La storia dei biscotti Doria è un intreccio di tradizione, innovazione e successo pubblicitario che ha segnato il panorama dolciario italiano, soprattutto negli anni '90. Questo articolo ripercorre le tappe fondamentali della storia del marchio, dalla sua nascita artigianale all'affermazione industriale, con un focus particolare sui prodotti che hanno conquistato il cuore dei consumatori negli anni '90 e sull'impatto della pubblicità televisiva.
Le Origini Artigianali: Dal Forno di Sarmede al Marchio Doria
La storia di Doria affonda le sue radici nel lontano 1800, quando Alessandro Zanin iniziò a produrre pane a Sarmede, sulle colline trevigiane. Un punto di partenza umile, ma destinato a evolversi. Alessandro Zanin si sposa con una pasticciera, Antonietta Donadon, e insieme al pane sforna anche dolci. Negli anni trenta le vendite sono estese nei paesi del circondario: il figlio Ugo s’impegna nelle consegne, alcuni operai aiutano nella produzione.
Un passo importante si compie nel 1950, quando Ugo Zanin, ormai alla guida dell'azienda, compra un terreno a Orsago su cui costruisce un piccolo stabilimento con una dozzina di dipendenti.
A metà degli anni cinquanta, Ugo Zanin incontra in una località termale lo svizzero René Italo Ricolfi Doria, che produce biscotti in Alta Savoia con il marchio Doria. I due diventano amici e stipulano un accordo scritto a mano con cui s’impegnano a non invadere con i loro prodotti i rispettivi mercati di competenza e con cui Zanin può utilizzare quel nome. A partire dal 1956 il marchio Doria viene valorizzato con un forte ricorso al mezzo televisivo. Grazie anche al successo di Bucaneve, in pochi anni il marchio Doria si consolida su tutto il territorio nazionale ed espande le sue vendite a livello internazionale.
L'Ascesa del Marchio Doria e l'Importanza della Pubblicità Televisiva
Negli anni, le pubblicità del marchio trevigiano hanno avuto le voci di Miranda Martino e Ornella Vanoni. Un importante contributo viene dal nuovo mezzo di comunicazione, quello televisivo. Gli spot Doria agli albori della pubblicità televisiva entrano per sempre nella memoria degli spettatori. I caroselli con le canzoni di Miranda Martino e le avventure di Tacabanda segnano quegli anni di profondo cambiamento sociale e appartengono di diritto alla nostra pop culture. Negli anni continuano le invenzioni e i lanci di successo di Doria, come i crackers Doriano e gli snack Giambonetti alla fine degli anni Sessanta.
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Gli Anni '90: Un Decennio di Successi e Prodotti Indimenticabili
Gli anni '90 rappresentano un periodo d'oro per Doria, con il lancio di prodotti che sono diventati veri e propri simboli di un'epoca.
Oltre ai biscotti Doria, gli anni '90 sono stati un'epoca ricca di merendine e snack iconici. Tra i prodotti più amati si ricordano:
- Bucaneve: Il biscotto simbolo di Doria, caratterizzato dalla sua forma a fiore e dalla glassa zuccherata. Un classico intramontabile, perfetto per la colazione o la merenda. Nel 2000 Bucaneve compie cinquant'anni e Doria ringrazia il suo biscotto-simbolo celebrandone l’anniversario.
- Doriano: I crackers Doriano sono stati un altro successo del marchio Doria, apprezzati per la loro croccantezza e versatilità.
- Giambonetti: Snack salati che hanno segnato un'epoca.
Evoluzione del Marchio Doria
Gli anni passano e le confezioni Doria si ripropongono con vesti nuove. La pulizia della grafica, la freschezza del tratto e la naturalezza dei colori diventano elementi distintivi via via sempre più perfezionati nell’immagine di Doria. La semplicità è indissolubilmente legata all’anima di Doria.
Altri Ricordi degli Anni '90
Gli anni '90 sono stati un'epoca d'oro per il settore alimentare, con una vasta gamma di prodotti che hanno segnato l'infanzia e l'adolescenza di molti. Oltre ai biscotti Doria, alcune merendine e snack iconici di quel periodo includono:
- Il Soldino: Un quadrato di morbido pan di spagna ricoperto da cioccolato, con una monetina al centro.
- I Biscottini: Croccanti e perfetti da inzuppare nel latte.
- Le Tortine di Frutta: Antenate del Kinder Fetta al Latte.
- Le Pat Bon: Le patatine della Findus a forma di lettere dell’alfabeto o ripiene di ketchup.
- Soldino: poteva considerarsi benissimo il re delle merendine (per me era il Tegolino che fortunatamente esiste ancora ma in una nuova forma). Un quadrato di morbido pan di spagna ricoperto da cioccolato, ed al centro una monetina, un vero e proprio cioccolatino.
- Biscottini: Dei biscottini dalla consistenza croccante, che se tuffati nel latte si scioglievano facendolo diventare una sorta di cioccolata calda.
- Tortine di Frutta: me le ricordo appena, e per quel poco che sono durate non erano così male. Antenata del Kinder Fetta al Latte, questa era della Motta.
- Biricche: ho un vaghissimo ricordo, forse perchè l’avrò provate una volta sola. Delle crostatine bicolori con due tipi di crema: nocciola e cioccolato bianco e nocciola e cioccolato fondente.
- “È Piedone il gelatone col cacao sul ditone!”.
- One o One della San Pellegrino: Oltre alle celebri Coca Cola e Pepsi, sempre in lotta tra loro, esisteva una terza bevanda zuccherina.
- Pat Bon: le patatine della Findus a forma di lettere dell’alfabeto o ripiene di ketchup.
- Questo non me lo ricordo, ma forse perchè anche da bambina, come adesso, il formaggio spalmabile non mi è mai piaciuto, però all’epoca andava.
- “Il gelato nascosto in uno snack ai cereali”. Io ero più per la concorrenza però non posso dire di non aver mai bevuto un succo di frutta Billy. Confezione bianca con la faccia dell’arancia che sorseggiava il succo in primo piano a ricordare il gusto più diffuso.
- Caramello, miele e vaniglia, chi non ricorda il Trio Nestlè? Il wafer per eccellenza, Urrà della Saiwa. Non ricordo neanche questo però se fosse ancora in commercio non me lo lascerei scappare.
- Il Winner, uno dei gelati più fighetti del tempo, predecessore del Winner Taco (uscito e rimesso in produzione per fortuna).
- Al mattino la dolcezza e la delicatezza hanno messo le ali recitava la pubblicità, antesignane dei Pan di Stelle, le Tortorelle erano dei biscotti di frolla con degli zuccherini sopra.
- Il Twister, altro gelato icona. E poi gli Orsi Sgranocchini, dei biscottini a forma di orsetto, croccanti da tuffare nel latte o da mangiare così. Non potevano mancare i Frollis, i cugini dei Palicao.
- Ciocorì e Biancorì, cioccolato fondente e bianco con riso soffiato. Sempre per la colazione c’era L’Allegra Compagnia, altri biscottini questa volta della Colussi. Protagonisti un tale Gioele, Kiss me Licia ed i Puffi (gli unici che io ricordi). Il Blob, il gelatevolissimevolmente cono tutto tondo.
Doria Oggi: Acquisizioni e Nuove Sfide
Nel 2006, l'azienda dolciaria Doria è stata acquisita dal gruppo Bauli di Verona, che ha mantenuto il marchio e i suoi 250 addetti. Questo passaggio ha segnato una nuova fase nella storia di Doria, con l'integrazione in un gruppo più grande e la necessità di affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.
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Attualmente Bauli è pronto a giocare il suo asso nella manica, ovvero quello che è diventato il suo brand premium: Motta. «Non una premium classica», ovvero non soltanto ingredienti selezionati, un packaging più curato e altri elementi scontati. «Ma una nuova categoria: quella dell’affordable luxury nel bakery, dell’esperienza stellata accessibile», ha spiegato mercoledì sera a Milano, nella cornice di palazzo Clerici, Luca Casaura, group chief marketing officer del gruppo Bauli.
Motta è tornato con al centro l’innovazione. Questo storico marchio ha inventato la Colomba e il panettone come lo mangiamo oggi, la prima e la seconda merenda industriale in Italia, Mottino e Buondì. E oggi inventa una nuova categoria con un aiuto prezioso, che è quello di Bruno Barbieri», ha concluso Casaura.
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