Introduzione
Ponte dell'Olio, un borgo ricco di storia situato in una posizione strategica, offre un affascinante connubio tra tradizione e innovazione culinaria. Questo articolo esplora la storia di Ponte dell'Olio, dalle sue antiche origini all'evoluzione della sua scena gastronomica, con un focus particolare sull'arte della pizza e sulle pizzerie che contribuiscono a definire l'identità culinaria del luogo.
Radici Storiche di Ponte dell'Olio
Le origini di Ponte dell'Olio affondano in tempi remoti, con i primi insediamenti risalenti all'epoca romana. La posizione geografica del borgo, circondato da monti ricchi di minerali come ferro, rame e talco, ne ha favorito lo sviluppo come centro minerario. Nel Medioevo, Ponte dell'Olio acquisì un'importanza cruciale come snodo commerciale con la Liguria, come suggerisce il suo stesso nome, derivante dalla presenza di magazzini per l'olio proveniente dalla regione ligure. L'abitato conserva ancora oggi le tracce delle fortificazioni erette a difesa di questi flussi commerciali, oltre a una imponente fornace a tre torri, testimonianza della tradizionale produzione di laterizi.
La Pizza: Un'Arte in Evoluzione
La pizza, un piatto amato in tutto il mondo, ha una storia ricca e complessa. Le sue origini possono essere fatte risalire all'antica Napoli, dove nel XVIII secolo si diffuse una versione semplice condita con aglio, olio e pomodoro. Nel 1889, il cuoco Raffaele Esposito dell'Antica Pizzeria Brandi creò la pizza Margherita in onore della regina Margherita di Savoia, utilizzando ingredienti che richiamavano i colori della bandiera italiana: pomodoro (rosso), mozzarella (bianco) e basilico (verde).
Oggi, la pizza è un'arte in continua evoluzione, con pizzaioli che sperimentano nuove tecniche, ingredienti e combinazioni di sapori. La ricerca della qualità, l'attenzione alla digeribilità e l'utilizzo di prodotti locali e di stagione sono diventati elementi fondamentali per creare una pizza eccellente.
Pizzerie Stellate: Un Riconoscimento di Eccellenza
Nel mondo della ristorazione, ottenere un riconoscimento come "Pizzeria Stellata" è un segno di prestigio e qualità. La Guida Peperoncino Rosso, ad esempio, assegna da una a tre stelle alle pizzerie che si distinguono per l'eccellenza dei loro prodotti e servizi. Ottenere il massimo punteggio, 3 Stelle, significa entrare a far parte di un network di attività ristorative di alto livello, ambite da migliaia di pizzerie e ristoranti in tutto il mondo. Questo marchio di qualità orienta la scelta di numerosi clienti che amano scegliere dei locali d’eccellenza per le loro esperienze gastronomiche.
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Il Filo d'Olio: Una Storia di Passione e Dedizione
La storia de Il Filo d’Olio comincia 16 anni fa, quando Leonardo e sua moglie spinti da una grande passione e dalla loro dedizione al lavoro decidono di aprire una loro attività. Negli anni successivi, essi riescono a farsi conoscere nella zona portando nel cuore dell’Umbria i piatti del sud Italia. Leonardo Cariati ha 39 anni e condivide con sua moglie la passione per la cucina. Leonardo diventa pizzaiolo dopo un periodo di gavetta, al quale segue un periodo di formazione e specializzazione presso la Pizza News School Srl. All’interno della scuola, incontra il maestro Luigi Ricchezza, responsabile del Team didattico. Inoltre, nel corso del tempo egli conosce dei grandi maestri dell’arte bianca quali Francesco Pepe, Salvatore Martucci e Simone Padoan. Da essi, apprende l’estro e la creatività necessaria per svolgere questo mestiere. Entrare in contatto con alcuni dei principali esponenti della pizza contemporanea gli dà la giusta mentalità per trasformare la sua passione in una vera e propria attività, in cui coltivare il proprio talento. Entrando nel ristorante pizzeria Il Filo d’Olio si ha la sensazione di entrare in un posto rilassante, dove è possibile non solo gustare delle specialità culinarie ma immergersi in un’atmosfera che coinvolge tutti i sensi. Il locale infatti è ricavato da un casale in pietra, situato a pochi chilometri da Perugia. L’idea di ristrutturarlo e adibirlo ad attività ristorativa è uno dei fiori all’occhiello del progetto. All’esterno, inoltre, è presente un giardino dotato di: barbecue, verande e postazioni per il relax. Nei mesi freddi, invece, la sala interna riscaldata regala un’atmosfera intima e accogliente. Per tale motivo, il locale risulta sempre adatto a chi desidera vivere un’esperienza non solo del gusto ma anche visiva e olfattiva. Il Filo d’Olio: perché è una Pizzeria Stellata? Per diversi motivi. Innanzitutto, è possibile gustare davvero tante specialità. Grazie alla maestra Rachele, i sapori del territorio vengono conciliati con quelli siciliani. Un gustoso connubio garantito dalla cucina semplice della chef. Un altro aspetto molto importante è il rapporto umano, basato sulla cordialità e sull’ascolto nei confronti dei clienti. La voglia di soddisfarli accomuna tutto lo staff de Il Filo d’Olio. Non è un caso se le pizze sfornate da Leonardo Cariati siano molti digeribili. Un altro punto di forza della Pizzeria Stellata sono i dolci. Per la preparazione dei Cannoli siciliani, ad esempio, viene utilizzata soltanto la ricotta di pecora. Le varie proposte del menù sono realizzate in modo artigianale e nel rispetto delle ricette tradizionali siciliane. Per arrivare così in alto, egli mette in primo piano la qualità dei prodotti utilizzati. Sfogliando il menù ci si rende subito conto della sua continua ricerca di nuove varianti. Le pizze infatti spaziano dalla classica a quelle gourmet. La maggiore espressione della sua creatività è la Calabrisella. Da buon calabrese, Leonardo Cariati mette insieme gli ingredienti della propria regione per realizzare una pizza sui generis. La Calabrisella, infatti, viene condita con: San Marzano, fiordilatte, cipolla di Tropea, nduja e basilico. Un’altra pizza degna di menzione è l’Oro di Napoli. Come suggerisce il nome, questa versione si contraddistingue per la presenza di ingredienti di origine campana: dalla farina macinata a pietra fino ai pomodorini gialli del Vesuvio. I frequentatori del ristorante-pizzeria apprezzano molto il fatto che il menù venga aggiornato costantemente, tenendo conto delle varie stagioni. Questo aspetto riguarda anche il beverage, dove spiccano le birre locali e i vini di origine siciliana. Dopo diversi anni di attività, Leonardo e sua moglie non perdono l’entusiasmo dei primi anni. Un nuovo grande riconoscimento per il ristorante pizzeria di Rachele e Luigi Cimino, che ottiene il titolo di Pizzeria Stellata, conquistando ben 3 Stelle della Guida Peperoncino Rosso. L’idea di aprire l’attività viene a Leonardo Cariati e a sua moglie, Rachele.
Altre Pizzerie e Ristoranti a Ponte dell'Olio e Dintorni
Oltre a Il Filo d'Olio, Ponte dell'Olio e i suoi dintorni offrono una varietà di opzioni per gli amanti della pizza e della buona cucina. Tra questi, si possono citare:
De Gustibus Hill: Una pizzeria-ristorante di recente gestione situata sulla strada che scende da Bettola, ideale per una tappa dopo una giornata sulle colline della ValNure.
Ristorante Riva: Situato nel piccolo borgo di Riva, con un affascinante castello merlato a fianco, Carla (Chef di rinomata notorietà e allieva del Maestro George Cogny) e Maurizio (grandissimo esperto ed estimatore di Vini) propongono una cucina raffinata con un mix di territorio e creatività.
Albergo Ristorante Italia: Situato in centro paese a 930 metri di altitudine, offre ospitalità, cordialità e professionalità unite a un gusto semplice di una condizione familiare, con 8 camere per chi desidera trascorrere una vacanza in tranquillità, circondati dalla natura incontaminata del luogo.
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Piccolo Ristorante: Un tradizionale ristorante familiare che, nonostante il nome, offre una proposta culinaria tipica riconosciuta lungo tutta la valle ormai da anni, molto intimo e accogliente, con una preziosa selezione di piatti ottimi e abbondanti.
"DA PIANASSA" Antica Trattoria: Situata a 1000 metri sul livello del mare, offre un'esperienza culinaria tradizionale in un ambiente rustico.
Bar Pizzeria Trattoria Bonjour: Un locale rustico e accogliente, tipico di un paese di montagna, con sala interna stile baita, terrazza e veranda coperta. I fratelli Gigi e Dante preparano pizze con abbondante farcitura.
Grigoris: Un'Esperienza Greca a Mestre
Anche se non situata direttamente a Ponte dell'Olio, la Pizzeria Grigoris a Mestre (Venezia) merita una menzione per la sua originalità e la sua storia interessante. Fondata da Ruggero Ravagnan, detto Lello, la pizzeria trae ispirazione dalla Grecia, in particolare dall'isola di Patmos. La passione per la Grecia si riflette nella carta della cucina, con piatti come Tzatziki, Melanzane alla greca e Souvlaki. La pizza Grigoris, tuttavia, ha poco di greco, con ingredienti come formaggio alle erbe, chiodini, brie, noci, salame piccante, melanzane e peperoni. Più in linea con l'ispirazione greca è la Felfela, con pomodoro, cipolla, pollo e tzatziki. La pizzeria offre anche una selezione di pizze più tradizionali e una terza categoria di pizze artigianali, realizzate con ingredienti di alta qualità e attenzione ai dettagli.
Antica Pizzeria Port'Alba: Un Pezzo di Storia Napoletana
L'Antica Pizzeria Port'Alba a Napoli è una delle pizzerie più antiche del mondo, con origini risalenti al 1738. Inizialmente, era un piccolo locale dove i venditori ambulanti si rifornivano di pizze alla marinara, con alici o con cicinielli. Nel 1830, divenne una vera e propria pizzeria e osteria, con tavoli, sedie e un piano superiore, famosa per la sua buona cucina e le specialità di pesce. La pizzeria è situata sotto la cosiddetta "Porta di Sciuscelle", eretta nel 1625 sotto il viceré Antonio Alvarez de Toledo, Duca d'Alba.
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La Pizza Grassa di Terni: Un Simbolo Popolare
La pizza grassa è un autentico simbolo ternano: croccante, ruvida, intensa, sostanziosa e popolare. Elio iniziò a lavorare nel 1952 come garzone di bottega da Azenio Colasanti, padre della prima ricetta di pizza grassa di cui si ha notizia: la tempesta aerea della guerra era passata sulla città pochi anni prima, violentissima, lasciando macerie e distruggendo quasi del tutto il centro storico. Terni, la Dresda italiana, era quindi alla ricerca di nuove identità e la pizza grassa non tardò ad imporsi come uno dei simboli della ricostruzione. La golosa creatura di Elio è concettualmente affine al panino napoletano, però in versione “schiacciata”: nell'impasto, con acqua e farina, entrano strutto, pecorino, lardo e pancetta. Il successo di Elio fu immediato, negli anni del boom economico: sono i tempi in cui la pizza grassa arriva ovunque, in fabbrica come a scuola, con i banchetti montati fuori dalla classe nell'intervallo fra le lezioni. Si precorrono i tempi del moderno delivery, organizzando i corrieri: la pizza volava persino in Canada e Brasile, mentre da Firenze un imprenditore inviava i propri fattorini per prelevarla e farsela portare a casa. Dopo la cascata delle Marmore - appena fuori città -, il forno di Elio non tardò a imporsi come meta fissa negli itinerari di visita; la bottega, però, si mantiene piccola e semplice. Nessun tavolo all'interno, la pizza grassa si prende e si mangia fuori, oppure la si porta a casa per aprire il pranzo della domenica. La pizza grassa è buona, nutre e costa poco, quindi la tradizione continua. E ancora oggi davanti alla pizzeria - che ha mantenuto il nome di Elio - c'è una fila perenne e democraticissima: nessuno si lamenta dell'attesa, che accomuna fuori bottega frotte di ragazzini, impiegati di banca in cravatta, operai fuori turno, politici d'ogni fazione. L'attesa del soletto, qui, è pura liturgia. Tutto come un tempo. Solo la plancia di comando del laboratorio ha cambiato reggente: ora è affidata a Mario e Michele, altrettanto instancabili.
La Pizza Napoletana: Un Disciplinare da Seguire
Preparare la vera pizza Napoletana non è così semplice, per poterla definire così, si devono seguire le indicazioni date nel disciplinare pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, che le garantisce il titolo di Stg, specialità tradizionale garantita. Per provare a preparare in casa una pizza speciale (pur non potendo seguire tutte le indicazioni del disciplinare) si può sperimentare la ricetta di Gino Sorbillo, il principe della pizza Napoletana.