L'insalata, un pilastro della dieta mediterranea, si presenta in una miriade di forme, sapori e consistenze. Spesso relegata a semplice contorno, l'insalata può essere protagonista di piatti gustosi e nutrienti, adatti a ogni stagione e palato. Questo articolo esplora le diverse varietà di insalata disponibili, offrendo una panoramica completa per orientarsi nell'ampio mondo di questi ortaggi a foglia.
Introduzione
La denominazione generica di "insalata" indica un gruppo di ortaggi a foglia consumati prevalentemente crudi, ma che possono essere anche cotti. Le insalate sono versatili, fresche e leggere, e si distinguono per varietà e categorie. Sebbene oggi giorno quasi tutte le tipologie siano comunque reperibili durante tutto l’arco dell’anno, il criterio più utilizzato per classificare le innumerevoli varietà di insalate è la stagionalità.
Classificazione Botanica
La maggior parte delle insalate si può suddividere in tre famiglie botaniche principali:
- Cicorie: Questo gruppo include i radicchi, noti per il loro sapore amarognolo.
- Indivie: Caratterizzate da foglie frastagliate o lisce, con un gusto che varia dal delicato all'amarognolo.
- Lattughe: Le insalate più delicate, con diverse varietà che offrono una gamma di sapori e consistenze.
A queste famiglie si affiancano numerose erbe di campo, come le crispigne, il tarassaco e la borragine.
Stagionalità: Un Criterio di Classificazione
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’autunno e l’inverno sono particolarmente generosi di insalate. Tuttavia, la produzione delle diverse specie non ha interruzioni nel corso dell’anno: alcune varietà sono prettamente invernali (indivia riccia, indivia scarola, radicchi), altre sono tipicamente primaverili-estive (lattuga cappuccio, lollo, trocadero), altre ancora estive-autunnali (lattuga a costa lunga, iceberg).
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Varietà di Insalate
Lattughe
Tra le insalate da foglia più note c’è senza dubbio la lattuga, appartenente alla famiglia delle Astracee e della specie Lactuca Sativa. Dal punto di vista nutrizionale, è ricca di sali minerali, in particolare potassio e ferro, e composta per più del 90% di acqua.
- Lattuga Cappuccio: Di forma rotonda e dalle foglie molto larghe, concave e rugose, è il tipo di lattuga più utilizzato in cucina per insalate e guarnizioni. Compatta, voluminosa, tenera, fa parte della categoria L. capitata, il cui nome deriva dal latino caput, cioè testa, a richiamare la sua forma tonda. Tra le sotto-varietà più note c’è la Trocadero, una specie invernale.
- Lattuga Iceberg: Grande, pesante e croccante, è una varietà dall’aspetto tipico, con foglie chiare che formano un cespo rotondo simile a un pallone. Ricca di acqua, può superare il chilo di peso. Il Cuore di Iceberg, caratterizzata da un cespo molto rotondo e di colore chiaro e uniforme, è un’insalata croccante e dal gusto delicato, ideale da gustare da sola o in combinazioni ad altri tipi di insalate verdi.
- Lattuga Romana (o a Costa Lunga): È la più diffusa in Italia, con un cespo ovale di colore verde intenso e una consistenza croccante. Conosciuta anche come Lattuga a Costa Lunga, ha una consistenza croccante ottima da mangiare sia cruda che cotta.
- Lattughino: La tipologia di lattuga più delicata per sapore, consistenza e conservazione, con tenere foglie che possono assumere diverse sfumature di colore, dal verde chiaro al rosso scuro, come quelle utilizzate per comporre la misticanza.
- Lollo: Si distingue per il suo cespo aperto e le foglie arricciate, con la Lollo bionda dalle foglie di un verde intenso e quella rossa con tonalità violacee.
- Foglia di Quercia: È una lattuga piccola e tenera, con foglie ondulate che variano dal verde pisello al rosso violaceo e un sapore delicato.
- Rossa di Trento (o Ubriacona di Trento): Una varietà rustica e resistente del Nord Italia, con foglie verdi, frastagliate e croccanti.
Cicorie
Le cicorie sono verdure a foglia della famiglia delle Composite (o Asteraceae), note per il loro sapore caratteristico amarognolo. Il gruppo delle cicorie comprende numerose varietà molto diverse tra loro, in genere a raccolta autunnale o invernale. Il caratteristico sapore amarognolo è particolarmente gradevole nelle piante giovani, che sono quindi da preferire al momento dell’acquisto.
- Radicchio: Le cicorie a foglia rossa o variegata, comunemente chiamate radicchi, sono oggi la varietà più diffusa. La forma del radicchio varia a seconda della varietà, ma le foglie sono sempre tendenti al rosso-violaceo, con un gusto amaro e intenso. Il radicchio è composto in gran parte da acqua e fibre, ma è ricco anche di vitamine, soprattutto la C, le vitamine del gruppo B e la vitamina K. È particolarmente consigliato a coloro che devono tenere sotto controllo il colesterolo e a chi deve disintossicare l’organismo. Nella loro coltivazione si utilizza in genere un metodo particolare, la forzatura, una serie di operazioni che servono a conferire all’ortaggio il caratteristico colore: si estirpano le piante con la radice e se ne recidono le foglie sopra il colletto; le piante, conservate in mucchi, generano nuove foglie dal caratteristico colore rosso.
- Cicoria Catalogna (o Cicoria Asparago): Chiamata anche “pugliese” o "brindisina", si caratterizza per le sue foglie lisce, lunghe e strette, con una nervatura centrale bianca e una lieve nota amarognola. Viene consumata solitamente come insalata o, soprattutto in Puglia, cotta come accompagnamento al purè di fave. Presenta foglie frastagliate dal colore che va da verde scuro fino al verde chiaro, con le costolature tipicamente bianche.
- Cicoria Indivia: Ha foglie strette e lunghe con bordi frastagliati, di colore verde o rosso scuro. Il sapore è amaro e la consistenza croccante.
- Cicoria Puntarella: Famosa soprattutto nella cucina pugliese ma tipiche di tutto il Sud, si caratterizza per il suo sapore leggermente amarognolo.
- Cicoria di Castelfranco (o Radicchio Variegato di Castelfranco): Si presenta di color bianco con screziature violacee, ed è molto resistente al freddo. Chiamato anche "rosa di Castelfranco", per la forma molto simile a quella del fiore degli innamorati, il Radicchio variegato di Castelfranco presenta foglie di colore bianco-crema con venature che spaziano dal viola chiaro al rosso vivo.
Indivie
Piante a foglia simili alle cicorie, tipiche dei mesi invernali, ma ormai reperibili nel corso di tutto l’anno. Hanno l’aspetto di cespi appiattiti, con le foglie verdi inserite in un breve fusto tenero. La parte centrale, detta cuore, è di colore più chiaro, tendente al giallo. Le indivie sono considerate una varietà di verdura appartenente alle cicorie, non a caso fanno parte della stessa famiglia.
- Indivia Belga: Ortaggio dalla caratteristica forma ovale allungata, deve presentare foglie bianche ben serrate, con sfumature giallo chiaro: quelle tendenti al verde hanno un sapore amaro molto più accentuato. Molto apprezzata per il gusto amarognolo, contiene poche calorie, ma importanti vitamine come la A e la B. È un‘insalata invernale e solitamente si raccoglie fra novembre e febbraio.
- Indivia Riccia (Cichorium endivia var. crispum): È facilmente riconoscibile per le foglie crespate e molto frastagliate, che devono essere compatte e ben turgide anche all’esterno. L’indivia riccia viene sempre consumata cruda, meglio ancora se combinata con altre varietà di insalata, alle quali aggiunge un delicato tocco amarognolo e una certa ruvidezza, che potrebbe tuttavia risultare eccessiva quando viene consumata da sola. Dalle foglie ricce e croccanti. Diffusa in tutto il territorio nazionale, l’indivia riccia viene legata durante la maturazione per ammorbidire il cuore, rendendola ideale sia per il consumo fresco che per la cottura. Ha foglie molto strette, lunghe e frastagliate, con un cuore bianco. È ricca di vitamina A e C e sali minerali quali potassio, ferro e fosforo. La semina dell’indivia si effettua fra settembre e ottobre: in questo modo sarà pronta per dicembre-gennaio.
- Indivia Scarola (Cichorium endivia var. latifolium): Pianta dalle foglie larghe e lisce, con bordi appena frastagliati, caratterizzata da una consistenza croccante e da una leggera tonalità amarognola. Sono le insalate più delicate, sia per la consistenza della foglia, sia per quanto riguarda la conservazione. Dalla foglia larga, grande e liscia, leggermente ondulata e con una consistenza croccante. Il sapore è lievemente amarognolo. Dalle foglie larghe e croccanti, la scarola ha un sapore lievemente amarognolo. Perfetta condita con olio extravergine d’oliva, aglio e acciughe, si abbina anche a olive e capperi per un piatto ricco di gusto.
Erbe di Campo
Appartengono alla famiglia delle erbe di campo diverse piante, tra cui fiori, erbe aromatiche, erbe officinali, piante selvatiche commestibili e non commestibili. La misticanza è un misto di erbe, per lo più selvatiche, che si consumano crude in insalata. In ogni periodo dell’anno si trovano erbe diverse, per cui in genere si utilizzano quelle disponibili al momento. Solitamente il mix è fatto da insalate come il tarassaco, la rucola, la valerianella, la pimpinella, l’acetosa, il cerfoglio. Alle erbe, a seconda della stagione, è possibile aggiungere fiori di tarassaco, violetta, borragine, begliuomini, nasturzio.
- Rucola: Dal sapore acidulo e piccante, è molto usato per arricchire il sapore di insalate più comuni come la lattuga. La rucola, dal gusto piccante, è spesso utilizzata in abbinamento a frutta secca o formaggi, rendendo le ricette più originali. Anche la rucola fa il suo trionfale ingresso nella misticanza invernale, conferendole sapore e carattere. Ottima per tutti quelli a cui piace il gusto lievemente amarognolo e piccante, che dipende principalmente dalla quantità d'acqua che riceve in fase di coltivazione: meno annaffiature dedicate alla rucola, più saporita risulterà al palato. La Rucola, utilizzata per arricchire insalate o consumata come piatto unico insieme ai condimenti, può essere sia coltivata che raccolta selvaticamente ed è per questo che fa parte delle erbe di campo.
- Valerianella (o Songino o Gallinella): Tipiche della stagione primaverile ma anche autunnale ed invernale, sono poi la valerianella, anche conosciuta con il nome di songino e gallinella, e lo spinacino, dal sapore delicato ma deciso. Questo tipo di insalata dalle foglie tenere, leggermente allungate e rotondeggianti, è ricca di clorofilla, mucillagine, sali minerali e vitamine A, B e C. Si consuma esclusivamente cruda in insalata, da sola o mista ad altri ingredienti. Eccoci arrivati alla varietà d'insalata più tenera dell'inverno, la valerianella. Sempre nelle erbe di campo rientra la valeriana è composta da piccoli ciuffetti di foglie tenere e tondeggianti.
- Spinacino: In primavera si possono gustare le foglie più dolci e nutrienti degli spinaci, quelle che comunemente vengono chiamate anche “spinacino”. Già apprezzata per la sua ricchezza di ferro, questa verdura è nota per essere alleata della vista, grazie all’elevato contenuto di luteina.
- Crescione: Tra i tipi di insalata, il crescione è ricco di antiossidanti e gli vengono attribuite proprietà curative. Tant’è che in erboristeria è utilizzato come depurativo, ricostituente e diuretico. Il crescione solitamente si semina da aprile a giugno e si raccoglie ogni 15 giorni circa. Esistono tre varietà di crescione, ma solo due sono quelle utilizzate nelle insalate: il crescione inglese, dallo stelo biancastro con foglie piccolissime, e il crescione d’acqua, dalle foglie tondeggianti. Dal sapore acidulo e piccante, è molto usato per arricchire il sapore di insalate più comuni come la lattuga. Coltivata e selvatica. Oltre al contenuto di vitamina C, potassio, ferro e calcio, è apprezzata in quanto favorisce la digestione.
- Tarassaco (o Dente di Leone): Sapevate che anche il tarassaco può rendere sfiziosa una misticanza invernale? Dovrete aspettare la fine di febbraio per raccogliere le sue foglie più giovani e tenere, ma certamente ne varrà la pena! Anche detto Tarassaco, in primavera trasforma i prati in allegre distese gialle. Le sue foglie sono ricche di vitamina B, C ed E e sono utilizzate come stimolanti della digestione, ma anche per favorire il lavoro di fegato e cistifellea. Ha un’ottima azione drenante e depurativa sull’organismo. Si trova nelle campagne e in qualsiasi prato, da aprile a giugno.
- Cerfoglio: Pianta dall’aroma molto delicato e dolciastro, da utilizzare esclusivamente fresca, tritata all’ultimo momento e rigorosamente non bollita. Ha foglie molto simili a quelle del prezzemolo, ma di colore più chiaro e leggermente piumose. Il Cerfoglio ha le sembianze del prezzemolo ma si distingue col suo colore leggermente più chiaro.
Altre Erbe e Fiori Commestibili
Sono numerose le varietà di erbe spontanee che si possono utilizzare nelle insalate, a patto che le loro foglie siano giovani e fresche; tra le più diffuse occorre ricordare l’acetosella, l’achillea, l’altea, la beccabunga, la borsa del pastore, il levistico, la melissa, la piantaggine, la pimpinella ecc. Talvolta il confine tra insalate di campo ed erbe aromatiche è molto labile e può dipendere unicamente dalla quantità utilizzata.
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- Borragine: Pianta erbacea tipica della Liguria e della Campania, utilizzata nella preparazione di insalate, minestre, farce per primi piatti e ripieni di torte salate. Deve essere raccolta quando le foglie sono ancora giovani e non completamente ricoperte dalla “peluria”.
- Portulaca: Erba infestante che cresce nel periodo estivo, le cui foglie si sposano alla perfezione con i pomodori crudi e con diverse varietà di insalata.
- Silene o Strigolo: Erba spontanea in genere utilizzata per preparare risotti, farce, frittate e minestre, oppure servita come contorno, semplicemente cotta al vapore.
- Fiori Commestibili: Molti fiori sono adatti a un uso alimentare: i fiori d’acacia possono essere utilizzati per preparare frittelle, mentre le viole sono ottime in insalata o candite; le pratoline, le primule e il gelsomino sono utilizzati per decorare variopinte misticanze, mentre le rose sono l’ideale per aromatizzare preparazioni dolci o come accompagnamento di delicate erbe crude.
- Calendula: Oltre alle tenere foglie che conferiscono un gusto particolare alla misticanza, si possono utilizzare i fiori, dal colore vivace e dal sapore intenso. La calendula può essere impiegata anche per aromatizzare un risotto, conferendogli un particolare colore giallo.
- Malva: I piccoli fiori di questa pianta, oltre a essere utilizzati in erboristeria, possono rappresentare una gradevole guarnizione di insalate miste.
- Nasturzio: Fiore dal caratteristico colore giallo o arancione che sboccia in estate, ha un sapore piccante ed è in genere utilizzato per insaporire insalate miste o per guarnirle.
Come Scegliere e Conservare l'Insalata
All’acquisto, controllate sempre che i colori siano vivaci, le foglie turgide, croccanti e non alterate da insetti. Non lasciatele mai negli involucri sigillati, poiché marcirebbero in breve tempo, ma sistematele in un contenitore coperto con un panno inumidito e ponetele in un cassetto del frigorifero dove l’aria riesca a circolare. Le insalate si conservano al massimo per 3-4 giorni, a eccezione del radicchio rosso, un po’ più resistente.
Benefici Nutrizionali
Dal punto di vista nutrizionale, le insalate sono ricche di vitamine (A, C), sali minerali (calcio, ferro) e fibra solubile, particolarmente efficace nella prevenzione dell’arteriosclerosi. La maggior parte delle insalate fornisce anche una grande quantità di fibre alimentari, cosa che agevola la tua salute intestinale, favorendone la motilità. La parte verde delle foglie è ricca di betacarotene, precursore della vitamina A. L’insalata è ricca di acqua - per questo perfetta per una maggiore idratazione soprattutto nella stagione estiva - di sali minerali che reintegrano i nutrimenti persi, e soprattutto di fibre che agevolano la salute intestinale e permettono di saziarvi più a lungo. Tra le varietà di insalata, la lattuga è considerata la meno calorica. La lattuga iceberg, ad esempio, è composta per lo più da acqua (circa il 96%) e ha pochissime calorie (circa 14 kcal per 100 g).
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