Eroi in Crisi: Un'analisi psicologica travestita da giallo

La serie "Eroi in Crisi" di Tom King e Clay Mann, pubblicata da DC Panini Comics, è un'opera che ha suscitato un ampio dibattito tra i lettori e la critica. La storia introduce una clinica speciale, il Rifugio, progettata per curare i traumi dei supereroi. Tuttavia, quando diversi pazienti vengono trovati morti, i sospetti ricadono su Booster Gold e Harley Quinn, innescando un'indagine che scava nel lato oscuro del supereroismo. L'opera è presentata come un'analisi psicologica travestita da giallo, un'esplorazione delle fragilità degli eroi che da sempre vediamo come semidivini, ma che in realtà sono molto più vicini a noi di quanto pensiamo.

Il Rifugio: Un Santuario Infranto

La trinità dell'universo DC, composta da Superman, Batman e Wonder Woman, ha creato il Rifugio come un luogo di calma, pace, introspezione e rinascita, dove gli eroi possono riprendersi dalle conseguenze delle loro azioni e dai drammi che li hanno sconvolti. Questo luogo segreto, nascosto al mondo, viene sconvolto da un massacro che coinvolge anche alcuni degli eroi più famosi. Superman, Batman e Wonder Woman si trovano a dover scoprire chi sia il responsabile dell'eccidio e a venire a patti con i propri demoni.

Il Rifugio, presentato come una vecchia fattoria dispersa in un paesaggio rurale, nasconde in realtà un sofisticato sistema di analisi robotizzato, progettato per garantire un totale anonimato e rimuovere ogni traccia di interazione, in modo da supportare psicologicamente gli eroi (e criminali) in momenti difficili e superare crisi da stress post-traumatico. Durante la serie, il lettore ha accesso alle registrazioni e all'intimità di personaggi spesso vittime dei loro talenti, attraverso una griglia di nove vignette che rivelano cosa si nasconde dietro le maschere.

Indagine e Misteri

Gli eventi diventano sempre più tragici, mentre molti dei segreti dietro il Rifugio vengono rivelati. Cosa ha convinto Superman, Wonder Woman e Batman a crearlo? E se l'ospedale funziona tramite un'intelligenza artificiale, chi o cosa è il cervello del Rifugio? Lentamente si svela un altro tassello del più grande mistero dell'intero universo DC.

I segreti dell'universo DC vengono hackerati, rivelando al mondo l'esistenza del Rifugio e diffondendo in internet i tormenti psicologici dei supereroi. Booster e Harley mettono da parte le loro "divergenze" per scoprire chi sia il responsabile del massacro avvenuto al Rifugio, mentre Batman e Flash continuano a investigare.

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La Crisi Psicologica degli Eroi

Tom King parte dal presupposto che nascere con - o acquisire - un superpotere non fa per forza di noi degli eroi. Quello non dipende dal fatto che tra le nostre abilità ci sia la capacità di volare o una pelle impenetrabile. La vera crisi che gli eroi affrontano è quella psicologica, dovuta agli eventi drammatici che si sono trovati ad affrontare. In Eroi in crisi l'autore racconta di personaggi imperfetti, ormai a crepe, quasi irriconoscibili rispetto alle loro origini. Quello che vogliono tutti è un attimo di respiro, di vita tranquilla e semplice.

L'opera affronta temi come l'ansia e la pressione che gravano sugli eroi, costretti a portare sulle proprie spalle il destino del mondo per decenni. Il fatto che la triade al centro di tutto l'universo DC abbia capito che ci fosse bisogno di una simile iniziativa come il Rifugio fa capire come l'atmosfera tra maschere e mantelli non sia proprio da Golden Age.

Stile Narrativo e Grafico

Tom King utilizza una struttura tipicamente da whodunit per analizzare la fragilità degli eroi, evitando il solito catastrofismo da kolossal e preferendogli una narrazione più intima. Anche se le vittime sono supereroi alla fine parliamo di un giallo investigativo basato su un pugno di personaggi e ancora meno location. Se la parte di analisi interiore raggiunge picchi davvero intensi, la narrazione non ingrana mai davvero e non ci sono momenti davvero memorabili. Quello di cui ci si ricorda di più sono le pagine di autoanalisi dei protagonisti, a testimonianza della bontà del lavoro fatto sulla loro psicologia in sede di sceneggiatura.

Il disegnatore Clay Mann viene chiamato a vestire il ruolo di novello Norman Rockwell del fumetto americano ed eccolo tratteggiare volti e corpi di una bellezza pura e rassicurante, mentre le sue vedute sono sempre ampie e ricche di una natura dolce e benevolente. I continui riferimenti a un'America rurale, materna e accogliente cozzano con i drammi della vicenda.

Accoglienza e Critiche

I fan più accaniti si sono dimostrati ottusi, incapaci di capire dove volesse andare a parare l'autore e assolutamente non in grado di decodificare quello che stavano leggendo. King è un grande scrittore, ma non ancora così consapevole per riuscire a scrivere una storia solida e di grande trasporto scendendo in profondità nella psiche di un gruppo di personaggi così cospicuo. Chi cercherà solo la prima non riuscirà a capirne che una minima parte della sua portata e della sua volontà di raccontare il presente.

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Quello che rimane sono gli amplissimi panorami di Mann e i personaggi che li animano, l'erba mossa dal vento mentre eroi in maschera che passano il tempo a salvarci per una volta devono pensare a loro stessi e a ricomporre i pezzi che li compongono.

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