L'erba amara, un tesoro nascosto della natura, è una pianta dalle molteplici virtù, apprezzata sia in ambito culinario che erboristico. Questo articolo esplora le sue proprietà benefiche, gli usi tradizionali e alcune deliziose ricette per riscoprire questo ingrediente dimenticato.
Identificazione e Varietà dell'Erba Amara
Conosciuta con diversi nomi a seconda della regione, tra cui erba madre, matricale, erba di San Pietro o tanaceto, l'erba amara appartiene principalmente a due generi: Tanacetum e Artemisia. Nel Veneto e in Lombardia, si identifica comunemente con Tanacetum parthenium, un'asteracea simile a una margherita dalle foglie amarognole. Un'altra varietà, l'erba di San Pietro (Tanacetum balsamita L), si distingue per il suo aroma che ricorda la menta.
Il tarassaco, noto anche come dente di leone (Taraxacum officinale), è un'altra erba amara ampiamente utilizzata e riconosciuta per le sue proprietà benefiche.
Nomi comuni del Tarassaco in diverse regioni italiane:
- Campania: Cicoria selvaggia
- Sicilia: Denti di liuni, erva di pirnici, tarassacu
- Puglia: Macogliola, zangune riestu
- Basilicata: Maroglia
- Emilia-Romagna: Catareina, lampiun, lumein, pessacan, pessalett, pissacan, radecc da purz, roeda ad S. Catareina, suffion, suffiun
- Lombardia: Dent de can, bofarella, caterinett, carr de fè, cicoria selvadega, buff, landar domestich, marenda, piumin, sicoria, uciù, zenzalion
- Veneto: Brusa oci, zicoria, radichio de can, radicio dal boton, pissacani
- Friuli: Arba, pisse cian, righessa, talate, tale
- Piemonte: Aciciola, arvirasol, denc ad’ can, denc at can, dent d’ lion, girasol, girasol dij pra, girasul, mur pursin, sciapa douje, sicoria servaja, viarsoù dij crin, vescarola, virasoul, zicoria salvadega
- Sardegna: Cicoria, gicoria burda, zangune riestu, zicoria burda
- Liguria: Dente de can, barba du Signu, capiran, engraissapuorch, insalatta da porchi, lacebre, lampionetti, lattusse, muccalume, muso d’ porch, piscialetto, radiciun, rosorella da bosco, sciuscion, sciuscium, testa da frate, ti me voe ben, ti me voe ma
- Toscana: Tarassaco, volarina, capo di frate, capo di monaco, dente di cane, dente di leone, grugno di porco, ingrassaporci, pisciacane, piscialletto, radicchiella, soffione, stella gialla, bambagia (il frutto)
- Abruzzo: Cassella, cicoria asinina
Proprietà e Benefici per la Salute
L'erba amara è ricca di proprietà benefiche, che la rendono un valido alleato per la salute.
Proprietà del Tanacetum parthenium
Questa varietà è nota per le sue proprietà utili nella cura di emicranie, febbre, dolori articolari e dismenorrea. In campo erboristico, viene impiegata nella produzione di detergenti, creme, shampoo, unguenti e dentifrici.
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Proprietà del Tarassaco
Il tarassaco è un'erba amara dalle proprietà diuretiche e depurative, che contribuisce a mantenere il fegato in salute. È un'ottima fonte di vitamine (C, K, A, E) e minerali (potassio, ferro, fosforo, rame, calcio, magnesio e sodio). Benefico per chi soffre di diabete, regola la glicemia. Contiene flavonoidi, acidi fenolici e sostanze amare come la tarassicina. Ha proprietà amaro-toniche, eupeptiche, coleretiche, colagoghe, depurative, diuretiche e blandamente lassative.
In sintesi, il tarassaco:
- Contiene inulina, utile per la flora microbiotica intestinale.
- Ha funzione depurativa e stimola l'intestino.
Proprietà generali delle erbe amare:
Le erbe amare stimolano le papille gustative, aumentando la produzione di saliva ricca di enzimi utili alla digestione degli amidi. Stimolano anche fegato, pancreas e cistifellea. Possiedono un effetto antiossidante, utile per contrastare i danni dei radicali liberi.
Usi Tradizionali
L'uso delle erbe amare ha radici antiche. Nell'antichità, il tarassaco era prescritto dalla medicina cinese per trattare polmonite, bronchite, sovrappeso, ulcere ed epatite, e per migliorare la pelle e la vista. I medici indiani lo consigliavano per problemi dentari e lesioni interne, mentre la medicina araba ne riconosceva le proprietà diuretiche.
Nella tradizione ebraica, le erbe amare sono utilizzate durante la Pesach per simboleggiare l'amarezza della schiavitù. Nelle tradizioni italiane, le erbe amare sono protagoniste di piatti primaverili come la torta pasqualina ligure.
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L'Erba Amara in Cucina: Ricette e Consigli
L'erba amara si presta a molteplici usi in cucina, offrendo un tocco di sapore unico e distintivo.
Utilizzo del Tanacetum parthenium
Le foglie di Tanacetum parthenium possono essere utilizzate per aromatizzare torte, frittate e frittelle, conferendo un sapore amarognolo.
Utilizzo del Tarassaco
Del tarassaco si utilizzano soprattutto le foglie e la radice. Le giovani foglie si possono consumare crude in insalate, in estratti e succhi verdi o essiccate. Si consumano cotte se risultano troppo fibrose e amare, in zuppe di verdure, per sformati, risotti o come semplice condimento. I boccioli possono essere messi sotto sale o sott'aceto e impiegati come i capperi. I fiori daranno colore alle vostre insalate selvatiche, agli antipasti o saranno semplici decorazioni per i vostri piatti. La radice si può consumare cruda o cotta, ricorda un po’ il sapore delle rape e di solito viene raccolta al secondo anno per essere tostata e utilizzata come sostituto del caffè, ma può essere anche unita alle foglie per prepararne una tisana.
Ricette
Torta all'Erba Amara (ricetta tradizionale di Sommacampagna):
- Ingredienti: uova, zucchero, latte, olio, sale, scorza di limone, lievito, farina, erba amara tritata.
- Preparazione: montare le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio e mescolare delicatamente. Unire il sale, la buccia e il succo del limone, la farina setacciata, l'erba madre tritata e il lievito fatto schiumare con un goccio di latte. Versare in uno stampo imburrato e cuocere in forno preriscaldato a 175 gradi per 35 minuti. Spolverare con zucchero a velo.
Frittelle di Maresina (Valdagno):
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- Ingredienti: pane raffermo ammollato nel latte (o riso stracotto), farina, uova, zucchero, sale, lievito, scorza di limone (o grappa), erba maresina tritata.
- Preparazione: si scioglie il pane nel latte (o si utilizza la crema di riso). Si aggiungono gli altri ingredienti e infine l'erba maresina tritata. Si lascia riposare la pastella e si frigge in olio caldo.
Succo di arancia e tarassaco: Un modo semplice e veloce per beneficiare delle proprietà del tarassaco è quello di aggiungerlo a un succo di frutta fresco.
Coltivazione dell'Erba Amara
L'erba amara è una pianta rustica e facile da coltivare, sia in giardino che in vaso.
Coltivazione del Tarassaco
Cresce bene in tutti i suoli prediligendo quelli freschi e ben drenati, con pH tra 6 e 7,5 e le sue radici riescono a penetrare anche nei suoli più compatti scompattandoli. La pianta si riproduce molto facilmente per seme germinando e vegetando tra i 16 e i 18 °C mentre la temperatura ottimale per la sua crescita deve essere quella mite caratteristica dei periodi autunno-invernali dei climi mediterranei che caratterizzano la penisola.
Potete raccogliere i semi in grande quantità già da tarda estate-inizio autunno, staccando i frutti dal soffione, rimuovendo i pappi, parte bianca piumosa, dagli acheni, cioè i frutti marroni, duri e secchi. Il tarassaco si coltiva a partire dai semi, che vanno inseriti, a gruppi di 10 non troppo coperti ma compattati premendoli al suolo, a una profondità di 0,5 cm mantenendo 15 cm tra ogni piantina e 30 cm tra le file. Si può seminare anche in un vaso riempito di terriccio, profondo almeno 20 cm, ai primi caldi primaverili, di solito tra marzo e giugno, per avere una fioritura da maggio a fine agosto.
L’esposizione può essere in pieno sole o meglio a mezz’ombra. Soprattutto se si vogliono foglie più grandi e tenere per il consumo fresco, è utile un riparo dai raggi del sole diretto e, se protrarrete la sua coltivazione per tutta l’estate, anche dalla calura estiva. Tende a disseminarsi molto. Innaffiare poco e spesso mantenendo il suolo umido, ma non inzuppato e durante la primavera e l’estate. Se il clima è molto caldo e secco, innaffiare in maniera abbondante e regolare, evitando però eccessi e ristagni idrici.
Coltivazione dell'Erba di San Pietro
Il terreno deve essere pulito e dissodato in profondità. Il trapianto si pratica a primavera, tra marzo e giugno, mantenendo una distanza di 20-30 cm tra le piante. Richiede zappettature e scerbature manuali per rimuovere le erbe spontanee. È adatta anche alla coltivazione in vaso su balconi e terrazze.