La storia delle Crêpes: un viaggio culinario dalla Francia al mondo

Le crêpes, un piatto versatile e amato in tutto il mondo, rappresentano un'eccellenza culinaria che si adatta a ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena, in versione dolce o salata. Originariamente nate in Francia come cibo povero, le crêpes hanno saputo conquistare i palati di diverse culture, personalizzandosi in base agli ingredienti e alle tradizioni locali.

Origini e significato

Il termine "crêpe" deriva dal latino "crispus", che significa "arricciato", evocando l'immagine di una frittata sottile e soffice, pronta per essere farcita e arrotolata. La storia delle crêpes affonda le sue radici nel V secolo, quando, secondo la leggenda, Papa Gelasio I ordinò ai suoi cuochi di preparare un cibo nutriente e semplice per sfamare i pellegrini francesi giunti a Roma. Farina e uova, ingredienti facilmente reperibili, furono la base per la creazione di queste sfoglie.

In Francia, le crêpes sono diventate un simbolo di amicizia e di buon auspicio. Durante la preparazione, si usava esprimere un desiderio mentre venivano girate nella padella. Questa tradizione sottolinea il valore sociale e affettivo che le crêpes hanno assunto nel corso dei secoli.

La ricetta: un classico intramontabile

La ricetta base delle crêpes dolci prevede pochi ingredienti: farina, uova, latte, burro e zucchero (quest'ultimo omesso nella versione salata). La variante più popolare è senza dubbio la crêpe alla Nutella, un connubio irresistibile di sapori. Tuttavia, le crêpes si prestano a innumerevoli farciture, sia dolci (marmellate, creme, frutta fresca) che salate (formaggi, salumi, verdure, pesce).

Per chi soffre di intolleranze, è possibile preparare crêpes senza glutine, sostituendo la farina 00 con farina di riso. La qualità degli ingredienti è fondamentale per ottenere un risultato eccellente.

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Consigli per una preparazione perfetta

Per cuocere crêpes lisce e morbide, è consigliabile utilizzare una piastra specifica o una padella antiaderente priva di graffi, leggermente unta con burro. È importante far riposare la pastella in frigorifero per almeno 30 minuti, in modo che la farina possa rilasciare l'amido. La pastella può essere preparata anche il giorno prima, avendo cura di mescolarla bene prima della cottura. La temperatura della padella deve essere regolata per garantire una cottura omogenea.

Varianti nel mondo

Le crêpes hanno dato origine a numerose varianti in tutto il mondo. In Bretagna, ad esempio, si trovano le "krampouezh" (con farina di frumento o grano saraceno) e le "galette" (cotte in una pentola dai bordi bassi). In Germania, le "Kaiserschmarrn" sono crêpes spesse servite con zucchero e marmellata. In Russia e Ucraina, i "blinis" sono piccole cialde lievitate farcite con caviale. In Ungheria, la "palacsinta" è simile alla crêpe francese, ma senza burro. In Inghilterra, i "cryspe" sono cialde fritte preparate con albume, farina e latte.

Le varianti italiane

Anche in Italia esistono diverse varianti di crêpes. Tra quelle salate, spiccano le crêpes ai gamberetti (ideali come antipasto o piatto unico) e le crêpes ai funghi (da abbinare alla polenta). Particolarmente originali sono le crêpes in brodo, una versione semplificata del piatto abruzzese chiamato "scrippelle in brodo".

Crêpes dolci: un'esplosione di golosità

Le crêpes dolci sono un vero e proprio invito alla golosità. Oltre alla classica Nutella, si possono farcire con crema pasticcera, panna montata, cioccolato fuso, marmellate, confetture, sciroppi, frutta fresca o secca. Un'altra variante molto apprezzata è la crêpe Suzette, imbevuta in una salsa a base di zucchero caramellato, succo e scorza di agrumi e liquore (Grand Marnier, triple sec o Curaçao all'arancia), spesso flambé per esaltarne l'aroma.

Crêpes salate: un'alternativa sfiziosa

Le crêpes salate offrono un'alternativa sfiziosa e versatile. Si possono farcire con formaggi (fontina, mozzarella, gorgonzola), salumi (prosciutto cotto, speck, salame), verdure (spinaci, funghi, zucchine), pesce (salmone, tonno, gamberetti) o carne (ragù, pollo). Le crêpes salate sono perfette come antipasto, piatto unico o secondo piatto.

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Crêpes: un dolce "storico"

Le crêpes sono un dolce con una lunga storia alle spalle, amato e conosciuto in tutto il mondo. In Italia, il termine "crêpe" viene tradotto con "crespella", un nome che deriva dal latino "crispus" e dal greco "κρίσπος" (krìspos), che significano rispettivamente "arricciato" e "avvolto". Questa etimologia richiama la forma e la consistenza tipiche delle crêpes.

Le crêpes sono spesso associate alla Candelora, una festa che si celebra il 2 febbraio. Secondo la tradizione, nel V secolo, Papa Gelasio I offrì focacce ai pellegrini giunti a Roma per la Candelora. Questa usanza potrebbe essere all'origine della tradizione francese di preparare crêpes in occasione di questa festa.

Crêpes e Candelora: un legame speciale

La Candelora, Chandeleur in francese, è una festa di origini antiche, legata ai riti di purificazione e fecondità della terra. Nell'antica Roma, la Candelora era associata ai Lupercalia, feste dedicate alla fertilità. Con il passare dei secoli, la Candelora è diventata una festa cristiana, celebrata con processioni e l'accensione di candele.

La tradizione di preparare crêpes per la Candelora potrebbe derivare dall'usanza di offrire focacce ai pellegrini, oppure da un'antica ricetta a base di farina e uova, simboli di prosperità e rinascita. La forma rotonda e il colore dorato delle crêpes ricordano il sole, simbolo della primavera che si avvicina.

Un aneddoto su Napoleone

Un curioso aneddoto lega Napoleone Bonaparte alle crêpes. Si racconta che, durante la Candelora del 1812, Napoleone stesse preparando le crêpes nel castello di Malmaison. Le prime quattro crêpes furono un successo, preannunciando la sua vittoria in quattro battaglie. La quinta crêpe, invece, fu un disastro, cosa che lo preoccupò molto. In effetti, nel giorno dell'incendio a Mosca, Napoleone disse al maresciallo Michel Ney: "Questa deve essere la quinta crêpe!".

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