Cinghiale alla Cacciatora Umbra: Un Viaggio nel Cuore della Cucina Selvatica

Il cinghiale alla cacciatora è un'ode ai sapori autentici e robusti della cucina umbra. Questo piatto, diffuso lungo la dorsale appenninica, affonda le sue radici nella tradizione culinaria di una regione che celebra la selvaggina e i doni della terra. Preparare il cinghiale alla cacciatora significa riscoprire un legame profondo con il territorio e con le ricette tramandate di generazione in generazione.

L'Essenza del Cinghiale alla Cacciatora

Il cinghiale alla cacciatora è un piatto dai sapori intensi, che al gusto corposo del classico condimento alla cacciatora, unisce i sentori forti e selvatici della carne di cinghiale. Diffuso più o meno lungo tutti gli Appennini, è in realtà una ricetta tipica della cucina umbra, che nel suo parterre di preparazioni, regala un grande spazio proprio a tutto ciò che si può realizzare con questa carne estremamente saporita ed elegante nella sua selvaticità.

La Scelta della Carne: Un Passo Fondamentale

Per rendere al meglio il cinghiale alla cacciatora, bisogna regalare una grande attenzione alla scelta della carne. In primis, si possono scegliere gli stessi tagli che sceglieremmo per il maiale, nel caso dovessimo prepararlo nella medesima maniera, come la coscia, che si rivela morbida, succosa e saporita.

Preparazione Preliminare della Carne

Tagliate la polpa di cinghiale a cubetti e togliete il grasso solo se dovesse essere in grande eccesso, in quanto la carne di cinghiale è già magra e un po' di grasso in cottura contribuisce sempre a mantenere i bocconcini morbidi. Mettete i tocchetti di carne in una padella dai bordi alti senza aggiungere nient'altro, accendete la fiamma tenendola bassa e lasciate che la carne rilasci il suo siero, dal tipico sapore di selvaggina.

Il Soffritto: Cuore del Sapore

A questo punto tritate il soffritto, compresi i due spicchi d'aglio e fateli rosolare in una casseruola con due giri abbondanti d'olio. Mentre cuociono, rimettete i bocconcini nella padella e fate in modo che rilascino le ultime rimanenze di siero, poi poneteneli nella casseruola, seguiti dalle bacche di ginepro, la salvia e mezzo rametto di rosmarino, mescolando con delicatezza e cura con un cucchiaio di legno. Subito dopo versate il vino rosso e lasciate cuocere a fiamma alta per farlo evaporare.

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La Lenta Cottura: Segreto della Morbidezza

La cottura lenta, a fiamma bassa, rende questa carne tenera anche se in origine non lo è. Dopo circa 10 minuti aggiungete il vino e gli insaporitori: le bacche di ginepro, il rosmarino, qualche foglia di salvia e l’alloro.

Il Tocco Finale: Olive Nere e Sale

A fine cottura vanno aggiunte le olive nere e solo dopo una mescolata energica si può assaggiare e decidere se aggiungere il sale.

Varianti e Tradizioni Familiari

Il cinghiale alla cacciatora di Casa Pappagallo è un secondo rustico e saporito, di quelli che piacciono sempre a tutti. Si tratta di una ricetta tradizionale italiana che molto spesso ha subìto variazioni in base a quanto si tramanda di famiglia in famiglia. C’è chi, ad esempio, ci aggiunge i pomodorini o chi il pomodoro non lo mette affatto.

Un Consiglio Prezioso: La Qualità degli Ingredienti

Io, per la preparazione del cinghiale alla cacciatora, ho preferito usare prodotti (ove possibile) sicuri della provenienza e/o provenienti da agricoltura biologica, perché per una vita sana è sempre meglio essere prudenti e controllare la provenienza degli alimenti che consumiamo.

Servire e Gustare: Un'Esperienza Indimenticabile

Accompagnate il cinghiale alla cacciatora con del pane a fette tostato e caldo, sentirete che bontà. Insomma, non vi resta che provarlo, perchè oltre che buono è anche facilissimo da preparare… Parola di Carmencita!

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