Biscotti della Fortuna: Storia, Significato e Curiosità di un Iconico Dolcetto

I biscotti della fortuna, croccanti e contenenti messaggi di auspicio, sono diventati un simbolo iconico, soprattutto nei ristoranti cinesi di tutto il mondo. Ma la loro storia, le loro origini e il loro significato culturale sono molto più complessi e affascinanti di quanto si possa immaginare. Questo articolo esplora le origini, il significato e le curiosità dietro questo dolcetto, sfatando alcuni miti comuni.

Un Viaggio Attraverso le Origini: Giappone o Cina?

Contrariamente alla credenza popolare, alimentata dalla sua ubiquità nei ristoranti cinesi all'estero, il biscotto della fortuna non è un'invenzione cinese. Le sue radici affondano, invece, nel Giappone del XIX secolo.

Alcuni storici ne fanno risalire le origini al Giappone del XIX secolo, citando come prova alcune illustrazioni di libri dell’epoca. In Giappone esistevano infatti dolcetti simili, chiamati “tsujiura senbei” (che significa “crackers della fortuna”) o “omikuji senbei” (“crackers della fortuna scritta”). Questi biscotti, più grandi rispetto alla versione moderna, erano inoltre preparati con impasti a base di sesamo e miso, molto diversi dal mix di vaniglia e burro utilizzato nella variante americana sviluppata nei primi anni del XX secolo.

Diverse fonti storiche e culinarie indicano che una forma embrionale del biscotto della fortuna esisteva in Giappone già all'inizio del Novecento. Dolci simili, come i "tsujiura senbei" (biscotti della fortuna) di Kyoto, presentavano già la caratteristica di contenere un bigliettino con una profezia o un motto. Questi biscotti, spesso preparati in modo artigianale, erano venduti nei templi e nei santuari, dove i visitatori cercavano auspici e divinazioni.

La famiglia Matsuhisa, che produce biscotti della fortuna da oltre 200 anni, ha sempre sostenuto l'origine giapponese del prodotto. I loro antenati preparavano e vendevano biscotti contenenti piccoli messaggi, un'usanza che si tramandava di generazione in generazione. Questi biscotti, pur non essendo identici a quelli che conosciamo oggi, rappresentano un chiaro precursore.

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L'Emigrazione e l'Adattamento Culturale

Come, allora, il biscotto della fortuna è diventato un simbolo della cucina sino-americana? La risposta sta nell'emigrazione giapponese verso gli Stati Uniti all'inizio del XX secolo. Molti immigrati giapponesi, dopo aver lasciato il Giappone, si stabilirono in California e in altre parti della costa occidentale, aprendo ristoranti e attività commerciali.

In questi ristoranti, adattando le loro tradizioni culinarie ai gusti americani, iniziarono a servire biscotti simili ai "tsujiura senbei". Tuttavia, con la crescente popolarità della cucina cinese negli Stati Uniti, e complice anche la difficoltà di distinguere tra le due culture per molti americani, i biscotti della fortuna furono gradualmente associati ai ristoranti cinesi, diventando un elemento fisso del "menu sino-americano".

Un altro fattore che contribuì a questa trasformazione fu la seconda guerra mondiale. Con l'internamento dei giapponesi americani, molti ristoranti giapponesi furono chiusi e sostituiti da ristoranti cinesi. Questi ultimi, per colmare il vuoto e per attrarre i clienti, adottarono il biscotto della fortuna, contribuendo a cementare la sua associazione con la cucina cinese.

L’origine precisa del biscotto della fortuna tuttavia è ancora oggetto di dibattito, ma ci sono figure chiave che spesso vengono associate alla sua introduzione negli Stati Uniti. Makoto Hagiwara, gestore del Giardino del tè giapponese nel Golden Gate Park di San Francisco, viene frequentemente accreditato per aver introdotto i biscotti della fortuna al pubblico americano intorno al 1914. Allo stesso modo, Seichi Kito, fondatore della pasticceria giapponese Fugestu-Do di Los Angeles, è ritenuto uno dei principali promotori di questi dolcetti, che iniziò a vendere accompagnati da “omikuji” (messaggi di fortuna) ai ristoranti cinesi di Los Angeles e San Francisco.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i biscotti della fortuna cominciarono poi a essere associati più alla cucina cinese-americana che a quella giapponese. È importante ricordare, infatti, che nello stesso periodo gli americani di origine giapponese furono costretti nei campi di internamento, il che contribuì a separare i biscotti della fortuna dalle loro origini giapponesi.

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La Ricetta: Ingredienti e Preparazione

La ricetta del biscotto della fortuna è relativamente semplice, anche se ottenere la forma e la consistenza perfetta richiede un po' di pratica. Gli ingredienti principali sono:

  • Farina
  • Zucchero
  • Albume d'uovo
  • Olio (o burro fuso)
  • Vaniglia (o altri aromi)
  • Acqua

La preparazione prevede la creazione di una pastella sottile che viene poi versata a cucchiaiate su una teglia. Dopo una breve cottura in forno, quando il biscotto è ancora caldo e malleabile, viene piegato attorno a un piccolo bigliettino contenente la "fortuna". La piegatura richiede rapidità e precisione per ottenere la caratteristica forma a mezzaluna.

Esistono diverse varianti della ricetta, con l'aggiunta di ingredienti come la cannella, il sesamo o il cioccolato. Alcune versioni più moderne prevedono anche l'utilizzo di coloranti alimentari per rendere i biscotti più accattivanti.

Questo dolce, composto da un biscottino dolce e croccante, preparato con farina, zucchero, vanillina e olio, oggi è uno dei simboli della cucina cinese nel mondo, ma in realtà ha origini nipponiche.

I Messaggi: Profezie, Consigli e Curiosità

Il cuore del biscotto della fortuna è, ovviamente, il messaggio che contiene. Questi messaggi possono variare ampiamente in stile e contenuto. Alcuni sono semplici proverbi o aforismi, altri offrono consigli pratici, mentre altri ancora si spingono a formulare previsioni sul futuro. Alcuni esempi comuni includono:

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  • "Un viaggio ti porterà fortuna."
  • "La pazienza è una virtù."
  • "Non aver paura di correre dei rischi."
  • "La tua creatività ti aprirà nuove porte."
  • "Un amico ti offrirà un aiuto inaspettato."

All'interno dei biscotti sono nascosti dei bigliettini, chiamate anche "fortune" che riportano proverbi, aforismi o anche numeri che le persone possono usare per "sfidare" la fortuna.

Negli ultimi anni, alcuni produttori hanno iniziato a includere messaggi più moderni e umoristici, spesso legati alla cultura pop o alle tendenze del momento. Alcuni biscotti della fortuna contengono persino numeri della lotteria, aggiungendo un ulteriore elemento di sorpresa ed eccitazione.

La creazione dei messaggi per i biscotti della fortuna è un'attività che richiede creatività e attenzione. I messaggi devono essere sufficientemente generici da essere applicabili a un'ampia gamma di persone e situazioni, ma allo stesso tempo devono essere stimolanti e incoraggianti.

Significato Culturale e Simbolismo

Al di là della sua origine controversa e della sua associazione con la cucina sino-americana, il biscotto della fortuna ha acquisito un significato culturale e un simbolismo propri. Rappresenta un momento di leggerezza e divertimento alla fine di un pasto, un'occasione per riflettere su se stessi e sul proprio futuro.

La sorpresa di scoprire il messaggio nascosto aggiunge un elemento di mistero e di eccitazione. Anche se la maggior parte delle persone non prende i messaggi troppo sul serio, molti li considerano un modo per ricevere un piccolo consiglio o un incoraggiamento inaspettato.

Il biscotto della fortuna, inoltre, può essere visto come un simbolo dell'incontro tra culture diverse. La sua storia, che intreccia elementi giapponesi, cinesi e americani, testimonia la capacità delle tradizioni culinarie di evolversi e adattarsi nel tempo, creando qualcosa di nuovo e unico.

Critiche e Controversie

Nonostante la sua popolarità, il biscotto della fortuna non è esente da critiche e controversie. Alcuni lo considerano un'appropriazione culturale, un'ulteriore prova della tendenza a banalizzare e commercializzare le tradizioni orientali. Altri lo vedono come un simbolo della "finta" cucina cinese, un'invenzione americana che non ha nulla a che vedere con la vera cucina cinese.

Inoltre, alcuni messaggi contenuti nei biscotti della fortuna sono stati criticati per essere banali, ripetitivi o addirittura offensivi. Alcune persone si sono lamentate del fatto che i messaggi promuovono stereotipi di genere o che offrono consigli non richiesti e potenzialmente dannosi.

Nonostante queste critiche, il biscotto della fortuna continua a essere un simbolo popolare e amato in tutto il mondo. La sua capacità di portare un sorriso e un momento di riflessione lo rende un elemento speciale e duraturo della cultura popolare.

Il Biscotto della Fortuna nel Mondo: Variazioni e Curiosità

La popolarità del biscotto della fortuna si è diffusa in tutto il mondo, dando origine a diverse varianti e curiosità. In alcuni paesi, i biscotti della fortuna sono preparati con ingredienti locali o con aromi diversi da quelli tradizionali. In altri, i messaggi sono tradotti in diverse lingue o adattati alla cultura locale.

In Giappone, ad esempio, esistono versioni del biscotto della fortuna chiamate "omikuji senbei", vendute nei templi e nei santuari. Questi biscotti contengono messaggi più tradizionali, legati alla religione e alla spiritualità.

In America Latina, alcuni biscotti della fortuna contengono messaggi in spagnolo o in portoghese, spesso con un tocco di umorismo locale. In Europa, alcuni ristoranti offrono biscotti della fortuna con messaggi personalizzati per occasioni speciali, come compleanni o anniversari.

Un'altra curiosità riguarda l'utilizzo dei biscotti della fortuna come strumento di marketing. Alcune aziende li utilizzano per promuovere i propri prodotti o servizi, includendo messaggi pubblicitari o codici sconto all'interno dei biscotti.

Il Futuro del Biscotto della Fortuna

Nonostante le critiche e le controversie, il biscotto della fortuna sembra destinato a rimanere un simbolo popolare e amato per molti anni a venire. La sua capacità di portare un sorriso e un momento di riflessione lo rende un elemento speciale e duraturo della cultura popolare.

Con l'evoluzione dei gusti e delle tendenze, è probabile che il biscotto della fortuna continui ad adattarsi e a reinventarsi. Potremmo vedere nuove varianti della ricetta, nuovi tipi di messaggi e nuove modalità di utilizzo.

La Ricostruzione della Storia dei Biscottini della Fortuna

La ricostruzione della storia dei biscottini della fortuna la dobbiamo a una ragazza che ha dedicato sei anni della sua vita a questi dolci, su cui ha voluto incentrare la sua tesi di laurea. L'autrice non conosceva i biscotti e scopre questa preparazione per la prima volta a New York, li ritrova poi in un viaggio a Kyoto con una veste diversa: biscotti più grandi e scuri di quelli americani, contenenti le "fortune", e chiamati tsujira senbei.

Le ricerche di Nakamachi la portano alla "Biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone" dove si imbatte nel "Moshiogusa Kinsei Kidan", un libro illustrato del 1878 in cui un apprendista panettiere sta facendo i "cracker della fortuna". Questi biscotti appaiono in Giappone 30 anni prima che gli immigrati nipponici in California pubblichino la loro prima pubblicità.

Purtroppo la storia "ufficiale" di questo prodotto è decisamente oscura fino alla Seconda guerra mondiale: a San Francisco ci sono decine di famiglie di origini giapponesi che rivendicano l'introduzione e la diffusione dei biscotti della fortuna in America. Tra questi ci sono anche personaggi influenti, come i discendenti di Makoto Hagiwara, l'immigrato che ha supervisionato la costruzione del Japanese Tea Garden all'interno del Golden Gate Park, il più antico parco pubblico a tema nipponico di tutti gli Stati Uniti.

Una delle "tradizioni" introdotte da Hagiwara nel 1890 è stata quella di servire biscotti della fortuna a tutti i visitatori del giardino. Quei dolcetti provengono dalla Benkyodo, una delle più antiche bakery giapponesi della città, una panetteria tutt'ora esistente e gestita dalla stessa famiglia che l'ha fondata, arrivata ormai alla quarta generazione.

Lo spartiacque della Seconda guerra mondiale non è un caso: la famiglia Benkyodo, come molte altre, durante il conflitto è stata internata e l'azienda è stata costretta a chiudere. Questa bakery in particolare ha riaperto solo nel 1951, ma lo stesso si potrebbe dire di molte aziende meno note: negli anni Cinquanta, complice anche l'imminente conflitto con la Corea, l'odio razziale verso gli asiatici in America è secondo solo a quello verso gli afroamericani.

Si tratta di un periodo molto cupo della loro storia, un periodo in cui il Giappone viene visto come grande nemico e la Cina come un'anomala compagna. I ristoranti giapponesi si sono trasformati in locali di chop suey, uno degli esempi migliori del sincretismo della cucina cino-americana.

Alla fine di questo pasto arriva la volta del biscottino della fortuna. Questa nuova pratica porta all'esplosione della "fortune cookies" mania: alla fine degli anni ’50 vengono prodotti 250 milioni di biscottini della fortuna ogni anno, tutti venduti quasi esclusivamente nei ristornati cinesi della West Coast. In questo periodo il prodotto diventa davvero "cinese" perché gli immigrati sfruttano la segregazione dei giapponesi e prendono in mano la produzione americana che diventa una loro prerogativa.

I Biscotti della Fortuna e la Cina

Chi cerca di far risalire il biscotto della fortuna alla Cina millenaria sbaglia. Durante la Dinastia Yuan i ribelli Ming si inviavano messaggi segreti nascosti all’interno dei dolcetti della luna, che vengono utilizzati per celebrare l’omonima festività. Lo stratagemma era stata concepito da Zhu Yuan Zhang (poi imperatore e fondatore della Dinastia Ming con il nome di Hong Wu) e dal suo consigliere Liu Bowen, ma dopo questo singolo episodio storico non è nata alcuna tradizione.

Nel 1989 i biscotti della fortuna sono stati importati per la prima volta ad Hong Kong e venduti con il nome “i veri biscotti della fortuna americani“. Wonton Food, uno dei più grandi produttori di biscotti della fortuna di New York, cercò di espandere la propria attività esportando i biscotti della fortuna in Cina, nel 1992, ma rinunciò dopo che i biscotti furono considerati “troppo americani”; molti cinesi ironicamente si sono poi chiesti perché mettere un biglietto di carta in un biscotto.

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