Fegato Infarinato e Fritto: Un Classico della Cucina Italiana

Il fegato infarinato e fritto è un piatto tradizionale italiano, semplice da preparare ma ricco di sapore. Questa ricetta, tramandata di generazione in generazione, rappresenta un modo gustoso per apprezzare un ingrediente spesso sottovalutato, trasformandolo in una pietanza sfiziosa e invitante. La chiave del successo risiede nella freschezza del fegato e nella sua corretta preparazione, che ne esalta la tenerezza e contrasta il sapore ferroso tipico.

Ingredienti e Preparazione Preliminare

Per preparare un fegato infarinato e fritto a regola d'arte, è fondamentale partire dalla scelta degli ingredienti. Il fegato di vitello è preferibile per la sua delicatezza, ma si può utilizzare anche quello di maiale, purché sia di ottima qualità.

Il primo passo consiste nel preparare il fegato. Chiedete al macellaio di tagliare il fegato a fettine dello spessore di circa mezzo centimetro. Questa operazione è cruciale, poiché uno spessore uniforme garantisce una cottura omogenea. Una volta ottenute le fettine, è consigliabile tamponarle delicatamente con carta assorbente per eliminare l'eccesso di umidità. Questo accorgimento favorisce una migliore aderenza della panatura e una frittura più croccante.

La Panatura: Segreto per un Fritto Perfetto

La panatura è un elemento fondamentale per la buona riuscita del fegato fritto. Esistono diverse varianti, ma la versione classica prevede l'utilizzo di farina, uova e pangrattato.

Iniziate preparando tre piatti separati: uno con farina bianca, uno con uova sbattute con un pizzico di sale e pepe, e uno con pangrattato. Passatele nelle uova sbattute con un pizzico di sale e poi nel pangrattato pressando bene con il palmo delle mani in modo che aderisca bene.

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La Frittura: Un'Arte da Non Sottovalutare

La frittura è la fase più delicata della preparazione del fegato infarinato. Richiede attenzione e precisione per ottenere un risultato dorato e croccante all'esterno, ma tenero e succoso all'interno.

In un tegame lasciate fondere il burro e quando inizia a spumeggiare friggetevi le fettine per cinque minuti, la doratura deve essere leggera. È importante non sovraccaricare la padella, friggendo poche fettine alla volta per evitare di abbassare la temperatura dell'olio e compromettere la frittura.

Condimento e Servizio: Il Tocco Finale

Una volta fritto, il fegato infarinato va scolato accuratamente su carta assorbente per eliminare l'eccesso di olio. Questo passaggio è fondamentale per ottenere un piatto leggero e digeribile.

Disponetele sul piatto da portata, spruzzatele con il succo del limone nel quale avete sciolto un cucchiaio di zucchero. Il succo di limone, con la sua acidità, bilancia la grassezza del fritto e ne esalta il sapore.

Varianti e Consigli Utili

Esistono numerose varianti della ricetta del fegato infarinato e fritto, che si differenziano per gli ingredienti utilizzati nella panatura o per il tipo di condimento. Alcuni preferiscono aggiungere erbe aromatiche tritate al pangrattato, come prezzemolo, salvia o rosmarino, per conferire un aroma più intenso al piatto. Altri, invece, optano per una panatura più ricca, utilizzando formaggio grattugiato o frutta secca tritata.

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Per quanto riguarda il condimento, oltre al succo di limone, si possono utilizzare salse a base di aceto balsamico, senape o maionese. In alcune regioni d'Italia, è tradizione accompagnare il fegato fritto con cipolle caramellate o funghi trifolati.

Abbinamenti Gastronomici

Il fegato infarinato e fritto si abbina perfettamente a contorni semplici e leggeri, come insalata mista, patate lesse o verdure grigliate. Per quanto riguarda il vino, si consiglia un bianco secco e fruttato, come un Vermentino o un Sauvignon Blanc, che con la sua acidità contrasta la grassezza del piatto e ne esalta i sapori.

Considerazioni Nutrizionali

Il fegato è un alimento ricco di nutrienti, tra cui vitamine del gruppo B, ferro e proteine. Tuttavia, è anche ricco di colesterolo e purine, pertanto il suo consumo deve essere moderato, soprattutto per chi soffre di ipercolesterolemia o gotta.

La frittura, inoltre, aumenta l'apporto calorico del piatto, rendendolo meno adatto a chi segue una dieta ipocalorica. Per rendere la ricetta più leggera, si può optare per una cottura in forno o alla griglia, evitando l'aggiunta di grassi.

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