Vittore Carpaccio e San Giorgio e il Drago: Un'Analisi Approfondita

Vittore Carpaccio, figura di spicco del Rinascimento veneziano, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte grazie alla sua capacità di narrare storie attraverso la pittura. La sua opera "San Giorgio e il Drago", realizzata per la Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, rappresenta uno dei vertici della sua carriera e un esempio emblematico della sua arte narrativa.

La Formazione e lo Stile di Carpaccio

Carpaccio si è formato nel fertile ambiente artistico veneziano, assorbendo le influenze dei Bellini, dei Vivarini e di altre figure di spicco dell'epoca. Allo stesso tempo, ha saputo guardare oltre i confini della laguna, ispirandosi ai maestri toscani, ferraresi, ad Antonello da Messina, ai tedeschi come Dürer e ai fiamminghi. Questa apertura mentale gli ha permesso di sviluppare uno stile eclettico e personale, capace di spaziare dal giocoso al teatrale, dall'aneddoto alla satira, raggiungendo vette di poesia, psicologismo, drammaticità e profondità spirituale.

Fu proprio per questi aspetti che Carpaccio fu uno degli inventori della pittura europea "di genere", riconosciuto come un insuperato "narratore di storie". I suoi cicli di teleri, ovvero serie coordinate di tele che tramandano articolati racconti sacri, sono la testimonianza più evidente di questa sua vocazione narrativa.

Le Scuole Veneziane e la Scuola Dalmata

Le Scuole veneziane non erano semplici luoghi di formazione artistica, bensì associazioni di laici raggruppati in comunità con scopi prevalentemente assistenziali. Potevano includere anche ecclesiastici, ma erano composte principalmente da membri della borghesia mercantile e imprenditoriale, che trovavano in queste istituzioni un riconoscimento sociale e di immagine.

Le Scuole si suddividevano in diverse tipologie:

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  • Scuole di nazione: Raggruppavano individui della stessa nazionalità, riflettendo la natura cosmopolita di Venezia.
  • Scuole di arti e mestieri: Note anche come corporazioni, avevano una funzione primariamente devozionale.
  • Scuole di devozione: Nascivano all'interno delle parrocchie e potevano rendersi indipendenti, istituendo una sede propria.

La Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, detta anche degli Schiavoni, era una Scuola di devozione e un importante punto di riferimento per gli immigrati dalla Dalmazia, regione di antica presenza veneziana lungo la costa adriatica.

Seguendo la tradizione avviata da pittori come Gentile e Giovanni Bellini, Carpaccio realizzò ben quattro cicli narrativi completi per le Scuole veneziane: di Sant’Orsola; Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone (o degli Schiavoni); degli Albanesi; di Santo Stefano.

Il Ciclo dei Santi Giorgio e Trifone

Tra i capolavori della maturità di Carpaccio, i teleri realizzati per la Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone contengono alcune delle sue immagini più note. I nove dipinti del ciclo, creati tra il 1502 e il 1507, sono dedicati a Cristo, Girolamo, Giorgio e Trifone, santi nazionali dalmati, con episodi emblematici per ciascuno.

Relativamente al santo, nel manoscritto si narra quanto accade nella città di Selene in Libia,minacciata da un drago che, se non avesse ricevuto quotidianamente un tributo in cibo, avrebbe distrutto la città e i suoi abitanti.

"San Giorgio e il Drago": Un'Analisi Dettagliata

La tela "San Giorgio e il Drago" raffigura il santo al galoppo nell'atto di trafiggere la testa del drago, mentre la principessa assiste alla scena sullo sfondo a destra. L'ambientazione desertica, accentuata dalle cromie terrose, crea un'atmosfera di aridità e pericolo. Alla base del dipinto emergono scheletri che testimoniano le vittime del drago: resti di donne, uomini e animali sparsi ovunque.

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Il corpo di San Giorgio sembra quasi immobile, come un fermo immagine nel momento in cui il fendente sprigiona tutta la sua forza e la sua energia mortale.

Carpaccio costruisce una realizzazione pittorica unica. Un ulteriore contrasto è dato dal paesaggio: la principessa si trova su un prato verdeggiante, contrapposto al deserto in primo piano. Sulla destra, in prossimità della principessa si vede il lato positivo, esemplificato dalla presenza di un’aiuola, una chiesa cristiana e un sentiero che conduce alle due possibilità di fede, da quella più solitaria dell’eremo a quella collettiva, della civitas.

Simbolismo e Metafore

Secondo lo storico dell'arte Augusto Gentili, il racconto della Legenda Aurea è ricco di simboli e metafore che trattano temi sociali e religiosi. Ad esempio, la conversione dei cittadini simboleggia la vittoria della fede cristiana sulla lussuria, rappresentata dalla cintura virginale della principessa che viene usata per legare il drago.

Questa storia per i confratelli della Scuola di San Giorgio degli Schiavoni si cala perfettamente nel contesto veneziano a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. Per Venezia è un periodo di scontro con i turchi, popolazione che inizia ad occupare gradualmente i territori della Serenissima. Il drago con cui san Giorgio si sta scagliando non è solo la rappresentazione della Legenda aurea, bensì è anche la metafora del nemico per eccellenza dei Venezia, i turchi d’Oriente.

La parte sinistra dell’albero ha rami secchi e spogli, e in secondo piano si vedono edifici di fantasia mescolati ad altri realmente esistenti, che ricordano il lontano Oriente pagano, gli infedeli. E la principessa pagana dov’è? Essendo la figlia del re di Selene ci si immagina di doverla trovare a sinistra, assieme alla sua famiglia e alla sua gente. Sembra in attesa del risultato ma il suo sguardo per nulla preoccupato ci fa capire che sa già come andrà a finire. Ha capito tutto e infatti ha già superato il confine e attende il momento della sua liberazione. Ci troviamo fuori dalle mura della città, in un terreno disseminato di ciò che resta dei pasti del drago. Sparsi nella terra arida e brulla vediamo resti di cadaveri, avanzi di scheletri e di ossa, di brandelli di corpi abbandonati. Una mandibola umana, il busto di una giovane donna dilaniata dal bacino in giù, un braccio a cui è attaccata una mano contorta. Questo perché i cannoni turchi-ottomani utilizzati all’epoca avevano una forma che ricordava quella di un serpente e la bocca simile a quella di un drago che sputava il fuoco che colpiva gli eserciti nemici.

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Il Restauro e la Mostra

Recentemente, la tela "San Giorgio e il Drago" è stata sottoposta a un importante restauro finanziato da Save Venice, che ha restituito ai colori la vividezza originaria. L'opera è stata esposta alla National Gallery of Art di Washington e successivamente a Palazzo Ducale a Venezia, nell'ambito di una grande monografica dedicata a Carpaccio.

Il restauro eseguito ha invece restituito ai colori teneri la vividezza originaria.

La mostra di Vittore Carpaccio in corso in Palazzo Ducale, seconda tappa dopo che il più grande pittore narrativo del Rinascimento veneziano è stato presentato alla National Gallery di Washington dal 20 novembre 2022 allo scorso 12 febbraio, ha consentito anche un’importante operazione di recupero finanziata da Save Venice, il Comitato privato statunitense per la salvaguardia di Venezia.

La sala dei teleri della Scuola Dalmata I due teleri della Scuola sono stati esposti in una alla quale si giunge percorrendo il corridoio principale e la tela di San Giorgio e il drago è visibile già dall’ingresso, dunque, appena si entra nella sala, ci si ritrova immediatamente di fronte ad essa. A sinistra del telero è esposto il disegno preparatorio rappresentante San Giorgio e dei particolari del volto e dell’armatura, permettendo ai visitatori di approfondire il processo creativo di Carpaccio.

L'Importanza di Carpaccio

Vittore Carpaccio è stato un artista unico nel panorama del Rinascimento veneziano. La sua capacità di narrare storie attraverso la pittura, unita a una profonda conoscenza della prospettiva, del colore e dei dettagli, lo ha reso uno dei maestri più amati e apprezzati del suo tempo e dei secoli successivi. Le sue opere, ricche di simbolismo e di riferimenti alla realtà veneziana, continuano ad affascinare e a stimolare la nostra immaginazione.

Sempre nello stile di questo artista, sono tutti quadri ricchi di particolari, capolavori di questo pittore originale con uno stile unico nel panorama degli artisti del suo tempo.

I teleri del Carpaccio hanno la straordinaria capacità di farci viaggiare verso terre straniere.

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