Graffe Napoletane: Ricetta Senza Patate, Ingredienti e Preparazione

Le graffe napoletane, o zeppole, sono un classico della pasticceria italiana, amate da grandi e piccini. Queste deliziose ciambelle fritte sono un must nei bar, nelle pasticcerie e nei panifici di tutta Italia, soprattutto durante il periodo di Carnevale. La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di patate nell'impasto, ma oggi vi presentiamo una versione altrettanto gustosa e soffice: le graffe napoletane senza patate. Scopriamo insieme gli ingredienti e il procedimento per preparare queste delizie a casa.

Introduzione

Le graffe napoletane sono ciambelle fritte, ideali per la colazione o la merenda, realizzate con un impasto lievitato a base di acqua, latte, lievito e farina. La versione senza patate è altrettanto apprezzata e permette di ottenere un risultato soffice e leggero. Questa ricetta è perfetta per chi desidera preparare delle graffe in modo semplice e veloce, senza rinunciare al gusto e alla tradizione.

Ingredienti

Per preparare le graffe napoletane senza patate, avrai bisogno dei seguenti ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 300 ml di acqua
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 2 uova
  • 8 g di lievito di birra fresco
  • Olio di semi di arachide per friggere
  • Zucchero semolato per la copertura
  • Scorza di limone o arancia grattugiata (q.b.)
  • Vaniglia (q.b.)

Preparazione

Ecco i passaggi per preparare le graffe napoletane senza patate:

  1. Preparazione del lievitino: Scaldare leggermente l’acqua fino a renderla tiepida e sciogliervi dentro il lievito di birra sbriciolato. Unire un cucchiaio di farina prelevato dal totale e mescolare con una forchetta. Lasciare riposare per circa 10 minuti.
  2. Preparazione dell'impasto: In una ciotola, mettere il lievitino preparato, la restante farina 00, il burro ammorbidito e lo zucchero. Impastare con le mani o con un'impastatrice per circa 10 minuti, fino a ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
  3. Lievitazione: Coprire la ciotola con l’impasto con un canovaccio pulito e lasciarlo lievitare per circa 2 ore, fino a che raddoppierà di volume.
  4. Formazione delle graffe: Riprendere l’impasto, sgonfiarlo con le mani e stenderlo su un piano da lavoro leggermente infarinato. Si possono utilizzare due metodi:
    • Metodo 1: Stendere l’impasto con il matterello e creare con un bicchiere tanti cerchi. Praticare un foro al centro, metterli su una teglia con carta forno e lasciarli riposare coperti da un canovaccio per circa 30 minuti.
    • Metodo 2: Tagliare dei pezzi di impasto lunghi e stretti e unirli alle due estremità formando delle ciambelle. Mettere tutte le ciambelle su una teglia con carta forno e lasciarle riposare per 30 minuti.
  5. Frittura: Scaldare abbondante olio di semi di arachidi e, quando sarà ben caldo, mettere a friggere una o due graffe alla volta, in modo che non abbassino eccessivamente la temperatura dell’olio. Friggere le graffe per circa 10 minuti, girandole da tutte e due le parti, poi scolarle su carta assorbente e passarle subito nello zucchero semolato.
  6. Cottura al forno (opzionale): Se si preferisce una versione più leggera, le graffe possono essere cotte al forno. Infornare in forno preriscaldato a 200° per 8-10 minuti. Quando sono ancora calde, spennellare con poco burro fuso e passarle subito nello zucchero semolato.

Consigli e Varianti

  • Lievito: È possibile sostituire il lievito di birra fresco con lievito di birra secco, utilizzandone 3 grammi.
  • Temperatura dell'acqua: La temperatura dell’acqua non deve essere troppo alta, altrimenti ucciderà il lievito, né troppo bassa, altrimenti non gli permetterà di agire.
  • Impastatrice: L’impasto può essere preparato anche con un’impastatrice, utilizzando il gancio.
  • Olio: Friggere sempre in abbondante olio di semi di arachidi, in quanto più olio si utilizza, meno ne assorbiranno i cibi.
  • Aromi: Per un aroma più intenso, si possono aggiungere scorza di limone o arancia grattugiata e un pizzico di vaniglia all'impasto.
  • Rum: Un goccio di rum nell'impasto può aiutare a far assorbire meno olio durante la frittura.
  • Farina Manitoba: L'aggiunta di una parte di farina Manitoba può rendere le graffe ancora più soffici.
  • Patate (opzionale): Se si utilizza solo farina 00, si può aggiungere all’impasto una patata lessa ridotta in purea (circa 100 grammi) per rendere l’impasto più soffice più a lungo.

Segreti per una frittura perfetta

Per ottenere delle graffe fritte perfette, è importante seguire alcuni accorgimenti:

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  • Temperatura dell'olio: L'olio deve essere bollente, tra i 160° e i 170°. Per verificare se l'olio è pronto, immergere un pezzettino di impasto: dovrà venire subito a galla, gonfiarsi e dorarsi leggermente in modo omogeneo senza scurirsi subito.
  • Quantità di graffe: Friggere poche ciambelle per volta (massimo 2) per evitare di abbassare la temperatura dell'olio.
  • Cottura uniforme: Durante la cottura, capovolgere le graffe due o tre volte per ottenere una cottura uniforme.
  • Scolatura: Scolarle su carta da cucina per eliminare l'olio in eccesso.
  • Zucchero: Passare le graffe nello zucchero semolato quando sono ancora calde, in modo che lo zucchero aderisca perfettamente alla superficie.

Conservazione

Le graffe senza patate si conservano per un giorno. Per mantenerle fresche, è consigliabile conservarle in un sacchetto alimentare di plastica. È possibile congelare le graffe dopo averle formate, prima della seconda lievitazione. In questo caso, appoggiarle su un vassoio rivestito di carta forno e metterle in congelatore. Una volta congelate e staccate tra di loro, inserirle nei sacchetti per congelatore. Quando si desidera consumarle, la sera prima, appoggiarle su una teglia e il giorno dopo saranno già scongelate e lievitate, pronte da friggere.

Graffe Napoletane: un dolce per ogni occasione

Le graffe napoletane senza patate sono perfette per ogni occasione: dalla colazione alla merenda, dalle feste di compleanno dei bambini al Carnevale. Sono un dolce semplice e gustoso, che porta allegria e tradizione in tavola. Prepararle in casa è un gesto d'amore verso chi le mangia, un modo per condividere un pezzo della nostra cultura e delle nostre radici.

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