L'indivia belga, nota anche come cicoria di Bruxelles o cicoria Witloof, è una varietà di cicoria pregiata per il consumo invernale. Molto richiesta sui mercati, versatile in cucina e ricercata dagli chef gourmet, è una delle insalate più apprezzate. La coltivazione di questa insalata belga è possibile anche nell’orto domestico, bisogna però attenersi ad attente tecniche colturali, come la forzatura e l’imbianchimento.
Caratteristiche dell'Indivia Belga
L’indivia belga è un ortaggio che deriva dal miglioramento della cicoria di Magdeburgo. Si contraddistingue per le radici ben sviluppate e dritte, di forma cilindrico-conica, appuntite all’apice, lunghe 20-30 cm e dal diametro alla base di 3-4 cm. La parte vegetativa è costituita da cespi vigorosi, a foglie assai ampie e lunghe a portamento quasi aderente al terreno. È una cicoria che viene coltivata per ottenere, con il particolare sistema di forzatura, i caratteristici grumoli bianchi e tenerissimi (in fiammingo Witloof: foglia bianca) tanto apprezzati come ortaggio durante il periodo invernale.
Clima e Terreno Ideali
La coltivazione dell’indivia belga richiede un clima temperato-fresco, dove in estate non faccia troppo caldo e che abbia un buon periodo di freddo invernale. Per questo motivo non è un ortaggio molto adatto alle regioni del Sud. Come esposizione gradisce quella in pieno sole, ma va bene anche la mezz’ombra.
Le indivie gradiscono esposizione in pieno sole. Le indivie hanno condizioni di sviluppo ottimali tra 15-20°. Al di sotto dei 6° la crescita si arresta. Le varietà tardive tollerano le temperature prossime allo 0°, ma gradiscono protezione con TNT (tessuto non tessuto) in previsione delle gelate.
Le indivie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono pH tra 6-7. Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni.
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Il terreno dovrebbe essere leggero, sciolto, soffice e ricco di sostanza organica. La preparazione del terreno, va fatta a fine inverno, ammendando al suolo, con la vangatura, del concime organico maturo, come il letame o il compost.
Semina e Trapianto
L’indivia belga si coltiva partendo dal seme. Il periodo ideale per la semina è la primavera, tra aprile e maggio. I semi si mettono direttamente a dimora, in file distanti 30-40 cm, provvedendo successivamente al diradamento, lasciando una sola pianta ogni 20-30 cm sulla fila. Dopo la semina bisogna mantenere il terreno ben umido fino al germogliamento, ma senza creare ristagno d’acqua. Per una buona riuscita della semina i semi devono essere freschi e di buona qualità.
Distanze: il sesto consigliato è di 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file. Tecnica: le piantine in cubetto Orto Mio non si trapiantano in profondità, ma in superficie. Almeno 1/3 del pane di terriccio della piantina deve sporgere all’esterno dal suolo.
Scalarità e quantità: per raccogliere indivie fresche tutto l’anno, è bene metterle a dimora piccole quantità, ogni 2 settimane, piuttosto che in numeri maggiori ogni 30-40 giorni. Epoca: le varietà tolleranti a pre fioritura, si possono mettere a dimora già a fine inverno (protette), per la raccolta primaverile. Il trapianto estivo è quello più importante per la raccolta autunno invernale. L’epoca di trapianto, per la raccolta autunno-invernale è da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord (le varietà tardive tra fine agosto e i primi di settembre) e agosto-settembre al sud (le varietà tardive da metà a fine settembre).
Protezione: dopo il trapianto, riparare le piantine con TNT bianco, per 30-40 giorni in marzo e 10-20 giorni in aprile. In estate proteggere con un qualsiasi materiale ombreggiante o TNT, per 5-7 giorni.
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Cure Colturali
L’indivia belga non richiede particolari cure durante il periodo vegetativo. L’irrigazione deve essere regolare, meglio se fatta con sistema a goccia. Per il controllo delle erbe infestanti si può usare la pacciamatura naturale oppure praticare periodiche sarchiature manuali. È una pianta rustica, non particolarmente soggetta agli attacchi di parassiti. Un attenzione particolare alla presenza di afidi sulle foglie nelle fasi iniziali della crescita, e alle lumache durante tutto il ciclo colturale.
Cimatura al trapianto: nel periodo estivo, le piantine di indivie, si avvantaggiano della cimatura delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza. Sarchiatura: la sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità. L’operazione si effettua ogni 15-20 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate. Protezione dal freddo e dal sole: nei trapianti primaverili di marzo e aprile, le indivie si giovano della protezione con nylon fino a metà marzo e con TNT, fino a metà aprile. Nei trapianti estivi, il TNT è utile per una settimana circa.
Le indivie richiedono concimazioni moderate rispetto alla lattuga, povere di azoto. Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico (in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda), oppure un concime NPK ricco in potassio (es. 2-1-3). Nel corso della coltivazione, in caso di partenza stentata, si potrà intervenire nuovamente, dopo 2 settimane, con modeste quantità di borlanda, agrogel o stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane.
Le indivie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga. Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno si dovrà asciugare in superficie, prima di un nuovo intervento. In autunno di norma non richiedono tante annaffiature, salvo apporti moderati in caso di stagione siccitosa.
Raccolta delle Radici e Forzatura
La raccolta delle radici grosse dell’indivia belga si effettua tra ottobre e novembre estirpando completamente la pianta dal terreno. Si provvede subito a tagliare le foglie 2 cm sopra al colletto o meglio ad asportare le foglie conservando solo il germoglio centrale. Si conservano le radici in attesa della forzatura in sabbia asciutta e a temperatura bassa, intorno ai 2-5 °C, per evitare che germoglino.
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I tempi di maturazione: per conoscere approssimativamente quando saranno pronte le indivie, basterà sommare alla data di trapianto i giorni necessari per la raccolta, indicati nelle confezioni delle piantine. Segnali di maturazione: scarole e ricce, dopo il trapianto, nelle prime 5 settimane aumentano di volume e dopo 35-45 giorni, nella parte centrale iniziano a formare il cuore. Questo è il segnale che sono quasi pronte per la raccolta. Quando, dopo 7-10 giorni il cuore è ben cresciuto, l’indivia è raccoglibile. Gestione dei tempi di raccolta: quando le indivie sono pronte vanno raccolte senza attendere troppo tempo. Con temperature ambientali elevate, la loro conservabilità in campo è limitata, mentre con le basse temperature resistono alcuni giorni in più. Legatura e inbianchimento: la legatura è una pratica che permette di ottenere la massima qualità in riccia e scarola. Quando la pianta è ben cresciuta e il cuore è in piena crescita, si lega con una corda (o un elastico) la parte terminale delle foglie, per ottenere l’imbianchimento del cuore. Come raccogliere: i cespi pronti si raccolgono tagliandoli alla base con il coltello.
La forzatura dell’indivia belga è analoga a quella del radicchio Trevigiano. Si effettua scalarmente in base al consumo, tra ottobre e marzo. La forzatura si effettua di solito in locali appositi, ma può avvenire anche in una piccola serra, in una cantina, in una stalla o in un cassone posto in locale riscaldato. Le radici, opportunamente pareggiate, si dispongono verticalmente, le une vicino alle altre, su terriccio sciolto e sabbioso. L’ambiente deve essere mantenuto perfettamente al buio e a temperatura intorno ai 15-20 °C. Dopo 20-40 giorni avviene l’imbianchimento, ovvero si formano i caratteristici grumoli fusiformi e bianchissimi costituiti da foglie molto tenere, serrate e carnose, con costa ben sviluppata. È questo grumolo bianco la parte dell’insalata belga destinata al consumo.
Valori Nutrizionali e Benefici
L’indivia belga è un ortaggio molto salutare e nutriente. Dal punto di vista nutrizionale, questa particolare cicoria è ricca di vitamine e minerali, tra cui vitamina C, vitamina K, folati, potassio e calcio. È anche una buona fonte di fibre e contiene poche calorie (circa 17 calorie per 100 grammi di prodotto fresco).
È inoltre un ortaggio con diverse proprietà benefiche. Favorisce la digestione, grazie alla presenza di fibre che prevengono problemi di stitichezza. L’insalata belga è un alimento a basso contenuto calorico, ma ricco di nutrienti, che può aiutare a mantenere un peso sano. L’indivia belga, inoltre, contiene composti bioattivi, come i polifenoli, che possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Favorisce la salute delle ossa, grazie al contenuto di calcio, vitamina K e altre sostanze nutrienti. Infine, la cicoria Witloof è anche ricca di vitamina A, che è essenziale per la salute degli occhi e per prevenire problemi di vista.
Sapore e Utilizzi in Cucina
L’indivia belga ha un sapore leggermente amaro e croccante, con una consistenza che ricorda quella del radicchio. Quando coltivata in modo appropriato con le tecniche d’imbianchimento spiegate sopra, l’insalata belga acquisisce un sapore dolce e leggermente nocciolato, grazie alla presenza di fruttosio, che si forma quando la pianta viene “forzata” in condizioni di oscurità.
L’indivia belga è un ortaggio molto versatile in cucina e può essere utilizzato in molte ricette, sia crude che cotte. Ecco alcune idee per utilizzarla:
- Può essere usata come ingrediente principale di molte insalate, che possono essere arricchite con frutta fresca, noci, formaggi, tonno o uova sode. Le si può condire con aceto balsamico e olio d’oliva.
- Cicoria Witloof ripiena: si può farcire il grumolo con un ripieno a base di formaggio, noci, pancetta o prosciutto cotto, e poi cuocerla in forno o in padella. Questa ricetta può essere servita come antipasto o come piatto unico.
- Saltata in padella: basta tagliare il grumolo a pezzetti per poi saltarlo in padella con aglio, olio d’oliva e peperoncino, fino a renderlo croccante e dorato. Questa ricetta può essere servita come contorno o come base per un piatto di pasta o risotto.
- In crema: basta farla cuocere con patate, cipolle e brodo di verdure, fino a renderla morbida, e poi frullare il tutto fino a ottenere una crema omogenea. Questa ricetta può essere servita come primo piatto o come zuppa leggera.
- Al gratin: tagliando la verdura a pezzetti e cuocerla al vapore fino a renderla morbida. Viene poi disposta in una pirofila, cospargendo di formaggio grattugiato e pangrattato, e gratinata in forno. Questa ricetta può essere servita come contorno o come piatto unico.
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