Cosa fare se hai mangiato troppo sushi: cause, rimedi e prevenzione

Il sushi, un piatto tradizionale giapponese sempre più popolare in tutto il mondo, può talvolta essere seguito da disturbi gastrointestinali, comunemente indicati come mal di stomaco. Comprendere le cause di questo malessere e conoscere i rimedi efficaci è fondamentale per godere appieno dell'esperienza culinaria senza spiacevoli conseguenze. Questo articolo si propone di analizzare in dettaglio le possibili cause del mal di stomaco post-sushi e di fornire una guida completa ai rimedi, spaziando dalla prevenzione alle soluzioni immediate.

Cos'è un'abbuffata?

Si definisce “abbuffata” un pasto abbondante oltre ogni misura, mangiato per soddisfare la gola, senza controllare la quantità. Ci sono diversi tipi di abbuffate:

  • Abbuffata conviviale: Una classica occasione da abbuffata è quando si esce a cena con gli amici e si rimane a lungo a tavola. In un clima conviviale si uniscono cibo e chiacchiere, in un alternarsi di pietanze, bevande alcoliche, dolci, caffè e ammazzacaffè. L’aggravante è che spesso succede di sera, proprio quando è ancor più difficile digerire pasti complessi.
  • Abbuffata domestica: La piccola abbuffata domestica avviene normalmente per molte persone a casa propria. Si rimane appositamente “leggeri” in pausa pranzo per lasciare ampio spazio a cene abbondanti. Anzi, alcune volte si salta addirittura il pranzo per fare il vero pasto di sera, dove ci si prende la rivincita sul digiuno giornaliero con una cena molto abbondante e ricca di sfizi.
  • Abbuffata emotiva: C’è poi chi, per tirarsi su di morale, in un colpo solo, si mangia un barattolo di cioccolata o una vaschetta intera di gelato.
  • Abbuffata da evento: L’abbuffata da festa, da matrimonio, da compleanno, da evento o da uscita del venerdì e del sabato sera. Non mancano le ricorrenze festive in cui si fanno vere e proprie maratone del cibo.

Cause Potenziali del Mal di Stomaco Dopo Aver Mangiato Sushi

Il mal di stomaco dopo aver mangiato sushi può derivare da una varietà di fattori, che vanno dalla qualità e freschezza degli ingredienti alla sensibilità individuale. Esploriamo le cause più comuni:

1. Infezioni Alimentari (Intossicazione Alimentare)

Questa è una delle cause più serie e potenzialmente pericolose. Il pesce crudo, ingrediente chiave del sushi, può essere contaminato da batteri come la Salmonella, il Vibrio (in particolare Vibrio parahaemolyticus e Vibrio vulnificus) o il Clostridium botulinum, soprattutto se non conservato o preparato correttamente. I sintomi di un'infezione alimentare possono includere nausea, vomito, diarrea, crampi addominali e febbre. La rapidità di insorgenza dei sintomi varia a seconda del tipo di batterio coinvolto.

La presenza di Anisakis, un parassita nematode, è un'altra preoccupazione legata al consumo di pesce crudo. Forti dolori addominali, nausea e vomito. Se abbiamo consumato pesce crudo o poco cotto all’origine dei disturbi potrebbe esserci l’anisakiosi. Si tratta di un’infezione del tratto gastrointestinale causata, appunto, dall’ingestione di prodotti ittici crudi o cotti non a sufficienza contenenti larve di anisakis, un verme parassita. L'anisakiasi si manifesta con forti dolori addominali, nausea e vomito entro poche ore dall'ingestione del pesce contaminato. Se non vengono espulse entro le 48 ore successive, le larve del parassita possono penetrare nella mucosa gastrica causando un forte dolore addominale, accompagnato da nausea e vomito. Nei casi più gravi l’infezione provocata dall’anisakis può portare a un’ostruzione dell’intestino tenue. La legge impone l'abbattimento termico (congelamento a -20°C per almeno 24 ore) del pesce destinato al consumo crudo per uccidere il parassita, ma non sempre questa procedura viene eseguita correttamente.

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2. Sindrome sgombroide

Il pesce è uno degli alimenti chiave di ogni dieta che si rispetti, come facciamo a sapere se è sicuro, in particolare se lo consumiamo crudo? A Milano, per esempio, è allarme mal di sushi: così è stato soprannominata la sindrome sgombroide dal personale medico e infermieristico dei reparti di pronto soccorso della città. I casi rilevati negli ultimi mesi sono più di 40 e derivano tutti dal consumo di tonno e altro pesce azzurro mal conservato. A essere sotto accusa, tuttavia, non sono solo i sempre più diffusi ristoranti giapponesi dove l'all you can eat è di casa, ma anche bar e ristoranti italiani, dove si serve tonno crudo o scottato.

Alcune specie di pesce, come il tonno, lo sgombro e il pesce spada, possono contenere elevate quantità di istamina se non conservate correttamente. L'istamina è un composto che si forma quando i batteri degradano l'amminoacido istidina nel pesce. L'ingestione di pesce con alti livelli di istamina può causare la sindrome sgombroide, caratterizzata da sintomi simili a quelli di un'allergia alimentare, tra cui mal di testa, arrossamento cutaneo, prurito, nausea, vomito, diarrea e crampi addominali. A differenza di un'allergia, la sindrome sgombroide non coinvolge il sistema immunitario.

I sintomi più frequenti sono crampi addominali, nausea, vomito, diarrea, rush cutaneo, prurito, ma anche mal di testa, bruciore oculare e difficoltà respiratorie. Questi sintomi cominciano a manifestarsi subito dopo l’ingestione del pesce, da 30 minuti a 2 ore dopo il pasto.

3. Reazioni Allergiche

Le allergie alimentari sono una causa frequente di mal di stomaco. Il sushi contiene diversi ingredienti potenzialmente allergenici, tra cui pesce (tonno, salmone, sgombro), crostacei (gamberi, granchi), molluschi (vongole, ostriche), alghe (nori), soia (salsa di soia) e sesamo. Le reazioni allergiche possono variare da lievi (orticaria, prurito, gonfiore) a gravi (anafilassi, con difficoltà respiratorie e calo della pressione sanguigna). Anche l'aggiunta di maionese o altri condimenti può introdurre allergeni nascosti.

4. Sensibilità agli Ingredienti

Anche in assenza di allergie o intolleranze specifiche, alcune persone possono essere sensibili a determinati ingredienti del sushi. Ad esempio, il riso per sushi è spesso condito con aceto di riso, zucchero e sale, che possono irritare lo stomaco di individui particolarmente sensibili. L'alto contenuto di sale nella salsa di soia può causare ritenzione idrica e gonfiore addominale. Anche il consumo eccessivo di alghe nori può contribuire al mal di stomaco in alcune persone.

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5. Cattiva Digestione

La combinazione di pesce crudo, riso glutinoso e condimenti può essere difficile da digerire per alcune persone. La mancanza di enzimi digestivi specifici per il pesce crudo, unita alla fermentazione del riso nell'intestino, può causare gonfiore, gas e crampi addominali. Anche la velocità con cui si consuma il sushi può influire sulla digestione: mangiare troppo velocemente può sovraccaricare il sistema digestivo.

6. Contaminazione Crociata

La contaminazione crociata si verifica quando alimenti sicuri entrano in contatto con alimenti contaminati, trasferendo batteri o allergeni. In un ristorante di sushi, la contaminazione crociata può avvenire se gli stessi utensili o superfici vengono utilizzati per preparare sia il pesce crudo che altri ingredienti. Questo è particolarmente problematico per le persone con allergie alimentari, anche se l'allergene è presente in quantità minime.

7. Consumo Eccessivo

Anche se gli ingredienti sono freschi e di alta qualità, mangiare troppo sushi può causare mal di stomaco. Il sushi è un alimento relativamente denso, ricco di carboidrati e proteine. Un consumo eccessivo può sovraccaricare il sistema digestivo, causando gonfiore, gas e indigestione.

8. Igiene del Ristorante

Le pratiche igieniche del ristorante di sushi sono fondamentali per prevenire le infezioni alimentari. Un ristorante sporco o con personale che non segue le corrette procedure di igiene può aumentare il rischio di contaminazione batterica del cibo. È importante scegliere ristoranti con una buona reputazione e che rispettino gli standard di sicurezza alimentare.

Cosa Fare Immediatamente

  • Andare in Pronto Soccorso e riferire cosa si è mangiato.
  • È meglio rivolgersi a ristoranti di cui ci si fida, dove si è già mangiato prima, mentre sarebbe indicato evitare di consumare pesce acquistato da rivenditori che potrebbero non aver rispettato le norme di sicurezza alimentare, come i venditori ambulanti.

Rimedi Efficaci per Alleviare il Mal di Stomaco

Fortunatamente, esistono diversi rimedi che possono aiutare ad alleviare il mal di stomaco dopo aver mangiato sushi. La scelta del rimedio più appropriato dipende dalla causa del malessere e dalla gravità dei sintomi.

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1. Rimedi Immediati

  • Riposo: Sdraiarsi e riposare può aiutare a calmare lo stomaco e ridurre la nausea.
  • Idratazione: Bere piccoli sorsi di acqua, brodo chiaro o tisane allo zenzero può aiutare a prevenire la disidratazione causata da vomito o diarrea.
  • Evitare Cibi Solidi: Per alcune ore, è meglio evitare cibi solidi e concentrarsi su liquidi leggeri per dare al sistema digestivo il tempo di riprendersi.
  • Farmaci da Banco: In caso di nausea o vomito, farmaci antiemetici da banco come il dimenidrinato (es. Xamamina) possono fornire sollievo. Per il dolore addominale, farmaci antidolorifici come il paracetamolo (es. Tachipirina) possono essere utili, ma è importante evitare l'ibuprofene (es. Brufen) o altri FANS, che possono irritare ulteriormente lo stomaco.
  • L'eventuale trattamento in caso di grave intossicazione prevede l'impiego di antistaminici.

2. Rimedi Naturali

  • Zenzero: Lo zenzero è un rimedio naturale efficace per la nausea e il vomito. Può essere consumato fresco, in tisana o in capsule.
  • Menta Piperita: La menta piperita ha proprietà antispasmodiche e può aiutare a ridurre i crampi addominali. Può essere consumata in tisana o in olio essenziale (diluito e applicato esternamente sull'addome).
  • Camomilla: La camomilla ha proprietà calmanti e può aiutare a ridurre l'infiammazione dello stomaco. Può essere consumata in tisana.
  • Carbone Attivo: Il carbone attivo può aiutare ad assorbire le tossine nell'intestino e a ridurre il gonfiore e il gas. È importante bere molta acqua quando si assume carbone attivo per prevenire la stipsi.

3. Rimedi a Lungo Termine

  • Probiotici: I probiotici sono batteri benefici che possono aiutare a ripristinare l'equilibrio della flora intestinale. Possono essere assunti sotto forma di integratori o consumati attraverso alimenti fermentati come yogurt o kefir.
  • Dieta Leggera: Dopo un episodio di mal di stomaco, è importante seguire una dieta leggera e facilmente digeribile per alcuni giorni. Evitare cibi grassi, fritti, piccanti e ricchi di fibre.
  • Identificare gli Allergeni: Se si sospetta un'allergia alimentare, è importante consultare un allergologo per effettuare test specifici e identificare gli allergeni responsabili.
  • Consultare un Medico: Se i sintomi persistono per più di 24 ore o sono particolarmente gravi (febbre alta, vomito persistente, diarrea con sangue), è importante consultare un medico per escludere cause più serie e ricevere un trattamento adeguato.
  • In caso di sospetta anisakiosi, è necessario rivolgersi al medico. Per individuare l’anisakis si utilizza l’endoscopio, un dispositivo a fibre ottiche che permette allo specialista di esaminare l’interno dello stomaco. Un’estremità dell’endoscopio è dotata di una piccola pinza meccanica che può essere usata per rimuovere il parassita. Un’altra soluzione per individuare l’anisakis è la radiografia. Se il verme si è annidato nelle pareti dell’apparato digerente, potrebbe essere necessario rimuoverlo con un intervento chirurgico.

Prevenzione del Mal di Stomaco Dopo il Sushi

La prevenzione è la chiave per evitare il mal di stomaco dopo aver mangiato sushi. Ecco alcuni consigli utili:

  • Scegliere Ristoranti Affidabili: Optare per ristoranti con una buona reputazione e che rispettino gli standard di sicurezza alimentare. Verificare che il ristorante abbia licenze e certificazioni appropriate.
  • Verificare la Freschezza del Pesce: Il pesce crudo deve essere fresco, con un odore gradevole e un aspetto brillante. Evitare il pesce con un odore sgradevole o un aspetto opaco.
  • Informarsi sulla Provenienza del Pesce: Chiedere al ristorante informazioni sulla provenienza del pesce e sulle procedure di conservazione e preparazione.
  • Moderare il Consumo: Evitare di mangiare troppo sushi in una sola volta. Mangiare lentamente e masticare bene il cibo per facilitare la digestione. Il consumatore di sushi si riconosce soprattutto nella definizione di “pianificatore” perché sa riconoscere la giusta quantità per non esagerare.
  • Comunicare le Allergie: Informare il personale del ristorante di eventuali allergie alimentari prima di ordinare. Verificare che gli ingredienti utilizzati siano sicuri per la propria dieta.
  • Evitare il Sushi Durante la Gravidanza: Le donne in gravidanza dovrebbero evitare il consumo di pesce crudo a causa del rischio di infezioni alimentari.
  • Prestare Attenzione alla Salsa di Soia: La salsa di soia è spesso ricca di sodio. Utilizzare la salsa di soia a basso contenuto di sodio o limitarne l'uso.
  • A casa nostra, invece, possiamo fare molto: utilizzare borse termiche per il trasporto del pesce dal luogo di acquisto, evitare di ricongelare prodotti scongelati. Bisogna evitare di lasciare a lungo a temperatura ambiente pietanze a base di pesce e prodotti della pesca.
  • Prima di tutto “la catena del freddo”, che conserva il pesce dal mare alle nostre tavole, deve essere eseguita correttamente. Naturalmente sulla catena del freddo abbiamo poco potere di intervento.

Abbattimento del Pesce

Nel caso dell'anisakis, occorre che il pesce che sarà poi consumato crudo venga abbattuto, cioè sottoposto a temperature molto basse per un determinato numero di ore. L'abbattitore professionale deve assicurare il congelamento rapido dei prodotti della pesca: il rischio di sopravvivenza dei parassiti viene eliminato con il mantenimento dei prodotti della pesca da consumarsi crudi o praticamente crudi a - 20 ° C per almeno 24 ore, oppure -35° C per almeno 15 ore. E nel freezer di casa? Tanto meno basse sono le temperature raggiunte dal freezer, tanto più a lungo deve durare il congelamento: in ogni caso, meglio non rischiare, visto che i congelatori domestici raggiungono raramente temperature più basse di -10 °C.

L’esecuzione di adeguati controlli alimentari è dunque importante. Per scongiurare i rischi di anisakiosi molti Paesi obbligano per legge a congelare preventivamente il pesce destinato al consumo crudo, mediante il processo di abbattimento. Se invece si preferisce preparare il pesce a casa propria, per eliminare il rischio di anisakis è indispensabile cuocere o congelare il pesce a temperature adeguate per un tempo sufficientemente lungo, pari ad almeno 96 ore. Tra i congelatori domestici solo quelli a tre o quattro stelle sono in grado di raggiungere la temperatura richiesta. I congelatori a una o due stelle raggiungono temperature troppo basse. Per debellare il parassita non sono invece efficaci né la marinatura, né la salatura, né l’affumicatura. Quanto alla cottura, l'efficacia nella prevenzione dell'insorgenza dell'anisakiosi dipende dalla durata e dalla temperatura. In particolare, l'EFS (Autorità europea per la sicurezza alimentare) suggerisce di portare la parte più interna del pesce a una temperatura superiore a 60 °C per almeno un minuto. Per ottenere questo risultato è necessario cuocere il pesce per un tempo maggiore e a una temperatura più alta.

Per la conservazione del pesce nel frigorifero di casa è bene essere prudenti: il consiglio è di consumare il pesce fresco nelle 24 ore successive l'acquisto.

Considerazioni Aggiuntive

È importante ricordare che la suscettibilità al mal di stomaco dopo aver mangiato sushi varia da persona a persona. Alcune persone possono consumare sushi regolarmente senza problemi, mentre altre possono essere più sensibili. Fattori come l'età, lo stato di salute generale e la presenza di condizioni mediche preesistenti possono influenzare la reazione individuale al sushi.

Inoltre, è fondamentale distinguere tra un semplice mal di stomaco e una reazione allergica grave. I sintomi di un'allergia alimentare possono progredire rapidamente e mettere in pericolo la vita. Se si manifestano difficoltà respiratorie, gonfiore della lingua o della gola, vertigini o perdita di coscienza, è necessario chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

Infine, è consigliabile tenere un diario alimentare per monitorare le proprie reazioni al cibo e identificare eventuali alimenti scatenanti.

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