Cialde Alba: Storia e Produzione di un'Eccellenza Italiana

Introduzione

La storia delle cialde ad Alba, nel cuore del Piemonte, è un racconto di passione, innovazione e tradizione. Questo articolo esplora l'evoluzione della produzione di caffè e cioccolato in cialde, un settore in cui diverse aziende hanno saputo distinguersi per la qualità dei loro prodotti e l'attenzione al territorio. Dalle prime torrefazioni artigianali alle moderne industrie dolciarie, Alba e le zone circostanti si sono affermate come un polo di eccellenza nel panorama enogastronomico italiano.

Le Radici del Caffè ad Alba: Coffee Import e Rinaldi

La storia del caffè ad Alba affonda le sue radici nel lontano 1979, con la nascita del gruppo Coffee Import a Diano d’Alba, nel cuore delle Langhe. Questa torrefazione, ancora oggi in attività, produce annualmente 600 tonnellate di caffè, equivalenti a 84 milioni di espressi serviti, con una crescita costante tra il 10 e il 12% negli ultimi tre anni. Coffee Import offre una vasta gamma di prodotti, dal caffè in grani a quello macinato, fino alle cialde, soddisfacendo sia le piccole che le grandi produzioni, a marchio proprio o in private label, con la possibilità di creare miscele personalizzate.

Parallelamente, un’altra realtà imprenditoriale ha contribuito a plasmare la storia enogastronomica di Alba: Rinaldi. Nata nel 1947, l’azienda porta direttamente sulla tavola le eccellenze del sud Piemonte e della Liguria. Il fondatore, Alfredo Rinaldi, intraprese la “via del sale”, allargando i suoi orizzonti oltre le Alpi e costruendo un ponte commerciale tra la Riviera e il Piemonte. Questo scambio permise ai mercanti piemontesi di trovare spazi per i loro prodotti agricoli, portando a casa olio, sale e acciughe salate.

Negli anni ’70, la sede di Rinaldi fu ampliata e, nel 1978, la gestione passò ai figli di Alfredo, Pierluigi e Roberto, che ampliarono la gamma di prodotti commercializzati, includendo la gastronomia di qualità. Negli anni ’90, l’azienda acquisì “La Raineri”, storica realtà di Imperia produttrice di olio extra vergine di oliva, e fondò “La Pineta”, divisione vinicola. Con l’ingresso delle nuove generazioni, Rinaldi ha ampliato la sua rete commerciale e introdotto nuove modalità di vendita, come il telemarketing e l’e-commerce. Oggi, la vasta gamma di prodotti alimentari continua a rappresentare il core business dell’azienda.

Crastan: Innovazione e Qualità nella Produzione di Surrogati del Caffè

Un’altra figura di spicco nella storia delle cialde e dei surrogati del caffè è Crastan, un’azienda con una storia affascinante che inizia all’alba dell’Unità d’Italia. Ad inizio ‘900, l’attività passò ai tre figli del fondatore: Felice, Niccolo e Guglielmo, che ampliarono la gamma dei prodotti tostati. Nel 1960, Crastan sostituì la cicoria con l’orzo, un cereale che, una volta tostato, sprigiona un profumo inconfondibile e ha un gusto caratteristico.

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Nel 1982, Crastan installò la sua prima torre di solubilizzazione Spray-Drying, lanciando una serie di nuovi prodotti solubili. Negli anni '80, l'azienda divenne un importante partner dei maggiori marchi della Grande distribuzione, raddoppiando i volumi. Crastan è stata la prima azienda ad assoggettarsi al regime di controllo di Bioagricert per il Metodo di produzione biologica.

Negli anni '90, Crastan ha avviato un processo di trasformazione che ha portato a un notevole ampliamento della gamma di prodotti, mantenendo come attività principale quella originaria dei surrogati di caffè di Alta Qualità. Nel 1996 è stato inaugurato il secondo stabilimento Crastan in località Fornacette di Calcinaia, in provincia di Pisa. Nel 2001, è sorto il nuovo stabilimento nella zona industriale di Gello, Pontedera (Pisa), dotato delle più avanzate tecnologie per la produzione di cereali tostati solubili.

Crastan si distingue per la materia prima di alta qualità, i controlli severi e continui, il processo produttivo collaudato e il rispetto dell'Ambiente. La scelta del Made in Italy ha caratterizzato Crastan fin dalla sua fondazione, con cereali provenienti da campi italiani e senza aggiunte chimiche e sintetiche. Nel 2019, Crastan è entrata a far parte del Gruppo bresciano Prontofoods.

Il Distretto del Cioccolato di Alba e la Storia di Ferrero

Non si può parlare di Alba senza menzionare la sua importanza nella produzione del cioccolato. La città conserva il ruolo di centro di altissima qualità per la produzione del cioccolato, con specialità come il gianduiotto. Alba si lega al vero distretto del cioccolato italiano per produzione, rappresentando circa il 40% del totale nazionale.

La storia di Ferrero comincia ad Alba, dove ancora oggi ha sede il suo stabilimento più grande. Pietro Ferrero aprì un laboratorio in via Rattazzi, dove iniziò a fare esperimenti e a inventare golosità. Dal laboratorio uscì il primo prodotto Ferrero: la “Pasta Gianduja” o “Giandujot”, una pasta a base di nocciole avvolta nella carta stagnola, un prodotto buono che costava poco.

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Nel 1946 nacque ufficialmente l’industria Ferrero. Per far conoscere la Pasta Gianduja, Giovanni, fratello minore di Pietro, organizzò una rete di vendita efficiente. Nel 1957, Michele Ferrero prese il controllo dell’azienda, introducendo innovazioni sia nei prodotti che nelle forme promozionali.

Negli anni ’60, Ferrero lanciò una nuova linea di prodotti pensati soprattutto per bambini e ragazzi, le “merendine”, che sostituirono la fetta di torta. In Germania, a Stadtallendorf, venne costruito un nuovo stabilimento che diede lavoro a 3.500 persone. Alla fine degli anni ’60, le società Ferrero in Europa erano otto.

Michele Ferrero, sempre attento alle esigenze dei consumatori, lanciò “Kinder Cioccolato”, la barretta di cioccolato ripiena di latte. Successivamente, Ferrero diversificò la sua produzione creando un confettino alla menta, Tic Tac, che divenne presto un successo mondiale.

Dopo la conquista dell’Europa, Ferrero arrivò negli Stati Uniti aprendo un ufficio a New York. Negli anni ’70, Ferrero continuò lo sviluppo all’estero aprendo sedi in Austria, Irlanda, Portorico e Ecuador. L'azienda è leader nel proprio segmento di mercato, con Nutella, Kinder, Mon Chéri e Tic Tac.

La Fondazione Ferrero, secondo i desideri di Michele Ferrero, è un’istituzione che testimonia l’impegno dell’azienda verso la comunità locale e i suoi dipendenti.

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Caffè Alba e Moak: Passione e Qualità nel Caffè Moderno

Caffè Alba rappresenta un esempio di come la passione per il caffè si possa combinare con la qualità e la comodità. Specializzata nella vendita di caffè in cialde e capsule, l'azienda offre un caffè di alta qualità, ricavato da chicchi selezionati delle migliori piantagioni. Le cialde e capsule sono progettate per preservare la freschezza e l'intensità del caffè, rendendo ogni momento di pausa un momento speciale.

Allo stesso modo, Caffè Moak, nata a Modica nel 1967, si è affermata come una delle torrefazioni italiane più dinamiche, con una crescita costante e una forte identità basata su qualità, innovazione e un profondo legame con la tradizione. Nel 2022, Moak ha acquisito due storici marchi italiani, Mokafè di Alba e Caffè Circi di Roma, consolidando la sua presenza in Piemonte e Lazio. Oggi, Caffè Moak esporta in oltre 50 Paesi e conta su quattro marchi: Moak, Marsalì, Circi e Mokafè, con sedi in Germania, Grecia, Malta e Stati Uniti.

Il Processo Produttivo di Ferrero Rocher ad Alba: un'Opera di Ingegneria del Gusto

Lo stabilimento Ferrero di Alba rappresenta un punto di riferimento per la produzione di eccellenze dolciarie. In particolare, la produzione del Ferrero Rocher è un esempio di ingegneria del gusto. Il wafer a semisfera croccante e sottile è un brevetto dell’azienda. La selezione delle nocciole è rigorosa, con un calibro compreso tra i 12,5 e i 13,5 millimetri. La lavorazione dura un’ora e mezza, con otto diverse fasi lungo una linea di produzione di 200 metri che sforna 4 milioni di pezzi al giorno.

La qualità delle materie prime è fondamentale per Ferrero, a partire dalle nocciole. L’azienda utilizza un terzo della produzione mondiale di nocciole ed è il più grande produttore al mondo. La filosofia del “sacco conosciuto” garantisce la tracciabilità del prodotto fin dalla sua origine.

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