Tipi di Lievito per Birra: Una Guida Completa

La produzione di birra è un'arte antica, apprezzata in tutto il mondo per la sua ricca diversità di sapori e stili. Al cuore di questo processo creativo si trovano i lieviti, microrganismi essenziali che giocano un ruolo cruciale nella produzione della birra. In questo articolo, approfondiremo le diverse tipologie di lieviti utilizzati per la birra, le loro caratteristiche e i loro impieghi specifici. Forniremo inoltre informazioni utili per la scelta del lievito più adatto al tuo stile di birra preferito.

Il Ruolo dei Lieviti nella Birrificazione

I lieviti sono microrganismi unicellulari fondamentali nel processo di birrificazione. Il loro ruolo principale è quello di convertire gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica attraverso la fermentazione. È il lievito, infatti, che trasforma, tramite processo fermentativo, lo zucchero del mosto in alcool ed anidride carbonica.

Oltre a questo processo chiave, i lieviti influenzano anche:

  • Il sapore e l’aroma della birra: I diversi ceppi di lievito producono differenti profili aromatici. I lieviti ad alta fermentazione, ad esempio, tendono a conferire note fruttate e speziate, mentre quelli a bassa fermentazione generano un gusto più pulito e neutro.
  • La gradazione alcolica: La quantità di alcol prodotta dipende dalla capacità del lievito di metabolizzare gli zuccheri.
  • La limpidezza della birra: Il lievito contribuisce alla flocculazione, ovvero al processo di sedimentazione dei lieviti e dei detriti del mosto sul fondo del fermentatore. Questo rende la birra più limpida e brillante.
  • La corposità della birra: Il lievito può anche influenzare la viscosità e la sensazione di pienezza in bocca della birra.

La scelta del lievito giusto è fondamentale per ottenere il gusto, l’aroma e la gradazione alcolica desiderati.

Caratteristiche Distintive dei Lieviti per Birra

Le diverse tipologie di lieviti per birra si differenziano per:

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  • Temperatura di fermentazione: Come accennato in precedenza, alcuni lieviti fermentano a temperature più elevate rispetto ad altri.
  • Flocculazione: La capacità del lievito di aggregarsi e depositarsi sul fondo del fermentatore.
  • Attenuazione: La capacità del lievito di convertire gli zuccheri del mosto in alcol.
  • Aromi: I lieviti possono conferire alla birra una varietà di aromi, come fruttato, speziato, terroso o fenolico.

Generi Principali di Lieviti Utilizzati nella Birrificazione

Esistono due generi principali di lieviti utilizzati per la birra:

  • Saccharomyces: Il lievito più comunemente utilizzato per la birrificazione.
  • Brettanomyces: Un lievito selvatico che conferisce alla birra un carattere funky e acidulo.

Ognuno di questi è stato selezionato e coltivato nel corso dei secoli per la sua specifica proprietà fermentativa, capace di produrre birre con caratteristiche organolettiche distintive.

Lieviti Saccharomyces

Il Saccharomyces è un fungo unicellulare che si trova naturalmente sulla buccia dell’uva e in altri frutti, noto per la sua capacità di fermentare gli zuccheri. È un lievito versatile che può essere utilizzato per produrre una varietà di birre, dalle ale alle lager.

Comprende diverse specie di lieviti, tra cui:

  • Saccharomyces cerevisiae: Il lievito “ale” per eccellenza, utilizzato per la produzione di birre ad alta fermentazione come IPA, stout, witbier e blanche.
  • Saccharomyces pastorianus: Utilizzato per la produzione di birre a bassa fermentazione, come lager e pilsner.
  • Saccharomyces bayanus: Un lievito ibrido tra S. cerevisiae e S. pastorianus, utilizzato per la produzione di birre ad alta fermentazione con caratteristiche di birre a bassa fermentazione, come la bassa attenuazione e la produzione di diacetile.
  • Saccharomyces paradoxus: Un lievito selvatico che può conferire alla birra un carattere complesso e fruttato, utilizzato per la bassa fermentazione.

Alta Fermentazione vs. Bassa Fermentazione

Nella birrificazione si utilizzano principalmente due specie di lievito, Saccharomyces cerevisae e Saccharomyces pastorianus, che poi si dividono nei vari ceppi utilizzati dai diversi birrifici in tutto il mondo. S. cerevisae è la specie da cui derivano i ceppi ad alta fermentazione, mentre da S. pastorianus quelli a bassa fermentazione.

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  • Alta fermentazione: Avviene a temperature comprese tra i 15 e i 25°C. In fase di fermentazione i lieviti di questo tipo si vengono a trovare sopra la superficie del mosto, in quanto l’anidride carbonica prodotta nel processo spinge verso l’alto le cellule, unite tra di loro in agglomerati piuttosto grandi. I lieviti ad alta fermentazione producono una maggiore quantità di esteri ed alcoli superiori, data la temperatura più alta di fermentazione (rispetto alle basse). Per questo le birre prodotte da questi lievita presentano note più fruttate e calde.
  • Bassa fermentazione: Avviene a temperature attorno ai 10°C. Lieviti di questo tipo si depositano durante il processo sul fondo del fermentatore, motivo da cui nasce il nome “bassa fermentazione”. Data la più bassa temperatura di azione, che porta ad un metabolismo più ridotto, la birra prodotta da questi lieviti privilegia gli aromi dei malti e dei luppoli, con note esteriche leggermente inferiori e bassissima produzione di alcoli superiori. In Germania le birre a bassa fermentazione sono definite in modo generale Lager. Stili come Pilsner, Helles, Dortmunder, Bock, Monaco, Vienna ecc.

Lieviti ad Alta Fermentazione (Ale)

I lieviti ad alta fermentazione operano a temperature più elevate, tra i 15°C e i 25°C, e tendono a salire in superficie durante la fermentazione. Le birre ad alta fermentazione sono caratterizzate da una varietà di aromi e sapori più complessi rispetto alle birre a bassa fermentazione. Tra i più comuni troviamo:

  • Frutta: Aromi di banana, mela, pera, pesca e agrumi.
  • Spezie: Note speziate come chiodi di garofano, pepe nero e cannella.
  • Fenoli: Sentori di chiodo di garofano, pepe nero e cannella.
  • Estere: Aromi fruttati e floreali.

Alcuni esempi di birre ad alta fermentazione includono:

  • Ale: Birre chiare e rinfrescanti come la Pale Ale, la IPA e la Saison.
  • Birre di frumento: Come la Weissbier e la Witbier.
  • Birre scure: Come la Stout e la Porter.
  • Birre trappiste: Birre ad alta fermentazione prodotte da monaci trappisti.

Lieviti a Bassa Fermentazione (Lager)

I lieviti a bassa fermentazione operano a temperature più basse, tra i 7°C e i 9°C, e tendono a depositarsi sul fondo del fermentatore durante la fermentazione. Le birre a bassa fermentazione sono caratterizzate da un profilo aromatico più pulito e neutro rispetto alle birre ad alta fermentazione. Tra i più comuni troviamo:

  • Malto: Un aroma di cereali e pane.
  • Luppolo: Note di amaro e aroma floreale o erbaceo.
  • Lievito: Un leggero aroma di lievito.

Alcuni esempi di birre a bassa fermentazione includono:

  • Lager: Birre chiare e rinfrescanti come la Pilsner Urquell, la Helles e la Dunkel.
  • Märzen: Birre ambrate di media gradazione alcolica.
  • Bock: Birre scure e corpose.
  • Pilsner: Birre chiare e dorate con un aroma di luppolo pronunciato.

Lieviti Specifici per Stile di Birra

La scelta del lievito è un passaggio cruciale per la riuscita di una birra. Ecco alcuni esempi di lieviti specifici per alcuni stili di birra popolari:

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  • Lievito per birra lager: Il lievito per birra lager è un ceppo di Saccharomyces pastorianus che viene utilizzato per la produzione di birre a bassa fermentazione. Le birre lager sono caratterizzate da un gusto più pulito e un aroma più leggero rispetto alle birre ad alta fermentazione.
  • Lievito per birra IPA: Il lievito per birra IPA è un ceppo di Saccharomyces cerevisiae che viene utilizzato per la produzione di birre India Pale Ale.

Il Processo di Fermentazione: Fasi Chiave

La fermentazione è il cuore pulsante della birrificazione, il momento in cui il mosto si trasforma in quella bevanda dorata che tutti conosciamo e apprezziamo. È il momento in cui gli zuccheri si trasformano in alcol e dove nascono i complessi profili aromatici che caratterizzano ogni birra. Il processo avviene in tre fasi: respirazione, fermentazione e sedimentazione.

  • Respirazione (Lag Phase): La prima fase è decisiva per una corretta fermentazione. Prima dell’inoculo è importante verificare che il lievito sia correttamente idratato e ad una temperatura più vicina possibile a quella di inoculo. È essenziale evitare shock termici alle cellule, per avere una maggiore vitalità all’inizio della fermentazione. All’inizio della fermentazione il lievito utilizza un metabolismo respiratorio, consumando l’ossigeno e gli altri nutrienti presenti nel mosto per acclimatarsi ed a produrre tutte le proteine e le strutture (come la parete cellulare) necessarie per crescere. Questa fase dura da 2 a 24 ore, il lievito si prepara per la fermentazione, immagazzinando l’ossigeno presente nel mosto.
  • Fermentazione Attiva: In questa fase le cellule del lievito si riproducono molto velocemente utilizzando il metabolismo di tipo fermentativo anaerobico, convertendo gli zuccheri in alcool e anidride carbonica. Il lievito inizia ad utilizzare gli zuccheri più semplici, passando, quando questi si esauriscono, a quelli sempre più complessi. In media questa fase ha una durata che varia da 1 a 4 giorni. In questa fase, che può durare da 3 a 6 giorni, ogni cellula di lievito si riproduce sdoppiandosi e metabolizza lo zucchero, trasformandolo in anidride carbonica e alcol etilico.
  • Sedimentazione (Fase Stazionaria): Il lievito, dopo aver consumato la quasi totalità degli zuccheri presenti nel mosto smette di moltiplicarsi. La maggior parte delle molecole che forniscono il gusto ed il profumo alla birra si sono formate, ma non sono ancora sufficientemente bilanciate. È proprio in questa fase che inizia la maturazione, con una serie di processi metabolici molto complessi. Il lievito inizia a flocculare e a precipitare, rallentando moltissimo la velocità di attenuazione. Questa fase può durare da 1 a 2 giorni. Il lievito, che ha consumato quasi tutti gli zuccheri, si depone sul fondo dei recipienti fermentatori.

Il lievito resta fondamentale anche nelle fasi successive della vita della birra, sempre che non venga rimosso con procedimenti come la microfiltrazione e la pastorizzazione. La sua presenza è importantissima nella maturazione della birra, specialmente per quella rifermentata in bottiglia.

La presenza di giuste concentrazione dei diversi nutrienti è un altro fattore da tenere in grande considerazione, perché la mancanza di uno qualsiasi di questi (composti azotati, ossigeno, vitamine, coadiuvanti enzimatici) può causare un blocco prematuro della fermentazione. Per assicurarsi di non avere questo problema basta utilizzare malti di alta qualità, che permettono di evitare la necessità di aggiungere nutrienti aggiuntivi.

Fattori Chiave che Influenzano la Fermentazione

Per ottenere una birra di qualità, è fondamentale comprendere e controllare i fattori che influenzano la fermentazione. La fermentazione è tanto un’arte quanto una scienza. Mentre tanti fattori forniscono una solida base, non avere paura di sperimentare e trovare ciò che funziona meglio per te e per la birra che desideri creare.

Ecco i principali elementi da tenere d’occhio:

  • Temperatura: La temperatura è forse il fattore più critico nella fermentazione della birra. Influenza la velocità di fermentazione, la produzione di sottoprodotti e il profilo aromatico finale.
  • Densità del mosto: La densità iniziale del mosto (OG - Original Gravity) determina la quantità di zuccheri disponibili per la fermentazione. Influenza il contenuto alcolico finale e può stressare il lievito se troppo elevata.
  • pH: Il pH del mosto influenza l’attività del lievito e la stabilità della birra. Il range ottimale è generalmente tra 5.0 e 5.5 per la maggior parte degli stili.
  • Ossigenazione: L’ossigeno è essenziale per la crescita iniziale del lievito. Ossigena il mosto prima di aggiungere il lievito. Evita l’ossigenazione dopo l’inizio della fermentazione per prevenire l’ossidazione della birra.
  • Nutrienti: I lieviti hanno bisogno di più che semplici zuccheri per prosperare. Forniscono elementi essenziali per la salute del lievito e una fermentazione completa. Ne esistono di diverso tipo, come azoto Free Amino (FAN), zinco, e altri micronutrienti. Per la maggior parte delle birre, i nutrienti presenti nel malto sono sufficienti. Considera l’aggiunta di nutrienti per birre ad alta gradazione o quando usi molto malto non maltato.

Fasi della Fermentazione: Latenza, Primaria e Secondaria

Comprendere le fasi della fermentazione ti aiuterà a monitorare il processo e a capire quando intervenire, se necessario.

  • Fase di latenza: La fase di latenza è il primo stadio della fermentazione e si verifica generalmente nelle 6-15 ore dopo l’inoculo del lievito. Durante questo periodo iniziale, il lievito si sta adattando al nuovo ambiente del mosto. Questo processo di acclimatazione include l’assorbimento di ossigeno e nutrienti essenziali necessari per avviare una fermentazione sana.
  • Fermentazione primaria: La fermentazione primaria è una fase cruciale che dura solitamente tra 3 e 7 giorni per le ale, mentre può essere più lunga per le lager. Durante questo periodo, il lievito entra in un’intensa fase di attività. Questo si manifesta con una rapida produzione di alcol e anidride carbonica. Un segno distintivo di questa fase è la formazione di una schiuma densa sulla superficie del mosto, conosciuta come krausen.
  • Fermentazione secondaria: La fermentazione secondaria, se applicabile, può durare da alcuni giorni a diverse settimane, a seconda dello stile di birra e delle specifiche del processo. In questa fase, il lievito continua a consumare zuccheri residui e i sapori della birra cominciano a maturare e a svilupparsi ulteriormente. La sedimentazione del lievito e delle proteine è un processo naturale che contribuisce a chiarificare la birra, migliorando la limpidezza del prodotto finale.

Monitoraggio della Fermentazione

Il monitoraggio attento della fermentazione è fondamentale per produrre una birra di qualità. Ti permette di individuare problemi in anticipo e di capire quando la tua birra è pronta per il prossimo passaggio.

Tecniche base per monitorare la fermentazione:

  • Densimetro: Strumento che misura la densità del mosto. Usalo all’inizio della fermentazione e poi ogni paio di giorni: vedrai la lettura diminuire man mano che gli zuccheri vengono convertiti in alcol. Quando la lettura rimane stabile per 2-3 giorni consecutivi, generalmente significa che la fermentazione è completa.
  • Termometro: La temperatura è cruciale per l’attività del lievito, quindi tienila d’occhio!
  • Osservazione visiva: Il gorgogliamento del gorgogliatore, la formazione e poi la caduta del krausen (la schiuma sulla superficie del mosto) sono tutti segnali che la tua fermentazione procede bene.
  • Diario di fermentazione: Tenere un diario di fermentazione ti aiuterà a imparare e migliorare con ogni batch.

Tecniche avanzate per tenere monitorata la fermentazione birra:

  • Rifrattometro: Più preciso del densimetro e richiede meno campione, riducendo il rischio di contaminazione.
  • Sistemi di controllo digitali: Collegati a fasce riscaldanti o camere di fermentazione possono garantire la stabilità termica ottimale.
  • pHmetro: Ti permetterà di monitorare le variazioni durante la fermentazione, assicurandoti che il tuo mosto rimanga nell’intervallo ottimale per l’attività del lievito.
  • Conteggio cellulare con microscopio e camera di conta: Può fornire informazioni preziose sulla salute e l’attività del lievito.
  • Test di attenuazione forzata: Ti permetteranno di determinare il livello massimo di fermentazione possibile per il tuo mosto.

Problemi Comuni e Soluzioni

Anche i birrai più esperti incontrano occasionalmente problemi durante la fermentazione. Ricorda, la maggior parte dei problemi può essere prevenuta con una buona igiene, un controllo attento della temperatura e l’uso di lievito di qualità in quantità adeguata.

  • Fermentazione lenta o bloccata: I sintomi includono che la densità non diminuisce o diminuisce molto lentamente e poca o nessuna attività visibile nel fermentatore. Le cause possono essere temperatura troppo bassa, lievito non vitale, mancanza di nutrienti o mosto troppo denso.
  • Sapori strani nella birra:
    • Diacetile (sapore di burro/caramello): Fermentazione incompleta o contaminazione. Assicura un’adeguata pitch rate del lievito e fai un “diacetile rest” aumentando la temperatura alla fine della fermentazione.
    • Acetaldeide (sapore di mela verde): Fermentazione troppo rapida o raccolta prematura della birra. Controlla la temperatura di fermentazione e dai al lievito il tempo di riassorbire l’acetaldeide.
    • Fenoli (sapore di medicinale/affumicato): Contaminazione o stress del lievito. Per prevenirlo, migliora la sanitizzazione e controlla la temperatura di fermentazione.
  • Contaminazioni: I sintomi sono pellicola sulla superficie della birra, odori insoliti (aceto, formaggio, uova marce) e sapori acidi o…

Gestione del Lievito: Un Aspetto Fondamentale

La gestione del lievito è uno degli aspetti più importanti, e spesso sottovalutati, nella produzione di birra artigianale. Chi inizia a brassare tende a concentrarsi su malti e luppoli, trascurando la cura del lievito. I birrai esperti, invece, sanno che un lievito mal gestito può compromettere una cotta, mentre un lievito in condizioni ottimali garantisce fermentazioni regolari e birre prive di difetti. Il lievito è un organismo vivo e delicato: trattarlo correttamente è la chiave per fermentazioni sane e risultati costanti.

Gestire bene il lievito significa garantirgli condizioni ottimali in ogni fase: dalla raccolta al termine della fermentazione, includendo, se necessario, un lavaggio per eliminare impurità, fino alla propagazione in starter per aumentare la biomassa cellulare, senza dimenticare la verifica della vitalità.

Raccolta del Lievito

Il primo passo nella gestione del lievito è la raccolta delle cellule al termine della fermentazione. Il momento ideale è subito dopo la fermentazione primaria, una volta travasata o imbottigliata la birra. Non lasciare il lievito esausto a contatto con il fondo del fermentatore troppo a lungo: dopo alcuni giorni le cellule iniziano a deteriorarsi, rischiando l’autolisi. Idealmente, raccogli il lievito entro 1-2 giorni dal termine della fermentazione, specialmente dopo il cold crash.

Usa un contenitore sterile, come barattoli di vetro sanitizzati. Elimina il primo scarico di fondo contenente residui e raccogli la frazione intermedia cremosa di lievito vivo. Il lievito raccolto appare come una crema beige chiaro.

Conserva il lievito al freddo (2-4 °C) per rallentarne il metabolismo, riempiendo il contenitore per minimizzare l’esposizione all’ossigeno. Alcuni birrai coprono il lievito con birra appena fermentata o acqua bollita raffreddata. In ambiente casalingo, il lievito si conserva per qualche settimana, ma la vitalità cala dopo 7 giorni.

In teoria, un ceppo può essere riutilizzato per molte generazioni, ma in pratica è meglio limitarsi a 3-4 cotte per evitare mutazioni o contaminazioni. Oltre la quarta generazione, il lievito può cambiare caratteristiche o indebolirsi.

Mantieni una pulizia rigorosa: tutti gli strumenti devono essere sanitizzati per evitare contaminazioni. Etichetta il contenitore con data e ceppo.

Lavaggio del Lievito

Il lavaggio del lievito consiste nel risciacquarlo con acqua sterile per rimuovere impurità, residui di luppolo e proteine coagulate, ottenendo un inoculo più pulito. Questo elimina residui che potrebbero trasferire gusti amari o torbidità alla birra successiva e separa le cellule morte da quelle vive.

Versa l’acqua sterile nel contenitore con il lievito raccolto, in quantità pari al volume del lievito.

Il lievito lavato, privo di nutrienti, subisce stress osmotico, riducendo la vitalità. Per questo, molti birrai preferiscono non lavarlo se il lievito è già pulito, conservandolo con un po’ di birra. Lavare il lievito ha senso solo se è visibilmente sporco.

Propagazione del Lievito (Starter)

La propagazione aumenta la quantità di cellule di lievito disponibili tramite uno starter, un piccolo mosto in cui il lievito si riproduce.

  • Lievito secco: Non richiede propagazione, basta reidratarlo in acqua tiepida (25-30 °C) per 15-30 minuti.
  • Lievito liquido: Uno starter aumenta il numero di cellule e ne migliora la vitalità. Per birre standard (20 L, OG 1.050), servono 150-200 miliardi di cellule, ottenibili con uno starter da 1,5-2 L.

Nei birrifici professionali, la propagazione avviene in serbatoi aerati con controlli di laboratorio. Nell’homebrewing, la sanificazione è cruciale.

Verifica della Vitalità del Lievito

  • Viabilità: Percentuale di cellule vive, misurabile con blu di metilene al microscopio.
  • Vitalità: Capacità metabolica delle cellule vive.
  • Aspetto: Lievito sano è crema chiaro e coeso.
  • Odore: Fresco, simile al pane.
  • Avvio fermentazione: Un lievito vitale mostra attività entro 12-24 ore.
  • Attenuazione: Un lievito sano raggiunge l’attenuazione prevista.

Per alta vitalità, ossigena il mosto, aggiungi nutrienti e usa uno starter per lieviti conservati a lungo.

Lievito di Birra: Altre Tipologie e Usi

Oltre ai lieviti specificamente utilizzati per la fermentazione della birra, esistono altre tipologie di lievito di birra con differenti applicazioni.

Lievito Naturale (Lievito Madre)

Il lievito naturale, o lievito madre o pasta madre, è il frutto della fermentazione di una miscela di farina e acqua. Questo lievito richiede una preparazione anticipata, in quanto deve essere nutrito e curato per mantenere la sua attività. La pasta madre può essere mantenuta in forma compatta o in coltura liquida, in questo caso assume il nome di Licoli.

Lievito di Birra Comune

Il lievito di birra è il tipo di lievito più comune in commercio. Stabile e semplice da impiegare, consiste nel residuo della fermentazione della birra e deriva da funghi microscopici unicellulari coltivati su uno strato di orzo germogliato (il malto).

Lievito Chimico

Il lievito chimico, o lievito in polvere, è un agente lievitante sintetico che contiene una combinazione di bicarbonato di sodio e acido tartarico. A differenza della pasta madre e del lievito di birra, il lievito chimico non contiene microorganismi e non richiede una fase di fermentazione.

Lievito Istantaneo

Il lievito istantaneo, o lievito secco attivo, è una forma di lievito secco che è stato essiccato e reso dormiente. Può essere aggiunto direttamente agli ingredienti secchi dell’impasto senza doverlo attivare in anticipo come il lievito di birra fresco. Questo tipo di lievito si attiva in presenza di liquidi e calore. Il lievito istantaneo è conveniente e ha una lunga durata di conservazione.

Lievito Gluten Free

Il lievito gluten free è solitamente una specie di lievito di birra ottenuto da un fungo unicellulare non derivante dalla lavorazione della birra.

Lievito di Birra come Integratore

Il lievito di birra può essere utilizzato anche come integratore. A esso vengono attribuite diverse possibili funzioni, tra le quali:

  • Supporto alla salute della pelle, dei capelli e delle unghie.
  • Aiuto nel riequilibrio della flora intestinale.
  • Possibili effetti positivi sul metabolismo, in particolare grazie al contenuto di beta glucani.

Controindicazioni del Lievito di Birra

Il consumo di lievito di birra presenta alcune controindicazioni che occorre tenere presenti. Tra queste:

  • Le persone con sensibilità o intolleranza al lievito dovrebbero evitare di assumerlo, poiché potrebbero sviluppare effetti collaterali come gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza o crampi addominali, soprattutto se utilizzato in combinazione ad altri lieviti. In alcuni casi può svilupparsi disbiosi intestinale.
  • Sebbene sia rara, l’allergia al lievito esiste e in caso di manifestazioni allergiche occorre sospendere l’assunzione immediatamente.
  • Anche in caso di malattie infiammatorie intestinali è, in genere, consigliato evitare di assumere lievito di birra in quanto potrebbe peggiorare la sintomatologia.
  • Per quanto riguarda gli integratori, per via dell’assenza di dati sulla sicurezza a lungo termine è consigliabile evitarne l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.

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