Tua Cialda Ortona: Storia e Tradizioni di un Dolce Abruzzese

L'Abruzzo, regione situata tra la costa adriatica e le vette appenniniche, è un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni gastronomiche uniche. La cucina abruzzese è un tesoro da scoprire, con piatti che affondano le radici in un passato millenario, spaziando dalle zone interne montane alle città costiere con una forte tradizione marinara. Tra le tante specialità regionali, spicca la "nevola" di Ortona, una cialda particolare con una storia affascinante.

La Ricchezza Gastronomica dell'Abruzzo

Prima di immergerci nella storia della nevola, è importante contestualizzare la ricchezza della cucina abruzzese. Alcuni prodotti e piatti regionali sono apprezzati in tutto il mondo, come i confetti di Sulmona, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, gli arrosticini di pecora e gli spaghetti alla chitarra.

La cucina abruzzese offre una vasta gamma di sapori, dai piatti di carne robusti delle zone interne ai freschi piatti di pesce della costa. Tra gli antipasti, si possono gustare la pizza con le sfrigole, lo scapece alla vastese e le bruschette all'aglio di Sulmona. I primi piatti includono gli spaghetti alla chitarra, le sagne e fagioli e i rintrocele. Per quanto riguarda i secondi, gli arrosticini sono un simbolo della regione, insieme alla pecora alla cottora e al brodetto di pesce.

E non dimentichiamo i dolci, tra cui spiccano le ferratelle, i bocconotti e il torrone tenero al cioccolato aquilano. L'Abruzzo è anche una terra di prodotti DOP e IGP, come l'olio extravergine di oliva e lo zafferano dell'Aquila, e di Presìdi Slow Food, come la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio e la patata turchesa.

Ortona: Un Gioiello Abruzzese

Ortona è una città ricca di storia e fascino, situata sulla costa abruzzese. Il suo centro storico è caratterizzato da vicoli tortuosi, piazze accoglienti e edifici con facciate affascinanti. La città è famosa per la Cattedrale di San Tommaso Apostolo, un imponente edificio risalente al XIII secolo, e per il Castello Aragonese, una fortezza medievale che domina la città e offre una vista panoramica spettacolare sul mare.

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Ortona è anche un luogo di culto di San Tommaso, a cui è dedicato un cammino che collega la città con Piazza San Pietro a Roma. Inoltre, Ortona è il punto di partenza della Via Verde della Costa dei Trabocchi.

La cucina locale di Ortona riflette la tradizione culinaria dell'Abruzzo, con piatti a base di pesce fresco proveniente dall'Adriatico e specialità gastronomiche regionali. E tra i prodotti tipici da provare, spicca la nevola, una cialda con mosto cotto, scorza d'arancia e cannella.

La Nevola di Ortona: Un Dolce Antico

La nevola è un dolce tradizionale di Ortona, una cialda sottile e croccante preparata con mosto cotto, farina, olio d'oliva e scorza d'arancia. La sua storia affonda le radici nel passato della città, e la sua preparazione è legata a tradizioni secolari.

Secondo la tradizione orale, la storia della nevola inizia ad Ortona tra il XIII ed il XIV secolo grazie ad un gruppo di suore locali, le quali preparavano questo dolce utilizzando il ferro delle ostie. Le origini della nevola sembrano essere popolari, come suggerito dagli ingredienti accessibili quali mosto cotto, farina, olio d'oliva e scorza d'arancia. Il mosto cotto, ottenuto dal vitigno Pergolone, era un dolcificante che sostituiva il più costoso zucchero per le classi meno abbienti.

La nevola si distingue dalle altre cialde abruzzesi, come la ferratella, per gli ingredienti utilizzati e per il metodo di preparazione. Mentre la ferratella è preparata con uova, zucchero e farina, la nevola utilizza il mosto cotto come ingrediente principale. Inoltre, la nevola è cotta su un ferro speciale, che le conferisce la sua forma caratteristica.

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La Preparazione della Nevola

La preparazione della nevola è un processo che richiede tempo e cura. Il mosto cotto, realizzato con l’uva pergolone (vitigno pregiato risalente al XIII sec.) è un nettare dolce che si ottiene facendo bollire a lungo, a fuoco lento e tradizionalmente in paioli di rame, il mosto d’uva. In un pentolino uniamo al mosto cotto, l’olio extravergine d’oliva e mezzo bicchiere d’acqua.

La preparazione inizia portando a ebollizione il composto a base di mosto cotto, olio, acqua ed eventuale zucchero, che viene poi versato al centro della fontana di farina miscelata con gli altri ingredienti. L'impasto viene amalgamato delicatamente fino a ottenere una massa morbida, compatta e non appiccicosa.

Le cialde cotte vengono prontamente tolte dal ferro, schiacciate leggermente per far uscire il vapore e divise a metà in modo da ottenere due sfoglie sottilissime, una con la faccia liscia (la parte a contatto con il ferro) e una grezza (la parte interna).

La Tutela della Tradizione

Nel 2007 è nata l'associazione "Gli amici della nevola" con l'obiettivo di tutelare la ricetta tradizionale e promuovere il prodotto attraverso eventi e pubblicazioni. L'associazione si impegna a preservare la storia e la cultura della nevola, tramandando le tecniche di preparazione alle nuove generazioni.

La nevola è un dolce che rappresenta un pezzo importante della storia e della cultura di Ortona. La sua preparazione è un rito che si ripete da secoli, e il suo sapore unico evoca ricordi e tradizioni del passato.

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Ferratelle: Un'Altra Delizia Abruzzese

Oltre alla nevola, un altro dolce tipico abruzzese è la ferratella. La ferratella è una pasta da biscotto cotta tramite una doppia piastra arroventata sul fuoco che dà al dolce la forma di una cialda percorsa da nervature. Il nome del dolce deriva dall’attrezzo che si usa per la cottura, il “ferro” appunto che può assumere diverse forme a seconda della zona in cui le ferratelle vengono prodotte.

I ferri che si utilizzavano per cuocere le ferratelle venivano forgiati con lo stemma della famiglia da un lato e la data di fabbricazione incisa dall’altro. I ferri ritrovati permettono di stimare che le ferratelle venivano prodotte già alla fine del 1700, il dolce quindi era già ampiamente diffuso nelle case delle famiglie abruzzesi. L’impasto viene cotto sull’apposita piastra riscaldata e imburrata ad ogni cottura (tradizionalmente si usava il lardo di maiale).

Esistono diverse varianti della ferratella: quella classica ha una forma rettangolare e si presenta croccante all’esterno. La variante con due cialde sovrapposte e farcite all’interno viene chiamata “Coperchiola”, dalla copertura della prima cialda con la seconda, il coperchio per l’appunto. Circa le origini, non ci sono fonti certe e attendibili, tuttavia la tradizione di forgiare i ferri con l’incisione dello stemma del casato o le iniziali del proprietario insieme alla data di fabbricazione, ci fa pensare che già alla fine del ‘700, “lu ferre”, portato solitamente in dote dalla sposa, era diffuso in buona parte delle famiglie abruzzesi.

Prepariamo l’impasto lavorando, con l’aiuto di una frusta, le uova con lo zucchero. Una curiosità, tradizione vuole che le tempistiche di cottura siano le stesse necessarie per recitare un “Ave Maria” da un lato e un “Pater Nostro” dall’altro.

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