L'Italia, con la sua ricca offerta turistica, ha visto negli ultimi anni una crescente necessità di regolamentare il settore delle strutture ricettive e degli affitti brevi. In questo contesto, sono emersi il Codice Identificativo Regionale (CIR) e il Codice Identificativo Nazionale (CIN), strumenti volti a garantire trasparenza, qualità e sicurezza nell'offerta turistica. Questo articolo esplora in dettaglio cosa sono le strutture ricettive, il CIR, il CIN, le loro differenze, gli obblighi e le procedure per ottenerli, regione per regione.
Strutture Ricettive: Una Panoramica
Per strutture ricettive si intendono quelle alberghiere, extralberghiere e all’aria aperta. Questo include una vasta gamma di opzioni, tra cui:
- Alberghi: Strutture tradizionali con servizi di ristorazione e alloggio.
- Extralberghiero: Comprende Case Vacanze, B&B e affittacamere.
- All'aria aperta: Campeggi e villaggi turistici.
Gli affitti brevi, invece, sono le locazioni ad uso turistico, ovvero alloggi o porzioni di essi di proprietà di soggetti privati su cui hanno fissato la residenza o li utilizzano come seconda casa.
Il Codice Identificativo Regionale (CIR): Un'Analisi Dettagliata
Il Codice Identificativo Regionale (CIR) è un codice alfanumerico che quasi tutte le regioni italiane hanno adottato per identificare le strutture ricettive e le locazioni ad uso turistico, a prescindere o meno dalla loro forma imprenditoriale. Il CIR è quindi un codice univoco paragonabile ad una sorta di carta d’identità dell’alloggio, che consente alle competenti autorità locali di facilitare i controlli amministrativi volti a migliorare la qualità dell’offerta turistica ed a contrastare forme irregolari di ospitalità, anche ai fini fiscali.
Finalità del CIR
- Identificazione Unica: Il CIR serve per identificare, in modo univoco, ogni struttura ricettiva e viene utilizzato per fini statistici, amministrativi e di controllo.
- Miglioramento della Qualità: La regolarità dell’alloggio e la sua conformità alle norme regionali e nazionali rientra nella finalità per cui il CIR è stato istituito ovvero migliorare la qualità dell’offerta turistica e contrastare forme irregolari di ospitalità.
- Fiducia e Rassicurazione: Il CIR è anche elemento di fiducia e rassicurazione per i turisti: ciò significa che a prescindere dagli obblighi normativi, l’esposizione del CIR in modo ben visibile all’interno della struttura e nelle comunicazioni ufficiali diventa, agli occhi degli ospiti, segno di regolarità e conformità alle norme regionali e nazionali.
- Obbligatorietà: Già da anni l’indicazione del CIR per le strutture ricettive è obbligatoria in quasi tutte le regioni d’Italia.
Struttura del CIR
La struttura di questo codice alfanumerico viene in genere riportata in ogni deliberazione della giunta regionale successiva all’istituzione del CIR. Ad oggi non è mai stata istituita una procedura semplice per l’ottenimento del CIR e che sia anche valida su tutto il territorio nazionale. L’inizio dell’attività di locazione prevede la registrazione dell’alloggio presso il comune di ubicazione utilizzando la procedura che esso stesso prevede.
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Obblighi e Sanzioni
I titolari di strutture ricettive o coloro che svolgono attività di intermediazione immobiliare (property manager), sono tenuti a inserire il CIR. L’inosservanza di tali disposizioni comporta sanzioni che vanno dai 500 ai 5000 Euro. Il decreto legge 30 aprile 2019 n. 34 prevede sanzioni amministrative pecuniarie da € 500 a 5000 in caso di mancata indicazione del CIR (articolo 13 quater, commi 7 e 8).
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN): Una Nuova Era
Una delle novità normative più importanti è l’obbligo di dotarsi di un codice identificativo, noto come CIN. Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è stato istituito con la legge n. 191 del 15 dicembre 2023, di conversione del D.L. 18 ottobre 2023 n.
Finalità del CIN
Le regioni si sono in pratica allineate alla finalità dell’art. 13 quater comma 7 decreto legge 30 aprile 2019 n. 34, successivamente convertito nella legge n. 58/19, che istituisce il Codice Identificativo Nazionale e ne rende obbligatoria l’esposizione nelle comunicazioni inerenti l’offerta e alla promozione.
Differenze tra CIR e CIN
Il CIN non va a sostituire il CIR ma si affianca a esso, mantenendo le stesse finalità di trasparenza e legalità. In conclusione, il Codice Identificativo Nazionale andrà a sostituire il Codice Identificativo di Riferimento introdotto dalla Regione Emilia-Romagna, introducendo regole e adempimenti simili ma con alcune innovazioni. A differenza del CIR, Il CIN dovrà essere esposto anche all’esterno dell’immobile.
Obblighi e SCIA
Il soggetto che, direttamente o tramite intermediario, esercita l’attività di locazione per finalità turistiche o l’attività di locazione breve in forma imprenditoriale è soggetto all’obbligo di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presso lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del comune nel cui territorio è svolta l’attività.
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Implementazione del CIN
Dopo la pubblicazione della legge, dovrà ora seguire quella dell’avviso attestante l’entrata in funzione della banca dati nazionale e del portale telematico del Ministero del turismo per l’assegnazione del CIN.
Come Ottenere il CIR: Un Viaggio tra le Regioni
La risposta a questa domanda è: dipende dalla regione in cui si trova l’alloggio. In altre regioni d’Italia, come ad esempio la Sicilia, ogni comune adotta una procedura a sé. Qui, infatti, per l’inizio dell’attività, in alcuni uffici comunali è sufficiente presentare un’autocertificazione utilizzando un modello standard mentre altri prevedono l’utilizzo di modulistiche ad hoc. Altri comuni ancora rendono obbligatorio l’utilizzo della piattaforma informatica Impresa in un Giorno o piattaforme similari valide esclusivamente per i comuni aderenti. Per evitare errori è quindi consigliabile chiedere al proprio comune la procedura prevista per registrare l’immobile. Prima di registrare l’alloggio è fondamentale accertarsi della regolarità e della conformità dell’alloggio e degli impianti alle vigenti norme di igiene e sicurezza, in quanto i comuni possono richiedere la relativa documentazione oppure un’autocertificazione che ne attesti il possesso.
Regione Lazio
La regione Lazio istituiva nel 2017 il CISE, un codice identificativo regionale riguardante le sole strutture extralberghiere, come Case Vacanze, B&b, affittacamere, locazioni turistiche e affitti brevi. La recente legge regionale 24 maggio 2022 n. 8, con l’obiettivo di estendere il codice identificativo regionale a tutte le tipologie ricettive, aggiunge l’art. 23 bis alla precedente legge regionale 6 agosto 2007 n. 13, rendendo quindi obbligatorio il CISE anche per le strutture ricettive alberghiere. L’articolo stesso precisa che le modalità di gestione della banca dati e l’utilizzo del codice identificativo vengono disciplinate da una deliberazione di futura pubblicazione, intervenuta poi con DGR del 22 dicembre 2023, n. 919, a cui viene data attuazione con la recente determinazione dirigenziale 20 giugno 2024, n. G08261, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Lazio n. 53/2024 e relativo allegato A. Viene in pratica istituito un nuovo Codice Identificativo Regionale la cui struttura è completamente diversa da quello del precedente CISE.
Le strutture già in possesso del CISE e delle credenziali di accesso al portale RADAR potranno ottenere il nuovo CIR accedendo al portale ROSS1000 con le stesse credenziali di accesso a RADAR. Eseguito l’accesso, si dovranno integrare i dati anagrafici mancanti. Per tutto il 2024 per la trasmissione dei dati statistici sulle presenze dovrà utilizzarsi il portale RADAR. I gestori delle strutture di nuova apertura, mai registrate su RADAR, potranno quindi ottenere le credenziali di accesso registrandosi dapprima sul portale ROSS1000. Il rilascio del codice CIR da parte dal portale ROSS1000 consentirà al gestore di accedere via SPID al Portale Telematico del Ministero Turismo per ottenere l’immediato rilascio del codice CIN. Grazie infatti all’interoperabilità delle piattaforme ROSS1000 e del portale telematico del MITUR l’alloggio per cui è stato richiesto il CIR sarà visualizzabile sul portale ministeriale a seguito dell’accesso via SPID. Da gennaio 2025 le comunicazioni statistiche dei dati sulle presenze dovranno eseguirsi esclusivamente tramite il portale ROSS1000, a cui si potrà accedere unicamente via SPID e non più tramite credenziali di accesso.
Per la registrazione degli alloggi ad uso turistico, ci sono comuni laziali che hanno predisposto specifica modulistica, dove è sufficiente compilarla ed inviarla, ed altri comuni che invece prevedono obbligatoriamente l’utilizzo della piattaforma informatica Impresa In Un Giorno. L’art. 12 bis del Regolamento Regionale 7 Agosto 2015 n. 8 prevede che gli alloggi ad uso turistico devono rispettare sia requisiti previsti per le abitazioni sia la normativa vigente in materia edilizia ed igienico sanitaria. Come già accennato in precedenza, completata la registrazione al comune dell’alloggio ad uso turistico o della struttura ricettiva, sarà necessaria un’ulteriore registrazione al portale ROSS1000, che rilascerà il codice CIR. La struttura di questo nuovo codice univoco è molto simile a quella del Codice Identificativo Nazionale CIN e molto differente da quella del precedente codice CISE, composta da un semplice numero progressivo (ID). L’art. 2 del regolamento regionale sopra indicato prevede inoltre l’obbligo di trasmissione per via telematica dei dati sugli arrivi e sulle presenze degli ospiti per fini statistici all’agenzia regionale del turismo. A partire dal 2025 per l’invio dei dati statistici si dovrà utilizzare il portale ROSS1000, cioè la stessa piattaforma che ad oggi rilascia il codice CIR. Come già accennato, la precedente piattaforma RADAR si potrà utilizzare per tutto il 2024 e resterà utilizzabile fino al 30 marzo 2025 esclusivamente per trasmettere le presenze relative all’anno 2024. La regione Lazio all’art. 31 della legge regionale 6 agosto 2007 n. 13 prevede sanzioni amministrative pecuniarie da € 500 a € 5000 euro in caso di mancata indicazione del codice identificativo regionale.
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Regione Veneto
La regione Veneto con apposita legge regionale 14 giugno 2013, n. Detta legge rimanda poi ad apposito regolamento regionale (R.R. 10 settembre 2019, n. 2) che disciplina la modalità di rilascio, di esposizione e di operatività del codice identificativo regionale, da esporre anche su piattaforme digitali e siti internet di prenotazione ricettiva. L’art. 5 del sopra citato regolamento regionale definisce come è composto il CIR assegnato dalla piattaforma informatica ROSS1000. La regione Veneto ha coinvolto nell’obbligatorietà del CIR gli affitti brevi e le locazioni turistiche superiori a 30 giorni, prevedendo due modalità leggermente diverse di come si richiede il CIR, a seconda se si tratta di gestione imprenditoriale o gestione non imprenditoriale. La piattaforma informatica ROSS1000 assegna un Codice Identificativo Regionale anche alle strutture ricettive ma esse rimangono esonerate dall’obbligo di indicazione del CIR, in quanto la norma regionale veneta pone l’obbligo alle sole locazioni turistiche.
Regione Valle d'Aosta
Nella regione Valle d’Aosta il codice identificativo regionale viene istituito dalla legge regionale 18 luglio 2023 n. 11, per le sole locazioni per finalità turistiche di durata da 1 a 30 giorni, a prescindere dalla loro forma imprenditoriale. L’art. 4 della citata legge rende poi obbligatoria l’esposizione del CIR per i soli alloggi ad uso turistico e non menziona le strutture ricettive, che possono quindi considerarsi esonerate dall’obbligo di esposizione del CIR ma non ovviamente del CIN. La norma valdostana che disciplina gli alloggi ad uso turistico sembra quindi allinearsi perfettamente con le regole degli affitti brevi di cui all’art. 4 del D.L. La procedura di acquisizione del CIR valdostano è molto semplice, dal momento che è direttamente il comune a rilasciare il CIR a seguito di registrazione dell’alloggio presso l’apposita piattaforma online Locazioni Turistiche della Valle d’Aosta. Dopo l’inserimento dei dati dell’alloggio e del locatore, si potrà attribuire all’alloggio un nome di fantasia, che sarà parte integrante della struttura del CIR. Questa facoltà non è consentita in altre regioni italiane, alcune dei quali, come il Lazio, lo vietano espressamente. L’art. 4 della citata legge regionale definisce dove si deve esporre il CIR, precisando con estrema chiarezza che oltre ad essere associato al nome di fantasia dell’alloggio, deve essere riportato in modo leggibile su ogni strumento o canale pubblicitario. Le sanzioni in caso di mancata esposizione del CIR previste da questa regione vanno da € 500 a € 5000 per ciascun alloggio turistico pubblicizzato.
Regione Emilia Romagna
Nella regione Emilia Romagna il codice identificativo regionale viene istituito dall’art. 14 della legge regionale 27 dicembre 2022, n. 23, che apporta una modifica all’art. 35 bis della della precedente L.R. 28 luglio 2004 n.16. L’art. 12 della norma predetta limita a 3 il numero massimo alloggi locabili per stagione turistica ed a 6 mesi consecutivi il periodo massimo di ogni relativo contratto di locazione. Il CIR deve essere esposto in tutte le attività di promozione, pubblicizzazione e commercializzazione sia in forma scritta che digitale. La regione Emilia Romagna in una guida descrittiva sugli appartamenti ammobiliati ad uso turistico precisa che la locazione di appartamenti ammobiliati ad uso turistico è incompatibile con l’indirizzo di residenza del gestore. Questa limitazione che non è riscontrabile in nessuna legge regionale né in altre determinazioni dirigenziali o delibere regionali, sembra riguardare soltanto la regione Emilia Romagna e nessun’altra regione d’Italia. L’ente regionale giustifica l’introduzione di detto limite fornendo una propria interpretazione dell’art. 43, secondo comma, del codice civile. L’ufficio regionale settore turismo, commercio, economia urbana e sport sostiene che la residenza deve necessariamente coincidere con il luogo di dimora abituale, motivo per cui se l’appartamento viene locato nella sua interezza, né il gestore né altre persone possono avere la propria dimora abituale in tale appartamento e dunque fissarvi residenza. La locazione in forma non imprenditoriale di singole stanze nella propria abitazione di residenza è possibile unicamente attraverso la tipologia ricettiva del Bed & Breakfast ai sensi dell’art. 13 della L.R. 16/2004. Qui la residenza nell’appartamento, oltre ad essere necessaria, comporta la destinazione di una delle camere alla dimora del titolare e quindi la sottrazione di tale stanza all’ospitalità ricettiva. Si tratta di un’attività saltuaria di alloggio e prima colazione che, a differenza di quella in forma d’impresa (Room and Breakfast), non è necessaria alcuna autorizzazione sanitaria, se non la presentazione al comune della D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività). Si possono locare fino ad un massimo 120 giorni l’anno per camera oppure fino a 500 pernottamenti a persona, opzione da fornire prima di iniziare l’attività. Per l’apertura del Bed & Breakfast (detta anche attività saltuaria di alloggio e prima colazione) va presentata al comune la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) in modalità telematica oppure utilizzando la modulistica approvata con determinazione dirigenziale n° 14548 del 15/12/2010. La circolare esplicativa prot. Per ottenere Il CIR per un appartamento ammobiliato ad uso turistico occorre espletare la pratica di inizio dell’attività attraverso la comunicazione telematica al SUAP al comune di ubicazione dell’alloggio, utilizzando la piattaforma informatica Lepida. Una volta completatosi l’iter istruttorio, la piattaforma informatica ROSS1000, da utilizzare anche per le comunicazioni obbligatorie statistiche, provvederà al rilascio del “Codice Regione” che la regione stessa riconosce come CIR, in quanto è conforme alle specifiche tecniche descritte in un apposito protocollo d’intesa con il ministero del turismo. un progressivo numerico di 5 cifre. CIR Cos’è e come recuperarlo: Il CIR, che per la Regione Emilia-Romagna coincide con il “Codice Regione”, è un codice che permette di identificare in maniera univoca ogni posizione presente all’interno della banca dati regionale delle strutture e delle tipologie ricettive. Dal 25 Marzo 2023, è stato istituito l’obbligo per tutti i proprietari di strutture ricettive o affitti brevi, di inserire il Codice Identificativo Regionale nel sito web delle strutture ricettive e all’interno delle OTA.
Regione Lombardia
Nella Regione Lombardia il codice identificativo regionale, definito come Codice Identificativo di Riferimento, viene istituito dalla legge regionale 25 gennaio 2018, n. 7, che aggiunge l’art. 8 bis alla precedente legge regionale 1 ottobre 2015 , n. 27. L’obbligo di acquisizione ed esposizione riguarda tutte le strutture ricettive menzionate nella legge, compresi gli alloggi o le porzioni di essi concessi in locazione ad uso turistico. Tutte le tipologie ricettive devono inoltre essere in possesso dei requisiti igienico sanitari ed edilizi previsti per le civili abitazioni, cioè della documentazione attestante la conformità alle norme regionali e nazionali dei requisiti urbanistici e la regolarità degli impianti elettrici e idrici. La deliberazione della giunta regionale lombarda 17 aprile 2023 - n. XII/169, che disciplina l’utilizzo… Con l’adozione della delibera di Giunta n. Le sanzioni previste: i titolari delle strutture e delle tipologie ricettive che non rispettano gli obblighi di indicazione del CIR sono soggetti a sanzione pecuniaria da 500 a 3.000 euro, per ogni unità immobiliare di cui si compone la struttura.
Come Inserire il Codice Identificativo su Airbnb
Come anticipato, l’obbligo di inserire il Codice Identificativo Regionale scatta quando la struttura ricettiva viene pubblicizzata in un annuncio online. Il Codice Identificativo corrisponde all’attività registrata.
Vantaggi dell'Ottenimento di CIR e CIN
Ottenere un CIR o un CIN è, in definitiva, vantaggioso per chi intende operare in modo trasparente e regolare.
- Accesso facilitato alle piattaforme online: Molte piattaforme richiedono il codice identificativo per pubblicare annunci.
- Garanzia per i turisti: Anche per chi cerca un affitto breve, i codici CIR e CIN sono una garanzia. Un alloggio dotato di codice è, infatti, sicuro e conforme alle normative locali.