze di crescita. Da provare la spigola preparata come una ceviche e gli ziti alla genovese di tonno de Al Convento.
  • Casa Torrente: Una tavola di accoglienza dove si incontrano la tradizione e l'innovazione. Pasquale e Gaetano Torrente offrono una cucina che è la somma delle loro esperienze e passioni.
  • Bluh Furore Grand Hotel (Furore): Un ristorante gourmet a picco su uno dei fiordi più belli d'Italia. Lo chef Vincenzo Russo valorizza i prodotti locali, biologici e a chilometro zero, grazie anche all'orto sintropico dell'hotel.
  • Oltremare (Maiori): Un ristorante elegante con una vista panoramica mozzafiato. Lo chef Alfonso Crisci propone percorsi gastronomici che giocano sui prodotti della terra e del mare, con particolare attenzione agli ortaggi e alle erbe spontanee.
  • Li Galli Restaurant (Positano): Un ristorante raffinato all'interno dell'Hotel Villa Franca. L'executive chef Savio Perna propone percorsi gastronomici che raccontano con creatività e rispetto i prodotti del territorio campano.
  • Ristorante del Casa Angelina (Praiano): Un ristorante con una terrazza panoramica che offre una vista incantevole sulla Costiera Amalfitana. Lo chef Leopoldo Elefante propone piatti creativi con tratti mediterranei, con particolare attenzione al pesce freschissimo e alle carni della zona.
  • Il Flauto di Pan (Ravello): Un ristorante all'interno della meravigliosa Villa Cimbrone. Lo chef Lorenzo Montoro dimostra limpidezza rara nel trattare la materia prima, proponendo piatti puliti, essenziali e soavi.
  • Volta del Fuenti: Ristorante con cucina gustosa e stagionale. Il menu Riflessioni aggiunge un tocco di creatività senza esagerare.
  • Caruso (Ravello): Lo chef Mimmo Di Raffaele propone una cucina di territorio destrutturata, prendendo ispirazione sia dalle materie prime di qualità che dalla vita di tutti i giorni.
  • Antichi Sapori (Tramonti): Lo chef Giuseppe Francese propone una cucina basata su prodotti locali, rivisitata in chiave più leggera con cotture semplici.

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