La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha ospitato una mostra dedicata a Emanuele Cavalli, un gigante dimenticato della Scuola Romana, offrendo un risarcimento tardivo a questo pittore raffinato. La mostra, curata da Manuel Carrera, ha esaminato le sperimentazioni condotte da Cavalli tra le due guerre, nel fervore creativo della Scuola Romana, mettendo in relazione i documenti del suo archivio personale con il suo percorso artistico.
Un Dialogo a Tre Voci: L'Amicizia e la Scuola Romana
Al centro della mostra si trovava "L’amicizia" del 1933, un'opera emblematica di Cavalli, affiancata al "Temporale" di Giuseppe Capogrossi. Queste opere, esposte insieme a Parigi nel 1933, rappresentano un intreccio di relazioni, scambi e condivisioni umane e creative tra un gruppo di artisti che hanno segnato l'arte italiana a Roma tra le due guerre. "L'amicizia" raffigura tre uomini nudi in una conversazione sulle rive del Tevere, evocando un'Arcadia ritrovata e un dialogo a tre voci che simboleggia le complesse relazioni artistiche dell'epoca.
La Dimenticanza e la Riscoperta di un Talento
Nonostante il suo talento e la sua importanza nel panorama artistico romano, Cavalli fu ingiustamente dimenticato dalle grandi narrazioni del Novecento pittorico. Questa dimenticanza iniziò nel dopoguerra, quando la cultura americana influenzò l'arte e Cavalli si trasferì a Firenze per insegnare all'Accademia di belle arti. Tuttavia, grazie all'impegno della figlia Maria Letizia, dell'Associazione Emanuele Cavalli e dello storico dell'arte Carrera, la GNAM ha dedicato a Cavalli la prima mostra importante in un museo nazionale.
L'Archivio come Guida: Un Viaggio nel Mondo di Cavalli
La mostra "Emanuele Cavalli e la Scuola romana: attraverso gli archivi" ha utilizzato i documenti dell'archivio personale di Cavalli, donato alla GNAM dalla figlia, come guida lungo il percorso espositivo. La corrispondenza, i diari, le testimonianze, i cataloghi delle mostre, gli schizzi, gli appunti e le fotografie hanno offerto uno sguardo approfondito nella vita e nell'arte di Cavalli. In particolare, il carteggio con altri artisti, come Capogrossi e Rolando Monti, ha permesso di ricostruire gli scambi e le influenze all'interno della Scuola Romana.
L'Evoluzione Artistica di Cavalli: Dalle Prime Opere al Tonalismo
La mostra ha ripercorso le fasi e le evoluzioni dell'arte di Cavalli, a partire dalle sue prime opere, come "La Cesarina" del 1921, realizzata durante l'apprendistato presso Felice Carena. Le opere di Cavalli sono state messe a confronto con quelle di altri artisti, evidenziando analogie compositive e iconografiche, ma anche significative divergenze. Composizioni monumentali come "La sposa" (1934) e "Bagno nel fiume" (1937) mostrano l'influenza di Piero della Francesca e della Villa dei Misteri di Pompei, in consonanza con il Realismo Magico. "Il Solitario" del 1937, un prestito eccezionale da una collezione privata, è una delle opere più celebri e affascinanti di Cavalli, intrisa di malinconico fatalismo.
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Il Tonalismo e la Centralità del Colore
Dentro la pratica della pittura, nasce lo sforzo di una elaborazione teorica che affida al colore un ruolo centrale e primario, capace di dare impulso alla costruzione delle forme e garantire l’intero equilibrio della composizione. Apice della ricerca tonalista di Cavalli, in mostra spicca Figura - rosso appartenente al ciclo di nove ritratti da lui presentati alla Quadriennale romana del 1943, con l’intento di esplorare le gamme della tavolozza e le armonie dei colori come in un brano musicale dipinto, mettendole al servizio della descrizione psicologica degli stati d’animo di Franca, la sua compagna negli anni Quaranta. Il processo creativo di quest’opera è puntualmente descritto, passo dopo passo e pennellata su pennellata, nelle pagine del diario del pittore, che il pubblico può leggere.
Cavalli e la Fotografia: Un'Indagine Parallela
Oltre alla pittura, la mostra ha dedicato una sezione alla fotografia, un'altra forma d'arte praticata da Cavalli parallelamente al fratello Giuseppe. La mostra "Noi e l’immagine. Emanuele e Giuseppe Cavalli fotografi" ha presentato centotrenta scatti che testimoniano l'interesse di Cavalli per la fotografia come mezzo di espressione artistica.
L'Accademia del Cimento e il Contesto Scientifico del Seicento
Il contesto culturale in cui Cavalli operò era caratterizzato da un crescente interesse per la scienza e la sperimentazione. Le Accademie, come quella degli Intronati a Siena o quella degli Infiammati a Padova, non si limitarono agli interessi letterari, ma divennero luoghi privilegiati per la produzione scientifica. L'Accademia delle Arti e del Disegno, fondata da Cosimo I nel 1561, e l'Accademia del Cimento contribuirono allo sviluppo della cultura scientifica nel Seicento. Gli strumenti scientifici non servivano più solo per verificare ipotesi, ma diventavano parte integrante della prassi scientifica. La scienza acquisì un ruolo di primo piano grazie alla sua utilità operativa, mentre alle altre discipline si riconosceva la funzione di celebrare la grandezza medicea.
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