L'uovo di cioccolato è diventato un simbolo imprescindibile della Pasqua, amato da bambini e adulti. Ma come è nata questa tradizione e qual è la sua storia? Questo articolo esplora le origini dell'uovo di Pasqua, dalla sua simbologia antica alle moderne creazioni di cioccolato, con un focus particolare sulla gallina di cioccolato e il suo legame con la tradizione italiana.
Le Origini Antiche dell'Uovo come Simbolo
L'uovo, ben prima del cioccolato, era già un simbolo potente di rinascita e fertilità in molte culture antiche. Già 5.000 anni fa, gli antichi Persiani si scambiavano uova come segno di benvenuto alla primavera, celebrando il rinnovamento della natura e la fecondità. Egizi, Sumeri, Persiani, Greci e Cinesi celebravano l’usanza di donare uova dipinte o decorate come augurio di rinnovamento. Nell’antica Roma, all’inizio della primavera, si usava interrare uova nei campi per propiziare la fecondità della madre terra, sperando in abbondanti raccolti futuri. Plinio, in epoca romana, parla della tradizione di colorare di rosso le uova.
La simbologia dell’uovo è legata quindi alla rinascita ed alla fertilità. Regalare un uovo era un augurio di ogni bene e di rinascita per chi lo riceveva.
L'Uovo nella Tradizione Cristiana
La religione cristiana ha ripreso e riadattato diverse simbologie antecedenti, tra cui anche quelle legate alle uova. Infatti, il primo scambio di uova che ricordiamo in Occidente è avvenuto a Parigi nel 1176, quando il superiore dell’abbazia di St. Maur-des-Fossés offrì uova benedette alla tavola del re Luigi VII. La tradizione di decorare uova passò poi ai primi cristiani che pitturavano le uova di rosso, per ricordare il sangue di Cristo, e le decoravano con croci o altri simboli (una tradizione che dura ancora oggi nei paesi ortodossi e cristiano-orientali). Durante il Medioevo in alcune chiese per il periodo pasquale, a significare rinnovamento e risurrezione, c’era un uovo di struzzo appeso a un filo calato dal soffitto: un’immagine potente che ricordava ai fedeli la rinascita spirituale.
L'Uovo Decorato: Un'Espressione Artistica
A partire dal Medioevo, l'uovo come dono pasquale acquista sempre più importanza. Nei libri contabili di Edoardo I d'Inghilterra del XIV secolo, si trova traccia di spese per uova rivestite in foglia d'oro da donare come regalo di Pasqua. L'arte di decorare le uova si sviluppa in diverse culture, con stili e colori unici. In Grecia, le uova di gallina vengono colorate di rosso vivo. Nei paesi dell'Europa orientale, come la Polonia, si usa "scolpire" il guscio con uno spillo per creare decorazioni intricate, mentre in Russia sono comuni decorazioni in argento e oro commestibili.
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La Nascita dell'Uovo di Cioccolato
L'idea di creare uova pasquali di cioccolato viene spesso attribuita a Luigi XIV, il Re Sole. Si narra che il sovrano francese chiese al cioccolatiere della Reale Casa, Monsieur David Chaillou, di realizzare uova di cioccolato massiccio da regalare a parenti e amici. Potrebbe essere plausibile perché fu lui a concedere a David Chaillou - il primo “chocolatier” francese - il diritto esclusivo di vendere cioccolato a Parigi, che esercitò per trent’anni creando costosissimi biscotti e torte: presumibilmente anche a forma di uovo durante il periodo pasquale. Altri, invece, sostengono che l’idea provenga dall’America, donde peraltro la pianta del xocoatl, il cacao, è originaria. Di sicuro l’usanza è già attestata tra Germania e Francia ai primi dell’800.
François Louis Cailler fondò nel 1819 a Vevey il primo stabilimento svizzero per la produzione di cioccolato dove, grazie a un particolare macchinario, il cacao veniva trasformato in pasta manipolabile. Fu l’olandese Coenraad van Houte, figlio del celebre produttore Casparus van Houten, a coronare tra il 1825 e il 1828 gli innumerevoli tentativi compiuti dappertutto per separare i grassi (il burro) dalla polvere di cacao, con l’impiego di una pressa idraulica. Perfezionò inoltre il trattamento della massa di cacao con sale alcalino che ha preso il nome di dutching, per raffinare colore e sapore.
Tuttavia, le prime uova di cioccolato erano piene, dure da mangiare e ruvide.
Torino e la Tradizione Cioccolatiera Italiana
Benché i primi “prototipi” fossero stati allestiti già alla corte di Luigi XIV, l’uovo di Pasqua moderno fu un’idea di alcuni maestri cioccolatai torinesi all’inizio del ‘900. E non è un caso. Dopo la Scoperta dell’America e di quell’amarissima bevanda maya, fu proprio una spagnola, la duchessa di Caterina, moglie del duca Emanuele Filiberto di Savoia, a portare il cacao a Torino. Nella città piemontese, un secolo dopo, nascerà la prima cioccolateria d’Italia. E, nel 1806, nasceva il gianduia.
La genesi di questo dolce è stata ricostruita da Mario Marsero, storico delle industrie dolciarie piemontesi, nel libro Dolci delizie subalpine. Dopo i primi prototipi francesi, già nel 1725 la vedova Giambone, titolare di una bottega nell’attuale via Roma, ebbe l’idea di riempire i gusci vuoti delle uova di gallina con della cioccolata. Ma fu negli anni ’20 del XX secolo la Casa Sartorio di Torino brevettò un sistema per modellare con il cioccolato le forme vuote: “Gli stampi a cerniera chiusi e posti nella macchina, subiscono un movimento di rotazione e rivoluzione mediante il quale la pasta in essi contenuta si distende uniformemente su tutta la superficie interna. Dopo il raffreddamento le forme si tolgono intere, variandone lo spessore a seconda della quantità di pasta che si introduce negli stampi”, recitava già una pubblicazione del 1926.
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L'Invenzione della Sorpresa
L’introduzione della sorpresa avviene già nel 1925, dapprima animaletti in zucchero o confetti, poi regali sempre più costosi e preziosi. Per arrivare all’origine dell’idea dell’uovo con sorpresa, invece, dobbiamo spostarci un bel po’ più ad Est e raggiungere la corte dello zar Alessandro III di Russia. La storia racconta che lo zar Alessandro III commissionò all’orafo un uovo di Pasqua d’oro e pietre preziose per la zarina Marija. Il regalo ebbe un successo strepitoso e la tradizione si perpetuò con Nicola II che ogni anno richiese all’orafo due preziose uova, una per la madre ed un’altra per la zarina Aleksandra. Fabergé cesellò un uovo-matrioska che conteneva un tuorlo d’oro, all’interno del quale c’era una gallinella d’oro, dentro alla quale si trovavano due sorprese: una microscopica copia della corona imperiale e un rubino a forma d’uovo.
Michele Ferrero, nel 1974, ebbe l'intuizione di creare l'ovetto Kinder, ispirato proprio alla sorpresa contenuta nelle uova di Pasqua.
Fondente o al Latte?
Se a Natale abbiamo la sfida tra panettone e pandoro, a Pasqua la domanda è solo una: fondente o al latte? L’invenzione del cioccolato al latte si deve invece agli Svizzeri, che con la prima industrializzazione si buttarono a capofitto su questo prodotto scalzando i maestri cioccolatieri italiani e francesi. La risposta italiana, per, non si farà attendere. Va ricordato che le uova furono realizzate solamente in cioccolato fondente fino al 1905, quando i cioccolatieri svizzeri cominciarono a produrne di cioccolato al latte e il mercato esplose. Versioni ripiene di crema apparvero nel 1923.
La Gallina di Cioccolato: Un'Alternativa Golosa
Oltre alle uova, la gallina di cioccolato rappresenta un'altra deliziosa tradizione pasquale. La gallina di cioccolato Pasqua di Viganotti è creata con il cioccolato e l’amore per la tradizione dei nostri maîtres chocolatiers.
Ingredienti (esempio): Cacao in pasta, Zucchero, Latte intero in polvere, Burro di Cacao, Aromi (Vaniglia), Nocciole, Miele, Mandorle, Pistacchio, Glucosio, Aromi, Caffe. Emulsionante: Lecitina di Soia. Cacao minimo contenuto: 35%. Contiene: Latte, Lecitina di Soia.
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Un Consumo Consapevole
Nel rapporto annuale sulla salute del pianeta State of the World 2004, si consiglia assolutamente il cacao coltivato senza pesticidi, biologico (perché purtroppo in alcuni Paesi del Sud del mondo come pesticida si usa ancora il Lindane, parente del DDT), ed equo e solidale, con la più alta percentuale possibile di cacao.
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