Il 17 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Torta, un'occasione per festeggiare questo dolce amato in tutto il mondo, simbolo di festa e condivisione. Ma qual è la storia di questa giornata e quali sono le origini della torta stessa? E come possiamo celebrare al meglio questa ricorrenza, magari con un focus sulle delizie italiane?
Storia e Origini della Giornata Mondiale della Torta
Era il 2015 quando un gruppo di amanti dei dolci da forno ha deciso che la torta meritasse una giornata speciale tutta per sé, ed è stato scelto il 17 Marzo. Istituita ufficialmente nel 2015 e dedicata a tutti i veri golosi, la giornata di giovedì 17 marzo è il World Baking Day, in italiano Giornata Mondiale delle Torte. Questa giornata è un invito a celebrare le torte in modo facile, divertente e alla portata di tutti. L'obiettivo è incoraggiare chi non si sente sicuro delle proprie abilità in cucina a cimentarsi nella preparazione di una torta.
La prima Giornata Internazionale della torta è stata celebrata il 20 luglio 2011 in nove paesi (Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldova, Azerbaigian, Georgia, Armenia, Israele e Stati Uniti). La celebrazione è stata lanciata all'insegna del motto “I Cake You”. A differenza della maggior parte delle feste gastronomiche informali che nascono nei paesi anglosassoni, in particolare negli Stati Uniti, l'International Cake Day è un'invenzione russa: la giornata è stata lanciata da “Kingdom of Love”, un progetto internazionale non commerciale specializzato in iniziative globali culturali, umanitarie e di pacificazione. Nelle intenzioni del team fondatore della Giornata internazionale della torta, la torta è un perfetto simbolo di amicizia, pace e condivisione tra paesi e nazioni.
Le Antiche Origini della Torta
Forse non tutti sanno che la torta ha origini antichissime. Già gli Antichi Egizi preparavano focacce dolci con miele e cereali. Durante il Medioevo, con l'arrivo dello zucchero in Europa, i dolci iniziarono a cambiare forma e sapore. Nel Rinascimento, tra Italia e Francia, la pasticceria divenne una vera e propria arte, con le prime torte farcite e decorate.
La torta è un dolce che esiste da sempre, in tutte le culture, amato da grandi e piccoli, perfetto tanto per sottolineare un’occasione importante, quanto per fare merenda o colazione.
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Un Viaggio Goloso tra le Torte Italiane
Il cibo è una parte importante della cultura Italiana e qui le torte sono molto amate. Le ricette tipiche sono talmente tante che contarle è impossibile. Un itinerario attraverso le torte Italiane non può non passare per la Campania, patria di dolci celebri come il babà e le sfogliatelle, ma anche della torta Caprese. Questo dolce, lo dice il suo stesso nome, è nato nella splendida isola di Capri ed è fatto di cioccolato, mandorle e uova.
Ecco un assaggio di alcune delle torte più rappresentative delle diverse regioni italiane:
- Torta della Nonna (Toscana): Semplice, genuina, squisita, se sei in Toscana non puoi proprio perdertela. È la Torta della Nonna, che secondo alcuni è originaria di Firenze, secondo altri di Arezzo. Ciò che conta però è il gusto inimitabile della pasta frolla che incontra la crema pasticciera.
- Ciaramicola (Umbria): Proseguiamo il nostro goloso viaggio in occasione della Giornata Mondiale delle Torte verso il cuore verde d’Italia, l’Umbria. Qui, secondo una ricetta antica, nel periodo di Pasqua si prepara la Ciaramicola, un dolce che all’interno è caratterizzato dal tipico colore rosso dovuto all’Alchermes.
- Pizza Dolce Abruzzese (Abruzzo): Cioccolato bianco e nero, caffè, mandorle e rum sono solo alcuni degli ingredienti che compongono la Pizza Dolce Abruzzese. Una torta davvero speciale, tradizionale e molto elaborata, che si prepara in occasione di occasioni speciali, come compleanni e i matrimoni.
- Riganella (Calabria): In Calabria, durante la Pasqua, si prepara la Riganella, come dolce monoporzione, ma anche come torta. È ricca di aromi e sapori, grazie alla sapiente combinazione di uva passa, mandorle, noci, limone, origano e liquori.
- Cassata Siciliana (Sicilia): Spostiamoci in Sicilia, adesso, dove nasce la celebre cassata. Dolce, colorata, a base di pan di Spagna, ricotta di pecora e zucchero. In effetti non ci sarebbe bisogno di aspettare la Giornata Mondiale delle Torte per conoscerla, poiché è tra le torte italiane più note al mondo. Prepararla richiede un po’ di tempo, ma non è difficile. La parte più divertente? È la decorazione. La cassata siciliana è un dolce ricco e decorato, che testimonia il passaggio delle culture che hanno dominato l’isola e il contributo di genialità che in tempi diversi hanno perfezionato questa ricetta. Composta da pan di Spagna, ricotta di pecora zuccherata, canditi e glassa, ha origini arabe, quando un pastore mescolò ricotta e miele. Inizialmente avvolta in pasta frolla e cotta al forno, nel periodo normanno fu arricchita con la pasta martorana (a base di mandorle), creata dalle suore del Convento della Martorana a Palermo. Nel XIX secolo, il pasticcere Salvatore Gulì perfezionò la ricetta, aggiungendo la zuccata (zucchine candite). Anche se inizialmente dedicata alla Pasqua, oggi la cassata si mangia e si prepara tutto l’anno, per fortuna.
- Torta de Arrescottu (Sardegna): Il nostro viaggio, per forza di cose ben lontano dall’essere completo, non sarebbe lo stesso senza una tappa in Sardegna, con le sue spiagge da sogno, la sua antica cultura e anche la sua Torta de Arrescottu, cioè torta di ricotta. Si prepara secondo la tradizione in modo semplice, con zucchero e ricotta di pecora, ma ne esistono tantissime varianti che arricchiscono l’impasto con pinoli, uva passa, mandorle e così via.
- Gubana (Friuli-Venezia Giulia): La gubana è la tipica torta friulana, nata nelle Valli del Natisone e a Cividale del Friuli. La sua origine è antica e si distingue per la sua forma a chiocciola compatta, ottenuta arrotolando un impasto di pasta lievitata intorno a un ricco ripieno di frutta secca, miele, liquori e spezie. Tradizionalmente, la gubana è composta da metà ripieno e metà impasto e per questo motivo è considerata una torta opulenta e saporita. Le prime testimonianze scritte sulla gubana risalgono al Rinascimento, quando era servita nei banchetti nobiliari. Il nome stesso sembra derivare dallo sloveno "guba", che significa "piega", a richiamare la caratteristica forma arrotolata. Ne esistono diverse varianti che cambiano principalmente negli ingredienti del ripieno, a seconda dei gusti e della ricetta di famiglia.
- Torta di Nocciole (Piemonte): Dici torta di nocciole e pensi subito alle colline delle Langhe, terra di pregiate nocciole. Le origini di questa torta vanno ricercate nelle case dei contadini, quando le nocciole, abbondanti nella zona, venivano utilizzate in cucina, soprattutto nei periodi in cui la farina di grano era meno disponibile. La ricetta tradizionale prevede pochi ingredienti: nocciole tostate e tritate, zucchero, uova e burro, con varianti che includono miele, cioccolato o liquori. Questo dolce, privo di creme o farciture, era particolarmente apprezzato durante la vendemmia perché nutriente e facilmente conservabile.
- Torta delle Rose (Lombardia): La torta delle rose è un dolce di origine rinascimentale, nato nel 1490 alla corte dei Gonzaga. Secondo la tradizione, il cuoco ferrarese Cristofaro di Messisbugo la creò per celebrare le nozze di Isabella d’Este con Francesco II Gonzaga. La forma della torta, composta da rotoli di pasta lievitata che ricordano boccioli di rose che insieme formano un bouquet, era un omaggio alla bellezza della sposa. Questo dolce, soffice e burroso, divenne un simbolo della gastronomia mantovana, ma la sua origine è contesa anche tra Brescia e la zona del lago di Garda, dove esistono varianti tramandate di generazione in generazione. La versione classica prevede una lunga lievitazione, con zucchero e burro nell’impasto, ma può essere arricchita con crema di nocciole o gocce di cioccolato.
- Torta Tenerina (Emilia-Romagna): Un’altra nobildonna è protagonista della storia della torta tipica di Ferrara, la torta tenerina. Che in dialetto ferrarese si chiama anche “tacolenta”, termine che sta a indicare la sua consistenza morbida e cremosa. Particolarità di questa torta, infatti, è che il suo cuore rimane cremoso e umido, creando un contrasto perfetto con la sottile crosticina che si forma in superficie. La tenerina nasce nei primi anni del '900, in onore di Elena Petrovich del Montenegro, sposa di Re Vittorio Emanuele III. Elena era una donna colta e raffinata, molto amata dagli italiani per il suo spirito caritatevole e la sua dedizione alla famiglia reale.
- Torta Sbrisolona (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna): Non è per niente morbida invece la torta sbrisolona, specialità originaria di Mantova, ma profondamente radicata nella tradizione gastronomica anche del basso Veneto e dell’Emilia. A differenza delle classiche torte, questa si distingue per la sua consistenza croccante e irregolare, che non permette di tagliarla in fette nette ma deve essere spezzata con le mani. Il nome dichiara la sua peculiarità: "sbrisolona" in dialetto mantovano deriva da "brisa", che significa briciola. Le sue origini sono antiche ma nel tempo, è rimasta pressoché invariata e viene talvolta chiamata torta delle tre tazze, poiché nella versione classica le tre farine principali - grano tenero, mais e zucchero - erano presenti in quantità uguali. Torta Sbrisolona o Sbriciolata. Arriva dalla Lombardia, più precisamente da Mantova, una delle torte italiane più gustose e semplici da preparare. La sbrisolona, così chiamata per il suo caratteristico impasto che si sbriciola ad ogni boccone, ha recentemente ottenuto il riconoscimento P.A.T.
- Torta Russa (Veneto): Detta anche torta di Verona, è un dolce tipico della città ed è composto da un guscio di pasta sfoglia ripieno di un impasto tenero a base di mandorle, amaretti e uova. L’origine è incerta e ciò ne aumenta la portata della sua leggenda: alcune ipotesi fanno derivare il nome dalla sua forma che ricorda un colbacco, il tradizionale copricapo russo. Un’altra ipotesi, più romantica, racconta che un pasticcere veronese, innamorato di una ragazza russa conosciuta a Odessa, creò questo dolce in suo onore.
- Torta di Riso Bolognese (Emilia-Romagna): La torta di riso bolognese, chiamata anche torta degli addobbi, è un dolce tipico di Bologna che da secoli si mangia in città. Un tempo veniva preparata per la festa degli Addobbi, una celebrazione religiosa legata al Corpus Domini, quando si usava addobbare le case e le strade con drappi colorati, e le famiglie aprivano le porte e accoglievano i visitatori offrendo dolci e vino. Questa torta era ideale, perché si poteva mangiare con le mani, veniva servita tagliata in piccoli rombi (forma che conserva tutt’ora). La ricetta è semplice, fatta di ingredienti facilmente reperibili in dispensa, come il riso, le uova, i canditi.
- Parrozzo (Abruzzo): Pur essendo una tradizione abbastanza recente, il parrozzo è diventato una torta simbolo dell'Abruzzo. È nato negli anni ’20 dall'intuizione del pasticcere pescarese Luigi D’Amico. La sua idea fu di trasformare in versione dolce il "pan rozzo", un pane rustico dei pastori abruzzesi, preparato con farina di mais e cotto nel forno a legna e con la forma di una calotta semisferica. Per riprodurne l’aspetto e la consistenza, D’Amico usò uova per il colore giallo del granturco, farina di mandorle per richiamare la ruvidezza della crosta e cioccolato fondente per imitare la tipica bruciacchiatura della cottura a legna. Il risultato fu una torta inedita ma profondamente legata alla tradizione contadina. Con un'intuizione ancor più brillante, D’Amico chiese a un illustre amico d’infanzia, Gabriele D’Annunzio, di assaggiarlo. Il poeta, che viveva lontano dalla sua terra e soffriva di nostalgia, fu conquistato dal dolce che gli ricordava i sapori della giovinezza. Lo apprezzò così tanto da dedicargli un componimento in dialetto abruzzese, decretandone il successo.
- Pastiera Napoletana (Campania): Secondo una leggenda, fu creata in onore della sirena Partenope, che ricevette sette ingredienti simbolici dagli abitanti di Napoli, mescolandoli per dar vita al dolce. Un'altra teoria la collega ai riti primaverili dell’antica Roma in onore della dea Cerere, simbolo di fertilità e rinascita. Le prime versioni risalgono al Cinquecento, ma la ricetta attuale venne perfezionata nel Seicento dalle monache di San Gregorio Armeno. Nel 1634 Giambattista Basile la citò nella sua opera La gatta Cenerentola, mentre nel 1693 apparve la prima ricetta scritta. In origine era meno dolce e conteneva anche ingredienti salati come parmigiano e pepe, ma nell’Ottocento venne codificata nella versione moderna da Ippolito Cavalcanti. Oggi la pastiera, un tempo legata alla Pasqua, è apprezzata tutto l’anno. Sempre da Napoli arriva il dolce inconfondibile della Pasqua italiana. La pastiera napoletana è forse leggermente complicata da realizzare per chi è alle prime armi con la pasticceria, ma una vera e propria esplosione di gusto ad ogni morso che sarà ripagare la fatica delle innumerevoli preparazioni. Si realizza con pasta frolla, ricotta, grano cotto, zucchero, uova e latte.
- Tiramisù (Veneto/Friuli-Venezia Giulia): In questo tour dedicato alle torte, non può mancare un cenno al dessert italiano più amato e famoso: il Tiramisù. Di paternità contesa tra Veneto e Friuli- Venezia Giulia, il Tiramisù si compone di due strati che si alternano: savoiardi bagnati nel caffè e crema dolce al mascarpone. Una bontà che tutto il mondo ci invidia. Che sia in formato di dolce al cucchiaio o abbia le sembianze di una vera e propria torta, nei migliori dolci italiani a festeggiare questa Giornata Mondiale delle Torte, non può di certo mancare sua maestà il Tiramisù.
- Torta Paradiso (Lombardia/Veneto): Nonostante le sue origini siano piuttosto incerte - non si sa se la Torta paradiso sia tipica di Pavia oppure di Mantova - questo dolce è sicuramente da inserire tra l’elenco dei migliori dessert con una storia tutta italiana. Ha ottenuto riconoscimento P.A.T. e si realizza con uova, fecola, zucchero, burro, lievito, vaniglia e succo di limone.
- Torta Mimosa: È la preparazione tipica della Festa della Donna, ma anche uno dei dolci della tradizione italiana più amati.
Torte dal Mondo: Un Assaggio Internazionale
Oltre alle delizie italiane, il mondo è ricco di torte gustose e particolari. Ecco tre esempi:
- Victoria Sandwich Sponge Cake (Regno Unito): La Victoria Sandwich Sponge Cake è la una delle torte dal mondo che vogliamo celebrare oggi. La prima delle Naked Cake che avrebbero spopolato più di un centinaio di anni più tardi, deve il suo nome e la sua esistenza proprio a una regina che di nudo non voleva assolutamente sentir parlare - al punto di far coprire le gambe dei tavoli del palazzo perché - a suo parere - scandalosamente suggestive…è lei, la Regina Vittoria, monarca inglese e Imperatrice delle Indie dal 1837 al 1876. Nella pasticceria anglosassone, quando si parla di sponge cake si intende una torta morbida e ariosa (sponge vuol dire spugna) diffusasi in Europa tra il Settecento e l’Ottocento e che impiegava albumi montati a neve come agente lievitante. Oggi il termine è utilizzato per definire il pan di Spagna (fanno parte delle sponge cake torte come la Angel Cake e la Chiffon Cake). Questa torta soffice e semplice che vedeva due strati morbidi di pasta genovese (un impasto molto simile al Pan di Spagna), farciti con uno strato di confettura di lamponi e tanta panna montata, era la quintessenza del dessert servito all’ora del tè nel pomeriggio: un rito che gli inglesi devono all’inventiva della duchessa di Bedford, dama di compagnia della regina Vittoria, che sentiva un “buco” nello stomaco a quell’ora e non aveva voglia di aspettale la cena in tarda serata.
- Esponjado de Cafè (Colombia): L’esponjado de cafè è un tradizionale dolce colombiano, molto popolare, dalla consistenza di una mousse. Lo so, non è una torta vera e propria, ma viene usato anche per farcire una più tradizionale torta paradiso, classica o al cioccolato. Gli esponjado - letteralmente “soffice” - sono dolci al cucchiaio morbidissimi, solitamente preparati con albumi, panna montata, latte condensato (assai diffuso in Sudamerica al tempo della Seconda Guerra Mondiale) e, spesso, frutta come lulo (un frutto andino), curuba (banana passion fruit), arancia, lime, frutto della passione. La versione al caffè è elegante e dolce, leggera e ariosa. Una volta raffreddato e rassodato, l’esponjado al caffè può essere gustato come si usa in Colombia, in tazza, con una cucchiaiata di panna montata e scaglie di cioccolato.
- Key Lime Pie (Florida Keys, USA): Nelle Florida Keys - arcipelago nel Sud-Est degli Stati Uniti d’America - e in particolare nella zona di Key West, trova le sue radici la Key Lime Pie, meravigliosa torta agrumata, che si scopre declinata in molte varianti in tutto lo Stato: sembra essercene una per ogni palato. La Key Lime Pie è considerata oggi la torta ufficiale delle Florida Keys e quasi tutte le famiglie locali ne hanno una ricetta che, affermano, è l’unica, autentica versione. Base di Cracker Graham o pasta frolla? Panna montata sopra o meringa? O nessuna delle due? Ripieno cotto o crudo? L’unica cosa su cui sono d’accordo è che, in nessun caso, si dovrebbe mai aggiungere colorante alimentare verde: il ripieno di un’autentica Key Lime Pie è giallo chiaro e, tradizionalmente, contiene solo succo di lime, latte condensato zuccherato e tuorli. Una teoria sostiene che la torta è nata quando i pescatori di spugne locali - l’arcipelago fa parte di un’antica barriera corallina - abbiano inventato la torta nelle lunghe giornate in mare aperto, intorno al 1850. In barca non c’erano frigoriferi e tanto meno forni: aguzzando l’ingegno, sembra che i pescatori abbiano messo insieme il latte condensato con il succo dei lime dolci (tipici delle Keys) e i tuorli. L’acidità dell’agrume “cuoceva” la crema, che veniva messa su una base di cracker o biscotti sbriciolati amalgamati a burro. L’idea è che da questi pochi ingredienti sia nata la Key Lime Pie, di cui però appaiono ricette solo dopo il 1930.
Come Celebrare la Giornata Mondiale della Torta
Celebrare le torte è facile, divertente e alla portata di tutti. Chiunque può celebrare la Giornata Mondiale delle Torte semplicemente preparando una torta. La più amata o una ricetta appena inventata, elaboratissima o con pochi ingredienti base. Non hai un forno a portata di mano? Il modo migliore per celebrare la giornata mondiale della torta, che si festeggia il 17 marzo, è prepararne una. O perlomeno regalarsene una fetta.
Ecco alcune idee per festeggiare al meglio questa giornata:
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- Prepara una torta: Non hai un forno a portata di mano? Non importa! Esistono tantissime ricette di torte senza cottura, perfette per chi non ha tempo o non si sente sicuro con il forno.
- Organizza un ritrovo tra amici: Invita i tuoi amici a casa e chiedi a ognuno di portare la propria torta preferita. Sarà un'occasione per assaggiare nuove delizie e condividere la passione per i dolci.
- Partecipa a una degustazione di dolci: Molte pasticcerie e locali organizzano degustazioni di torte e dolci in occasione della Giornata Mondiale della Torta. È un'ottima occasione per scoprire nuovi sapori e conoscere i segreti dei maestri pasticceri.
- Regalati una fetta di torta: Se non hai tempo di preparare una torta o di partecipare a un evento, regalati semplicemente una fetta della tua torta preferita. È un piccolo gesto che può rendere la giornata più dolce.
- Condividi una torta: Una torta non si mangia mai da soli ed è simbolo di condivisione. È una, ma è anche tante: fette da spartire per godere insieme.
- Esplora le ricette: Per unirti ai festeggiamenti non hai bisogno di essere un esperto pasticciere, anzi, il bello di questa giornata sta proprio nella volontà di incoraggiare chi ancora non si sente sicuro delle proprie abilità, ad impugnare grembiule e cucchiaio e mettersi alla prova.
Il Significato Profondo della Torta
Non è solo questione di ricette, le torte accompagnano i momenti importanti della nostra vita: sia i grandi eventi, come i compleanni o matrimoni o festività, sia i piccoli momenti quotidiani quando ci ricaviamo uno spazio di dolcezza. Tutti sanno fare una torta e ognuno ha la sua preferita; di solito, le torte più amate sono anche le più semplici: fatte con ingredienti comuni come farina, uova, zucchero e burro, con preparazioni alla portata di chiunque. Non serve essere pasticceri esperti per prepararle e proprio questa loro accessibilità le rende ancora più speciali. E non importa che siano esteticamente belle o perfettamente decorate, ciò che conta è il sapore e ciò che rappresentano: nelle torte abita la dimensione in cui siamo contemporaneamente adulti e bambini.
Se nel privato di ognuno di noi, la torta preferita rappresenta quel legame speciale con la persona che ce l’ha preparata la prima volta, continua a prepararle o ci ha insegnato a farlo, nel sociale le torte sono un collante culturale e di identità, che tracciano tradizioni e usanze. Ogni torta, poi, ha la sua storia da raccontare.
Perché fare una torta con le proprie mani non è solo dare vita a qualcosa di buono da mangiare. È dimostrare agli altri il piacere di condividere e il volersi bene.
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