Come Usare il Lievito di Birra nei Dolci: Consigli e Ricette per Creazioni Soffici e Aromatiche

Il lievito è un ingrediente fondamentale nella preparazione di molti dolci. La sua funzione principale è quella di garantire la giusta consistenza e morbidezza, creando una struttura leggera e ariosa. Tuttavia, ci sono situazioni specifiche in cui l’uso del lievito nei dolci potrebbe non essere indicato. Andiamo a esplorare la sua importanza, i casi in cui sarebbe meglio evitarlo, le alternative valide e alcuni utili consigli per ottenere dolci perfetti.

L'Importanza del Lievito nei Dolci

Il lievito è un agente lievitante che agisce attraverso un processo chimico di fermentazione. Quando il lievito viene mescolato agli ingredienti umidi, inizia a produrre anidride carbonica, la quale crea bolle d’aria all’interno dell’impasto. Questo processo è cruciale per ottenere dolci soffici e ben lievitati, come torte, muffin e pan di spagna. Senza il lievito, i dolci tenderebbero a risultare densi e pesanti, compromettendo la loro piacevolezza al palato.

Inoltre, ci sono diversi tipi di lievito, tra cui il lievito di birra e il lievito chimico, ciascuno con specifiche applicazioni. Comprendere il ruolo del lievito nei dolci è fondamentale per ottenere i migliori risultati in pasticceria. Tuttavia, alcune circostanze possono richiedere di considerare il suo uso o meno.

Quando Evitare l'Uso del Lievito nei Dolci

Ci sono diverse situazioni in cui si dovrebbe prendere in considerazione quando evitare il lievito. Ad esempio, per le persone con intolleranza al glutine o per chi segue un regime alimentare privo di sollevanti, l’utilizzo del lievito può rappresentare un problema. Anche in ricette specifiche, come i biscotti o alcune torte, l’aggiunta di lievito potrebbe dare risultati indesiderati, portando a una consistenza poco gradevole.

Inoltre, il lievito può influenzare il sapore del dolce finale. In alcune preparazioni delicate, come le cheesecake o i dolci a base di frutta, l’uso del lievito può coprire i sapori principali e alterare l’equilibrio dei gusti. La scelta di non includere lievito permette di esaltare gli ingredienti di qualità e di ottenere un risultato più equilibrato e armonico.

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Alternative Valide al Lievito

Fortunatamente, ci sono molte alternative al lievito che possono essere utilizzate per ottenere dolci belli e soffici. Una delle opzioni più comuni è il bicarbonato di sodio, che può essere usato in combinazione con un acido, come il succo di limone o l’aceto. Questa combinazione produce anidride carbonica, simile al lievito, ma tende a conferire un sapore più raffinato.

Altre alternative includono l’uso di albumi montati a neve, che, grazie alla loro struttura aerata, possono aiutare i dolci a lievitare naturalmente. Inoltre, le ricette di dolci senza lievito, come alcune preparazioni mediterranee a base di farina di mandorle, offre risultati sorprendenti e deliziosi, mantenendo il dolce umido e saporito.

Consigli Utili per Dolci Perfetti Senza Lievito

Per chi desidera cimentarsi nella preparazione di dolci senza lievito, ci sono alcuni fondamentali consigli per dolci che possono aiutare a ottenere eccellenti risultati. In primo luogo, è essenziale prestare attenzione alla scelta degli ingredienti. Optare per farine di buona qualità, zuccheri naturali e ingredienti freschi permetterà di ottenere un sapore autentico e ricco.

Inoltre, la corretta misurazione degli ingredienti è cruciale. L’equilibrio tra umidi e secchi deve essere ben calibrato per garantire una giusta consistenza. Un altro suggerimento utile riguarda la temperatura degli ingredienti: lavorare con ingredienti a temperatura ambiente facilita una migliore amalgama e lievitazione. Per finire, la pazienza è una virtù importante in cucina. Lasciare riposare l’impasto per alcune ore, se la ricetta lo consente, può migliorare notevolmente il sapore e la consistenza del dolce.

Il Lievito di Birra: Un Ingrediente Chiave per Dolci Soffici e Aromatici

Il lievito di birra, un ingrediente spesso sottovalutato, è la chiave per sbloccare un mondo di sapori e consistenze nei vostri dolci fatti in casa. Dimenticate i dolci asciutti e insipidi; con la giusta conoscenza e tecnica, il lievito di birra vi permetterà di creare capolavori di pasticceria, sofficissimi e aromatici, capaci di competere con le migliori creazioni professionali. Questa guida vi accompagnerà attraverso tutti gli aspetti cruciali dell'utilizzo del lievito di birra nei dolci, dalla scelta del tipo giusto alla sua conservazione ottimale, fornendovi gli strumenti per padroneggiare l'arte della lievitazione naturale.

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Cos'è il Lievito di Birra e Perché è Importante nei Dolci

Il lievito di birra è un insieme di microrganismi unicellulari, principalmente Saccharomyces cerevisiae, capaci di trasformare gli zuccheri in anidride carbonica e alcol attraverso un processo chiamato fermentazione. Nei dolci, l'anidride carbonica prodotta crea delle bolle all'interno dell'impasto, rendendolo soffice e voluminoso. A differenza del lievito chimico, che agisce immediatamente, il lievito di birra richiede tempo per fermentare, sviluppando aromi complessi e un gusto caratteristico che arricchisce il prodotto finale. Questa lievitazione più lenta contribuisce anche a una migliore digeribilità del dolce, rendendolo più leggero e piacevole da consumare. É la scelta ideale se desideri aromatizzare il pane o la birra, conferendogli profumo intenso e sapore deciso.

La Scienza Dietro la Lievitazione: Un Approccio Dettagliato

Per comprendere appieno l'importanza del lievito di birra, è essenziale analizzare il meccanismo biochimico alla base della lievitazione. Il Saccharomyces cerevisiae, in presenza di zuccheri (glucosio, fruttosio, saccarosio, ecc.) e in un ambiente umido e tiepido, attiva una serie di enzimi che catalizzano la scomposizione degli zuccheri. Questo processo produce anidride carbonica (CO2) e alcol etilico (etanolo). L'anidride carbonica, intrappolata nella maglia glutinica dell'impasto (formata dalle proteine della farina), crea delle bolle che fanno aumentare il volume dell'impasto. L'etanolo, invece, evapora durante la cottura, contribuendo allo sviluppo degli aromi complessi del dolce.

È importante notare che la temperatura gioca un ruolo cruciale in questo processo. Temperature troppo basse rallentano l'attività del lievito, mentre temperature troppo alte possono ucciderlo. La temperatura ideale per la lievitazione varia a seconda del tipo di lievito e della ricetta, ma generalmente si aggira tra i 25°C e i 30°C.

Lievito di Birra Fresco vs. Lievito di Birra Secco: Quale Scegliere?

Il lievito di birra è disponibile in due forme principali: fresco e secco (attivo e istantaneo). Entrambi derivano dallo stesso ceppo di Saccharomyces cerevisiae, ma differiscono per contenuto di umidità, modalità di conservazione e tempi di attivazione.

  • Lievito di Birra Fresco: Si presenta come un panetto compatto e umido. È considerato da molti pasticceri il lievito di birra "tradizionale" e offre un aroma più intenso e un risultato finale più soffice. Tuttavia, ha una durata limitata (circa 2-3 settimane in frigorifero) e richiede un'attivazione preventiva in acqua tiepida con un pizzico di zucchero. E’ venduto quasi sempre in panetti da 25 g ciascuno. Lo si trova nei banchi frigo dei supermercati e va conservato fino alla data di scadenza in frigorifero.
  • Lievito di Birra Secco Attivo: Si presenta in granuli disidratati. Ha una durata maggiore rispetto al lievito fresco (fino a un anno se conservato correttamente in un luogo fresco e asciutto) e richiede anch'esso un'attivazione preventiva in acqua tiepida. Disidratazione: questa tipologia di lievito è disidratato e si presenta in forma di piccoli granuli secchi. Attivazione: prima di utilizzare il lievito secco attivo, è necessario appunto attivarlo, miscelandolo con acqua tiepida e zucchero.
  • Lievito di Birra Secco Istantaneo: È la forma più pratica e veloce. Non richiede attivazione preventiva e può essere aggiunto direttamente agli ingredienti secchi della ricetta. Ha una durata simile al lievito secco attivo. Il lievito di birra secco o disidratato è venduto in comode bustine da 7 g ciascuna. Questa quantità corrisponde a 25 g di lievito di birra fresco e la conversione è presto fatta.Essendo privo di acqua si mantiene per periodi più lunghi di quello fresco e riponendolo direttamente in dispensa.

Analisi Comparativa Approfondita: Vantaggi e Svantaggi

Per fare una scelta informata, è utile confrontare i diversi tipi di lievito di birra in base a criteri specifici:

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CaratteristicaLievito di Birra FrescoLievito di Birra Secco AttivoLievito di Birra Secco Istantaneo
AromaIntenso e caratteristicoMeno intenso del frescoNeutro
Sofficiità del prodotto finaleMaggioreBuonaSufficiente
DurataLimitata (2-3 settimane)Lunga (fino a 1 anno)Lunga (fino a 1 anno)
Attivazione preventivaRichiestaRichiestaNon richiesta
Facilità d'usoMediaMediaAlta
CostoGeneralmente inferioreMedioGeneralmente superiore

In sintesi, il lievito fresco è ideale per chi ricerca il massimo in termini di aroma e sofficità, ma richiede una maggiore attenzione nella conservazione e nell'attivazione. Il lievito secco attivo è una buona alternativa, offrendo una durata maggiore e una discreta qualità del prodotto finale. Il lievito secco istantaneo è la scelta più pratica per chi ha poco tempo o è alle prime armi con la panificazione.

Come Attivare Correttamente il Lievito di Birra

L'attivazione del lievito di birra è un passaggio fondamentale per garantire una lievitazione efficace. Questo processo consiste nel "risvegliare" i microrganismi inattivi, fornendo loro le condizioni ideali per riprendere la loro attività fermentativa.

Procedura Dettagliata per l'Attivazione

  1. Sciogliere il lievito: In una ciotola, sciogliere il lievito (fresco o secco attivo) in una piccola quantità di acqua tiepida (circa 30°C). La temperatura è cruciale: troppo fredda il lievito non si attiverà, troppo calda potrebbe morire.
  2. Aggiungere zucchero: Aggiungere un pizzico di zucchero (circa 1 cucchiaino) per fornire al lievito il nutrimento necessario per attivarsi.
  3. Attendere: Mescolare delicatamente e lasciare riposare per circa 10-15 minuti, o fino a quando non si forma una schiuma in superficie. Questa schiuma indica che il lievito è attivo e pronto per essere utilizzato.

Se dopo 15 minuti non si forma la schiuma, è probabile che il lievito sia scaduto o non sia stato conservato correttamente. In questo caso, è consigliabile utilizzare un lievito nuovo.

La Giusta Quantità di Lievito per Dolci Perfetti

La quantità di lievito di birra da utilizzare varia a seconda della ricetta, del tipo di farina e della temperatura ambiente. In generale, per i dolci si utilizza una quantità inferiore rispetto al pane, poiché si desidera una lievitazione più lenta e delicata.

Linee Guida Generali

  • Lievito di Birra Fresco: Solitamente si utilizzano tra i 10 e i 20 grammi per 500 grammi di farina.
  • Lievito di Birra Secco Attivo: La quantità è circa la metà rispetto al lievito fresco (5-10 grammi per 500 grammi di farina).
  • Lievito di Birra Secco Istantaneo: La quantità è leggermente inferiore rispetto al lievito secco attivo (4-8 grammi per 500 grammi di farina). Questa quantità corrisponde a 25 g di lievito di birra fresco e la conversione è presto fatta.

È importante seguire attentamente le indicazioni della ricetta, poiché un eccesso di lievito può causare un sapore sgradevole e una lievitazione troppo rapida, mentre una quantità insufficiente può compromettere la sofficità del dolce.

Fattori che Influenzano la Quantità di Lievito

Oltre alle linee guida generali, è importante considerare i seguenti fattori:

  • Forza della farina: Le farine più forti (con un alto contenuto di proteine) richiedono una maggiore quantità di lievito.
  • Temperatura ambiente: In estate, quando le temperature sono più alte, è possibile ridurre leggermente la quantità di lievito, mentre in inverno potrebbe essere necessario aumentarla.
  • Ricchezza dell'impasto: Gli impasti ricchi di grassi e zuccheri tendono a lievitare più lentamente, quindi potrebbe essere necessario utilizzare una maggiore quantità di lievito.

Come Conservare Correttamente il Lievito di Birra

La corretta conservazione del lievito di birra è essenziale per mantenerne la vitalità e garantirne l'efficacia. Un lievito mal conservato può perdere la sua capacità di lievitare, compromettendo il risultato finale del dolce.

Consigli Pratici per la Conservazione

  • Lievito di Birra Fresco: Conservare in frigorifero, nella sua confezione originale o avvolto in pellicola trasparente. Consumare entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Se non avete utilizzato il lievito entro la data della scadenza potete congelarlo seguendo questo metodo: il lievito si può congelare ovviamente non per periodi di tempo lunghissimi, ma per un tempo massimo che varia dai 25 ai 30 giorni. Dividete il panetto di lievito in alcune porzioni e va conservato ben chiuso e avvolto in carta forno poi in pezzi di stagnola a protezione o pellicola. Non limitatevi a mettere il panetto nel congelatore perché la carta potrebbe essere rotta o bucata e questo altererebbe il prodotto. E’ consigliabile scongelarlo direttamente in poco liquido tiepido, solitamente quello che richiede la preparazione con poco zucchero per riattivarlo.
  • Lievito di Birra Secco Attivo e Istantaneo: Conservare in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità. Dopo l'apertura, trasferire il lievito in un contenitore ermetico. Essendo privo di acqua si mantiene per periodi più lunghi di quello fresco e riponendolo direttamente in dispensa.

Congelare il Lievito di Birra: Un'Opzione Valida?

Congelare il lievito di birra fresco è possibile, ma può comprometterne la vitalità. Se si decide di congelarlo, è consigliabile dividerlo in piccole porzioni e avvolgerlo accuratamente in pellicola trasparente. Al momento dell'utilizzo, scongelare lentamente in frigorifero e attivarlo come di consueto. Tuttavia, è importante tenere presente che il lievito congelato potrebbe non lievitare altrettanto bene del lievito fresco.

Tecniche Avanzate per Esaltare la Sofficità e il Profumo

Oltre ai concetti base, esistono alcune tecniche avanzate che possono essere utilizzate per esaltare ulteriormente la sofficità e il profumo dei dolci lievitati con lievito di birra.

Il Metodo della Biga o del Poolish

La biga e il poolish sono pre-impasti che vengono preparati con farina, acqua e una piccola quantità di lievito. Questi pre-impasti vengono lasciati fermentare per diverse ore (o anche per tutta la notte) prima di essere aggiunti all'impasto principale. Questo processo di fermentazione prolungata sviluppa aromi complessi e migliora la struttura del glutine, rendendo il dolce più soffice e digeribile.

L'Autolisi

L'autolisi è una tecnica che consiste nel mescolare la farina con l'acqua (senza lievito) e lasciare riposare l'impasto per circa 30-60 minuti prima di aggiungere gli altri ingredienti. Questo processo permette alla farina di assorbire l'acqua in modo uniforme e di sviluppare il glutine in modo naturale, migliorando l'elasticità dell'impasto e la sofficità del dolce.

L'Uso di Farine di Forza

L'utilizzo di farine di forza (con un alto contenuto di proteine) può contribuire a migliorare la struttura del glutine e a rendere il dolce più soffice e voluminoso. Tuttavia, è importante non esagerare con la quantità di farina di forza, poiché un eccesso di glutine può rendere il dolce gommoso.

Come Risolvere i Problemi Comuni con il Lievito di Birra

Anche seguendo attentamente le indicazioni, può capitare di incontrare dei problemi con la lievitazione. Ecco alcuni problemi comuni e le possibili soluzioni:

  • L'impasto non lievita: Verificare la data di scadenza del lievito, la temperatura dell'acqua (deve essere tiepida, non calda), e se si è formato la schiuma durante l'attivazione. Assicurarsi che la temperatura ambiente sia adeguata (tra i 25°C e i 30°C).
  • L'impasto lievita troppo velocemente: Ridurre la quantità di lievito o abbassare la temperatura ambiente.
  • Il dolce ha un sapore sgradevole: Utilizzare una quantità inferiore di lievito e assicurarsi che il lievito sia fresco.
  • Il dolce è gommoso: Utilizzare una quantità inferiore di farina di forza e non lavorare troppo l'impasto.

Ricette Consigliate per Iniziare

Per iniziare a sperimentare con il lievito di birra nei dolci, ecco alcune ricette consigliate:

  • Brioche soffici: Un classico della pasticceria, perfetto per la colazione o la merenda.
  • Pan brioche: Simile alla brioche, ma con una forma più allungata e una consistenza ancora più soffice.
  • Babà: Un dolce napoletano imbevuto di rum, dal sapore intenso e dalla consistenza spugnosa.
  • Krapfen: Bomboloni fritti ripieni di marmellata o crema, perfetti per Carnevale.

Il Futuro del Lievito di Birra nei Dolci: Innovazioni e Tendenze

Il mondo della pasticceria è in continua evoluzione, e anche il lievito di birra sta vivendo un momento di innovazione. Si stanno sviluppando nuovi ceppi di Saccharomyces cerevisiae con caratteristiche specifiche, come una maggiore resistenza alle alte temperature o una maggiore capacità di sviluppare aromi complessi. Inoltre, si sta riscoprendo l'utilizzo di lieviti selvatici, presenti naturalmente nell'ambiente, per conferire ai dolci un sapore unico e autentico.

Un'altra tendenza interessante è l'utilizzo di tecniche di fermentazione avanzate, come la fermentazione controllata, per ottimizzare il processo di lievitazione e ottenere dolci con caratteristiche sensoriali superiori.

Consigli extra e trucchi per un risultato perfetto

  • Come velocizzare le vostre ricetteÈ molto facile!
  • La lievitazione si svolge generalmente in due fasi. La prima, che è generalmente la più breve, si chiama “puntatura” e permette all’impasto di ammorbidirsi un po’ dopo l’impastamento, favorendo così la messa in forma della pasta (filone, pagnotta, treccia, ecc.). L’impasto va formato a pagnotta e disposto in un contenitore infarinato o unto d’olio. Il contenitore deve essere coperto con un panno umido e lasciato a temperatura ambiente. La seconda fase si chiama “appretto” e viene dopo la formatura con il prodotto sempre coperto, in modo da mettere il lievito contenuto nell’impasto nelle condizioni migliori per produrre naturalmente l’anidride carbonica responsabile della lievitazione: è la più importante perché conferisce alla pasta il volume desiderato e determina la sofficità finale del prodotto. È in questa fase che si sviluppano gran parte degli aromi caratteristici che i prodotti sprigionano durante la cottura.
  • Per essere certi che la lievitazione si verifichi correttamente, accertatevi che il pastone raddoppi di volume.
  • Ecco un consiglio che vi aiuterà a formare una buona maglia glutinica anche se impastate a mano: una volta formato l’impasto omogeneo con l’aiuto delle dita e dei palmi delle mani, ripiegate il panetto su se stesso, copritelo dalle correnti d’aria e lasciatelo riposare per qualche minuto.
  • Pomodoro e mozzarella possono essere utilizzati subito a farcitura della pasta della pizza. Per ottenere un’ottima pizza non è necessario utilizzare una farina specifica. Ricordate tuttavia che più la farina è forte, più lunga dovrà essere la lievitazione (almeno una notte in frigo) per evitare che la pizza diventi troppo elastica e forte al morso.
  • Il taglio sul pane è molto importante, sia per una crescita uniforme del nostro prodotto in forno, sia per ottenere un aspetto invitante quando il nostro pane sarà cotto. È importante che il taglio venga fatto con un coltello abbastanza affilato: tagliate in modo netto e deciso, senza calcare… immaginatevi un po’ come Zorro! Ogni pane ha poi il suo taglio ideale: per pani come baguette o filoni si possono fare due, tre o quattro incisioni oblique lungo tutta la superficie, o un unico taglio dall’inizio alla fine. Se invece preferiamo le pagnotte rotonde, prevediamo un bel quadrato grande come la nostra pagnotta oppure, in alternativa, tanti piccoli rombi.
  • Il metodo più semplice di impastare è preparare due ciotole di dimensioni diverse: in quella più piccola sciogliete il lievito fresco nel liquido tiepido, in quella più grande miscelate gli ingredienti secchi, il sale, ecc. e fate il “pozzo” nel mezzo, nel quale verserete il lievito sciolto. A questo punto potete incorporare altri ingredienti, come l’olio, il burro, le uova, ecc., e amalgamare il tutto con un mestolo di legno.
  • Suggeriamo di avere un forno ben caldo al momento dell’infornata (250°C) e magari poggiare la teglia della pizza all’interno di un’altra teglia che si è riscaldata all’interno del forno, in modo tale da consentire la giusta trasmissione del calore anche nella parte inferiore della pizza. Vi consigliamo anche di abbassare quasi subito la temperatura attorno ai 230/220°C, in modo tale da non far bruciare il pomodoro e la mozzarella.
  • Per impastare, servirsi sempre del gancio ad uncino. Per iniziare la prima fase dell’impastamento, dove gli ingredienti devono miscelarsi in modo omogeneo, potete lasciare la vostra planetaria alla velocità minima; questo vale anche per prodotti che richiedono un impasto più lento e meno vigoroso (es: focaccia). La seconda fase di impasto, che serve invece a formare in modo corretto la maglia glutinica, avrà bisogno di più energia.
  • La crosta è chiara e molle? La temperatura del forno è troppo bassa o il tempo di cottura è insufficiente: cuocete ancora per 5 minuti. Se si tratta di un pane in uno stampo, terminate la cottura fuori dallo stampo.
  • L’impasto è poco lievitato o non lo è affatto? Il lievito è molto sensibile alla temperatura: l’eccesso di calore lo uccide, quindi assicuratevi di utilizzare acqua tiepida e non calda.
  • L’utilizzo del vapore può risultare vincente durante la cottura in forno per una buona crescita del nostro prodotto: potete ottenerlo in due modi. Il primo è lasciare all’interno del forno una ciotola con acqua, che il calore farà evaporare.
  • Come sapete, molto spesso l’ordine con cui vengono aggiunti gli ingredienti durante una preparazione è vincolante. Ce ne sono alcuni che vanno aggiunti solo una volta che il vostro impasto è ben liscio e formato: se la vostra ricetta richiede una percentuale di acqua superiore al 50%, per esempio, l’acqua in eccesso la si può aggiungere a impasto formato. Stessa cosa vale per zucchero, burro o altri grassi: una volta che il vostro impasto sarà liscio ed omogeneo, potrete aggiungere, sempre poco alla volta, tutti gli ingredienti che preferite.
  • È importante infornare con il forno già a temperatura, quindi non dimenticatevi di accenderlo circa 10 minuti prima dell’uso. La cottura è molto importante e dipende molto dal tipo di forno e dal supporto impiegato (stampo, teglia unta o foderata con carta da forno, ecc.). Temperature e tempi di cottura sono indicativi. La prima volta che realizzate una ricetta, sorvegliate molto attentamente il grado di cottura: a volte sono necessari più tentativi prima di azzeccare la cottura ottimale.
  • Ottenere una salamoia bilanciata è un aspetto molto importante per la buona riuscita della vostra preparazione. Per farlo, salate l’acqua tenendo conto delle seguenti proporzioni: 5 g di sale per 100 ml di acqua; per una teglia 30 x 40, ne sono necessari circa 60 ml. A questi aggiungete circa 30 g di olio extravergine d’oliva e mescolate energicamente con una frusta.
  • Se scegliete di far lievitare il vostro impasto in frigo, è utile farlo prima riposare per almeno 15/20 minuti a temperatura ambiente. La lievitazione in frigo può durare da un minimo di 4/5 ore a un massimo di 12/18 ore (considerando le farine ad uso casalingo che si trovano al supermercato).
  • Quando si lavora con l’impasto contenente lievito di birra è estremamente utile utilizzare un’impastatrice a spirale, specialmente per la panificazione e la produzione di pizza, perché richiede una buona lavorazione dell’impasto per attivare la fermentazione.
  • Se stai utilizzando lievito secco attivo, ricorda che prima di utilizzarlo devi scioglierlo in acqua tiepida con un po’ di zucchero per alimentarlo.
  • La quantità di lievito da utilizzare varierà a seconda della tipologia e della quantità di impasto che stai preparando.
  • Una volta creato l’impasto dolce o salato, per ottenere una buona lievitazione sistemate la ciotola o il contenitore con l’impasto ben chiuso anche da pellicola in un luogo tiepido al riparo di correnti d’aria ad esempio il forno spento con solo la lucina accesa. Se invece volete allungare i tempi di lievitazione come per esempio preparare l’impasto per il giorno dopo, lasciatelo “maturare” in frigo. In questo modo la lievitazione avverrà molto lentamente, poi prima di iniziare la lavorazione lasciate acclimatare l’impasto per almeno un paio di ore a temperatura ambiente.

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