Sushi e Digestione: Guida Completa per un'Esperienza Gastronomica Ottimale

Il sushi, un piatto tradizionale giapponese, è diventato un'opzione culinaria popolare in tutto il mondo, apprezzato per il suo sapore unico e la sua presentazione artistica. Tuttavia, molte persone si chiedono quanto tempo impiega il corpo a digerire il sushi e come ottimizzare questo processo. Questo articolo esplora in dettaglio il tempo di digestione del sushi, i fattori che lo influenzano e fornisce consigli pratici per una digestione ottimale, affrontando anche i potenziali rischi legati al consumo di pesce crudo.

Introduzione

La digestione del sushi, come quella di qualsiasi altro alimento, è un processo complesso che dipende da diversi fattori. Comprendere questi fattori può aiutare a godere del sushi senza disagi.

Fattori che Influenzano il Tempo di Digestione

Diversi fattori possono influenzare il tempo necessario per digerire il sushi:

Qualità degli Ingredienti

La qualità degli ingredienti è un fattore chiave. Ingredienti freschi e di alta qualità sono generalmente più facili da digerire. Ad esempio, il pesce fresco è più digeribile rispetto a quello congelato o conservato. Allo stesso modo, il riso di qualità superiore, cotto correttamente, facilita la digestione.

Preparazione

La preparazione del sushi richiede competenza. Una corretta preparazione può rendere il sushi più digeribile. Il pesce crudo deve essere maneggiato con cura per evitare contaminazioni. Il riso deve essere cotto a una temperatura e per un tempo precisi per garantire la giusta consistenza. Il riso per il sushi viene spesso preparato con aceto di riso, che può aiutare a facilitare la digestione. Inoltre, il pesce crudo viene solitamente marinato in aceto o limone, che aiutano a "cuocere" le proteine, rendendole più facilmente digeribili.

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Tipi di Sushi

Non tutti i tipi di sushi sono ugualmente digeribili. Il sushi con grandi pezzi di pesce crudo può essere più difficile da digerire rispetto a quello con piccoli pezzi di pesce cotto o verdure. Alcuni tipi di sushi possono contenere ingredienti che possono causare intolleranze o allergie.

Abitudini Alimentari

Mangiare lentamente e masticare bene aiuta a scomporre il cibo e facilita la digestione. Bere tè verde durante il pasto può aiutare a neutralizzare i grassi e facilitare la digestione. Evitare di mangiare troppo sushi in una sola volta può prevenire problemi di digestione.

Tempi di Digestione Indicativi

Indicativamente, pasti leggeri vengono digeriti in circa 2-3 ore; pasti normali restano nello stomaco per 3-4 ore, mentre menù molto elaborati possono aver bisogno anche di 5 o 6 ore prima di essere completamente digeriti. Il sushi, a seconda degli ingredienti e della quantità consumata, può rientrare in queste tempistiche.

Consigli per una Digestione Ottimale del Sushi

Per facilitare la digestione del sushi, è possibile adottare diverse strategie:

  1. Mangiare lentamente e masticare bene: Questo aiuta a scomporre il cibo in pezzi più piccoli, facilitando il lavoro dello stomaco e dell'intestino.
  2. Bere tè verde: Il tè verde contiene enzimi che aiutano a neutralizzare i grassi e facilitare la digestione. L’«agari» è un tè che viene appositamente preparato per accompagnare i pezzi di sushi. Aiuta anche a digerire più velocemente. Meglio evitare le bibite come la Coca-Cola.
  3. Evitare l'eccesso di salsa di soia e wasabi: La salsa di soia è ricca di sodio e può causare ritenzione idrica, mentre il wasabi può irritare lo stomaco. Se il riso si bagna, il pezzo si distrugge e si finisce per mangiare soia con un po’ di riso, e non, come sarebbe opportuno, il sushi con un po’ di soia. La salsa andrebbe aggiunta con una delle bacchette. Non mescolare salse e condimenti, come ad esempio la soia col wasabi. O, meglio, lo si può fare con il sashimi ma non con il nigiri (a cui il wasabi viene aggiunto direttamente dal sushiman, con un pennello).
  4. Consumare il sushi fresco: Non lasciare troppo a lungo il sushi nel piatto. Ogni pezzo dovrebbe essere gustato subito, appena viene servito.
  5. Moderare le quantità: Evitare di mangiare troppo sushi in una sola volta per non sovraccaricare il sistema digestivo.
  6. Scegliere sushi con ingredienti leggeri: Optare per sushi con pesce magro, verdure e riso integrale può facilitare la digestione.

Errori Comuni da Evitare

  • Eccessivo uso di salsa di soia: La salsa di soia è molto salata e può causare disidratazione, rallentando la digestione.
  • Abuso di wasabi: Il wasabi può irritare lo stomaco, causando bruciore e indigestione.

Rischi Associati al Consumo di Sushi

Il consumo di pesce crudo comporta alcuni rischi, tra cui:

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  • Parassiti: Il pesce crudo può contenere parassiti come l'Anisakis, che possono causare infezioni intestinali. Il processo prevede la congelazione del pesce ad una temperatura di almeno -18° fino a -20° per un tempo di almeno 24 ore. Per raggiungere questa temperatura in poco tempo è necessario essere in possesso di un abbattitore professionale.
  • Batteri: Il pesce crudo può essere contaminato da batteri come il Vibrio, che possono causare intossicazioni alimentari.
  • Metalli pesanti: Nei pesci si possono accumulare livelli elevati di mercurio e altri metalli tossici che provocano intossicazioni con sintomi diversi come una debolezza muscolare, difficoltà motoria, e calo della vista.
  • Sindrome sgombroide: La sindrome sgombroide è conseguenza di un processo di mal conservazione del pesce, e viene scatenata da un eccesso di istamina nel pesce stesso. I sintomi sono di lieve entità e si risolvono spontaneamente o con l'assunzione di farmaci antistaminici in caso di reazioni più severe, nel giro di 8 ore.

Come Ridurre i Rischi

  • Acquistare pesce da fonti affidabili: Assicurarsi che il pesce sia fresco e proveniente da fornitori che rispettano le norme igieniche.
  • Congelare il pesce: Congelare il pesce a -20°C per almeno 24 ore uccide i parassiti. A casa come si può stare tranquilli senza correre rischi con il pesce crudo? Non disponendo di abbattitori professionali come per i ristoranti, bisogna assicurarsi che il congelatore domestico possa raggiungere la temperatura di -20°, e che eventualmente abbia una cella super freeze (contrassegnata da tre stelle di ghiaccio come simbolo).
  • Osservare le condizioni del ristorante: Quando ci si reca in un ristorante giapponese o di cucina asiatica in cui viene servito del pesce crudo, non è ovviamente possibile controllare i metodi di conservazione ed abbattimento in cucina, ma è bene osservare alcuni dettagli utili a valutare la sicurezza del pesce servito. Le superfici di lavoro devono essere pulite e ordinate, così come divise e strofinacci devono essere puliti. Il pesce crudo deve apparire lucido, senza macchie o cromie insolite, inodore e compatto. Qualora si dovesdse avvertire cattivo odore o si dovessero notare colori sospetti, meglio non consumare pesce crudo.
  • Prestare attenzione ai sintomi: In caso di sintomi come nausea, vomito, diarrea o dolori addominali dopo aver mangiato sushi, consultare un medico.

Il Ruolo dei Batteri Intestinali

La capacità di digerire il sushi può variare da persona a persona a causa delle differenze nella flora batterica intestinale. Alcuni studi hanno dimostrato che i giapponesi possiedono batteri intestinali specifici che li aiutano a digerire le alghe nori, un ingrediente comune nel sushi. Se ogni volta che gli amici vi invitano a mangiare il sushi cercate un scusa per declinare, ve ne forniamo una scientificamente inattaccabile: "non lo digerisco, perché non ho i batteri giusti". Mirjam Czjzek e il suo team hanno effettuato questa singolare scoperta nel corso di una ricerca genetica sugli enzimi di origine batterica. Uno di questi, la porfirinase, ha una caratteristica molto particolare: è in grado di rompere le molecole di carboidrati contenuti nelle pareti cellulari della porfira (o nori), un’alga rossa largamente utilizzata nella cucina nipponica per arrotolare i bocconcini di pesce crudo. Questo enzima è stato trovato nella Zobellia galactanivorans, un batterio marino che si ciba dell’alga, ma anche nell’intestino di alcuni volontari giapponesi che qualche tempo fa avevano partecipato a uno studio sulle differenze tra le flore batteriche intestinali di popolazioni diverse. L’enzima non è invece mai stato rinvenuto nei volontari nord americani che avevano partecipato alla stessa ricerca. Grazie a questi batteri i giapponesi sarebbero quindi in grado di digerire la porfira assimilandone i carboidrati. In tutti gli altri "intestini del mondo", invece, l’alga passerebbe "così com’è". Secondo la Czjzek questo fatto può essere spiegato solo da una modifica genetica dei batteri intestinali dei giapponesi che si sarebbero mescolati con la Zobellia, mangiata in larga quantità dai loro ospiti insieme alle alghe. Questo meccanismo, noto come trasferimento genetico orizzontale, è molto comune tra i batteri, che mescolano i loro geni dando origine a forme con caratteristiche sempre nuove, come la resistenza agli antibiotici.

Il Galateo del Sushi secondo Jiro Ono

Siete sicuri di sapere come si mangia il sushi? A suggerire il «galateo» del sushi non poteva che essere Jiro Ono, che a 94 anni è ancora considerato l’ultimo grande «maestro». Le regole fondamentali che dovremmo iniziare a ricordarci sono:

  • A volte il sushi si può anche mangiare con le mani. Tant’è che, in Asia, quando si serve il sushi, al cliente si porge una salvietta umida e calda per pulire bene le mani (o-shibori).
  • Le bacchette vanno tenute solo lateralmente. Non devono mai essere incrociate e non bisogna mai raschiare una contro l’altra: sarebbe come dire allo chef che sono bacchette molto economiche.
  • Pesce e riso si devono mangiare insieme. Chi vuole gustarli separatamente dovrebbe ordinare piatti come il donburi (la ciotola di riso con pesce) o il sashimi. Il nigiri, inoltre, (che dovrebbe essere lungo 6 centimetri) deve essere consumato tutto da una sola persona.
  • Non esagerare con la soia.
  • Lo zenzero non è prosciutto e il wasabi non è guacamole. Quindi un po’ di zenzero è utile, ma solo per purificare il palato e per apprezzare meglio i vari nigiri preparati con diversi tagli di pesce.

Sushi e Indice Glicemico

Sushi: è composto da pesce e/o verdura e riso lessato, condito con aceto di riso e zucchero, ed ha un alto indice glicemico. Bisogna fare attenzione perché potrebbe contenere glutine. Vista la differenza è subito chiaro quindi che il sushi contiene zuccheri ad alto indice glicemico (riso e salsa). Wasabi: è una radice di wasabia japonica che può essere grattugiata, essiccata o utilizzata in preparazioni. Questo serve ad uccidere l’anisakis, un parassita che vive nello stomaco dei mammiferi marini e in alcuni pesci, nei quali più facilmente si trasferisce nelle carni.

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