La Giornata Mondiale della Pizza è un evento che unisce appassionati di pizza di tutto il mondo per celebrare uno dei piatti più iconici della cucina italiana. Ogni anno, il 17 gennaio, milioni di persone si riuniscono per onorare la pizza in tutte le sue forme, rendendo omaggio a questo piatto amatissimo, riconosciuto universalmente come simbolo dell’Italia. Le radici di questa celebrazione affondano nella storia e nella cultura napoletana, per poi espandersi globalmente, adattandosi a tradizioni e gusti diversi.
Le Origini Storiche della Pizza
Le radici della pizza risalgono all’antica Napoli, dove nel 1700 la pizza iniziò a prendere forma come la conosciamo oggi. In breve tempo, divenne un piatto popolare in tutta Italia e, successivamente, nel mondo. La pizza, specialità napoletana, è entrata a far parte del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, rappresentando un’arte ed è considerata l’espressione di un vero e proprio modello culturale, ovvero l'arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano.
In passato, fino agli anni 1924-25 circa, fornai e pizzaioli, il giorno 17 gennaio finivano di lavorare alle ore 12.00 per poter passare insieme alla famiglia le ore pomeridiane e serali, trovandosi poi tutti insieme per accendere un grande fuoco in onore di Sant’Antonio come ringraziamento.
La vera pizza, con l’impasto soffice e gustoso come la conosciamo oggi, nasce però nel Seicento: si tratta della “mastunicola”, ossia un disco di pasta con strutto, formaggio, basilico e pepe. Sarà ovviamente l’arrivo dalle Americhe del pomodoro ad aprire la strada alla pizza moderna, mentre ancora una volta ad un napoletano dobbiamo l’invenzione della pizza “per eccellenza”: la Margherita.
La Pizza Margherita: Un Omaggio alla Regina
Verso la fine dell’800, a Napoli venne creata la pizza margherita. Nella Pizzeria Sant’Anna di Palazzo, il proprietario, Raffaele Esposito, creò la pizza Margherita con i colori della bandiera italiana per omaggiare la Regina Margherita di Savoia. Infatti il condimento era composto da: pomodoro (rosso), mozzarella (bianca) e basilico (verde) in modo da riprendere i colori italiani. La Regina fu soddisfatta di questo piatto, e ringraziò pubblicamente l’autore, Raffaele Esposito. Da quel momento è nata la pizza Margherita così come la conosciamo ai giorni nostri.
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La Pizza: Un Simbolo di Convivialità e Cultura
La pizza è più di un semplice cibo: è un simbolo di convivialità, unione e cultura. Ogni regione d’Italia ha la propria versione, con ingredienti che variano a seconda della disponibilità e delle tradizioni locali. Nel 2017, l’arte del pizzaiolo napoletano è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Oggi la pizza è un fenomeno globale, con varianti che riflettono la creatività e le tradizioni gastronomiche locali.
La Diffusione Globale e le Sue Varianti
Fino ai primi anni del 1900 la pizza e le pizzerie rimasero una particolarità napoletana. Solamente successivamente si diffusero in tutto il territorio italiano. Gli italiani che successivamente emigrarono all'estero fecero l'ultimo passo, diffonderla in tutto il mondo! In Italia ci sono circa 127.000 aziende che vendono pizza sul territorio nazionale. Queste durante una sola giornata, producono 8 milioni circa di pizze! Questo business vale 15 miliardi all'anno e se, vengono conteggiate anche tutto ciò che è collegato alla pizza e alle pizzerie, si arriva ad una cifra di 30 miliardi di euro all'anno.
In tutto il mondo la pizza viene consumata ed apprezzata a tal punto che, in alcuni paesi, il consumo è più elevato che in Italia! Per esempio negli Stati Uniti vengono consumati annualmente 13 kg a testa circa mentre in Italia il consumo annuale, si aggira intorno agli 8 kg circa.
La pizza ha attraversato confini geografici e culturali, adattandosi a nuove realtà senza mai perdere la sua essenza. Negli Stati Uniti, è diventata un fenomeno di massa, trasformandosi in un simbolo della cultura pop con varianti come la pizza New York Style e la Deep Dish di Chicago.
Poiché la pizza è diffusa in tutto il mondo, esistono numerosissime varianti, legate alle abitudini alimentari e ai gusti dei diversi popoli. Basti pensare che a Hong Kong si serve pizza con carne di serpente e in Australia si possono trovare pizze con carne di canguro o con la cannabis. Dall’America del Nord deriva anche la pizza con l’ananas, o hawaiana, proposta per la prima volta da un pizzaiolo canadese nel 1962 e oggi diffusa in molti Paesi, ma odiata in Italia.
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Il Ruolo di Sant’Antonio Abate
In occasione della festa di Sant’Antonio Abate, protettore dei pizzaioli e dei fornai, il 17 gennaio si celebra la Giornata mondiale della pizza napoletana e l’Arte dei Pizzaioli Napoletani, quest’ultima dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Il World Pizza Day si festeggia il 17 gennaio, lo stesso giorno di sant’Antonio Abate. Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza napoletana, spiega: «Abbiamo recuperato una tradizione delle antiche famiglie delle pizzerie napoletane che, fino al 1924-1925, ogni 17 gennaio facevano mezza giornata di lavoro e poi se ne andavano in gita fuori porta in un ristorante che era a Capodimonte, Colli Aminei, e lì festeggiavano sant’Antonio accendendo un falò».
Sin dall’inizio del secolo scorso e fino a una cinquantina di anni fa, le famiglie dei pizzaioli napoletani erano solite chiudere le loro pizzerie in questa giornata per celebrare il loro santo protettore, sant’Antonio, il santo del fuoco, protettore dei fornai, attorno a un grande fuoco propiziatorio.
Il Legame tra Sant'Antonio e il Fuoco
Il legame tra sant’Antonio Abate e il fuoco è indissolubile. Secondo la leggenda un giorno il santo è andato in visita all’inferno, dove ha rubato una scintilla del fuoco eterno e l’ha nascosta nel cavo spugnoso del suo bastone. Poi, una volta tornato a rivedere le stelle, l’ha regalata agli uomini, che da quel giorno hanno cominciato a cuocere il cibo e a scaldarsi, uscendo dall’ancestrale povertà cavernicola. Anche per questo, non è una coincidenza che, per la vulgata comune, l’Herpez Zoster, virus che provoca una dolorosa e pruriginosa eruzione cutanea, sia conosciuto con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”, in quanto nell’antichità moltissimi pellegrini si recavano al cospetto del monaco per farsi curare, merito delle sue virtù taumaturgiche.
Tornando a Napoli, a quei tempi, non era difficile organizzarsi, perché tutti avevano vicino un forno a legna e accanto un’immagine del Santo, che ancora oggi è possibile trovare in alcune pizzerie storiche della città. Tra l’altro esiste un proverbio che recita: Chi festeggia sant’Antuono, tutto l’anno ‘o pass’ bbuon.
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La Pizza Sant'Antonio: Ingredienti Simbolici
Gli ingredienti della pizza sant'Antonio richiamano tutti gli attributi simbolici del patrono. Il rosso acceso del pomodoro, il gusto bruciante del peperoncino, la salsiccia o il salamino piccante, che garantiscono la presenza del maiale.
Come Celebrare la Giornata Mondiale della Pizza
La Giornata Mondiale della Pizza è un’occasione perfetta per celebrare uno dei piatti più amati al mondo.
La Giornata Mondiale della Pizza è stata istituita nel 1984 da un gruppo di pizzaioli napoletani con lo scopo di promuovere la pizza come simbolo della cultura e della cucina italiana in tutto il mondo. Da allora, la festa è diventata sempre più popolare e ogni anno vengono organizzate numerose attività per celebrare questa occasione, come degustazioni di pizza, corsi di cucina, mostre e concorsi di pizza.
Il 17 gennaio è un giorno che unisce fede, cultura e sapori. La Giornata Internazionale della Pizza è più di una semplice ricorrenza: è un modo per celebrare il lavoro dei pizzaioli, la magia del forno a legna e il valore di un patrimonio che appartiene non solo all’Italia ma al mondo intero. Quindi, che tu decida di gustarla in una pizzeria storica o di prepararla a casa, ricorda che ogni fetta racconta una storia.
Tecnologie e Innovazioni nella Preparazione della Pizza
La tecnologia ha portato innovazioni significative nel modo in cui prepariamo e cuociamo la pizza. Un esempio di queste innovazioni è il Fornetto Pizza Illillo. Questo pratico fornetto offre la possibilità di cuocere una pizza di qualità professionale direttamente a casa. Il Fornetto Pizza Illillo non è solo facile da usare, ma garantisce risultati eccellenti anche per chi non ha molta esperienza nella preparazione della pizza.
Ingredienti Essenziali e Ricette Facili
Per ottenere una pizza perfetta, è essenziale utilizzare ingredienti di qualità. La farina, il lievito e la mozzarella freschi sono fondamentali per una buona riuscita. Un errore comune è non rispettare i tempi di lievitazione o cuocere la pizza impiegando troppo tempo per la cottura.
Vuoi una ricetta facile? Ecco la base: farina, acqua, sale, lievito e un pizzico d’olio. Impasta, lascia lievitare e condisci a piacere.
Nuove Tendenze e Impasti Alternativi
Le nuove tendenze gastronomiche stanno esplorando la pizza con impasti alternativi come quello di farro o senza glutine, chetogenico o ancora impasti proteici o a basso indice glicemico e ingredienti innovativi come la mozzarella vegana.
La Pizza nel Contesto Economico Italiano
Secondo la Coldiretti, la pizza, con un fatturato di oltre 15 miliardi di euro all’anno, si conferma tesoro del Made in Italy e simbolo del successo della dieta mediterranea nel mondo. In Italia, stima la Coldiretti, si sfornano 2,7 miliardi di pizze all’anno che in termini di ingredienti significano durante tutto l’anno 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro.
Tendenze Attuali e Future della Pizza
Pizza day vuole essere un inno alla diversità e alla condivisione. Eventi in tutto il mondo celebreranno la pizza con degustazioni, workshop sull’arte della preparazione e conferenze dedicate alla sostenibilità alimentare. Il futuro della pizza, infatti, non può prescindere dal rispetto per l’ambiente. Sempre più pizzaioli stanno abbracciando pratiche sostenibili, utilizzando ingredienti biologici, riducendo gli sprechi e adottando metodi di produzione a basso impatto ambientale. Questa tendenza riflette un desiderio collettivo di preservare la terra e le risorse per le generazioni future.
Tra le frontiere di gusto e abbinamenti più discussi degli ultimi anni c’è sicuramente quello delle pizze dolci e dell’incontro tra la pizza e il cocktail che rappresenta oggi un modo innovativo e diversificato per esplorare nuovi sapori e creare esperienze gastronomiche differenti e competitive; senza dimenticare le interpretazioni con ingredienti e tradizioni locali. Dopotutto, quello, della pizza è un mercato che muove, secondo i dati analizzati da food delivery Just Eat, circa 5,12 milioni di chili ordinati solo nel 2024. Un dato impressionante, ma simbolo di un alimento considerato ancora una colonna portante della nostra tradizione gastronomica, legata soprattutto alla concezione che abbiamo di tempo libero.
Le Pizze Più Amate: Un Classico che Non Tramonta
Non è facile individuare i filoni di consumo portanti di un mercato che nel 2024 (dati Just Eat) in Italia è valso 14mila chili di consumo al giorno, con picchi nei fine settimana, per un totale di 5,12 milioni di chili venduti in tutto l’anno. Basti pensare che se mettessimo in fila tutte quelle pizze, sarebbero lunghe circa 6400 chilometri. Nonostante questo, alcuni capisaldi restano ben chiari. Tra le più amate, stando ai dati raccolti dalla piattaforma Deliveroo, che segnala un +20% di pizzerie affiliate nell’ultimo anno, le più richieste negli ordini restano tre grandi classici ovvero la Margherita, la Diavola e la Capricciosa.
Altre ricette simbolo degli anni ’90 e 2000 hanno avuto meno fortuna. Lo studio evidenzia, inoltre, che nel 2024 le pizze dolci hanno conquistato numerose basi sul campo con molte varianti, dalla più classica con crema di nocciole alle più creative.
“Le persone preferiscono mangiare le pizze che conoscono - sottolinea Valentino Tafuri - Solo il 10% si fida di fare un’esperienza del tutto nuova”. E quando ci si lancia, spesso ricerca comunque sapori già conosciuti al palato.